Fra storia e leggenda

Il mito della fondazione di Fiesole in Dante e Giovanni Villani
La fondazione di Firenze secondo Robert Davidsohn
Firenze antica nelle cartoline di Corinto Corinti – Epoca Romana

In un mondo che corre veloce verso la digitalizzazione e l’automazione, esiste un patrimonio silenzioso che custodisce le nostre radici più profonde: quello degli antichi mestieri e delle tradizioni popolari. Parlare di queste professioni non significa semplicemente guardare al passato con nostalgia, ma riscoprire un’arte fatta di pazienza, manualità e profonda connessione con il territorio.
Firenze e l’artigianato della pelle
Arti e mestieri: i merciai a Firenze nel Medioevo
Quattro chiacchiere su Firenze: antichi mestieri
Corinto Corinti: via Calimala, la via dei pannilani
Prato una vocazione antica: l’Arte della lana e del tessuto
L’Arte dei Beccai e la bistecca alla fiorentina
Il Cappello di paglia di Firenze: un’antica manifattura toscana

Un viaggio lungo il tracciato della Cassia Vetus, una delle più importanti strade dell’antica Roma, che collegava la capitale con l’Etruria e la Toscana. Attraverso sei itinerari, raccontati dal professor Giovanni Caselli, seguiremo l’antica via da Roma fino a Lucca, attraversando città storiche, borghi, paesaggi rurali e territori segnati dalla presenza etrusca e romana.
Da Roma a Sutri, da Sutri a Bolsena, da Bolsena ad Arezzo, quindi verso Fiesole, Firenze e infine Lucca, ogni tappa offre l’occasione di riscoprire ponti, basolati, resti archeologici e antichi percorsi ancora riconoscibili nel paesaggio moderno. Un itinerario turistico e culturale per conoscere la storia della via Cassia e osservare come le grandi strade romane abbiano contribuito nei secoli allo sviluppo delle città e delle vie di comunicazione dell’Italia centrale.
Proponiamo sei itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Cassia (la così detta Cassia Vetus) da Roma a Lucca raccontati dal prof. Giovanni Caselli
La via Cassia Antica: da Roma a Sutri (primo itinerario)
La via Cassia Antica: da Sutri a Bolsena (secondo itinerario)
La via Cassia Antica: da Bolsena ad Arezzo (terzo itinerario)
La via Cassia Antica: da Arezzo a Fiesole (quarto itinerario)
La via Cassia Antica: da Fiesole a Firenze (quinto itinerario)

Castiglioncello e i Macchiaioli
A Rosignano Marittimo il Castello e il Museo
Antignano fra Otto e Novecento
L’antico porto di Vada Volterrana
Livorno com’era alla fine dell’Ottocento
Marina di Pisa o Bocca d’Arno nel 1899
Castiglioncello e i Macchiaioli
Antignano fra Otto e Novecento
L’antico porto di Vada Volterrana
Livorno com’era alla fine dell’Ottocento
Descritta da Guido Carocci in Bagni e villeggiature in Toscana, Firenze 1899

S. Giovanni Gualberto, discendente dalla famiglia dei nobili di Petrojo, ritiratosi con pochi compagni in un remitorio situato in un’alta valle del Monte Taborra, diramazione dell’Alpe di Pratomagno, ottenuta in dono nel 1039 dall’Abbadessa di S. Ellero, una parte di questo monte, vi erigeva il monastero, che prima si chiamò di S. Maria ad Acquabella, poi di Vallombrosa. … continua a leggere Vallombrosa com’era a fine Ottocento

La Garfagnana presenta un patrimonio fortificato complesso e spesso frainteso, nel quale è indispensabile distinguere con chiarezza tra castelli, rocche e cosiddette “terre murate”. Questa distinzione non è solo terminologica, ma riflette differenze sostanziali di funzione, struttura e contesto storico.
Le “terre murate” rappresentano una tipologia peculiare del territorio. Si tratta, in genere, di piccoli centri abitati sorti in posizione elevata — su colline o pendici montane — caratterizzati da una popolazione limitata e da un sistema difensivo estremamente essenziale. Tra il XIII e il XIV secolo questi borghi vennero dotati di una semplice cinta muraria in pietra, spesso con una sola porta d’accesso. La conformazione naturale del terreno, ripido e difficilmente accessibile, rendeva superflua la costruzione di fossati, affidando alla morfologia del sito gran parte della funzione difensiva. … continua a leggere Castelli, rocche e “terre murate” in Garfagnana

Chiassi chiassuoli e vicoli di Firenze
Quattro itinerari girellando per il centro di Firenze:
da via Isola delle Stinche a via della Condotta
da via dell’Agnolo a via de’ Pepi
da via della Condotta a Orsanmichele
da via Calimala a piazza de’ Salterelli
Due luoghi incantevoli e ricchi di storia ai quali la rivista tuttatoscana ha dedicato alcuni articoli che riproponiamo ai nostri lettori con un ricco corredo fotografico


Brancoleria e Controneria sono due tra le aree più affascinanti e meno conosciute delle colline lucchesi, territori dove storia, arte e paesaggio si intrecciano in un equilibrio rimasto intatto nei secoli. La rivista Tuttatoscana dedica a questi luoghi un percorso speciale, riproponendo ai lettori una selezione di articoli arricchiti da un ampio corredo fotografico che valorizza pievi millenarie, borghi silenziosi e testimonianze artistiche di straordinaria qualità.
Dalla Pieve di San Giorgio a Brancoli — il celebre “brancolino”, gioiello romanico immerso nel verde — alle chiese di San Lorenzo in Corte e Santa Maria Assunta in Piazza, la Brancoleria rivela un patrimonio spirituale e architettonico che racconta l’identità più antica del territorio. Allo stesso modo, la Controneria custodisce tesori unici come la chiesa di San Cassiano di Controne, celebre per le sue raffinate tarsie marmoree e per il museo che conserva opere d’arte di grande pregio.
Questa raccolta permette di riscoprire un paesaggio culturale ancora autentico, dove ogni pieve, ogni scorcio e ogni dettaglio architettonico testimoniano la lunga storia delle comunità che abitarono queste vallate. Un viaggio nella Toscana meno nota, ma tra le più ricche di suggestione.
Nella Brancoleria: San Lorenzo in Corte e Santa Maria Assunta in Piazza
La Pieve di San Giorgio a Brancoli
di Michele Zazzi

Vanth, divinità femminile della mitologia etrusca, si trova frequentemente rappresentata su monumenti funerari (urne, sarcofagi, tombe) su specchi o su vasi di ceramica con riguardo a scene di morte dal IV secolo a.C. in poi.
… continua a leggere Vanth, divinità etrusca dell’oltretomba