di Michele Zazzi

Prima ancora di diventare l’Ercole della tradizione romana, l’eroe greco Eracle entrò profondamente anche nell’immaginario religioso degli Etruschi, assumendo il nome di Hercle. L’articolo segue le tracce di questa presenza attraverso bronzetti votivi, specchi incisi, monete, terrecotte templari e reperti provenienti da luoghi fondamentali dell’Etruria, come il Lago degli Idoli sul Falterona, Veio, Pyrgi, Spina e Acquarossa. Ne emerge una figura complessa: non solo simbolo di forza e coraggio, ma anche divinità legata alle acque, ai viaggi, al commercio, alla guerra e alla protezione. Attraverso il mito di Hercle si apre così una finestra preziosa sul modo in cui gli Etruschi accolsero, trasformarono e resero propria una delle figure più celebri del mondo antico.
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