in epoca etrusco-romana

La battaglia di Alalìa fra Etruschi, Greci e Cartaginesi (540 a.C. circa)
La battaglia di Talamone tra Celti e Romani del 225 a.C.
La battaglia di Talamone narrata da Polibio
Annibale in Toscana fra storia e leggenda
di Alessandro Ferrini

Chi percorre oggi la strada SR 68 (Highway 68) della Val di Cecina, da Cecina verso Volterra e poi fino a Colle di Val d’Elsa, attraversa uno dei paesaggi più riconoscibili della Toscana: colline aperte, poderi, boschi, pievi isolate, borghi sulle alture e, più a ovest, l’aria marina della costa tirrenica. Nell’estate del 1944, però, quella stessa direttrice non era soltanto una strada. Era una linea militare, un asse di avanzata e di resistenza, un passaggio obbligato nella lunga risalita degli Alleati verso l’Arno.
Dopo la liberazione di Roma, avvenuta il 4 giugno 1944 il fronte risalì rapidamente verso nord, superò la Maremma, la costa livornese, la Val di Cecina, il Senese e l’area volterrana. La Quinta Armata americana e il Corpo di spedizione francese avanzarono in un territorio difficile, fatto di strade strette, rilievi, fiumi, campi minati e borghi naturalmente predisposti alla difesa.
… continua a leggere L’avanzata americana verso l’Arno
di Michele Zazzi

Prima ancora di diventare l’Ercole della tradizione romana, l’eroe greco Eracle entrò profondamente anche nell’immaginario religioso degli Etruschi, assumendo il nome di Hercle. L’articolo segue le tracce di questa presenza attraverso bronzetti votivi, specchi incisi, monete, terrecotte templari e reperti provenienti da luoghi fondamentali dell’Etruria, come il Lago degli Idoli sul Falterona, Veio, Pyrgi, Spina e Acquarossa. Ne emerge una figura complessa: non solo simbolo di forza e coraggio, ma anche divinità legata alle acque, ai viaggi, al commercio, alla guerra e alla protezione. Attraverso il mito di Hercle si apre così una finestra preziosa sul modo in cui gli Etruschi accolsero, trasformarono e resero propria una delle figure più celebri del mondo antico.
… vai alla pagina Il mito di Ercole in Etruria

L’archeologia industriale è la disciplina che studia e valorizza le testimonianze materiali del nostro passato produttivo, trasformando vecchi stabilimenti e macchinari in veri monumenti della memoria collettiva. A Firenze, questo legame tra lavoro, storia e territorio emerge con forza attraverso gli articoli e i reportage fotografici della rivista. Le sue pagine ci accompagnano in un viaggio urbano inedito alla scoperta delle grandi fabbriche e delle infrastrutture ottocentesche del capoluogo, svelando come questi colossi di ferro e mattoni abbiano plasmato lo sviluppo economico e l’identità sociale della città moderna.
Vai agli articoli:
Bellezza all’ “Acqua di rose” della Manetti e Roberts di Firenze
La fonderia del Pignone nel periodo di Firenze capitale
La nascita delle Officine Galileo
Fabbrica metalmeccanica Muzzi di Firenze
Ex Manifattura Tabacchi di Firenze
La manifattura Ginori al tempo di Firenze capitale
Galleria immagini: archeologia industriale a Firenze e dintorni

Badia Prataglia a fine Ottocento

Castel di Pietra e la leggenda della Pia
La leggenda della Rocca di Crevole
La leggenda di Margherita Marsili
Il Sasso di San Zanobi e la sua leggenda
Il castello di Romena fra poesia e leggenda
Castagnata del Diavolo: un piatto legato a una leggenda
A Capraia la leggenda di un cercatore di tesori
Abbazia di San Giusto a Pinone
Il castello di Romena fra poesia e leggenda
Abbazia di San Salvatore e la leggenda di re Rachis
Sant’Antimo tra leggenda e mistero
Leggende, aneddoti, proverbi e personaggi
San Miniato al Monte, la leggenda, la storia, le simbologie
Il mito della fondazione di Fiesole in Dante e Giovanni Villani
Il mito etrusco dell’agguato dei fratelli Vibenna all’indovino Cacu

I 10 articoli più letti nel mese di giugno 2026

Il patrimonio industriale della Toscana va ben oltre i confini del suo capoluogo, disegnando una mappa diffusa di vecchi stabilimenti, miniere e opifici che raccontano l’evoluzione del lavoro. Attraverso le sue pagine, la rivista Tuttatoscana ci accompagna in un viaggio nel tempo alla scoperta di questi colossi della produzione, oggi veri monumenti di archeologia industriale. Dalle grandi manifatture tessili ed estrattive delle province toscane fino alle storiche officine fiorentine, gli articoli svelano le sfide tecnologiche, l’architettura delle fabbriche e le storie delle comunità operaie che hanno plasmato l’identità economica del territorio.
Ex Fabbrica esplosivi Nobel (Signa)
Lanificio Ricci (Stia in Casentino)
Gli stabilimenti della Società Metallurgica Italiana (Campotizzoro)
La Bigattiera di villa Roncioni (San Giuliano Terme)
Le Saline di Tarquinia (fuori regione, provincia di Viterbo)
Vai a: Galleria immagini: archeologia industriale in Toscana