Viaggio tra Antichi Mestieri e Tradizioni di Toscana
In un mondo che corre veloce verso la digitalizzazione e l’automazione, esiste un patrimonio silenzioso che custodisce le nostre radici più profonde: quello degli antichi mestieri e delle tradizioni popolari. Parlare di queste professioni non significa semplicemente guardare al passato con nostalgia, ma riscoprire un’arte fatta di pazienza, manualità e profonda connessione con il territorio.
Un viaggio lungo il tracciato della Cassia Vetus, una delle più importanti strade dell’antica Roma, che collegava la capitale con l’Etruria e la Toscana. Attraverso sei itinerari, raccontati dal professor Giovanni Caselli, seguiremo l’antica via da Roma fino a Lucca, attraversando città storiche, borghi, paesaggi rurali e territori segnati dalla presenza etrusca e romana.
Da Roma a Sutri, da Sutri a Bolsena, da Bolsena ad Arezzo, quindi verso Fiesole, Firenze e infine Lucca, ogni tappa offre l’occasione di riscoprire ponti, basolati, resti archeologici e antichi percorsi ancora riconoscibili nel paesaggio moderno. Un itinerario turistico e culturale per conoscere la storia della via Cassia e osservare come le grandi strade romane abbiano contribuito nei secoli allo sviluppo delle città e delle vie di comunicazione dell’Italia centrale.
Proponiamo sei itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Cassia (la così detta Cassia Vetus) da Roma a Lucca raccontati dal prof. Giovanni Caselli
Descritta da Guido Carocci in Bagni e villeggiature in Toscana, Firenze 1899
Ferrovia S.Ellero – Saltino
S. Giovanni Gualberto, discendente dalla famiglia dei nobili di Petrojo, ritiratosi con pochi compagni in un remitorio situato in un’alta valle del Monte Taborra, diramazione dell’Alpe di Pratomagno, ottenuta in dono nel 1039 dall’Abbadessa di S. Ellero, una parte di questo monte, vi erigeva il monastero, che prima si chiamò di S. Maria ad Acquabella, poi di Vallombrosa. … continua a leggereVallombrosa com’era a fine Ottocento
La Garfagnana da Gallicano all’Appennino (Domenico Cecchi 1718)
La Garfagnana presenta un patrimonio fortificato complesso e spesso frainteso, nel quale è indispensabile distinguere con chiarezza tra castelli, rocche e cosiddette “terre murate”. Questa distinzione non è solo terminologica, ma riflette differenze sostanziali di funzione, struttura e contesto storico.
Le “terre murate” rappresentano una tipologia peculiare del territorio. Si tratta, in genere, di piccoli centri abitati sorti in posizione elevata — su colline o pendici montane — caratterizzati da una popolazione limitata e da un sistema difensivo estremamente essenziale. Tra il XIII e il XIV secolo questi borghi vennero dotati di una semplice cinta muraria in pietra, spesso con una sola porta d’accesso. La conformazione naturale del terreno, ripido e difficilmente accessibile, rendeva superflua la costruzione di fossati, affidando alla morfologia del sito gran parte della funzione difensiva. … continua a leggereCastelli, rocche e “terre murate” in Garfagnana
Due luoghi incantevoli e ricchi di storia ai quali la rivista tuttatoscana ha dedicato alcuni articoli che riproponiamo ai nostri lettori con un ricco corredo fotografico
Pieve di San Giorgio a Brancoli, il “brancolino”San Cassiano di Controne decorazione a tarsie
Brancoleria e Controneria sono due tra le aree più affascinanti e meno conosciute delle colline lucchesi, territori dove storia, arte e paesaggio si intrecciano in un equilibrio rimasto intatto nei secoli. La rivista Tuttatoscana dedica a questi luoghi un percorso speciale, riproponendo ai lettori una selezione di articoli arricchiti da un ampio corredo fotografico che valorizza pievi millenarie, borghi silenziosi e testimonianze artistiche di straordinaria qualità.
Dalla Pieve di San Giorgio a Brancoli — il celebre “brancolino”, gioiello romanico immerso nel verde — alle chiese di San Lorenzo in Corte e Santa Maria Assunta in Piazza, la Brancoleria rivela un patrimonio spirituale e architettonico che racconta l’identità più antica del territorio. Allo stesso modo, la Controneria custodisce tesori unici come la chiesa di San Cassiano di Controne, celebre per le sue raffinate tarsie marmoree e per il museo che conserva opere d’arte di grande pregio.
Questa raccolta permette di riscoprire un paesaggio culturale ancora autentico, dove ogni pieve, ogni scorcio e ogni dettaglio architettonico testimoniano la lunga storia delle comunità che abitarono queste vallate. Un viaggio nella Toscana meno nota, ma tra le più ricche di suggestione.
Vanth, divinità femminile della mitologia etrusca, si trova frequentemente rappresentata su monumenti funerari (urne, sarcofagi, tombe) su specchi o su vasi di ceramica con riguardo a scene di morte dal IV secolo a.C. in poi.
Prospetto del nuovo forte di San Rocco (seconda metà del Settecento)
Marina di Grosseto è la principale frazione balneare del comune di Grosseto, adagiata lungo la costa tirrenica tra Principina a Mare e Castiglione della Pescaia. La sua vicenda storica è relativamente recente, ma affonda le radici nelle trasformazioni ambientali e sociali che hanno caratterizzato la Maremma tra Ottocento e Novecento.
Per secoli l’area dove oggi sorge Marina di Grosseto fu inospitale: un territorio paludoso e malsano, dominato dalla malaria e inadatto a insediamenti stabili. L’unica presenza significativa era costituita dalle torri e dai fortilizi costieri, costruiti tra Medioevo ed Età moderna per difendere il litorale dalle incursioni di pirati e corsari.