La viabilità nel Granducato di Toscana

La rivoluzione stradale transappenninca dei Lorena

di Alessandro Ferrini

Atlante geografico, fisico e storico del Granducato di Toscana (Attilio Zuccagni-Orlandini Accademia dei georgofili 1832)
Atlante geografico, fisico e storico del Granducato di Toscana (Attilio Zuccagni-Orlandini Accademia dei georgofili 1832)

Nel corso del Settecento e dell’Ottocento, la viabilità del Granducato di Toscana conobbe una profonda trasformazione. I Lorena compresero che una rete stradale moderna ed efficiente era indispensabile per favorire i commerci, migliorare i collegamenti tra le città e integrare le zone più isolate dello Stato. Particolare attenzione venne riservata alle grandi direttrici transappenniniche, che consentivano di superare la barriera naturale dell’Appennino e di mettere la Toscana in comunicazione con Bologna, Modena, la Romagna e l’Italia settentrionale.

Tra queste vie ebbe un ruolo centrale la strada Bolognese, lungo la quale sorsero stazioni di posta, locande e osterie destinate al cambio dei cavalli e all’accoglienza dei viaggiatori.

Luoghi come San Gavino Adimari e l’antica osteria di Montecarelli conservano ancora oggi la memoria di un’epoca in cui il viaggio era lento, faticoso e scandito dalle soste lungo il percorso.

Accanto alla via Bolognese furono sviluppate altre importanti strade, come la via regia Pistoia Modena attraverso il passo dell’Abetone, la strada della Consuma verso il Casentino, la strada di Romagna per il Muraglione e quella del passo del Cerreto. Queste infrastrutture non modificarono soltanto la mobilità, ma contribuirono alla crescita economica, sociale e culturale dei territori attraversati.

Gli articoli qui raccolti ricostruiscono la storia di queste antiche vie, delle loro stazioni di posta e dei paesaggi appenninici che per secoli hanno accompagnato mercanti, funzionari, eserciti e viaggiatori e che ancora oggi percorriamo.

I Lorena e la via Bolognese

Le stazioni di posta sulla via Bolognese

Lungo antiche vie di Posta: da Firenze a Bologna: San Gavino Adimari e l’Antica osteria di Montecarelli

Galleria immagini: le vecchie stazioni di posta della via Bolognese

La via regia Pistoia – Modena o dell’Abetone

La strada Firenze – passo della Consuma – Casentino

La strada di Romagna per il Muraglione

La strada del passo del Cerreto

L’avanzata alleata verso l’Arno nel luglio 1944

La conquista di Livorno e Pisa

Mappa dell'avanzata alleata verso Livorno e Pisa (da: Chester G. Starr, From Salerno to the Alps: A History of the Fifth Army, 1943–1945, Washington, D.C., Infantry Journal Press, 1948)

Tra il 2 e il 23 luglio 1944 la Toscana occidentale fu teatro di una delle fasi decisive dell’avanzata alleata verso il nord Italia. Dopo la conquista di Cecina, la Quinta Armata americana rafforzò sensibilmente le proprie forze con l’obiettivo di raggiungere l’Arno, occupare Livorno e Pisa e costringere le truppe tedesche a ripiegare verso nuove posizioni difensive. Il peso principale delle operazioni ricadde sul IV Corpo e soprattutto sulla 34ª Divisione di fanteria, affiancata dalla 88ª e dalla 91ª Divisione.

L’avanzata si presentò fin dall’inizio difficile. Il territorio a nord di Cecina, caratterizzato da colline, rilievi e strette vallate, offriva ai tedeschi eccellenti possibilità di difesa. La strategia americana prevedeva di procedere lungo più direttrici: mentre alcuni reparti avanzavano attraverso la valle interna e le alture di Castellina Marittima, altri seguivano il settore costiero. L’obiettivo era superare la linea difensiva nemica e raggiungere l’Arno aggirando Livorno, in modo da isolare il porto prima dell’ingresso in città. … continua a leggere L’avanzata alleata verso l’Arno nel luglio 1944

Pievi in Lunigiana

Tre esempi straordinari del romanico in Lunigiana

Terra di passaggi, castelli e antiche vie di pellegrinaggio, la Lunigiana custodisce un patrimonio storico dal fascino senza tempo. In questo articolo vi portiamo alla scoperta di tre straordinari esempi di architettura romanica, dove la pietra racconta storie millenarie di fede e cultura: la maestosa Pieve di San Lorenzo, il suggestivo e antico complesso di Codiponte, e la storica Pieve di Santo Stefano. Un viaggio unico tra arte, spiritualità e paesaggi senza tempo.

A Codiponte in Lunigiana: un’antica pieve

Pieve di San Lorenzo in Lunigiana

In Lunigiana: la pieve di Santo Stefano

La dea etrusca Northia e la cerimonia del chiodo

di Michele Zazzi

Particolare dello specchio etrusco con Athrpa, conservato a Berlino
Particolare dello specchio etrusco con Athrpa, conservato a Berlino

Le fonti latine fanno riferimento alla dea etrusca Northia/Nortia che in lingua etrusca era forse Nurtia o Nursia.

Tito Livio, in particolare, nella sua opera Ab Urbe Condita, riferisce che, secondo un’antica legge, il praetor maximus, sul Campidoglio, alle idi di settembre (13 settembre), celebrava il rito dell’infissione del chiodo (clavum pangere) nel tempio della Triade Capitolina (Giove, Giunone e Minerva).

Il chiodo veniva piantato nella parete destra riservata alla dea Minerva, l’inventrice dei numeri, per fare il computo degli anni (perchè ai tempi dell’antica legge era rarissima la conoscenza della scrittura).

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I top ten di luglio 2026

I 10 articoli di tuttatoscana più letti nel mese di luglio 2026

Il sasso del Regio: modalità dell’affermazione del Cristianesimo

di Giovanni Caselli

Clemente di Alessandria
Clemente di Alessandria

Alla Docciolina c’è l’albero, c’è il sasso e c’è la fonte. Naturalmente il sasso e la fonte sono lì da secoli mentre l’albero ha si e no 40 anni, tuttavia è assai probabile che in passato un venerando albero abbia adombrato sia il sasso sia il pellegrino che vi giungeva per devozione. … continua a leggere Il sasso del Regio: modalità dell’affermazione del Cristianesimo

La via Faentina in epoca romana

Da Firenze a Faenza lungo un’antica via romana

di Alessandro Ferrini

Tracciato della via Faventina
Tracciato della via Faventina

Costruita lungo un antico percorso etrusco – secondo alcuni nel 150 a.C. secondo altri dopo la fondazione di Firenze nel 59 a.C. – è registrata nell’Itinerarium Antonini (una sorta di stradario della viabilità romana che riporta le distanze in m.p. fra le varie località, risalente al periodo di Diocleziano, nel III secolo d.C.) nel percorso “via a Faventia – Lucam”. Era considerata far parte del sistema viario militare che da Firenze giungeva fino a Lucca e poi a Luni: una sorta di strada dei due mari che univa Adriatico e Tirreno. L’Itinerarium fa partire la strada consolare da Faenza e quindi anche il computo delle distanze (come appare dalla fig.1), noi invece ricostruiamo il percorso partendo da Firenze, da Porta contra Aquilonem, quella a nord, situata più o meno fra piazza San Giovanni e via de’ Cerretani, passava per Borgo san Lorenzo e via san Gallo fino a incrociare l’odierna via Faentina sul torrente Mugnone. continua a leggere Da Firenze a Faenza: la via Faventina

 

Guelfi e Ghibellini, Dante e il Casentino

La storia, i castelli e la battaglia di Campaldino

di Giovanni Caselli

Azzo di Masetto - Scontro tra cavalieri (particolare di affresco fine sec. XIII)
Azzo di Masetto – Scontro tra cavalieri (particolare di affresco fine sec. XIII)

Nella storia delle lotte tra Guelfi e Ghibellini la battaglia più importante nella storia della Toscana medievale fu quella di Montaperti, le cui conseguenze ebbero ripercussioni drammatiche anche su Dante e sul Casentino. Firenze e Siena avevano origini assai diverse. Firenze era un antico porto fluviale quando i romani raggiunsero la Valle dell’Arno nel II secolo a.C. e fondarono la colonia romana dove era in precedenza il porto villanoviano, poi etrusco.

La pianura tra Firenze e Pistoia fu centuriata e i terreni assegnati ai veterani delle guerre di conquista. Siena, situata all’interno dell’Etruria rurale, era un piccolo centro abitato in epoca Romana, un crocevia noto solo come sosta dei pastori transumanti dall’Appennino alle Maremme, si sviluppò solo in epoca longobarda quando si intensificò il traffico terrestre lungo la strada di Francia, la nuova arteria per Roma, laddove questa incrocia la via delle pecore per i “paschi” delle Maremme. … continua a leggere  Dante in Casentino

La fondazione di Firenze

Fra storia e leggenda

Lo sviluppo urbanistico di Firenze I-III secolo
Firenze mappe

Il mito della fondazione di Fiesole in Dante e Giovanni Villani

La fondazione di Firenze secondo Robert Davidsohn

Le origini romane di Firenze

Firenze in epoca romana

Firenze antica nelle cartoline di Corinto Corinti – Epoca Romana

“Fiorenza dentro da la cerchia antica”

Antichi mestieri e tradizioni

Viaggio tra Antichi Mestieri e Tradizioni di Toscana

La bottega del merciaio (miniatura)

In un mondo che corre veloce verso la digitalizzazione e l’automazione, esiste un patrimonio silenzioso che custodisce le nostre radici più profonde: quello degli antichi mestieri e delle tradizioni popolari. Parlare di queste professioni non significa semplicemente guardare al passato con nostalgia, ma riscoprire un’arte fatta di pazienza, manualità e profonda connessione con il territorio.

Firenze e l’artigianato della pelle

Arti e mestieri: i merciai a Firenze nel Medioevo

Il castrino

Quattro chiacchiere su Firenze: antichi mestieri

Corinto Corinti: via Calimala, la via dei pannilani

Prato una vocazione antica: l’Arte della lana e del tessuto

L’Arte dei Beccai e la bistecca alla fiorentina

Il Cappello di paglia di Firenze: un’antica manifattura toscana

I presepi di Montorsaio

Parole desuete e scene di vita di Toscana

Il pagliaio

Il “rialto”: una parola in disuso nel vocabolario toscano