La rivoluzione stradale transappenninca dei Lorena
di Alessandro Ferrini

Nel corso del Settecento e dell’Ottocento, la viabilità del Granducato di Toscana conobbe una profonda trasformazione. I Lorena compresero che una rete stradale moderna ed efficiente era indispensabile per favorire i commerci, migliorare i collegamenti tra le città e integrare le zone più isolate dello Stato. Particolare attenzione venne riservata alle grandi direttrici transappenniniche, che consentivano di superare la barriera naturale dell’Appennino e di mettere la Toscana in comunicazione con Bologna, Modena, la Romagna e l’Italia settentrionale.
Tra queste vie ebbe un ruolo centrale la strada Bolognese, lungo la quale sorsero stazioni di posta, locande e osterie destinate al cambio dei cavalli e all’accoglienza dei viaggiatori.
Luoghi come San Gavino Adimari e l’antica osteria di Montecarelli conservano ancora oggi la memoria di un’epoca in cui il viaggio era lento, faticoso e scandito dalle soste lungo il percorso.
Accanto alla via Bolognese furono sviluppate altre importanti strade, come la via regia Pistoia Modena attraverso il passo dell’Abetone, la strada della Consuma verso il Casentino, la strada di Romagna per il Muraglione e quella del passo del Cerreto. Queste infrastrutture non modificarono soltanto la mobilità, ma contribuirono alla crescita economica, sociale e culturale dei territori attraversati.
Gli articoli qui raccolti ricostruiscono la storia di queste antiche vie, delle loro stazioni di posta e dei paesaggi appenninici che per secoli hanno accompagnato mercanti, funzionari, eserciti e viaggiatori e che ancora oggi percorriamo.
Le stazioni di posta sulla via Bolognese
Galleria immagini: le vecchie stazioni di posta della via Bolognese
La via regia Pistoia – Modena o dell’Abetone
La strada Firenze – passo della Consuma – Casentino










