Estesa per circa 15 chilometri lungo il litorale grossetano, la Pineta del Tombolo è un corridoio verde protetto di straordinaria bellezza che unisce Castiglione della Pescaia a Principina a Mare, attraversando Marina di Grosseto. Spesso considerata il frutto dei rimboschimenti ottocenteschi voluti dai Lorena, questa suggestiva foresta costiera nasconde in realtà origini molto più antiche, che affondano le radici nell’epoca romana e nei primi statuti del Quattrocento.
Suggestiva regione storica dell’Appennino Settentrionale
La Romagna toscana è una suggestiva regione storica dell’Appennino settentrionale, sintesi perfetta tra una radice culturale e un lungo dominio politico. Il nome unisce l’antica voce Romània – termine con cui i Longobardi indicavano la terra dei “Romani” bizantini nel ravennate – all’aggettivo toscana, legato a oltre cinque secoli di dominazione fiorentina e medicea iniziata nel Trecento.
Geograficamente, il territorio occupa il versante adriatico dell’Appennino tosco-romagnolo, sviluppandosi lungo le alte valli dei fiumi Lamone, Montone, Rabbi, Bidente e Savio. I suoi confini naturali sono delimitati a nord dalla pianura forlivese e faentina, e a sud dal crinale montuoso che lo separa dal Mugello e dal Casentino.
Nonostante un decreto del 1923 abbia spostato la maggior parte dei suoi comuni (come Castrocaro, Bagno di Romagna e San Benedetto in Alpe) sotto la provincia di Forlì, l’Alto Mugello (Marradi, Palazzuolo sul Senio, Firenzuola) è rimasto amministrativamente in Toscana. Questa terra di confine conserva ancora oggi un’identità unica, dove l’architettura rinascimentale fiorentina si fonde indissolubilmente con la lingua, la gastronomia e le tradizioni tipiche della Romagna.
Val di Cornia: alla scoperta di Campiglia Marittima e Suvereto
Campiglia Marittima, la Rocca particolare della bifora del palazzo signorile (XI-XV secolo)
Nel cuore della Maremma Livornese, la Val di Cornia custodisce un legame millenario tra l’uomo, la pietra e la terra. Questo angolo di Toscana incanta i viaggiatori grazie al fascino intatto dei suoi insediamenti medievali e a un patrimonio archeologico unico in Europa.
Il viaggio comincia a Campiglia Marittima, splendido borgo collinare che domina il panorama costiero. Oltre ai suoi vicoli suggestivi, testimoniati da una ricca galleria immagini, il territorio ospita la splendida Pieve di San Giovanni fuori le mura, capolavoro dell’arte romanica. A breve distanza, il Parco Archeominerario di San Silvestro permette di calarsi letteralmente nella storia: qui è possibile esplorare le gallerie sotterranee della Miniera del Temperino e ammirare i resti della Rocca di San Silvestro, l’antico villaggio fortificato dei minatori medievali.
Poco distante si incontra Suvereto, inserito tra i borghi più belli d’Italia. Cinto da mura secolari, il paese accoglie i visitatori con i suoi palazzi in pietra e una forte tradizione legata ai grandi vini DOC della zona. Una guida dedicata e una galleria fotografica vi accompagneranno alla scoperta di questo gioiello senza tempo, perfetto connubio tra storia e identità toscana.
La rivoluzione stradale transappenninca dei Lorena
di Alessandro Ferrini
Atlante geografico, fisico e storico del Granducato di Toscana (Attilio Zuccagni-Orlandini Accademia dei georgofili 1832)
Nel corso del Settecento e dell’Ottocento, la viabilità del Granducato di Toscana conobbe una profonda trasformazione. I Lorena compresero che una rete stradale moderna ed efficiente era indispensabile per favorire i commerci, migliorare i collegamenti tra le città e integrare le zone più isolate dello Stato. Particolare attenzione venne riservata alle grandi direttrici transappenniniche, che consentivano di superare la barriera naturale dell’Appennino e di mettere la Toscana in comunicazione con Bologna, Modena, la Romagna e l’Italia settentrionale.
Tra queste vie ebbe un ruolo centrale la strada Bolognese, lungo la quale sorsero stazioni di posta, locande e osterie destinate al cambio dei cavalli e all’accoglienza dei viaggiatori.
Luoghi come San Gavino Adimari e l’antica osteria di Montecarelli conservano ancora oggi la memoria di un’epoca in cui il viaggio era lento, faticoso e scandito dalle soste lungo il percorso.
Accanto alla via Bolognese furono sviluppate altre importanti strade, come la via regia Pistoia Modena attraverso il passo dell’Abetone, la strada della Consuma verso il Casentino, la strada di Romagna per il Muraglione e quella del passo del Cerreto. Queste infrastrutture non modificarono soltanto la mobilità, ma contribuirono alla crescita economica, sociale e culturale dei territori attraversati.
Gli articoli qui raccolti ricostruiscono la storia di queste antiche vie, delle loro stazioni di posta e dei paesaggi appenninici che per secoli hanno accompagnato mercanti, funzionari, eserciti e viaggiatori e che ancora oggi percorriamo.
Tra il 2 e il 23 luglio 1944 la Toscana occidentale fu teatro di una delle fasi decisive dell’avanzata alleata verso il nord Italia. Dopo la conquista di Cecina, la Quinta Armata americana rafforzò sensibilmente le proprie forze con l’obiettivo di raggiungere l’Arno, occupare Livorno e Pisa e costringere le truppe tedesche a ripiegare verso nuove posizioni difensive. Il peso principale delle operazioni ricadde sul IV Corpo e soprattutto sulla 34ª Divisione di fanteria, affiancata dalla 88ª e dalla 91ª Divisione.
L’avanzata si presentò fin dall’inizio difficile. Il territorio a nord di Cecina, caratterizzato da colline, rilievi e strette vallate, offriva ai tedeschi eccellenti possibilità di difesa. La strategia americana prevedeva di procedere lungo più direttrici: mentre alcuni reparti avanzavano attraverso la valle interna e le alture di Castellina Marittima, altri seguivano il settore costiero. L’obiettivo era superare la linea difensiva nemica e raggiungere l’Arno aggirando Livorno, in modo da isolare il porto prima dell’ingresso in città. … continua a leggereL’avanzata alleata verso l’Arno nel luglio 1944
Terra di passaggi, castelli e antiche vie di pellegrinaggio, la Lunigiana custodisce un patrimonio storico dal fascino senza tempo. In questo articolo vi portiamo alla scoperta di tre straordinari esempi di architettura romanica, dove la pietra racconta storie millenarie di fede e cultura: la maestosa Pieve di San Lorenzo, il suggestivo e antico complesso di Codiponte, e la storica Pieve di Santo Stefano. Un viaggio unico tra arte, spiritualità e paesaggi senza tempo.
Particolare dello specchio etrusco con Athrpa, conservato a Berlino
Le fonti latine fanno riferimento alla dea etrusca Northia/Nortia che in lingua etrusca era forse Nurtia o Nursia.
Tito Livio, in particolare, nella sua opera Ab Urbe Condita, riferisce che, secondo un’antica legge, il praetor maximus, sul Campidoglio, alle idi di settembre (13 settembre), celebrava il rito dell’infissione del chiodo (clavum pangere) nel tempio della Triade Capitolina (Giove, Giunone e Minerva).
Il chiodo veniva piantato nella parete destra riservata alla dea Minerva, l’inventrice dei numeri, per fare il computo degli anni (perchè ai tempi dell’antica legge era rarissima la conoscenza della scrittura).
Alla Docciolina c’è l’albero, c’è il sasso e c’è la fonte. Naturalmente il sasso e la fonte sono lì da secoli mentre l’albero ha si e no 40 anni, tuttavia è assai probabile che in passato un venerando albero abbia adombrato sia il sasso sia il pellegrino che vi giungeva per devozione. … continua a leggereIl sasso del Regio: modalità dell’affermazione del Cristianesimo
Costruita lungo un antico percorso etrusco – secondo alcuni nel 150 a.C. secondo altri dopo la fondazione di Firenze nel 59 a.C. – è registrata nell’Itinerarium Antonini (una sorta di stradario della viabilità romana che riporta le distanze in m.p. fra le varie località, risalente al periodo di Diocleziano, nel III secolo d.C.) nel percorso “via a Faventia – Lucam”. Era considerata far parte del sistema viario militare che da Firenze giungeva fino a Lucca e poi a Luni: una sorta di strada dei due mari che univa Adriatico e Tirreno. L’Itinerarium fa partire la strada consolare da Faenza e quindi anche il computo delle distanze (come appare dalla fig.1), noi invece ricostruiamo il percorso partendo da Firenze, da Porta contra Aquilonem, quella a nord, situata più o meno fra piazza San Giovanni e via de’ Cerretani, passava per Borgo san Lorenzo e via san Gallo fino a incrociare l’odierna via Faentina sul torrente Mugnone. …continua a leggere Da Firenze a Faenza: la via Faventina