Il sasso del Regio: Laverna


La Verna del Casentino

di Giovanni Caselli

La montagna della Verna

Pulchra Laverna, da mihi fallere, da iusto sanctoque videri, noctem peccatis et fraudibus obice nubem.  (Orazio, “Lettere” XVI – 60)

Non est in toto sanctior orbe mons (Non vi è monte più santo al mondo) Scritto su una lapide presso l’ingresso a la Verna.

Effigie di Laverna, dea protettrice dei ladri nella mitologia romana

Non esisto ad associare La Verna del Casentino alla divinità romano-italica Laverna, risultando ciò palese sia dalla derivazione del nome, sia dal fatto che le notizie tramandate dalla tradizione popolare concernenti la persistenza del culto di Laverna, provengono dall’Appennino tosco-romagnolo e da Firenze e provincia, dove operavano, fino ai primi decenni del XX secolo, “streghe e stregoni” romagnoli. … Continua

Il mistero delle statue stele in Lunigiana


di Barbara Carraresi

Avvolta nella nebbia di un mattino autunnale. Divisa a metà dal fiume Magra che dorme. Circondata da possenti mura medievali che già a un primo sguardo evocano immagini di battaglie, mercanti, pellegrini e gabellieri. E sullo sfondo le figure sfumate e spettrali dei Castelli Malaspina, che trasudano di un antico odio mai estinto. Così si presenta Pontremoli a chi se la trova davanti per la prima volta. Un affascinante borgo lunigianese avviluppato in una coltre densa di storia e di mistero. … Continua

A Grosseto in giro per le mura medicee


di Salvina Pizzuoli

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La città murata di Grosseto, vista dall’alto, ha la forma di un esagono irregolare con sei bastioni angolari, uno per ogni angolo dell’esagono, a forma di freccia, per un perimetro di circa duemilanovecento metri. 

Le imponenti mura furono volute dalla famiglia dei Medici e costruite su progetto di Baldassarre Lanci da Urbino. La costruzione del complesso architettonico occupò un periodo molto lungo, dal 1574 al 1593 come indicato nella targa sul portale della Fortezza a ricordo della conclusione dei lavori. … Continua

Il sasso del Regio: l’albero, il sasso, la fonte, l’eremita e il monaco


di Giovanni Caselli

Alla Docciolina c’è l’albero, c’è il sasso e c’è la fonte. Naturalmente il sasso e la fonte sono lì da secoli mentre l’albero ha si e no 40 anni, tuttavia è assai probabile che in passato un venerando albero abbia adombrato sia il sasso sia il pellegrino che vi giungeva per devozione.

Il Sasso viene da alcuni definito come “immagine di un eremita”. Ma perché un eremita o la sua immagine dovrebbero diventare oggetto di culto e venerazione? La spiegazione sta nel fatto che la devozione mutò la sua natura quando la costante minaccia di persecuzione diminuì e quindi scomparve. L’ascesi sostituì il martirio come il più alto ideale a cui il cristiano potesse aspirare. … Continua

Grosseto, capitale della Maremma


Storia e geografia di una città munita

di Salvina Pizzuoli

La pianura di Grosseto e la foce dell’Ombrone (sec. XVII). Si consiglia di cliccare sul’immagine per ingrandirla

Quella che oggi conosciamo come la fertile piana dove sorge la città di Grosseto ha subito nel corso dei secoli varie e profonde trasformazioni geografiche e di conseguenza storiche: la geografia di un territorio segna e detta le sue leggi modellando e modificando non solo gli ambienti naturali ma influenzandone gli avvenimenti e, in alcuni casi, decretando la disfatta o la nascita di insediamenti umani o alterne vicende legate ora all’una ora all’altra. È questo il caso di Grosseto. … Continua

I top ten di ottobre 2017


 

I 10 articoli più letti nel mese di  ottobre 2017

 

Il sasso del Regio: sensazionale scoperta archeologica in Casentino
Microstoria in cucina: la nepitella
A Capraia la leggenda di un cercatore di tesori
Paesi fantasma in Toscana: Toiano in Valdera
Cosa rivela il DNA degli Etruschi?
Firenze in antiche mappe
Nascita e sviluppo della Ferrovia Faentina
Vecchia Firenze e dintorni (solo foto d’epoca)
La “risciacquatura dei panni in Arno”: Manzoni a Firenze nell’estate del 1827
Gli stemmi comunali toscani

 

Il sasso del Regio: modalità dell’affermazione del Cristianesimo


di Giovanni Caselli 

San Martino di Tours (particolare dell’affresco di Simone Martini)

Come scrive J.A.F.Thomson, (1998) “Mentre i luoghi sacri del paganesimo diventavano tabernacoli di santi e martiri, le autorità ecclesiastiche esercitavano il controllo su di essi e sui riti che vi si svolgevano”. Sulpicio Severo riporta che perfino San Martino di Tours era scettico sul fatto che sotto i templi cristiani dedicati ai martiri si trovassero davvero le loro ossa; quando scoprì che sotto un altare era sepolto un brigante, subito fece distruggere l’altare. Il paganesimo fu bandito da Teodosio I (379-395) che dichiarò la religione cristiana unica religione dell’Impero. Tuttavia è giusto chiederci fino a che punto il popolo minuto -delle città come delle campagne- fosse realmente cristianizzato nel IV secolo. E’ chiaro che nella maggior parte dei casi la gente accettava i riti e le formule della Chiesa come supplementi delle loro reali credenze, primo perché era obbligata ad accettare il cristianesimo per legge, secondo perché la sua cultura era politeistica (J.A.F.Thomson, 1998). I primi cristiani furono infatti ebrei e appartenenti ad altre religioni monoteiste, come il buddismo e il mazdaismo. Nelle città, in virtù del fatto che la stragrande maggioranza della popolazione era di origini levantine, il Cristianesimo attecchì presto e senza problemi (J. M. H. Smith, 2005).

I Goti che invasero l’Italia provenivano dai Balcani,  … Continua

Melù, Potassolo, Ficamaschia


Piatti tipici toscani, la loro storia e le loro ricette

Stiamo parlando di un pesce, poco conosciuto con tutti e tre i nomi che lo indicano, l’ultimo decisamente caratteristico. 

Il Melù o Potassolo o Ficamaschia

Siamo a Porto Ercole, conosciuta e amata località turistica nel promontorio del Monte Argentario.

Il Melù/Potassolo appartiene alla famiglia dei merluzzi ed è uno dei pesci presenti nella baia e da sempre usato dai pescatori del luogo per il consumo personale. Un pesce che invece oggi vanta una saga a lui dedicata con il nome con cui i locali lo designano, ficamaschia, dal 18 al 27 di agosto proprio a Porto Ercole. Non pensiamo con questo che sia un esemplare tipico solo di questa zona perché il Melù/Potassolo è uno dei pesci più comuni lungo le coste italiane. … Continua