Fabbrica metalmeccanica Muzzi di Firenze

Quando a Firenze si producevano motori

di Alessandro Ferrini

Manifesto Officine Meccaniche Muzzi Firenze

Non sono molte le notizie su questa fabbrica metalmeccanica, fiore all’occhiello dell’industria nazionale attiva a Firenze. Giovanni Muzzi, un abile maestro vetraio milanese, dopo aver lavorato nella vetreria artistica Altona di Savona, si trasferì a Firenze nel 1892 e dette vita a una piccola officina in via Boccaccio specializzata nella costruzione di stampi per vetro. Alla sua morte nel 1902 l’attività fu rilevata dai quattro figli che trasferirono il laboratorio in via Guglielmo Pepe.

Nel 1910 la società si sciolse, Angelo Muzzi continuò l’attività del padre mentre gli altri tre fratelli fondarono una nuova impresa, la F.lli Muzzi fu Giovanni, con sede negli ex locali delle Officine Galileo, alle Cure; lì progettarono e realizzarono il primo motore industriale a scoppio interamente di costruzione italiana. … continua a leggere Industrie meccaniche Muzzi di Firenze

Ripercorriamo oggi il tracciato dell’antica strada romana Clodia

Proponiamo tre itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Clodia raccontati dal prof. Giovanni Caselli

Percorso della via Clodia (in fucsia)

La via Clodia: da Roma a Veio

La via Clodia: da Veio a Roselle

La via Clodia in Maremma.

Iscrizioni votive etrusche

di Michele Zazzi

Aree sacre, santuari e depositi votivi dell’Etruria (centrale, settentrionale e meridionale) hanno restituito ex voto di vari tipi (statue e statuette di divinità ed offerenti, parti del corpo umano, animali, vasi, armi, etc …).

Le offerte, donazioni alle divinità da parte di devoti (appartenenti a tutti ceti sociali) potevano essere propiziatorie (richieste di guarigione o protezione) o di ringraziamento in adempimento di un voto per aver ottenuto una grazia ed anche a prescindere da un impegno assunto in tal senso dal donante. 

Talvolta gli ex voto possedevano un valore intrinseco, essendo costituiti da pezzi di metallo grezzo o variamente lavorato; più spesso, tuttavia, avevano valore simbolico ed erano realizzati in argilla, metallo o altri materiali, sotto forma di riproduzioni di determinati soggetti. Poteva trattarsi di oggetti prodotti ad hoc o di oggetti comuni adattati allo scopo tramite consacrazione.

I reperti votivi erano funzionalmente vincolati alla divinità dedicataria ed in qualche caso recano l’esplicito divieto di appropriazione. Su di una oinochoe in bucchero dedicata da Venalia Slarinas a Menerva si legge “non mi prendere: io (sono) sacro”.

continua a leggere Iscrizioni votive etrusche

L’arte del ferro a Firenze

arpioni, lanterne, inferriate, cancellate

Loggia del Bigallo arcata a rosta della cancellata
Loggia del Bigallo arcata a rosta della cancellata

Andare in giro per Firenze significa non solo ammirare le eleganti e pregevoli architetture dei suoi palazzi e chiese, ma scoprirne anche i dettagli, quella miriade di opere artigianali a decorazione di quei palazzi e strade e tabernacoli e chiese. In questo caso vogliamo soffermarci ad ammirare un’arte antica che occupa tanto spazio all’interno e all’esterno di edifici e pubblici e privati: il ferro e il ferro battuto.   …   continua a leggere   L’arte del ferro: arpioni, lanterne, inferriate, cancellate, a Firenze

L’antica Etruria di Plinio il Vecchio

Antica Etruria, la VII regio
L’antica Etruria

Nella Naturalis Historia, la sua monumentale opera, Caio Plinio Secondo, detto Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), oltre alla famosa classificazione delle specie botaniche ci offre anche la descrizione geografica del territorio europeo e del bacino mediterraneo. Riportiamo di seguito il brano relativo all’Etruria.

“La costa della Liguria si estende per 211 miglia dal fiume Varo1 al Magra. Da lì inizia la settima regione, l’Etruria; una regione che spesso ha cambiato nome. In tempi antichi i Pelasgi cacciarono da essa gli Umbri, ma ne furono a loro volta scacciati dai Lidi. Dal nome del re di questi gli abitanti furono chiamati Tirreni3. In seguito, dalla parola greca del rito sacrificale, presero il nome di Tusci4.

… continua a leggere L’antica Etruria descritta da Plinio il Vecchio

La rivolta del maggio 1898 a Firenze

di Alessandro Ferrini

I tumulti del maggio 1898 a Firenze Disegno di Achille Beltramo per la "Domenica del Corriere"
Disegno di Achille Beltramo per la “Domenica del Corriere”

Che dopo l’unità d’Italia le condizioni delle classi subalterne andassero via via peggiorando è purtroppo un dato di fatto: il tentativo di risanare il bilancio dello Stato, il cui debito esorbitante dopo l’unificazione era ulteriormente salito per gli investimenti nella costruzione di nuove infrastrutture e nella riorganizzazione della pubblica amministrazione, essenzialmente gravando sulle classi operaie e contadine, provocò numerose rivolte e altrettante sanguinose repressioni. I governi che si susseguirono negli ultimi decenni dell’Ottocento anziché avviarsi sulla strada di adeguate riforme che permettessero una più equilibrata redistribuzione del reddito ricorsero sempre più frequentemente a una pesantissima tassazione indiretta e alla repressione violenta di ogni protesta (tanto per citarne alcune la tassa sul macinato o quella sulla pece ricordate dal Verga nei Malavoglia). Probabilmente proprio questo atteggiamento di insensibile chiusura ha poi ingenerato nel carattere degli italiani una profonda sfiducia, che ancora oggi percepiamo, nell’apparato dello Stato, nei politici e nei funzionari pubblici in generale. … continua a leggere I tumulti di maggio 1898 a Firenze

Principina a mare in Maremma

Principina, spiaggia parco Uccellina
Principina, spiaggia parco Uccellina

Principina a Mare è una frazione costiera del comune di Grosseto, situata pochi chilometri a sud-ovest della città e immersa in un contesto naturale di grande valore paesaggistico. La sua storia è piuttosto recente rispetto ad altri borghi della zona, ma strettamente legata alle trasformazioni del territorio maremmano e alla bonifica delle paludi.

Fino all’inizio del Novecento, l’area dove oggi sorge Principina a Mare era occupata da ampie zone paludose e malsane, che caratterizzavano la Maremma grossetana. Qui si trovavano pinete, dune costiere, la foce dell’Ombrone e le vaste aree frequentate dai butteri e dedicate alla pastorizia brada. La malaria e l’inospitalità del luogo avevano reso la zona scarsamente abitata, utilizzata soprattutto come riserva di caccia e pesca.

continua a leggere Principina a mare in Maremma

La villa di Plinio il giovane

di Giovanni Caselli

Ricostruzione di villa romana secondo le indicazioni di Vitruvio
Ricostruzione di villa romana secondo le indicazioni di Vitruvio

Nella lettera di Plinio il Giovane (61-114 d.C.) inviata all’amico Domizio Apollinare, in cui descrive la sua villa di Val Tiberina, ‘in Tuscis’, (oggi nel comune di San Giustino a pochi chilometri da Sansepolcro n.d.r.) vediamo applicati i canoni riportati da Vitruvio nel De Architettura.

“La sollecita preoccupazione che hai espresso nel sapere della mia intenzione di trascorrere l’estate nella mia villa in Etruria, e i tuoi cari tentativi per dissuadermi dal recarmi in un luogo che ritieni insalubre, mi hanno fatto molto piacere. Ammetto, senz’altro, che l’aria di quella parte della Toscana che giace verso la costa sia spessa e insalubre, ma la mia casa è situata a grande distanza dal mare e ai piedi di quegli Appennini così rinomati per la loro salubrità. Per far sì che le tue apprensioni nei miei confronti svaniscano, ti darò una descrizione della gentilezza di quel clima, della posizione di quella regione e della bellezza della mia villa, che senza dubbio ascolterai con lo stesso piacere col quale te la racconto.  … continua a leggere  La villa di Plinio il giovane in Etruria

Tuscania, sul bacino del Marta

di Salvina Pizzuoli

Tuscania

In un paesaggio morbido e ondulato, su un terrazzo di tufo sul bacino del Marta, Tuscania ci accoglie circondata da mura e dal verde.
Situata nell’antica Tuscia viterbese ha origini etrusche come dimostrano a partire dal VII secolo a.C. gli insediamenti a sud e a nord del colle di San Pietro, colle dove oggi sorge la splendida basilica omonima. L’aggregazione dei diversi villaggi in un’unico centro si verificò lentamente, stabilizzandosi dalla seconda metà del IV secolo a.C. quando raggiunge il massimo del suo splendore accentrandosi sui colli di S. Pietro, del Rivellino e di Poggio fiorentino, i tre colli che la caratterizzano. Dopo la conquista romana, ne diventerà municipium intorno al 90 a.C., diviene un caposaldo a controllo del vasto territorio della Tuscia, di cui occupava una posizione centrale, potenziata dall’importante via di comunicazione, la Via Clodia. A seguito del crollo dell’Impero Romano, la sua storia fu travolta dalle diverse invasioni barbariche che si succedettero e che si conclusero nel 774 con la fine del ducato longobardo e con una crescente influenza della chiesa.

continua a leggere Tuscania, nella Tuscia viterbese

La Basilica di San Pietro a Tuscania

di Salvina Pizzuoli

Basilica di San Pietro a Tuscania

Siamo nel cuore dell’antica Tuscia a pochi chilometri da quella che oggi è la Maremma Toscana da cui noi stiamo arrivando: un panorama dai verdi cangianti, ondulato, morbido, illuminato da un bel sole primaverile. Anche il paesaggio sa di secolare, come le genti che lo hanno in origine abitato: una terra calda, accogliente con i rossi e i gialli dei suoi tufi, con tanta storia scritta nelle splendide architetture che ne adornano i poggi e i declivi.
Tuscania ci accoglie così presentandosi con due strutture prestigiose che, appena fuori dell’abitato, ne contraddistinguono le caratteristiche artistiche, in questo caso medievali: le due basiliche di Santa Maria Maggiore e di San Pietro, la prima più in basso rispetto alla seconda che dal colle domina spettacolarmente la piana del fiume Marta.

continua a leggere San Pietro a Tuscania