A Monteriggioni il museo “Monteriggioni in Arme”

di Salvina Pizzuoli

Museo Archeologico di Badia a Isola

Siamo nella sede dell’Ufficio del Turismo di Monteriggioni che, oltre a pubblicazioni e souvenir, alloggia, in una location antica, con entrata dal cortile a sinistra della Chiesa, un percorso didattico “Monteriggioni in Arme”: armi e armature medievali e rinascimentali, contestualizzate da diorami sulla storia di Monteriggioni e illustrano i mezzi e le tecniche di assedio e combattimento nelle diverse epoche storiche. 

Da tenere presente la possibilità di maneggiare e indossare alcune armi e parti di armature, situate in apposite zone del piccolo Museo. Inoltre la visita è legata, volendo, all’itinerario che prevede: Il Museo Archeologico di Badia a Isola e i camminamenti sulle Mura di Monteriggioni

Di seguito le foto che ripropongono l’interno delle sale. … continua a leggereA Monteriggioni un percorso didattico per grandi e piccini

Pieve di Santa Maria Assunta a Popiglio

di Salvina Pizzuoli

Santa Maria Assunta a Popiglio , facciata

L’antica chiesa plebana di Pupiglio, da lunga mano distrutta, era dedicata a S. Giovanni Battista, ed è tradizione che alla medesima appartenesse il pulpito della pieve attuale[…] scolpito in macigno con bassorilievi rappresentanti la vita di G. Cristo […] un altro esiste sopra la porta d’ingresso della facciata la cui costruzione sembra rimanotare al secolo XVI.

Così si legge nel Dizionario di Emanuele Repetti, storico ottocentesco che, con incredibile precisione vi annovera paesi e città del territorio toscano, dai più grandi ai piccoli e piccolissimi, punto di riferimento per molti amanti della storia del territorio. … continua a leggere La pieve di Santa Maria Assunta a Popiglio nella bella Montagna Pistoiese

Nel romazo storico “La donna d’oro” una Firenze scomparsa

di Salvina Pizzuoli

Telemaco Signorini - Mercato Vecchio
Telemaco Signorini – Mercato Vecchio

Linda di Martino pubblica il suo romanzo storico nel 2003 ambientandolo nella Firenze del 1884 l’anno in cui il Ghetto e le zone limitrofe, conosciute come Mercato Vecchio,  furono abbattute per fare posto all’attuale Piazza della Repubblica.

L’autrice racconta, dopo ampia documentazione, la Firenze di allora facendola percorrere dalla protaginista, Lucilla, abitante con la famiglia all’interno del Ghetto che sarebbe stato proprio in quell’anno svuotato e demolito. Molti i contrari a questa “ripulitura” che avrebbe privato la città di parte della sua storia pregressa, ma anche fautori coma Jarro, giornalista, che, nelle pagine de La Nazione, si spende a favore di un risprisinato “decoro”.

Chi volesse saperne di più sul romanzo rimandiamo alla presentazione del medesimo sulle pagine di tuttatoscanalibri.

Qui di seguito vari stralci dal romanzo per presentare una Firenze inedita.

… continua a leggere Firenze scomparsa nelle pagine del romazo storico “La donna d’oro”

Castiglioncello e il cinema italiano negli anni del boom

Attori, registi e luoghi tra il 1955 e il 1965

Il golfo di Castiglioncello e sullo sfondo la pineta di Marradi
Il golfo di Castiglioncello e sullo sfondo la pineta di Marradi

Tra la metà degli anni Cinquanta e la metà degli anni Sessanta Castiglioncello visse una stagione culturale particolarmente intensa. In quegli anni la piccola località balneare della costa livornese divenne un punto di ritrovo informale per attori, registi e sceneggiatori del cinema italiano. Non si trattava di un festival o di una manifestazione organizzata, ma di una concentrazione spontanea di presenze legate al mondo cinematografico che trasformò il paese in una sorta di “salotto estivo” del cinema.
Il fenomeno si colloca nel contesto più ampio della stagione d’oro di Cinecittà e del boom economico italiano. … continua a leggere Castiglioncello e il cinema italiano negli anni del boom

Castiglione della Pescaia, la rocca e l’antico porto

di Salvina Pizzuoli

Tratto dal testo “Da Rocchette a Bocca d’Ombrone” a cura di Alessandro Ferrini e Salvina Pizzuoli, ParvaLicetEdizioni

Castiglion della Pescaia (anonimo metà XVII secolo)
Castiglion della Pescaia (anonimo metà XVII secolo)

Tra le diverse rocche e torri e forti sorti nel tempo lungo il litorale toscano a difesa e a scopo di avvistamento, quella di Castiglione della Pescaia è sicuramente tra le più imponenti con i suoi torrioni quadrati e la lunga cinta muraria, nonché meglio conservata.

Come scrive il Repetti non c’è menzione di Castiglione prima del IX secolo, anche se “la scoperta di alcuni cimeli e gli avanzi di un antico acquedotto rendano assai probabile l’esistenza costà sin dai tempi romani di un castello”. Tanto che alcuni studiosi ottocenteschi sono stati propensi a farlo corrispondere alla stazione ad Salebrum, citata negli itinerari romani. Non dimentichiamo infatti che un grande lago salato si apriva alla base del promontorio di Castiglione e si estendeva fino a Grosseto e Roselle, da una parte, e Vetulonia dall’altra, un lago chiamato dai Romani Prile, in età moderna conosciuto come Lago di Castiglione,  al quale si accedeva attraverso il suo  porto canale che svolgeva un ruolo importante per i traffici verso l’interno  e verso l’esterno.  … continua a leggere La Rocca di Castiglione della Pescaia

“Terre di Siena” nelle foto di Enio Bravi

Terre di Siena
Terre di Siena

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Serravalle Pistoiese

di Salvina Pizzuoli

Serravalle Pistoiese, il castello

A cavallo tra due valli, dell’Ombrone Pistoiese e del Nievole, occupa la cima di un cucuzzolo delimitato da due torri antiche: la prima a sinistra, quando si entra per la Porta Gabella, la cosiddetta Nuova per distinguerla dall’altra, di fronte all’estremità opposta dell’abitato, detta Vecchia, ma entrambe sono comunque datate; la Nuova iniziata intorno al 1318 e l’altra che porta il nome di Barbarossa, innalzata intorno al XII secolo. Ed è proprio la torre Vecchia ad attrarre il visitatore dato il suo svettare sulla valle percorrendo l’autostrada Firenze Mare. Un territorio che non solo attrae ma che ha molto da offrire in opere e antiche vestigia. … continua a leggere Serravalle Pistoiese: due antiche torri e non solo

La strada di Romagna per il Muraglione

Panorama dal passo del Muraglion
Panorama dal Muraglione

di Alessandro Ferrini

Il passo del Muraglione è un valico posto all’altezza di 907 metri che collega l’area fiorentina con la Romagna. La strada che ancora oggi possiamo percorrere fu progettata e costruita per volere del Granduca Leopoldo II fra il 1832 e il 1836; fino ad allora il collegamento avveniva solo tramite sentieri e mulattiere non sempre facilmente percorribili in ogni stagione dell’anno. La Romagna Toscana, parte integrante del territorio del Granducato, si estendeva oltre il crinale appenninico fin quasi a Forlì senza un collegamento stradale efficiente, ma anche sul versante toscano, al di qua dei Pratiglioni, verso San Godenzo, c’erano solo mulattiere. … continua a leggere Le strade del Granduca: La strada di Romagna per il Muraglione

Il passaggio del Ganducato di Toscana dai Medici ai Lorena

La modernizzazione della Toscana

Carta del Granducato di Toscana con le principali strade (1843)
Carta del Granducato con le principali strade (1843)

I tentativi di Cosimo III dei Medici di assicurare la discendenza alla figlia Anna Maria Luisa, elettrice palatina, non ebbero successo e dopo il poco lusinghiero governo di Giangastone (1723-1737), il governo della Toscana passò alla famiglia dei Lorena. Ramo cadetto degli Asburgo d’Austra, secondo quanto deciso nella pace di Vienna che pose fine alle guerre di Successione.

Così il Repetti descrive le condizioni della Toscana all’arrivo dei Lorena: Abusi moltissimi nella pubblica amministrazione; leggi civili improvvide, intricate, parziali; contese perpetue di giurisdizione; procedura dispendiosa; ingiusti giudizj; pene eccessive e crudeli nel sistema criminale; poca sicurezza personale; asili sacri pieni di malfattori; commercio mal favorito; agricoltura in abbandono; possessioni mal ripartite; fidecommissi inceppati; patrimonio ecclesiastico troppo vasto e troppo immune; una caterva di feudatarj; da ogni parte bandite signoriali e comunitative; coloni troppo poveri; dogane intermedie ad ogni passo; dazj onerosissimi, e un debito pubblico di circa 65 milioni di lire toscane

… continua a leggere Dal granducato dei Medici a quello dei Lorena

Tarquinia: Santa Maria in Castello

Tarquinia, Santa Maria in Castello, abside

La sua storia si perde nel medioevo quando ne fu iniziata la costruzione nel 1121. La sua elegante facciata si apre all’interno del comprensorio murario fortificato su un ampio spiazzo su cui si eleva una torre  gentilizia, la più alta della città. Colpisce della sua struttura la bella bifora che sovrasta i tre ingressi di cui quello centrale è il principale come mostra la particolare ornamentazione che merita di essere ammirata da vicino. Qualificata e firmata come opera cosmatesca si articola in motivi geometrici e musivi. Una breve digressione da dedicare all’attività dei cosmateschi: con questo termine si indicano gli artigiani che nei secoli 12° e 13° operavano manufatti in marmo caratterizzata da motivi geometrici inseriti in zone decorate in marmo bianco di cui detenevano il monopolio di quelli antichi, alternate a motivi policromi a mosaico. … continua a leggere Santa Maria in Castello