La tradizione musicale di Lucca e la famiglia Puccini

Lucca, monumento a Giacomo Puccini
Lucca, monumento a Giacomo Puccini

A Lucca la musica,  non solo liturgica,  aveva tradizioni antiche e  tutto faceva capo alla Cappella di Palazzo (1543-1805);  l’istituzione,  fino alla sua abolizione da parte del governo provvisorio di Elisa e Felice Baciocchi,  gestiva la vita musicale della Repubblica oligarchica lucchese in quanto pagava direttamente un maestro di Cappella e un gruppo di musicisti che dovevano partecipare a tutti gli eventi pubblici e privati, tra cui le celebrazioni delle Tasche (il periodo delle elezioni dei supremi magistrati della Repubblica oligarchica, gli Anziani),  e quelli  liturgici; tutte le rappresentazioni eseguite erano alle dipendenze dirette del governo che sosteneva le spese necessarie.

Questo evidente intreccio tra musica e potere, come sottolinea la studiosa Biagi Ravenni, serviva per organizzare il consenso politico in quanto la Cappella era al servizio dello Stato lucchese.  … continua a leggere               La tradizione musicale di Lucca e la famiglia Puccini 

A Larderello geotermia, miti e paesaggi

Viaggio nella Valle del Diavolo, scopri le meraviglie geotermiche, i miti antichi e i paesaggi danteschi nascosti nel cuore della Toscana

Sasso Pisano la collina delle "fumarole"
Sasso Pisano la collina delle “fumarole”

Esiste un angolo di Toscana lontano dalle dolci colline da cartolina e dai filari di cipressi, dove il paesaggio si trasforma improvvisamente in uno scenario lunare, primordiale e quasi ipnotico. È la Valle del Diavolo, un territorio compreso tra le province di Pisa e Grosseto – nei dintorni di Larderello e Montecerboli – dove la terra pulsa, respira e, letteralmente, fuma.

Camminare in questa zona significa fare un viaggio nel tempo e nelle viscere del pianeta. Tra soffioni boraciferi che squarciano il silenzio, fumarole che avvolgono i sentieri in mistiche nebbie di zolfo e pozze di fango in perenne ebollizione, la sensazione è quella di trovarsi di fronte alle forze ancestrali della natura. Non è un caso che questi luoghi abbiano acceso la fantasia dei viaggiatori per secoli, ispirando (così vuole la tradizione) persino la cupa e suggestiva topografia dell’Inferno di Dante Alighieri.

Ma la Valle del Diavolo non è solo suggestione e leggenda. Dietro l’asprezza delle sue rocce si nasconde una storia millenaria che affonda le radici nel popolo Etrusco, passa per le antiche terme romane e arriva fino all’ingegno moderno, che ha saputo trasformare questo calore sotterraneo in una risorsa energetica pulita e rinnovabile.

👉 Leggi l’articolo completo su tuttatoscana  La Valle del Diavolo: dove la terra fuma  per esplorare la storia di Montecerboli, i miti legati a Cerbero e i dettagli di questo affascinante percorso geotermico.


Via del Volto Santo, tappa 9: da Barga a Borgo a Mozzano

Tappa 9   Barga – Borgo a Mozzano: Km 21 – Difficoltà: E – Tempo medio di percorrenza: 8 h

di Oreste Verrini

“(…) il suon dell’ore viene col vento dal non veduto borgo montano (…)” nelle parole riprese dalle poesia L’ora di Barga il poeta Giovanni Pascoli racconta di come il suono del campanile del borgo lo raggiungesse nel suo giardino di Castelvecchio Pascoli come da un luogo lontano e misterioso.

Barga, Duomo
Barga, Duomo

L’articolo offre una dettagliata presentazione della tappa 9 della Via del Volto Santo, che collega Barga a Borgo a Mozzano. Il percorso si estende per 21 km, con un livello di difficoltà escursionistica (E) e un tempo medio di percorrenza stimato di 8 ore.

Scopri i dettagli del percorso su tappa 9: da Barga a Borgo a Mozzano 

Pieve di San Martino a Vado

Strada in Casentino a pochi chilometri da Bibbiena e Poppi

a cura della redazione di tuttatoscana

San Martino a Vado

Gioiello Romanico nel Casentino

A Strada in Casentino si trova un tesoro del XII secolo rimasto intatto nel tempo: la Pieve di San Martino a Vado. Legata al mito di Matilde di Canossa, è una delle chiese romaniche più affascinanti della Toscana.

Cosa la rende unica:

  • Capitelli scolpiti: Dodici colonne in pietra serena con decorazioni uniche di figure e piante.
  • Affreschi del ‘300: Splendidi dipinti di scuola fiorentina che decorano le pareti in pietra.
  • Storia millenaria: Il nome “a Vado” ricorda l’antico guado sul torrente Solano.

Vuoi scoprire le immagini della pieve, la mappa e la sua storia completa? Leggi l’articolo completo sulla nostra pagina dedicata: Pieve di San Martino a Vado

La Via Tirrenica e l’etrusca Gonfienti

Storia, commerci e abbandono dell’antico snodo che collegava l’Arno alla Pianura Padana

di Giovanni Caselli

Direttrici stradali fra Bologna e Firenze
Direttrici stradali fra Bologna e Firenze

Il testo approfondisce le antiche origini di questa direttrice, concentrandosi sull’importante insediamento etrusco di Gonfienti (risalente alla fine del VII secolo a.C.) situato tra Prato e Firenze. L’articolo spiega come questa antica via di comunicazione fosse fondamentale per collegare l’Etruria centrale con quella padana e come la città sia stata un centro nevralgico fino al suo misterioso abbandono alla fine del V secolo a.C.

Continua a leggere   La via Tirrenica

i top ten di agosto 2026

tuttatoscana

I 10 articoli più letti nel mese di agosco 2026

Linea Gotica sull’Appennino toscano

Dalla “Storia della Quinta Armata americana” curata dal Lieutenant Colonel Chester G. Starr.

Linea Gotica il 19 settembre 1944. È una fotografia dell'U.S. Army Signal Corps, conservata presso i National Archives
Linea Gotica il 19 settembre 1944. È una fotografia dell’U.S. Army Signal Corps, conservata presso i National Archives

Nell’estate del 1944 la guerra raggiunse l’Appennino toscano, dove la Linea Gotica trasformò passi, vallate e crinali in un formidabile sistema difensivo. Tra la Futa e il Giogo la Quinta Armata americana dovette affrontare non soltanto le fortificazioni tedesche, ma anche un territorio difficile, che condizionò profondamente l’offensiva verso Bologna.

Nella pagina dedicata ricostruiamo il ruolo della Toscana nella battaglia attraverso le fonti militari americane dell’epoca.

Vai alla pagina dedicata

Da Rapolano Terme a Poggio Santa Cecilia

Trekking a Rapolano Terme: la facile camminata fino a Poggio Santa Cecilia

Rapolano Terme - Poggio Santa Cecila
Rapolano Terme – Poggio Santa Cecila

Un itinerario tra benessere e mistero: Se vi trovate nei dintorni di Rapolano Terme, c’è un percorso a piedi che unisce la bellezza del paesaggio toscano al fascino della storia più segreta. Con una facile camminata di circa 8 km tra gli olivi, adatta a tutti, è possibile raggiungere le porte di Poggio Santa Cecilia, un antico castello medievale oggi completamente disabitato e trasformato in un suggestivo “borgo fantasma”. Questo luogo silenzioso, sospeso nel tempo, nasconde anche una curiosità storica: ospitò Giuseppe Garibaldi, che si rifugiò in queste campagne per curare la celebre ferita dell’Aspromonte con le acque termali rapolanesi.

Da Rapolano Terme a Poggio Santa Cecilia: una piacevole camminata tra olivi e storia senese

Poggio Santa Cecilia

Uno splendido borgo disabitato a un passo dalle Crete senesi

Poggio Santa Cecilia, un borgo abbandonato
Poggio Santa Cecilia, un borgo abbandonato

Esiste un luogo in Toscana dove il tempo si è fermato di colpo, congelato dietro un grande cancello sbarrato da catene e lucchetti. È Poggio Santa Cecilia, uno dei borghi abbandonati più affascinanti e misteriosi di tutta la provincia di Siena. Arroccato su una collina boscosa nel comune di Rapolano Terme, questo antico castello medievale si presenta oggi come una spettrale e bellissima capsula del tempo: le case sono intatte, la chiesa conserva ancora il suo organo a canne, ma tra le sue strade regna un silenzio irreale.

Per scoprire ogni dettaglio su questo luogo incredibile, vi invitiamo a leggere l’appassionante reportage completo

Continua  Poggio Santa Cecilia, un borgo abbandonato

Firenze dentro la cerchia delle mura del 1078

La descrizione di “Fiorenza” nei versi di Dante

Prima cerchia comunale (X secolo) con la suddivisione in quartieri

L’articolo ricostruisce la rapida trasformazione di Firenze tra l’XI e il XII secolo, evidenziando il passaggio da piccolo centro medievale a potente comune mercantile. Attraverso l’analisi urbanistica, demografica e sociale, il saggio esplora l’evoluzione della prima cerchia muraria e il declino della nobiltà feudale, intrecciando la storia con la visione dantesca di una città sobria e in rapida espansione.

Leggi l’articolo