Vetulonia, la storia e il Museo civico archeologico


di Salvina Pizzuoli

La storia di questo piccolo borgo murato ha dell’incredibile. È legata alle convinzioni e alla tenacia appassionata di uno studioso ottocentesco, Isidoro Falchi che, grazie alle sue incrollabili certezze, permise a questo agglomerato urbano, posto su un colle a pochi chilometri da Grosseto e da Castiglione della Pescaia, di riappropriarsi del suo nome e del suo passato.

Dal 1204 il nome Vetulonia scompare dai documenti, sostituito da quello di Colonnata e solo nel 1887, come attesta una targa marmorea che riporta l’atto con cui Umberto I restituiva a Colonnata detta poi Colonna di Buriano il suo antico toponimo, se ne riappropria.    …  continua a leggere    Vetulonia, la storia e il Museo civico archeologico

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Civitella Marittima, capoluogo della corte degli Ardengheschi


La formella con lo stemma di Civitella

Siamo a Civitella Marittima un borgo murato sulle colline della Maremma grossetana. La storia ci racconta che il fondatore di questo antico castello fosse Ildebrandino di Gherardo degli Ardengheschi, una potente famiglia di feudatari insediata in Maremma dal capostipite Ardengo, paladino di Carlo Magno. Furono acerrimi nemici di un’altra famiglia stanziata in Maremma, gli Aldobrandeschi. Fu proprio da questa rivalità che nacque il castello di Civitella. A Roccastrada, a pochi chilometri, gli Aldobrandeschi avevano costruito un fortilizio con lo scopo di vigilare sull’importante strada che metteva in comunicazione il mare con l’interno. Il possente castello di Ildobrandino aveva così lo scopo di resistere agli eventuali attacchi da parte degli Aldobrandeschi al fine di ridurre sotto il loro potere anche l’ennesima località. Eresse una possente cinta di mura che inglobava la precedente torre, costruita dal padre, e i caseggiati che vi erano sorti all’intorno, facendo diventare il castello sua dimora e la cittadella il capoluogo della sua corte*.    … continua a leggere  Civitella Marittima, capoluogo della corte degli Ardengheschi 

Il Palazzo comunale di Borgo San Lorenzo e l’opera di Tito Chini


Tra decorazioni Decò e simbologie esoteriche

Siamo in piazza Dante a Borgo San Lorenzo, il cuore verde della località principale del Mugello. La grande piazza, che accoglie un giardino con al centro il monumento dedicato ai Caduti, si apre davanti al Palazzo del Comune. La sua attuale struttura risale al 1926 quando prese il nome che la designa e fu abbellita dai giardini che ancora oggi l’adornano. Prima di questa nuova architettura era un grande spazio dedicato alla mostra del bestiame e successivamente anche a campo sportivo. Il bel Palazzo, inaugurato nel 1931, ebbe una lunga gestazione: dal primo progetto del 1883 di Niccolò Niccolai alla definitiva realizzazione nel primo trentennio del XX secolo in base al nuovo progetto, modificato nelle dimensioni nel rispetto anche delle norme antisismiche dopo il catastrofico terremoto del 1919, dell’ingegner Lorini e di Tito Chini, figlio di Chino e nipote di Cesare membro dell’ormai illustre famiglia di ceramisti vetrai e pittori.     … continua a leggere    Il Palazzo comunale di Borgo San Lorenzo e l’opera di Tito Chini

Val di Merse


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Gli articoli sopra indicati sono stati raccolti e pubblicati da Edida in volume, come per la valle dell’Arno, nella collana Macchie di Toscana:

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