o di Chifenti, detto del Diavolo,posto tra la fine della Media Valle del Serchio e l’inizio della Garfagnana
Il ponte della Maddalena, detto del Diavolo
Nel cuore della Lucchesia esiste un luogo dove l’ingegno umano sfida le leggi della fisica e si intreccia con il folklore più oscuro. Il Ponte della Maddalena, universalmente conosciuto come Ponte del Diavolo, è un gioiello di architettura medievale famoso per le sue arcate asimmetriche che sembrano sfidare la gravità sopra il fiume Serchio. Dietro a questa straordinaria struttura non ci sono però solo calcoli ingegneristici, ma un’antica storia di disperazione e astuzia: quella di un costruttore che pur di finire l’opera accettò un patto terribile con il diavolo, riuscendo poi a beffarlo …
La torre di Cancelli, i ruderi del castello di Montegrossoli, la badia a Coltibuono
Coltibuono torre dei Cancelli
Esiste un luogo in Toscana dove la natura incontaminata si fonde con millenni di storia, lontano dai circuiti turistici più affollati. Parliamo del Passo di Coltibuono, un suggestivo valico montano situato a circa 700 metri di altitudine, che funge da cerniera naturale tra le colline del Chianti Storico e il Valdarno Superiore.
Questo crocevia non è solo una meta per gli amanti del trekking e dei percorsi in mountain bike, ma custodisce anche le tracce di un passato glorioso. Camminando tra i suoi sentieri immersi nei boschi di castagni e abeti, ci si imbatte nella storica Torre di Cancelli — un antico presidio doganale risalente all’XI secolo — e nei ruderi del maestoso Castello di Montegrossoli. A pochissima distanza, la celebre Badia a Coltibuono testimonia ancora oggi la secolare opera dei monaci vallombrosani, i veri pionieri della tradizione vitivinicola di questa terra.
A Lucca la musica, non solo liturgica, aveva tradizioni antiche e tutto faceva capo alla Cappella di Palazzo (1543-1805); l’istituzione, fino alla sua abolizione da parte del governo provvisorio di Elisa e Felice Baciocchi, gestiva la vita musicale della Repubblica oligarchica lucchese in quanto pagava direttamente un maestro di Cappella e un gruppo di musicisti che dovevano partecipare a tutti gli eventi pubblici e privati, tra cui le celebrazioni delle Tasche (il periodo delle elezioni dei supremi magistrati della Repubblica oligarchica, gli Anziani), e quelli liturgici; tutte le rappresentazioni eseguite erano alle dipendenze dirette del governo che sosteneva le spese necessarie.
Viaggio nella Valle del Diavolo, scopri le meraviglie geotermiche, i miti antichi e i paesaggi danteschi nascosti nel cuore della Toscana
Sasso Pisano la collina delle “fumarole”
Esiste un angolo di Toscana lontano dalle dolci colline da cartolina e dai filari di cipressi, dove il paesaggio si trasforma improvvisamente in uno scenario lunare, primordiale e quasi ipnotico. È la Valle del Diavolo, un territorio compreso tra le province di Pisa e Grosseto – nei dintorni di Larderello e Montecerboli – dove la terra pulsa, respira e, letteralmente, fuma.
Camminare in questa zona significa fare un viaggio nel tempo e nelle viscere del pianeta. Tra soffioni boraciferi che squarciano il silenzio, fumarole che avvolgono i sentieri in mistiche nebbie di zolfo e pozze di fango in perenne ebollizione, la sensazione è quella di trovarsi di fronte alle forze ancestrali della natura. Non è un caso che questi luoghi abbiano acceso la fantasia dei viaggiatori per secoli, ispirando (così vuole la tradizione) persino la cupa e suggestiva topografia dell’Inferno di Dante Alighieri.
Ma la Valle del Diavolo non è solo suggestione e leggenda. Dietro l’asprezza delle sue rocce si nasconde una storia millenaria che affonda le radici nel popolo Etrusco, passa per le antiche terme romane e arriva fino all’ingegno moderno, che ha saputo trasformare questo calore sotterraneo in una risorsa energetica pulita e rinnovabile.
👉 Leggi l’articolo completo su tuttatoscanaLa Valle del Diavolo: dove la terra fuma per esplorare la storia di Montecerboli, i miti legati a Cerbero e i dettagli di questo affascinante percorso geotermico.
Tappa 9 Barga – Borgo a Mozzano: Km 21 – Difficoltà: E – Tempo medio di percorrenza: 8 h
di Oreste Verrini
“(…) il suon dell’ore viene col vento dal non veduto borgo montano (…)” nelle parole riprese dalle poesia L’ora di Barga il poeta Giovanni Pascoli racconta di come il suono del campanile del borgo lo raggiungesse nel suo giardino di Castelvecchio Pascoli come da un luogo lontano e misterioso.
Barga, Duomo
L’articolo offre una dettagliata presentazione della tappa 9 della Via del Volto Santo, che collega Barga a Borgo a Mozzano. Il percorso si estende per 21 km, con un livello di difficoltà escursionistica (E) e un tempo medio di percorrenza stimato di 8 ore.
Strada in Casentino a pochi chilometri da Bibbiena e Poppi
a cura della redazione di tuttatoscana
San Martino a Vado
Gioiello Romanico nel Casentino
A Strada in Casentino si trova un tesoro del XII secolo rimasto intatto nel tempo: la Pieve di San Martino a Vado. Legata al mito di Matilde di Canossa, è una delle chiese romaniche più affascinanti della Toscana.
Cosa la rende unica:
Capitelli scolpiti: Dodici colonne in pietra serena con decorazioni uniche di figure e piante.
Affreschi del ‘300: Splendidi dipinti di scuola fiorentina che decorano le pareti in pietra.
Storia millenaria: Il nome “a Vado” ricorda l’antico guado sul torrente Solano.
Vuoi scoprire le immagini della pieve, la mappa e la sua storia completa? Leggi l’articolo completo sulla nostra pagina dedicata: Pieve di San Martino a Vado
Storia, commerci e abbandono dell’antico snodo che collegava l’Arno alla Pianura Padana
di Giovanni Caselli
Direttrici stradali fra Bologna e Firenze
Il testo approfondisce le antiche origini di questa direttrice, concentrandosi sull’importante insediamento etrusco di Gonfienti (risalente alla fine del VII secolo a.C.) situato tra Prato e Firenze. L’articolo spiega come questa antica via di comunicazione fosse fondamentale per collegare l’Etruria centrale con quella padana e come la città sia stata un centro nevralgico fino al suo misterioso abbandono alla fine del V secolo a.C.
Dalla “Storia della Quinta Armata americana” curata dal Lieutenant Colonel Chester G. Starr.
Linea Gotica il 19 settembre 1944. È una fotografia dell’U.S. Army Signal Corps, conservata presso i National Archives
Nell’estate del 1944 la guerra raggiunse l’Appennino toscano, dove la Linea Gotica trasformò passi, vallate e crinali in un formidabile sistema difensivo. Tra la Futa e il Giogo la Quinta Armata americana dovette affrontare non soltanto le fortificazioni tedesche, ma anche un territorio difficile, che condizionò profondamente l’offensiva verso Bologna.
Nella pagina dedicata ricostruiamo il ruolo della Toscana nella battaglia attraverso le fonti militari americane dell’epoca.
Trekking a Rapolano Terme: la facile camminata fino a Poggio Santa Cecilia
Rapolano Terme – Poggio Santa Cecila
Un itinerario tra benessere e mistero: Se vi trovate nei dintorni di Rapolano Terme, c’è un percorso a piedi che unisce la bellezza del paesaggio toscano al fascino della storia più segreta. Con una facile camminata di circa 8 km tra gli olivi, adatta a tutti, è possibile raggiungere le porte di Poggio Santa Cecilia, un antico castello medievale oggi completamente disabitato e trasformato in un suggestivo “borgo fantasma”. Questo luogo silenzioso, sospeso nel tempo, nasconde anche una curiosità storica: ospitò Giuseppe Garibaldi, che si rifugiò in queste campagne per curare la celebre ferita dell’Aspromonte con le acque termali rapolanesi.