Linea Gotica e Appennino


Torretta di Panther su una fortofocazione a Santa Lucia

L’Appennino tosco emiliano e tosco romagnolo attraversano la penisola diagonalmente e separano l’Emilia e la Romagna dalla Toscana e dalle Marche; sono delimitati, a ovest dal Passo della Cisa, dove i rilievi giungono fin sulla costa tirrenica, e a est dal Passo di Bocca Trabaria, da dove degradano in crinali minori fino a raggiungere il litorale adriatico. Tra i due valichi la catena appenninica mantiene essenzialmente una direzione ovest-est. Il suo profilo è quello di una cresta seghettata e discontinua con varie vette superiori ai 2000 metri (la più alta delle quali, il monte Cimone, raggiunge i 2165 m) e presenta contrafforti preappenninici dall’assetto asimmetrico: più degradante verso l’Emilia e la Romagna, più ripida verso la Toscana.

Una straordinaria barriera naturale estesa dalle coste del Tirreno fino a quelle dell’Adriatico che nel corso dei secoli ha costituito una notevole difficoltà nelle comunicazioni nord-sud.     …    continua a leggere    Linea Gotica e Appennino

La pieve di San Giovanni Battista a Santa Maria del Giudice


Siamo sulle prime pendici del Monte Pisano, a pochi chilometri da Lucca, in val di Serchio e precisamente in località Santa Maria del Giudice. Oggi, sebbene molto “levigata” dal tempo, la pieve di San Giovanni Battista conserva la sua struttura armoniosa ed elegante e, nonostante il logorio del tempo, si fa ancora ammirare per la bella facciata a due ordini di loggette cieche, tre in alto e due per lato al portale la cui architrave, pregevolmente decorata a fiorami, è di probabile riutilizzo da edifici romani preesistenti; gli archivolti poggiano su esili colonne e sono ingentiliti da una cornice dicroma ottenuta con l’alternanza di marmi bianchi e verdi, il verde di Prato detto anche “serpentino”.    …  continua a leggere   La pieve di San Giovanni Battista a Santa Maria del Giudice

Immagini di Firenze: dall’età Romana all’Ottocento


Piazza della Signoria

dalla galleria immagini:

Firenze antica nelle cartoline di Corinto Corinti – Epoca Romana

Nelle cartoline di Corinto Corinti: Firenze medievale (prima parte)

Nelle cartoline di Corinto Corinti: Firenze medievale (seconda parte)

Corinto Corinti: via Calimala, la via dei pannilani

Immagini di Firenze capitale

Firenze nei pittori della prima metà dell’Ottocento

Firenze nei pittori della seconda metà dell’Ottocento

Firenze nelle opere pittoriche degli autori di tutti i tempi (XVI-XVII secolo)

Firenze nelle opere pittoriche degli autori di tutti i tempi (XIV-XV secolo

Firenze nei pittori

Firenze settecentesca nelle “vedute” di Giuseppe Zocchi

Giuseppe Zocchi: “vedute” nei dintorni di Firenze

 

Il Pandiramerino: simbologie e leggende di un antico pandolce


pandiramerino

Un dolce antichissimo la cui origine si lega a Firenze e al Giovedì Santo. I suoi ingredienti lo qualificano come dolce povero, ma carico di un linguaggio primitivo e simbolico: farina di grano, olio, rosmarino, uva secca o zibibbo. Per questo ben si sposa con le celebrazioni pasquali che conservano, trasmutati nel Cristianesimo, elementi emblematici pagani legati all’alimentazione delle genti del lontano passato, Egiziani, Greci, Romani. Il pane insieme all’olio e al vino hanno assunto nel tempo forti valenze rituali tanto da rappresentare ancora oggi segno e simbolo di alcune celebrazioni: in Toscana, ad esempio, “il pane co’ santi” per la festa di Ognissanti, la panina gialla o di Pasqua di Arezzo e il nostro protagonista, il Pandiramerino, il cui nominativo ha una lunga storia tutta da conoscere.  …  continua a leggere    Il Pandiramerino: simbologie e leggende di un antico pandolce

In giro per la Montagnola senese


Una premessa geomorfologica del territorio

La Montagnola è la zona collinare ad ovest della città di Siena i cui rilievi si attestano tra i 500 e i 600 metri s.l.m. con Monte Maggio che tocca i 671 metri. Abitata sin dalle età preistoriche ha sempre rappresentato un patrimonio fondamentale per le sue risorse idriche, per i bacini estrattivi, i famosi marmi della Montagnola, i boschi mentre le aree umide bonificate hanno determinato il recupero dei terreni da destinare a coltura. Il riferimento più significativo è all’antico lago Verano, oggi scomparso, la cui opera di prosciugamento, attuata nella prima metà del Settecento, prima dal proprietario Sergardi Bindi poi con l’intervento di Pietro Leopoldo, rappresenta ancora oggi un’opera eccezionale di ingegneria idraulica. … continua a leggere      In giro per la Montagnola senese

In Val D’elsa: la Pieve a Scola


Siamo a Pievescola un piccolo centro in val d’Elsa.

La pieve, da cui prende il nome, è detta Pieve Ascola, ad Scholam, a Scola e, come scrive il Repetti, potrebbe derivare il suo toponimo dalla presenza di una scuola di lettere o di canto fermo, la melodia liturgica cantata nel coro polifonico dal tenor che teneva le note a lungo, come era in uso ai tempi della presenza longobarda.

Risiede sulla ripa destra dell’ Elsa Morta alla base occidentale della Montagnola di Siena, poco lungi dall’incolta pendice di un monte che forse dalla sterilità del terreno porta il vocabolo delle Gabbra (Repetti Dizionario)

La sua fondazione avvenuta intorno all’anno Mille viene invece legata con piena convinzione storica, anche dallo stesso Repetti, a quella contessa Ava dei Lambardi, signora di Staggia e fondatrice di un monastero prestigioso come fu quella detto a Isola.    … continua a leggere    In Val D’elsa: la Pieve a Scola

Melanzane rifatte in trippa


Giovanni Righi Parenti, nel suo libro La grande cucina toscana, ci tramanda questa ricetta con le melanzane, una pianta da orto che trova la massima espressione soprattutto nella gastronomia dell’Italia meridionale, zona dove si è adattata molto bene al clima e dove il suo utilizzo in cucina è diffuso sia nei contorni sia nei piatti forti, nonostante non sia un ortaggio indigeno. Chi non ha mai assaggiato, nelle molteplici varianti, la gustosa “parmigiana”? Se la parola potrebbe indurre un’origine parmense, niente è più lontano dal vero. La ben rinomata ed amata melanzana pare proprio sia di origine orientale e presumibilmente indiana, portata fino a noi dagli arabi che le dettero pertanto il nome: bādingiān…  continua a leggere    Melanzane rifatte in trippa