Il demone etrusco Tuchulcha

di Michele Zazzi

Tuscania, cratere a figure rosse
Tuscania, cratere a figure rosse

Tra i protagonisti dell’iconografia etrusca della morte in età ellenistica figurano i demoni infernali, spiriti psicopompi raffigurati come guardiani delle porte dell’Ade o nell’atto di prelevare, scortare e sollecitare il defunto nel suo ultimo viaggio verso l’oltretomba.

Tra gli spiriti infernali figura anche Tuchulcha (uno dei tre demoni designati da iscrizione insieme a Charun e Vanth), dal volto di avvoltoio e munito di serpenti, non sempre facilmente distinguibile dagli altri demoni.

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Mugello: arte, storia, paesaggio

Il verde Mugello

È il territorio della regione toscana corrispondente all’alta e media valle della Sieve. Il suo bel paesaggio si caratterizza per l’ampia corona di colli e monti che ne rende i confini mossi e armoniosi e che degradano poi verso la piana percorsa dalle acque limpide e gorgoglianti della Sieve. Un’antica conca di circa 30 km di diametro, costituita da un bacino pliocenico di origine marina e una valle subappenninica fra il crinale principale ed il corso dell’Arno. Una lunga storia e antichi insediamenti hanno caratterizzato l’ampia area lasciando testimonianze artistiche di rilievo sparse per tutto il suo territorio dove natura e storia si integrano in un armonico e felice connubio.

È l’etimo del nome di questa antica valle e conca che non trova gli studiosi concordi e sicuri: quanto più gli avvenimenti si allontanano nel tempo tanto più divenmta difficile trovarne le origini. Nel Dizionario dei toponimi della UTET (1990) si legge

“Secondo un’opinione diffusa, ma errata, Mugello rifletterebbe il nome dell’antica popolazione ligure dei Magelli o Maielli, menzionata da Plinio (Nat. Hist. Ill, 47), che però si trova nella regio Liguria e non nella regio Etruria cui appartiene il Mugello, le cui piu antiche attestazioni, almeno fino a tutto il sec. XII, presentano la sorda c e non la sonora g. Documentato infatti nella meta del sec. VI ad Mucellos, il toponimo riflette il personale latino Mucellus, diminutivo di Mucius, di probabile origine etrusca. Diversa interpretazione etimologica propone Mastrelli da un tema prelatino muc- ‘sporgenza, altura’ col suffisso -elli”

Molto ampia e articolata l’indicazione riportata da Giovanni Semerano nel suo volume “Il popolo che sconfisse la morte” (a pag 61) che si apre già con una precisazione imprescindibile, date le diverse letture:

“II Mastrelli ha dedicato all’etimologia di Mugello un articolo metodologicamente esemplare in cui i tentativi di giungere a un risultato attendibile sono condotti con estrema cautela”.

Riporta quindi i dati storici e le diverse interpretazioni. Gli studiosi, scrive, paiono concordi nel ritenere che i Liguri siano stati i più antichi abitanti del Mugello e precisa “Procopio di Cesarea (De bello Gothorum, III, 5) scrisse che Totila, tolto l’assedio a Firenze, si ritirò coi suoi Goti nel Mugello […]Nella prosecuzione della Cronaca di Marcellino Comite, terminata nel 548, si ha ad Mucellos. Furono richiamati perciò i Mucilli che il Beloch sostiene siano liguri”

E quindi di seguito le altre letture:

“Il Battisti e l’Alessio affacciarono opportunamente il confronto con la base mediterranea *mug, “sporgenza”, “altura”, spagnolo muga (montagna isolata), istriano Muggia (Mugla, a. 1251), dalmata Muda (Spalato). La voce Mucelli significa “poggi alti” e corrisponde a basi attestate  da accadico muh ellu: muhhu (parte superiore, “top, “topside, “upper part”, in prep. use: “on top”, “upon”) e l’afformante – ellu, che si ritrova in Sabelli, Statielli, corrispondente ad accadi co ellu, elu (alto, detto di montagna, “tali, said of mountains”)”

Ma c’è un ma:

“Gli idronimi del tipo Muccione, Vicchio, Mugnone, Mignone, latino Munto, Minio, come Mogus, Moenus sembrano escludere la base *mug (altura) e risalire alla base corrispondente ad accadico mahahu (sgorgare, “to pour out”), mehù (acquazzone, “rain”, “Ungewitter”), mu, antico assiro màhu, mà’ù (acqua, “water”).”

E in base a quest’ultima possibile lettura, aggiunge

“Le popolazioni liguri che occuparono il Mugello si tennero alle  zone elevate evitando le ultime stagnazioni del lago pliocenico e  le furiose inondazioni della Sieve, antica Sepis che, come gli idro nimi Sapis, {Vada) Sabatia ecc., deriva dalla base corrispondente  ad accadico sapu, sabu (irrigare, inondare, “to irrigate”, “to flood”), sepu (bagnato); quindi “zona palustre”.”

Risulta pertanto chiaro come una denominazione nata così lontana nel tempo abbia subito notevoli sedimentazioni e pertanto più  interpretazioni.  

Proponiamo di leggere i numerosi articoli che raccontano quest’angolo di Toscana godendo dell’amenità del luogo, della sue testimonianze storico artistiche, dei suoi panorami e paesaggi , dei prodotti e di tutto il buono che la terra  del Mugello sa elergire grazie al lavoro, all’industriosità, alla creatività dei suoi abitanti.

Articoli sul Mugello presenti nella rivista:

Il Mugello

Cos’è il Mugello

Il Palazzo comunale di Borgo San Lorenzo e l’opera di Tito Chini

La viabilità del Mugello prima del Settecento

I Lorena e la via Bolognese

Le stazioni di posta sulla via Bolognese

La battaglia di Scarperia del 542 d.C.

Linea Gotica in Toscana: la battaglia del Giogo (settembre 1944)

Tra le pievi del Mugello: San Giovanni in Petrojo e Sant’Andrea a Camoggiano

Gli Etruschi a sud ovest del Mugello

 Gli Etruschi a Dicomano

Da Firenze a Faenza: la via Faventina

Donne e castelli… delitti e congiure

Badia di San Bartolomeo in Buonsollazzo

Tra le pievi romaniche in Mugello: Sant’Agata

La chiesa di Santa Maria e San Niccolò a Spugnole

Tra le pievi romaniche del Mugello: San Cresci in Valcava

Tra le pievi romaniche in Mugello: Santa Maria a Fagna

Tra le pievi del Mugello: San Giovanni in Petrjo e Sant’Andrea a Camoggiano

La villa e il giardino di Trebbio

Gli Etruschi a sud ovest del Mugello

L’antica via “Faventina” e la “Flaminia minor“

Lungo antiche vie di Posta: da Firenze a Bologna

San Giovanni Maggiore a Panicaglia

L’oratorio della Madonna del Vivaio a Scarperia

Bosco ai Frati: la Chiesa e il convento di San Bonaventura

La pieve di Santa Felicita a Larciano nella valle del Faltona

Toscana in Liberty: i Chini

Linea Gotica in Toscana: la battaglia del Giogo (settembre 1944)

I “terreni ardenti” di Pietramala

Il Sasso di San Zanobi e la sua leggenda

San Giovanni Maggiore a Panicaglia

Un itinerario a piedi sulla Via degli Dei

Un itinerario a piedi illustrato: da Buonsollazzo a Monte Senario

Un itinerario a piedi: Petroio, Rincine, Fornace, Caiano

Da Tagliaferro a Buonsollazzo: un altro tratto della Via degli Dei

Pasquetta in vetta: cronaca di un’escursione a piedi nei boschi di Rincine (Londa)

Archeologia rurale: ghiacciaie e burraie a Montesenario

Sul monte Bastione: la strada romana lungo Via degli Dei

Museo d’Arte Sacra “Beato Angelico” a Vicchio

Lungo antiche vie di Posta: da Firenze a Bologna: San Gavino Adimari e l’Antica osteria di Montecarelli

Antichi mestieri: Cino l’arrotino

Antichi mestieri: il castrino

Itinerario illustrato lungo un tratto di Via degli Dei

Passo della Futa: 21 settembre 1944

Toscana in Liberty: i Chini

Visita al Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia

di Salvina Pizzuoli

Tarquinia. "Cavalli alati" scultura etrusca in terracotta, datata 400-390 a.C. Rinvenuta nel 1938 durante gli scavi di Pietro Romanelli

L’ambito urbano, la sua storia, i suoi monumenti, gli antichi reperti, il paesaggio, la cucina ricca dei prodotti locali, il clima, tutto affascina in questo territorio dove natura e creatività si armonizzano continuando una tradizione lontana legata al popolo raffinato e culturalmente avanzato che furono gli Etruschi.
L’antica Tarchuna (o Tarchna), fondata da Tarconte, eroe etrusco fratello o discendente di Tirreno, secondo la leggenda, sorgeva nell’area dell’odierno Piano di Civita, sul cucuzzolo difeso naturalmente da tre lati da scarpate naturali. Non lontana dal mare, intratteneva rapporti commerciali con il mondo greco e orientale al porto di Gravisca. … continua a leggere A Tarquinia il Museo Archeologico Nazionale

 

Pereta, un borgo fortificato di Maremma

di Salvina Pizzuoli

Pereta

Siamo a Pereta un borgo fortificato a dieci chilometri da Magliano in Toscana nella bella Maremma, sulla strada che porta a Scansano. Come l’abbiamo scoperto?

Come tutte le gradite sorprese, quasi per caso…

La Toscana e la Maremma pullulano di questi piccoli borghi più o meno suggestivi, più o meno integri.

Pereta è davvero singolare. … continua a leggere

Pereta un antico castello aldobrandesco

A Montesenario: ghiacciaie e burraie lungo il sentiero B1

Il Percorso ad anello B1 delle burraie alle pendici del Monte Senario

di Salvina Pizzuoli

Ghiacciaia a Montesenario
Ghiacciaia

Siamo a Monte Senario, l’antico Asinarius o Sinarius, posto, come scriveva lo storico Repetti, “tra la Sieve e il Mugnone a 4 miglia toscane a scirocco di Vaglia e a 10 miglia toscane a ostro di Firenze”.

Ci porta fin quassù non il caldo afoso che la nostra bella Firenze sa regalarci in più giornate estive, ma un percorso a piedi, inaugurato da poco, realizzato dalla Pro loco di Vaglia in collaborazione col Circolo Arci “Chiari di luna” e il contributo dell’Amministrazione Comunale, alla scoperta di antichi cimeli dell’attività rurale: la grande ghiacciaia e le burraie; così grande da essere la più imponente d’Europa e tale ancora oggi si presenta alla vista del visitatore … continua a leggere   Archeologia rurale: ghiacciaie e burraie

I conti Guidi e il Casentino (8)

Pubblichiamo a puntate la storia di Poppi a cura di Giovanni Caselli

Diploma di Ottone III (Milano, Archivio di Stato)
Diploma di Ottone III (Milano, Archivio di Stato)

I Conti Guidi si ritenevano legittimati dal Sacro Romano Impero nell’esercizio del loro potere e vantavano il titolo di Conti Palatini conferito loro dall’Imperatore. Con cadenza trentennale – cioè circa ogni generazione – i Conti ricevevano diplomi dall’Imperatore a conferma del loro dominio su castelli, villaggi e terre che erano determinati dalla politica imperiale relativa a tutta l’Italia e all’area tosco- romagnola in particolare. Tuttavia questo potere non era mai assoluto, ma condiviso con varie modalità e continue revisioni di accordi, con gli altri poteri: il potere della Chiesa e quello dei Comuni. La priorità del diritto legale di proprietà su un dato territorio era conferita dalla documentata antichità del suo possesso. I Conti facevano spesso riferimento agli antenati Longobardi per reclamare la loro proprietà su un determinato distretto. … continua a leggere Poppi e il Casentino dei Guidi (8)

Civitella Marittima

La formella con lo stemma di Civitella Marittima
La formella con lo stemma di Civitella

Siamo a Civitella Marittima un borgo murato sulle colline della Maremma grossetana. La storia ci racconta che il fondatore di questo antico castello fosse Ildebrandino di Gherardo degli Ardengheschi, una potente famiglia di feudatari insediata in Maremma dal capostipite Ardengo, paladino di Carlo Magno. Furono acerrimi nemici di un’altra famiglia stanziata in Maremma, gli Aldobrandeschi.

Fu proprio da questa rivalità che nacque il castello di Civitella. A Roccastrada, a pochi chilometri, gli Aldobrandeschi avevano costruito un fortilizio con lo scopo di vigilare sull’importante strada che metteva in comunicazione il mare con l’interno. Il possente castello di Ildobrandino aveva così lo scopo di resistere agli eventuali attacchi da parte degli Aldobrandeschi al fine di ridurre sotto il loro potere anche l’ennesima località. Eresse una possente cinta di mura che inglobava la precedente torre, costruita dal padre, e i caseggiati che vi erano sorti all’intorno, facendo diventare il castello sua dimora e la cittadella il capoluogo della sua corte*.    … continua a leggere  Civitella Marittima, capoluogo della corte degli Ardengheschi 

Insediamenti villanoviani in Etruria

di Michele Zazzi

La cosiddetta cultura villanoviana (il nome deriva da Villanova di Castenaso, a est di Bologna, dove nel 1853 furono trovate per la prima volta dal conte – archeologo Giovanni Gozzadini evidenze di tale facies) si sviluppò all’incirca tra il IX e il VII secolo a.C.

Sito del Gran Carro
Sito del Gran Carro

In ordine alla facies in questione (caratterizzata dal rito funerario della cremazione, dalla deposizione delle ceneri in appositi cinerari biconici e da corredi composti da oggetti personali e ceramiche d’impasto) si distingue un villanoviano tirrenico in Toscana e nel Lazio, un Villanoviano emiliano in Emila, un Villanoviano romagnolo nelle Romagna ed in particolare a Verucchio, un nucleo isolato a Fermo nelle Marche, un Villanoviano a Capua, nel Salernitano ed a Sala Consilina. … continua a leggere Insediamenti villanoviani in Etruria

Le Saline di Tarquinia

Il borgo e le saline di Tarquinia
Il borgo e le saline

In uso già in epoca etrusca e romana le Saline situate sul lungomare di Tarquinia sono divenute Riserva Naturale Statale nel 1980, pur continuando a funzionare per l’etrazione del sale fino al 1998. … continua Archeologia industriale: Le Saline di Tarquinia

La treggia in Toscana

Una indagine etnologica su uno strumento di trasporto del mondo contadino del prof. Giovanni Caselli

Cos’è dunque la “Cultura della Treggia”? Anzitutto sarà bene chiarire che il termine “cultura” è qui inteso in senso antropologico e di questo ne ha data una precisa definizione Taylor [1], in senso etnologico è quel complesso insieme che racchiude conoscenza credenza, arte, morale, legge, costume ed ogni altra capacità ed abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società”.    … continua a leggere    La cultura della treggia in Toscana