Il monastero e la chiesa della Badia detta a Isola


L’antica leggenda racconta che la contessa Ava, vedova di Ildebrando signore di Staggia, donna pia e caritatevole, impietositasi per la condizione dei pellegrini che transitavano lungo la via Francigena nei pressi del piano paludoso che intorno all’anno Mille si stendeva tra Monteriggioni e la località successivamente detta Badia a Isola, costretti a salire fino alla cima del Monte Maggio per trovare un ricovero nel suo castello, decise di costruire, insieme ai figli Tegrimo e Berizio, un’abbazia con ospitale alla base orientale del Monte Maggio. Il monastero venne fondato e sostenuto da una ricca dote di beni nell’anno 1001, come da documentazione conservata nell’Archivio di Stato di Siena.  … continua a leggere  Il monastero e la chiesa della Badia detta a Isola

Il Cappello di paglia di Firenze: un’antica manifattura toscana


Calendimaggio
impazza per le strade.
[…]
E in queste circostanze    

la paglia di Firenze     
è proprio quello
che ci vuol.

Museo della paglia e dell’intreccio Signa.

Il cappello di paglia di Firenze
è proprio adatto per tutte le evenienze.
Per parlarsi, per amarsi,
per baciarsi impunemente
sotto il naso della gente.

Così cantava Odoardo Spadaro. Ma il cappello di paglia era già stato protagonista in altre opere: il maestro Nino Rota aveva messo in musica e rappresentato un libretto, proprio e della madre scritto nel 1945; “Un cappello di paglia di Firenze” si intitolava una commedia di Eugene Labiche del 1851con il titolo originale di “Un chapeau de paille d’Italie” da cui sarebbe stato tratto un film, muto, nel 1928 e diretto da René Clair.

Una breve cronistoria che racconta quanto il cappello di paglia fosse di moda e conosciuto e usato e diffuso non solo in Toscana.  …  continua a leggere    Il Cappello di paglia di Firenze: un’antica manifattura toscana

La Pieve di San Giovanni Battista e di Santa Felicita a Valdicastello


Siamo a pochi chilometri da Pietrasanta lungo la valle detta Valdicastello, in origine Valle Buona. La Pieve è documentata già dall’855 ma l’aspetto attuale risale al XII secolo. Circondata dal verde di un’oliveta, occupa il lato mancino della strada che conduce a Sarzana passando per Valdicastello Carducci, toponimo legato alla casa natale del poeta, pochi chilometri più avanti. Colpisce per la posizione e per il contrasto tra il biancore della facciata e il rosso del laterizio delle monofore che si aprono sul campanile, un’ aggiunta successiva del 1583. E non solo. Semplice ma elegante con il bel rosone trecentesco, mantiene nelle mensole figurate che la abbelliscono, il suo carattere romanico.    …  continua a leggere    La Pieve di San Giovanni Battista e di Santa Felicita a Valdicastello

La valle dell’Arno fra storia e geografia: da Firenze a Pisa


Dalle origini al 1333

di Salvina Pizzuoli

La valle dell’Arno dalle origini al 1333

Firenze e l’Arno: un rapporto difficile

Empoli e l’Arno: dalle origini al 1333

Pisa e l’Arno: storia e geografia di un antico sistema portuale

Visita al Museo delle antiche navi di Pisa: un entusiasmante viaggio nel passato

 

La valle dell’Arno fra storia e geografia: Da Firenze a Pisa: dalle origini al 1333 (Macchie di Toscana  su Amazon)

Pieve di Pernina sulla Montagnola senese


Raggiungere la pieve romanica di Pernina sa un po’ di pellegrinaggio dovendo percorrere, volendo anche a piedi, strade bianche tra verdi boschi di lecci. La posizione è piena di fascino così com’è in un’ampia radura erbosa, il grande cipresso che svetta a sinistra e l’alto campanile a destra. A pochi metri, proseguendo lungo la strada sterrata, il Romitorio di Villa Cetinale e la Scala Santa, di 200 scalini scavati nella pietra, che li unisce e, dall’altro lato, a pochi metri dalla strada provinciale, il castello di Celsa: il paesaggio è da favola ed ha un sapore magico che solo il silenzio, interrotto da brevi cinguettii, può regalare al visitatore in una surreale visione d’insieme.  … continua a leggere  Pieve di Pernina sulla Montagnola senese

 

Strade e palazzi storici di Firenze


Frenze piazza Santa Trinita, palazzo Bartolini Salimbeni, la facciata

Girellando per le strade di Firenze:

Palazzo Bartolini Salimbeni a Firenze

I colori della città: le pietre di Firenze

Il quartiere di Santa Croce-1949

Amerigo Vespucci tra i “visacci”

Finestre, portoni, palazzi, simboli e architetture fiorentine

La Torre degli Amidei

Chiassi chiassuoli e vicoli di Firenze (prima parte)

Chiassi chiassuoli e vicoli di Firenze (seconda parte)

Chiassi chiassuoli e vicoli a Firenze (parte terza)

Boboli com’era (Prima Parte)

Boboli com’era (Seconda Parte)

In giro per Boboli

Firenze: porte e postierle (prima parte)

Firenze: porte e postierle (seconda parte)

Odonomastica delle strade di Firenze

La famiglia Lavison e il palazzo in Piazza della Signoria

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via dell’Agnolo a via de’ Pepi

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via dell’Isola delle Stinche a piazza San Firenze

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via della Condotta a Orsanmichele

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via di Calimala a piazza de’ Salterelli

Santa Maria Novella a Firenze: storia di un’antichissima spezieria

A Firenze : Villa Fabbricotti e il suo parco

Eremo di San Salvatore a Lecceto


Il vasto complesso architettonico ci accoglie nel mezzo di un fitto bosco di lecci. Si tratta di uno degli eremi più antichi in terra di Siena. Siamo infatti ad una decina di chilometri dalla Porta Fontebranda, e trovasi sul fianco orientale del Monte-Maggio sopra un terreno calcareo-cavernoso, scriveva lo storico Repetti per descriverne la posizione. E noi aggiungiamo: a non molta distanza dall’altro, quello di San Leonardo al Lago, detto a sua volta della Selva del Lago ed anche di Fultignano.    …   continua a leggere  Eremo di San Salvatore a Lecceto 

I top ten di marzo


tuttatoscana

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Il castello della Chiocciola nella Montagnola senese


A sinistra La Chiocciola, più a destra la Villa, in arancio la SS2 Cassia, in bianco la strada per Riciano (clicca sull’immagine per ingrandire)

Il nostro itinerario, in uscita da Monteriggioni, contempla una prima escursione nella Montagnola senese. Seguiamo la statale numero 2 Cassia fino alla località Il Ceppo e da lì, lungo un bivio a destra, ci dirigiamo verso Riciano. Siamo a pochi chilometri da Siena, lungo le pendici sud orientali della Montagnola.

La giornata non è luminosa, ma il paesaggio è dolce con i suoi arrotondati declivi e, come immaginavamo, è subito punteggiato da torri svettanti e grandi prati e lievi cocuzzoli. Vari cartelli indicano la via Francigena che costeggia i primi due castelli che si inquadrano nel panorama con le loro forme quadrate e merlate, il primo è il castello di Villa.   …  continua a leggere  Il castello della Chiocciola nella Montagnola senese