Dalla “Storia della Quinta Armata americana” curata dal Lieutenant Colonel Chester G. Starr.
Linea Gotica il 19 settembre 1944. È una fotografia dell’U.S. Army Signal Corps, conservata presso i National Archives
Nell’estate del 1944 la guerra raggiunse l’Appennino toscano, dove la Linea Gotica trasformò passi, vallate e crinali in un formidabile sistema difensivo. Tra la Futa e il Giogo la Quinta Armata americana dovette affrontare non soltanto le fortificazioni tedesche, ma anche un territorio difficile, che condizionò profondamente l’offensiva verso Bologna.
Nella pagina dedicata ricostruiamo il ruolo della Toscana nella battaglia attraverso le fonti militari americane dell’epoca.
Trekking a Rapolano Terme: la facile camminata fino a Poggio Santa Cecilia
Rapolano Terme – Poggio Santa Cecila
Un itinerario tra benessere e mistero: Se vi trovate nei dintorni di Rapolano Terme, c’è un percorso a piedi che unisce la bellezza del paesaggio toscano al fascino della storia più segreta. Con una facile camminata di circa 8 km tra gli olivi, adatta a tutti, è possibile raggiungere le porte di Poggio Santa Cecilia, un antico castello medievale oggi completamente disabitato e trasformato in un suggestivo “borgo fantasma”. Questo luogo silenzioso, sospeso nel tempo, nasconde anche una curiosità storica: ospitò Giuseppe Garibaldi, che si rifugiò in queste campagne per curare la celebre ferita dell’Aspromonte con le acque termali rapolanesi.
Uno splendido borgo disabitato a un passo dalle Crete senesi
Poggio Santa Cecilia, un borgo abbandonato
Esiste un luogo in Toscana dove il tempo si è fermato di colpo, congelato dietro un grande cancello sbarrato da catene e lucchetti. È Poggio Santa Cecilia, uno dei borghi abbandonati più affascinanti e misteriosi di tutta la provincia di Siena. Arroccato su una collina boscosa nel comune di Rapolano Terme, questo antico castello medievale si presenta oggi come una spettrale e bellissima capsula del tempo: le case sono intatte, la chiesa conserva ancora il suo organo a canne, ma tra le sue strade regna un silenzio irreale.
Per scoprire ogni dettaglio su questo luogo incredibile, vi invitiamo a leggere l’appassionante reportage completo …
Prima cerchia comunale (X secolo) con la suddivisione in quartieri
L’articolo ricostruisce la rapida trasformazione di Firenze tra l’XI e il XII secolo, evidenziando il passaggio da piccolo centro medievale a potente comune mercantile. Attraverso l’analisi urbanistica, demografica e sociale, il saggio esplora l’evoluzione della prima cerchia muraria e il declino della nobiltà feudale, intrecciando la storia con la visione dantesca di una città sobria e in rapida espansione.
Affascinante viaggio alla scoperta degli stemmi comunali toscani, simboli ricchi di storia.Luisa Di Tolla ci guida tra le antiche regole dell’araldica e i segreti dei borghi.Leoni, gigli e castelli raccontano secoli di gloriose autonomie e storiche rivalità.Ogni scudo racchiude un’identità unica, tramandata dal Medioevo fino ai giorni nostri.
L’araldica, ovvero la disciplina che stabilisce con regola le forme e le figure degli stemmi, trae la sua origine dagli “araldi” che, come si sa, erano figure tipiche dell’ordinamento cavalleresco all’epoca delle crociate.
Avevano vari compiti fra i quali quello di giudice d’arme, nei tornei fra cavalieri. Per garantire l’ordinato svolgimento delle gare annotavano su appositi rotoli o registri le norme, lo stemma e le insegne di ogni singolo cavaliere partecipante al torneo. … continua a leggere Stemmi dei comuni toscani
Nascosto tra le colline senesi, a brevissima distanza da Rapolano Terme, sorge un minuscolo gioiello di pietra che sembra sospeso nel tempo. Il borgo fortificato di Armaiolo è un antico castello medievale che domina silenzioso la valle dell’Ombrone, custode di storie secolari e di una fiera resistenza storica. Questo affascinante insediamento, che conserva intatta l’atmosfera dei secoli passati con i suoi vicoli suggestivi e le sue mura difensive, rappresenta una tappa imperdibile per chiunque desideri scoprire la Toscana più autentica e meno battuta dai flussi turistici di massa.
Tappa 8 Castelnuovo Garfagnana – Barga: Km 27 – Difficoltà: E – Tempo medio di percorrenza: 9 h
di Oreste Verrini
Votivo di Castevenere (museo archeologico all’interno della Rocca Ariostesca)
La Tappa 8 della Via del Volto Santo collega Castelnuovo di Garfagnana a Barga su un percorso di 27 chilometri, che richiede circa 9 ore di cammino. Il tracciato, parte dell’antica Via Matildica, attraversa boschi di castagno e borghi storici della Media Valle del Serchio, concludendosi al Duomo di San Cristoforo a Barga. … si parte da Piazza Umberto I, ancor più di Piazza delle Erbe, vero centro di Castelnuovo di Garfagnana …
L’itinerario proposto guida alla scoperta della pieve di San Giovanni Maggiore a Panicaglia, evidenziando le antiche testimonianze storiche e paesaggistiche del Mugello. Questo percorso offre un’immersione nella cultura locale attraverso uno dei luoghi più suggestivi della zona. Vai a Pieve di San Giovanni Maggiore a Panicaglia
Il destino di uomini, città e della nazione etrusca attraverso cicli, saecula e prodigi
di Michele Zazzi
Sacerdoti etruschi (lastra etrusca in terracotta dipinta)
Per gli Etruschi anche la vita degli uomini, delle città e dell’intera nazione aveva un tempo stabilito dal destino. Nei Libri Fatales, parte dell’antica Etrusca Disciplina, erano contenute le norme che regolavano questo rapporto fra il fatum, l’intervento degli dei e la possibilità, attraverso specifici rituali, di rinviare entro certi limiti ciò che era stato predeterminato.
Le fonti romane ci hanno tramandato una concezione del tempo estremamente affascinante: la vita umana suddivisa in cicli di sette anni, le città dotate di un proprio saeculum e, soprattutto, la convinzione che la stessa civiltà etrusca fosse destinata a durare dieci saecula, la cui successione sarebbe stata annunciata da prodigi celesti e altri segni interpretati dagli aruspici.
Una dottrina che intreccia religione, storia e concezione ciclica del tempo e che, secondo alcune interpretazioni, presenta una sorprendente corrispondenza con l’effettiva durata storica della civiltà etrusca.