Civitella Marittima, capoluogo della corte degli Ardengheschi


La formella con lo stemma di Civitella

Siamo a Civitella Marittima un borgo murato sulle colline della Maremma grossetana. La storia ci racconta che il fondatore di questo antico castello fosse Ildebrandino di Gherardo degli Ardengheschi, una potente famiglia di feudatari insediata in Maremma dal capostipite Ardengo, paladino di Carlo Magno. Furono acerrimi nemici di un’altra famiglia stanziata in Maremma, gli Aldobrandeschi. Fu proprio da questa rivalità che nacque il castello di Civitella. A Roccastrada, a pochi chilometri, gli Aldobrandeschi avevano costruito un fortilizio con lo scopo di vigilare sull’importante strada che metteva in comunicazione il mare con l’interno. Il possente castello di Ildobrandino aveva così lo scopo di resistere agli eventuali attacchi da parte degli Aldobrandeschi al fine di ridurre sotto il loro potere anche l’ennesima località. Eresse una possente cinta di mura che inglobava la precedente torre, costruita dal padre, e i caseggiati che vi erano sorti all’intorno, facendo diventare il castello sua dimora e la cittadella il capoluogo della sua corte*.    … continua a leggere  Civitella Marittima, capoluogo della corte degli Ardengheschi 

Il Palazzo comunale di Borgo San Lorenzo e l’opera di Tito Chini


Tra decorazioni Decò e simbologie esoteriche

Siamo in piazza Dante a Borgo San Lorenzo, il cuore verde della località principale del Mugello. La grande piazza, che accoglie un giardino con al centro il monumento dedicato ai Caduti, si apre davanti al Palazzo del Comune. La sua attuale struttura risale al 1926 quando prese il nome che la designa e fu abbellita dai giardini che ancora oggi l’adornano. Prima di questa nuova architettura era un grande spazio dedicato alla mostra del bestiame e successivamente anche a campo sportivo. Il bel Palazzo, inaugurato nel 1931, ebbe una lunga gestazione: dal primo progetto del 1883 di Niccolò Niccolai alla definitiva realizzazione nel primo trentennio del XX secolo in base al nuovo progetto, modificato nelle dimensioni nel rispetto anche delle norme antisismiche dopo il catastrofico terremoto del 1919, dell’ingegner Lorini e di Tito Chini, figlio di Chino e nipote di Cesare membro dell’ormai illustre famiglia di ceramisti vetrai e pittori.     … continua a leggere    Il Palazzo comunale di Borgo San Lorenzo e l’opera di Tito Chini

Val di Merse


Articoli pubblicati sulla valle del Merse

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I mulini della val di Merse: da mulino delle Pile a “Mulino Bianco”

In val di Merse: Chiusdino

In val di Merse: San Galgano

Nella val di Merse: una spada nella roccia e l’eremo di Montesiepi

Montieri e le attività estrattive della valle del Merse

Bagni di Petriolo

Boccheggiano e le “Roste”

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Nella Val di Merse: la rocca di Crevole e la pieve di Santa Cecilia

Murlo di Vescovato:un castello tra la val di Merse e dell’Ombrone senese

Le due direttrici storiche della Val di Merse: la strada Consolare Grossetana e la via Massetana

La rocca di Crevole e la pieve di Santa Cecilia

La leggenda della Rocca di Crevole

Castel di Pietra e la leggenda della Pia

A Murlo c’è un Museo… da visitare

Il castello di Montarrenti

Gli articoli sopra indicati sono stati raccolti e pubblicati da Edida in volume, come per la valle dell’Arno, nella collana Macchie di Toscana:

Su Amazon: La val di Merse

della stessa collana:

La valle dell’Arno tra storia e geografia

 

Vino e vendemmia nella Toscana del Medioevo


E perché meno ammiri la parola

 guarda il calor del sol che si fa vino,

giunto al’ omor che da la vite colà’ (Purg. XXV, 76-78)

Nella celebre terzina Dante descrive il vino come sintesi del calore del sole e della linfa prodotta dalla vite paragonando questo processo a quello che trasforma un essere vivente in creatura umana grazie all’intervento divino che v’infonde l’anima.

Libagione con vino rosso (Tacuina Sanitatis, XIV secolo)

Le concezioni mediche del mondo antico riprese nel medioevo attribuivano al vino indiscusse qualità salutari, fino a ritenerlo esso stesso un farmaco. Pier de’ Crescensi (1233 – 1320), uno dei più celebri agronomi del medioevo, studioso di filosofia e medicina scrive nel suo Trattato che “il vino dà buon nutrimento e rende sanità al corpo … conforta la virtù digestiva così nello stomaco come nel fegato … si converte in naturale e mondissimo sangue … fa dimenticare tristezza e angoscia … è dunque conveniente ad ogni età”.    …  continua a leggere    Vino e vendemmia nella Toscana del Medioevo

Porto d’Alma o porto Civette


Torre Civette e foce del torrente Alma

Pian d’Alma è oggi una frazione situata in prossimità della foce del torrente Alma, celebre per il bel mare e per la vicinanza a spiagge famose come Cala Violina e Cala Martina. Ma un tempo fu celebre anche per il suo porto, Alma Positio in epoca romana e Scalo di Alma nel medioevo, situato sul litorale sotto la Torre Civette presso la foce dell’omonimo emissario dello stagno di Alma, un tempo assai più vasto dell’attuale padule e sicuramente accessibile dal mare.    …  continua a leggere    Porto d’Alma o porto Civette

Monte Pisano


Con la dicitura Monte Pisano s’intende il gruppo montano, propaggine meridionale delle Alpi Apuane, che si estende per circa 155 kmq a nord dell’Arno, tra la valle orientale del Serchio e il Val d’Arno inferiore, tra Lucca e Pisa, tanto che “i Pisan veder Lucca non ponno”, come scriveva il sommo padre Dante nel canto XXXIII dell’Inferno in cui domina la figura del conte Ugolino. Spesso indicato con la forma plurale di Monti Pisani, in realtà è un acrocoro la cui cima più elevata tocca i 916 metri con il Monte Serra.    …    continua a leggere     Monte Pisano

I top ten di maggio 2019


tuttatoscana

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Buti, sul Monte Pisano


Buti, da Buiti Castrum, deriva il suo nome o dal latino bucita, pascolo di buoi, o dal nome del triunviro Fabio Buteo che via aveva acquistato dei terreni. È situato lungo le pendici orientali del Monte Pisano in un vallone scavato dalle acque rumorose del torrente Rio Magno che, con le sue piene, vi ha spesso causato danni notevoli. Se ne hanno notizie documentate sin dall’ XI secolo quando vi presero dominio i vescovi di Pisa: il territorio era tutelato da un ampio sistema difensivo costituito da ben otto fortificazioni di cui, in alcuni casi, restano pochi ruderi. Nel corso del XIII secolo varie lotte acerrime tra la fazione guelfa e ghibellina, tra Lucca Pisa e Firenze, portarono più volte alla distruzione del paese e alla sua ricostruzione: dopo la sconfitta subita dalla flotta della Repubblica alla Meloria, legato alle sorti di Pisa, ne subì insieme a lei il tracollo quando agli inizi del XVI secolo la città passò definitivamente sotto il dominio di Firenze ed anche i castelli del contado seguirono la sua caduta. Furono i lavori di ripristino, di quel disordine idraulico che aveva caratterizzato le valli fluviali e le acque superficiali in genere che fluivano nella zona senza arginature, voluti da Cosimo I con la deviazione del corso dell’Arno e il risanamento delle paludi con la canalizzazione dei fossi e il drenaggio della piana, a portare nuova popolazione in quel contado abbandonato a causa delle lunghe lotte: rifiorì così l’agricoltura con la coltivazione degli olivi, che ancora oggi caratterizzano fortemente i crinali così fitti da sembrare boschi, e dei castagni con la nascita parallela di un artigianato legato alla costruzione di ceste.    …   continua a leggere    Buti, sul Monte Pisano

Linea Gotica e Appennino


Torretta di Panther su una fortofocazione a Santa Lucia

L’Appennino tosco emiliano e tosco romagnolo attraversano la penisola diagonalmente e separano l’Emilia e la Romagna dalla Toscana e dalle Marche; sono delimitati, a ovest dal Passo della Cisa, dove i rilievi giungono fin sulla costa tirrenica, e a est dal Passo di Bocca Trabaria, da dove degradano in crinali minori fino a raggiungere il litorale adriatico. Tra i due valichi la catena appenninica mantiene essenzialmente una direzione ovest-est. Il suo profilo è quello di una cresta seghettata e discontinua con varie vette superiori ai 2000 metri (la più alta delle quali, il monte Cimone, raggiunge i 2165 m) e presenta contrafforti preappenninici dall’assetto asimmetrico: più degradante verso l’Emilia e la Romagna, più ripida verso la Toscana.

Una straordinaria barriera naturale estesa dalle coste del Tirreno fino a quelle dell’Adriatico che nel corso dei secoli ha costituito una notevole difficoltà nelle comunicazioni nord-sud.     …    continua a leggere    Linea Gotica e Appennino