La Pieve di San Giovanni fuori le mura di Campiglia Marittima


di Salvina Pizzuoli

La Pieve di San Giovanni meriterebbe da sola il viaggio da intraprendere alla scoperta dei borghi di quella che viene detta la Maremma livornese o pisana, la cui storia si respira trascorrendo nel paesaggio che li circonda.

Non possono le parole o le immagini da sole restituire il fascino dei luoghi e farci assaporare il potente respiro del passato. È qui che possiamo inebriarci, accanto a queste antiche pietre che ci raccontano la loro lunga vita. Sul sagrato e intorno lastre marmoree, con scolpiti i nomi di chi fu, ricordano ai vivi che le calpestano quanto sia sottile il passo che separa la vita dalla morte; intorno l’incanto del silenzio, siamo in un cimitero, la bellezza del paesaggio e delle architetture civili e religiose:   … Continua     La Pieve di San Giovanni fuori le mura di Campiglia Marittima

L’Alchermes, il liquore de’ Medici


Il suo è un nome che di fiorentino ha poco eppure la ricetta più famosa e diffusa di questo liquore, che ha conosciuto vari tentativi di imitazione, ha Firenze come città natale. L’origine di questo nome esotico è araba ed è legata al suo bel colore rosso ricavato dalla “Cocciniglia”, dall’ arabo al qirmiz, che indica e l’insetto e il colore. Le femmine della Cocciniglia secernono acido carminico per difendersi dai predatori ed è dalle femmine essiccate che si ricava una polvere colorante da cui si ottiene il colore rosso carminio che contraddistingue il liquore. Oggi, nella produzione industriale, la Cocciniglia è sostituita da coloranti alimentari.

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Un omaggio ai nostri lettori


Dopo il successo di “O.D.E.S.S.A. L’ora della fuga” la spy story continua con “O.D.E.S.S.A.Caccia in Argentina”

e

in occasione della pubblicazione del thriller

“O.D.E.S.S.A. Caccia in Argentina” 

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 Sinossi di “O.D.E.S.S.A. Caccia in Argentina”

Walder, Mike e Fox ancora insieme in una nuova esaltante avventura: dollari falsi, aste sospette, antichi tesori trafugati dai nazisti in fuga, una donna come intermediaria tra due continenti. Con questi elementi si scatena una caccia al di là dell’oceano a chi, grazie alla rete ODESSA, ha trovato rifugio in un Paese che pare il diorama di un piccolo borgo delle Alpi Bavaresi. Colpi di scena e una ‘caccia nella caccia’  in questo secondo romanzo dopo il successo del primo thriller “Odessa l’ora della fuga”.

Email della Redazione: tuttatoscana@virgilio.com

 

 

 

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tuttatoscana

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Poggio Santa Cecilia, un borgo abbandonato

La via Cassia Antica: quarto itinerario da Arezzo a Fiesole

In val di Cornia: Campiglia Marittima


di Salvina Pizzuoli

Campiglia Marittima uno scorcio visto dalla pieve di San Giovanni

Campiglia Marittima sorge sulla parte terminale della valle del Cornia che, per dirla con il Repetti, scaturisce sulla schiena occidentale dai monti di Castelnuovo di Val di Cecina, circa 24 miglia toscane lungi dalla sua foce nel mare di Piombino.

Nel suo Dizionario lo storico dedicava al borgo medievale una dettagliata descrizione che non tralasciava nemmeno il lussureggiante paesaggio che la circondava allora come oggi. Ci piace dunque raccontarla insieme all’insigne studioso toscano, magari riproponendo in alcuni passi le sue parole, perché quel che scrive è frutto del suo lavoro capillare di ricerca, completo ancora oggi a qualche secolo di distanza.   …  Continua   In val di Cornia: Campiglia Marittima

Archeologia industriale in Toscana: il Gasometro di Firenze


L’impianto visto dall’alto

Passando da via dell’Anconella, nei pressi di Porta San Frediano, ci imbattiamo in una costruzione dalle forme strane di cui non è facile intuire la funzione: è il gasometro (o gazometro) di Firenze ora adibito a ludoteca e centro di ritrovo.

Fra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento la zona del Pignone, sulla riva sinistra dell’Arno, vide la nascita di varie attività manifatturiere favorite dalla presenza dell’omonimo porto fluviale, così nel gennaio 1839  Leopoldo II concesse alla società francese Montgolfier Bodin la costruzione e la gestione dell’impianto destinato a produrre,   …   Continua     Il Gasometro di Firenze

Poggio Santa Cecilia, un borgo abbandonato


Siamo a Rapolano Terme, a pochi chilometri da Siena e a pochi dal fantastico paesaggio delle Crete senesi. Il luogo è incantevole, invita a fare passeggiate ed escursioni per immergersi in una natura incontaminata dove la mano dell’uomo ha disseminato coloniche di notevole bellezza che impreziosiscono l’insieme con la grazia e la leggiadria delle forme e dei colori, il giallo senese che si mescola e sovrappone in un ridente contrasto con il rosso dei mattoni che guarniscono gli edifici, in un paesaggio e agreste, con vigne e frutteti, e naturale con lecci allori e cipressi che ricoprono con le loro chiome verdeggianti un poggetto sulla cui cima s’intravvede la forma di un campanile e di ampi fabbricati. … Continua  Poggio Santa Cecilia, un borgo abbandonato

La via Cassia Antica: sesto itinerario da Firenze a Lucca


Percorsa e descritta dal prof. Giovanni Caselli

Da nord, da Faesulae e da Bononia, si è visto che l’accesso era Via Sangallo, poi Via de’ Ginori e Borgo San Lorenzo; la porta nord era dunque sull’angolo di Via de’ Cerretani e piazza San Giovanni. Da sud una via che proveniva da Sena Iulia, entrava con Via Romana, traversava l’Arno su un ponte poco a est di Ponte Vecchio, faceva Via Por Santa Maria ed entrava da una porta situata all’angolo di Via Vacchereccia.

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La Biadina lucchese del “Tista”


La Toscana si sa va famosa per la cucina e per alcuni liquori tipici tra i quali il Vin Santo che ne è diventato il simbolo; ma anche altri, sebbene non sempre superino i confini locali, occupano un posto ben preciso nella storia del territorio da cui provengono.

Uno di questi è la Biadina, nata a Lucca nella bottega di Giovanbattista Nardini, detto il Tista

Ma procediamo con ordine.    …  Continua  La Biadina lucchese del “Tista”