Montaperti, una battaglia fra storia e leggende

Battaglia Montaperti, miniatura
Battaglia Montaperti, miniatura

Il colle di Montaperti, pochi chilometri a sud est di Siena, rimane famoso per la cruenta battaglia che si svolse nella piana antistante fra Guelfi fiorentini e Ghibellini senesi il 4 settembre 1260. Le truppe fiorentine giunte da nord attraverso le Colline del Chianti il 2 settembre si accamparono sulle alture cretacee di Monselvoli e del Paradiso, nei dintorni di Pievasciana. La marcia del loro esercito, composto da circa 35.000 uomini e dalle necessarie salmerie, aveva seguito il corso del torrente Arbia la cui valle garantiva un tragitto più pianeggiante e assicurava un facile approvvigionamento idrico.

L’esercito di Siena, al comando di Provenzano Salvani, composto da 20.000 uomini fra cui 800 cavalieri inviati dall’imperatore Manfredi e i fuoriusciti ghibellini scacciati da Firenze come Farinata degli Uberti, si accampò di rimpetto al nemico sulle colline di Ropole e di Mociano.   …  continua a leggere  La battaglia di Montaperti fra storia e leggende

Fra Firenze e Pistoia: il primo campionato del mondo di ciclismo

Siamo nel 1870, Firenze è ancora capitale del regno d’Italia

Gli organizzatori della prima corsa ciclistica su strada
Gli organizzatori della prima corsa ciclistica su strada

In una città che appariva più un cantiere che una capitale si svolse la prima gara ciclistica della storia d’Italia. Già da qualche tempo si vedevano girare per la città pazzi scatenati a cavallo di quello strano arnese con due ruote tanto che il Comune, dopo vibrate proteste giunte da più parti, per proteggere l’incolumità dei cittadini decretò che i velocipedi potessero girare solo per i viali delle Cascine e solo nelle ore mattutine dato che il parco era luogo di passeggio frequentatissimo nelle ore pomeridiane e nei giorni festivi. Poi, nel 1870, la prima corsa su strada organizzata dal Veloce Club, la prima società ciclistica italiana. …Continua a leggere Fra Firenze e Pistoia: il primo campionato del mondo di ciclismo

Firenze, i Medici e il Rinascimento dal mito alla realtà (parte prima)

di Giovanni Caselli

Ambrogio Lorenzetti - Effetti del Buongoverno, particolare (1338)
Ambrogio Lorenzetti – Effetti del Buongoverno, particolare (1338)

La società che si era sviluppata in città dal X secolo in poi aveva in pieno XIII secolo maturato una stratificazione sociale chiara e netta dove ogni ceto conosceva i suoi diritti e i suoi doveri.

La borghesia dirigeva “democraticamente” gli affari della città per il bene comune.
Naturalmente da questo tipo di democrazia erano esclusi le donne e i meno abbienti. … Continua a leggere Il Rinascimento fiorentino e l’era dei Medici dal mito alla realtà (parte prima)

I conti Guidi e il Casentino (5)

Pubblichiamo a puntate la storia di Poppi a cura di Giovanni Caselli

Arti e mestieri

Mercato medievale (miniatura)

Bicchierai elenca gli uomini di Poppi nei vari settori professionali: 5 cuoiai, 6 calzolai, 2 sellai, 5 fabbri, 2 maniscalchi, 3 armaioli, 3 lanaioli, 2 tessitori, 3 sarti, 3 falegnami, 2 muratori, 9 operai, 2 barbieri, 3 merciai, 4 speziali, 4 beccai, 3 fornai, 3 vinai, 5 osti, 5 addetti alla fluitazione dei legni, 1 pescatore, 1 maestro, 2 medici, 12 notai, 15 religiosi, 2 ebrei, 3 numzi, 5 guardie, 8 dedicati ai conti; lo stesso autore estrapola che vi siano stati inoltre 100 contadini … continua a leggere Poppi e il Casentino dei Guidi

Le origini romane di Firenze

di Alessandro Ferrini

Immagine della Firenze romana (ricostruita con l'ausilio di AI)
Immagine della Firenze romana in età imperiale (ricostruita con l’ausilio di AI)

L’area su cui sorse la città romana era frequentata già in età preistorica: nel periodo neolitico vi si insediarono gruppi umani appartenenti ai Liguri. Successivamente, verso la fine del X secolo a.C., è documentato lo stanziamento di popolazioni italiche provenienti dall’Appennino tosco-emiliano, che scompaiono però all’inizio dell’VIII secolo a.C. Dopo queste fasi, la documentazione archeologica non consente di ricostruire una continuità urbana fino all’età romana, segno che l’area, forse a causa dell’impaludamento o delle frequenti esondazioni dell’Arno, rimase marginale rispetto ai principali centri etruschi, in primo luogo Fiesole.

Ricerche successive hanno stabilito l’origine della città nella fondazione di una colonia romana in epoca cesariana, e non sillana, mariana o triumvirale come accadde per altre aree urbane della Toscana, confermando peraltro una tradizione cronachistica medievale a lungo considerata poco attendibile. La fondazione risale al 59 a.C., forse in primavera, durante i ludi fiorales, circostanza che spiegherebbe, tra le altre, l’etimologia del nome Florentia. …

continua a leggere Le origini romane di Firenze

Le mura medicee di Grosseto, storia e immagini

di Salvina Pizzuoli

Grosseto, pianta della città con disegnata la cinta muraria del 1600
Grosseto, pianta della città con disegnata la cinta muraria del 1600

La città murata di Grosseto, vista dall’alto, ha la forma di un esagono irregolare con sei bastioni angolari, uno per ogni angolo dell’esagono, a forma di freccia, per un perimetro di circa duemilanovecento metri. 

Le imponenti mura furono volute dalla famiglia dei Medici e costruite su progetto di Baldassarre Lanci da Urbino. La costruzione del complesso architettonico occupò un periodo molto lungo, dal 1574 al 1593 come indicato nella targa sul portale della Fortezza a ricordo della conclusione dei lavori. ... continua a leggere A Grosseto in giro per le mura medicee

La leggenda di un cercatore di tesori a Capraia

Capraia Forte San Giorgio e la torretta del Bagno
Capraia Forte San Giorgio e la torretta del Bagno

Capraia è un’isola aspra e forse in questo consiste il suo incanto: negli anfratti e nelle baie lungo le coste frastagliate e scoscese il mare assume colori cangianti, combinati e diversi, tra le asperità delle sue rocce e dei suoi i massi fiori colorati a macchie che scosse dal vento la riempiono di profumi e a primavera c’è un tripudio che la pennella di toni e sfumature e di odorose fragranze.

Ma non fu scelta per questo suo sfolgorante paesaggio dai pirati che in tempi lontani depredavano le coste del Mare Nostrum tanto che Roma mise fine alle scorrerie rendendola libera dai pirati ma disabitata. No, Capraia è sempre stata scelta, da Etruschi e Romani, per le leccete che la rivestivano e a partire dal XVI secolo ha sempre rivestito una posizione strategica nell’alto Tirreno come punto di avvistamento di navi corsare e come difesa dalle medesime lì a metà com’è tra la Corsica e la Sardegna, tra il mare e la terraferma, quella dirimpettaia, ricca di popolazioni e risorse. .… Continua

Altre leggende toscane: 

La leggenda della Rocca di Crevole

La leggenda di Margherita Marsili

Il Sasso di San Zanobi e la sua leggenda

La leggenda del Monte Forato

Cinque leggende toscane

 

Specialità della Lunigiana: i panigacci

I panigacci
I panigacci

Panigaccio non è certo un nome accattivante, quel suffisso in “accio” ne scredita le qualità…,  meglio indagare sull’etimo. Due le possibili accezioni: dall’unione di due termini dal latino panis e dal greco “gacio” che, resi in uno unico risulterebbe panisgacio, ovvero “pane vicino” oppure deriverebbe dall’antico cereale utilizzato per la panificazione, in tempi molto lontani, ossia il paníco più propriamente il “panicum italicum” una pianta resistente alla siccità e dal ciclo vegetativo molto breve.

Qualunque delle due etimologie ci piacerà accogliere, tolgono a quell’accio il valore dispregiativo.   … continua a leggere    I Panigacci della Lunigiana

Porti e approdi della Toscana tra antichità e alto medioevo

Mosaico di epoca romana (Ostia)
Mosaico di epoca romana (Ostia)

Molti porti dell’epoca romana situati sulla costa della Toscana continuarono ad essere attivi anche durante l’alto medioevo seppure ridimensionati nei traffici e, in diversi casi, progressivamente inutilizzabili a causa dell’insabbiamento e della scarsa manutenzione. Così, tra gli altri, Luni, Vada, Populonia, Cosa e lo stesso Porto Pisano sono rimasti attivi in tutto il periodo tardo-antico, anche durante la guerra greco-gotica e la successiva conquista longobarda. A questi scali di maggiore importanza si aggiungevano poi altri numerosi approdi praticabili grazie alla ridotta stazza dei natanti e magari utilizzati solo per alcuni periodi dell’anno come quelli alle foci di fiumi (si pensi a Torre Trappola a bocca d’Ombrone o al piccolo golfo delle Rocchette). … continua a leggere Approdi marittimi e porti in epoca tardo antica e alto medievale in Toscana

Dove abitavano gli Etruschi

Evoluzione dell’impianto abitativo etrusco

elementi architettonici decorativi del tetto della villa di Murlo (Museo di Murlo)
elementi architettonici decorativi del tetto della villa di Murlo (Museo di Murlo)

Durante il periodo più antico (fine del IX secolo – prima metà dell’VIII secolo a.C.) la casa etrusca aveva una forma circolare o ellittica, a un solo piano con pareti in argilla e graticcio di canne e copertura in strame con tetto a spiovente sostenuto da pali di legno. Tale aspetto si è mantenuto nella forma delle capanne in uso ancora pochi decenni fa in certe zone rurali della Toscana. L’interno era costituito da un solo ambiente con un’apertura di ingresso e sfiatatoi per il fumo, il pavimento era costituito da un sottile strato di ghiaia.

Gli scavi hanno messo in luce resti di abitazioni di questo tipo a Luni, San Giovenale, Veio e Tarquinia. Le urne cinerarie a capanna riproducono simbolicamente tali forme. … continua a leggere  La casa degli Etruschi