Celebri battaglie in terra di Toscana

Azzo di Masetto – Scontro tra cavalieri (particolare di affresco fine sec. XIII)

La battaglia di Alalìa fra Etruschi, Greci e Cartaginesi (540 a.C. circa)

 La battaglia di Talamone tra Celti e Romani del 225 a.C.

 La battaglia di Talamone narrata da Polibio

Annibale dalla Trebbia al Trasimeno 217 a.C.

La battaglia di Pistoia (62 a.C.)

La battaglia di Montaperti fra storia e leggende (4 settembre 1260)

Linea Gotica in Toscana: la battaglia del Giogo (settembre 1944)

La via dei Cavalleggeri

Tratto della costa Toscana

La via dei Cavalleggeri è un percorso che da Porta a mare a Livorno tocca torre del Boccale o dei Marroccone (oggi l’antica torre è inglobata nell’edificio dell’omonimo castello), torre di Calafuria, torre del Romito, torre di Castiglioncello, torre di San Vincenzo, Torre Nuova e dopo circa 200 km arriva a Piombino. Le prime notizie della sue esistenza risalgono al periodo medievale, ma secondo alcuni si tratta addirittura di una variante della via Aurelia-Aemilia Scauri risalente al II°- III° secolo avanti Cristo. Nel Catasto granducale del 1823 è riportata una via che collega Livorno a Piombino “lungo la marina … per ogni parte lungo la spiaggia”. … continua a leggere La via dei Cavalleggeri

In giro per Bibbiena

di Giovanni Caselli

Entrando in Bibbiena da Via Dovizi troviamo subito sulla destra un colonnato oggi chiuso, della chiesa, da lungo tempo distrutta, dello Spirito Santo. Più avanti si rasentano le mura del Convento di San Lorenzo, oggi deserto e in rovina, solo la chiesa, spaziosa e dignitosa rimaner tutt’ora officiata. Poi a sinistra vediamo il palazzo in stile fiorentino del XVI secolo con lo stemma del Cardinal Dovizi, il personaggio più illustre nato in Bibbiena, consigliere personale di Papa Leone X, autore della prima commedia il lingua italiana, “La Calandria”, opera che ha il pregio di consolidare la lingua toscana come idioma nazionale. Il Dovizi nacque nel 1470 nei pressi, in quello che è oggi l’Hotel Brogi e fece edificare questo palazzo quando era già segretario di Giovanni de’ Medici, il futuro Papa Leone X, figlio di Lorenzo il Magnifico. Nella vicina chiesa di San Lorenzo vi sono due magnifiche terrecotte di Andrea della Robbia donate dal Dovizi. Oltre la Piazzetta dal grandioso nome di Piazza Roma si trova il Palazzo Poltri, molto rimaneggiato nei secoli ma attribuibile al primo Cinquecento. Entrando in Via Berni, di fronte a noi c’è il municipio o Palazzo Niccolini, sorto subito fuori le antiche mura … continua a leggere In giro per Bibbiena

Nei dintorni di Firenze: La Lastra e via di Monterinaldi

di Salvina Pizzuoli

La Lastra e Monterinaldi. Particolare di una pianta di Firenze e dintorni del 1890

Siamo in località La Lastra che lega il suo nome alle lastre di pietra macigno sulle quali passava la strada scavata sul fianco del monte. Siamo subito fuori Firenze, proprio lungo quella strada che in tempi trascorsi portava dal Mugello in città e viceversa e delimitava l’antico insediamento che vi era sorto, oggi detta Bolognese Vecchia, contrapposta a quella che costeggia il borgo, spostata più in basso e verso il Mugnone, detta Bolognese Nuova. Come scriveva il Carocci nel suo “I dintorni di Firenze” (1881) il centro abitato si era sviluppato proprio per la sua posizione strategica verso il contado ed era quindi zona di sosta per pellegrini e mercanti tanto che vi sorgevano alberghi, osterie e anche uno spedaletto ma che perdette quei vantaggi quando verso la metà del decorso secolo, per attenuare la ripidità della strada che girava per due lati attorno al Monte Rinaldi, se ne spostò più in basso il tracciato ed il vecchio borgo fu tagliato fuori. … continua a leggere Nei dintorni di Firenze: La Lastra e via di Monterinaldi

Il paesaggio toscano dell’alto Medioevo

di Giovanni Caselli

Ambrogio Lorenzetti, Il Buongoverno – 1339 (particolare)

In epoca alto medievale la terra era organizzata, secondo un sistema di unità socio economiche, note come “corti”: si trattava di proprietà fondiarie sulle quali più tardi dovevano sorgere i castelli di cavalieri grandi o modesti appartenenti ad una aristocrazia teutonica di origine longobarda. La ricerca archeologica scrive Marco Valenti rivela infatti un lento processo di strutturazione delle campagne iniziato subito dopo le invasioni teutoniche e la rioccupazione dei siti di altura etruschi rimasti abbandonati durante il periodo romano.   … continua a leggere Il paesaggio toscano dell’alto Medioevo

Oinochoe a figure rosse di Vulci

di Giovanni Caselli

Riti religiosi etruschi in età ellenistica

La monografia di Ambros J. Pfiffing Religio Etrusca del 1975 segna l’inizio di un fruttuoso periodo di ricerca sulla religione degli Etruschi. Si sono raffinati i metodi di indagine e creati nuovi strumenti di ricerca. Fra le voci del ThesCRA (Thesaurus Cultus et Rituum Antiquorum) si ricordano quelle di L. Donati e S. Rafanelli, Il sacrificio nel mondo etrusco, di E. Simon, Libation, di A. Maggiani, La divinazione in Etruria e di A. Maggiani e S. Rafanelli, La preghiera in Etruria.
Il popolo etrusco fu definito da Tito Livio “il popolo più di ogni altro dedito alle pratiche religiose” (Ab Urbe condita, V, 1,6). Alla luce di questi studi, Simona Rafanelli ha proposto l’esame di tre documenti fra i meno noti e indagati. L’autrice propone l’esame di una piccola oinochoe (brocchetta da vino) a figure rosse proveniente dalla necropoli dell’Osteria di Vulci, conservata nel Museo di Villa Giulia a Roma, che raffigura una scena sacrificale dove si osservano le operazioni che precedono l’immolazione della vittima, seguita dalla libagione e dalle offerte incruente. … continua Oinochoe a figure rosse di Vulci

Arezzo e dintorni

Tra storia e territorio

Anghiari – Abside della chiesa di San Martino lungo le mura

 Arezzo dal libero comune alla dominazione dei Medici

 Franchi e Longobardi ad Arezzo

Santa Maria della Pieve ad Arezzo

Il Colle del Pionta ad Arezzo

Le strade dell’Etruria romana: La via Ariminensis

Lungo l’Ariminensis, tra Arezzo e Anghiari

Cassia vetus: da Arezzo a Firenze

Le strade dell’Etruria romana: La via Ariminensis

Lungo l’Ariminensis, tra Arezzo e Anghiari

Nella val Tiberina Toscana: Anghiari

I top ten di dicembre 2020

tuttatoscana

I dieci articoli più letti nel mese di dicembre 2020

Dolci tipici toscani, la loro storia e le loro ricette
Cavallucci e Ricciarelli di Siena, non solo a Natale
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Velocità di marcia sulle antiche strade
Cinque leggende toscane
La battaglia di Montaperti fra storia e leggende
Linea Gotica in Toscana: la battaglia del Giogo (settembre 1944)
Lo stadio Artemio Franchi di Firenze
Cosa rivela il DNA degli Etruschi?

Arezzo dal libero comune alla dominazione dei Medici

di Giovanni Caselli

Benozzo Gozzoli, Cacciata dei diavoli da Arezzo – Montefalco, ciclo affreschi sulla vita di San Feancesco

Quasi svanita l’autorità politica dei vescovi, gli aretini cambiarono modo di governo. Il supremo potere era esercitato da un’assemblea generale di tutti i cittadini, una specie di parlamento cui partecipavano le famiglie residenti da lungo tempo in città e che doveva discutere e decidere intorno ai bisogni e necessità di maggiore entità. Ciò non riuscì ad eliminare le discordie dovute ai vari orientamenti politici. Gli aretini si schierarono in due fazioni: ghibellini e Tarlati da una parte, guelfi dall’altra.  

Alla rinnovata importanza politica si accompagnò una fioritura culturale: la città si dotò di una università , lo Studium, già attiva nel 1215 i cui ordinamenti risalgono al 1252 brillarono i primi ingegni della nuova poesia lirica italiana Guittone d’Arezzo e Cenne de la Chitarra; della scienza con quel Ristoro che nel 1282 scrisse la prima opera scientifica in volgare; della composizione del mondo; e della pittura, con Margaritone d’Arezzo, poi affiancato da maestri fiorentini e senesi quali Cimabue e Pietro Lorenzetti.   … continua a leggere Arezzo dal libero comune alla dominazione dei Medici