Il parco Stibbert a Firenze

di Salvina Pizzuoli

la loggetta veneziana

Spesso trascurato a favore della Casa-Museo o vissuto solo come area verde dove trascorrere alcune ore soprattutto nella stagione calda, è da visitare e scoprire: in realtà secondo alcun studiosi, sotto l’aspetto di giardino romantico all’inglese, cela una chiave di lettura simbolico-massonica.

La sua storia ha inizio con l’acquisto da parte della famiglia di Federigo Stibbert della villa Mezzeri nel 1849, al tempo con un giardino detto all’italiana, caratterizzato da geometrie che racchiudono gli spazi con siepi e sempreverdi e aiuole fiorite di cui pare individuare un rimasuglio nell’area antistante la palazzina.

Successivamente, con l’acquisizione di nuovi spazi aperti e di ville limitrofe, fu dato all’architetto Poggi, il cui nome richiama la realizzazione dell’omonimo Progetto del viale dei Colli e del Piazzale, l’incarico di trasformare la villa, di creare una limonaia che ancora oggi possiamo ammirare ai confini nord della proprietà, in prossimità delle scuderie i cui locali furono ricavati dopo l’acquisto della villa Rossellini, nonché di riorganizzare tutto il terreno in uno unico. … continua a leggere Il parco Stibbert a Firenze

Roselle, Cosa, Vulci, Vetulonia

Quattro interessantissime aree archeologiche fra Maremma Toscana e Laziale

Roselle, l’area archeologica della città etrusco romana

Area archeologica di Roselle – Galleria foto

Cosa, l’area archeologica e il Portus Cusanus

Cosa, area archeologica – galleria foto

In giro per il Parco naturalistico-archeologico di Vulci

Galleria immagini: l’area archeologica di Vulci

Galleria immagini: i vasi di Vulci

Vetulonia, la storia e il Museo archeologico

Vetulonia e la grande geopolitica del Mediterraneo

Galleria foto Vetulonia e il Museo Archeologico

Lungo l’asse del vento: il mulino di Torre a Cona

di Salvina Pizzuoli

In Italia i mulini a vento non hanno mai avuto ampia diffusione, solo la Toscana e la Sicilia possono vantare una presenza più estesa. In particolare la Toscana ne annovera vari ma solo in due zone precise: lungo la costa e in Val di Sieve, territorio che nel Settecento fu terra di sperimentazione agraria, dove ne sorsero vari lungo quella che viene definita la linea del vento, un asse su cui correva in modo più costante, da Monte Giovi a Poggio Firenze. Nel nostro viaggio di scoperta ci muoviamo tra Pontassieve e Rignano, incontrando ben due mulini, quello di Volognano, a pochi passi dal castello omonimo, e quello di Torre a Cona. … continua a leggere Lungo l’asse del vento: il mulino di Torre a Cona

Lungo l’asse del vento: il mulino di Volognano

di Salvina Pizzuoli

In Italia i mulini a vento non hanno mai avuto ampia diffusione, solo la Toscana e la Sicilia possono vantare una presenza più estesa. In particolare la Toscana ne annovera vari ma solo in due zone precise: lungo la costa e in Val di Sieve, territorio che nel Settecento fu terra di sperimentazione agraria, dove ne sorsero vari lungo quella che viene definita la linea del vento, un asse su cui correva in modo più costante, da Monte Giovi a Poggio Firenze. Nel nostro viaggio di scoperta ci muoviamo tra Pontassieve e Rignano, incontrando ben due mulini, quello di Volognano, a pochi passi dal castello omonimo, e quello di Torre a Cona.

Siamo sopra Rosano nel punto in cui la Sieve confluisce nell’Arno su cui domina il castello molto rimaneggiato in stile neo gotico, ma di cui è ancora visibile e percorribile l’antico circuito murario, a cui si accede attraverso un grande arco in arenaria, che ruota attorno ad un maestoso torrione merlato. Superato l’arco la piccola chiesa di San Michele che conserva opere pittoriche di notevole fattura datate XVI secolo. … continua a leggere Lungo l’asse del vento: il mulino di Volognano

Passeggiate casentinesi

di Giovanni Caselli

Itinerario: Soci – Cerreto – Marciano – Il Fraghello – Casa Corbellini – Gressa – Poggiolo – Molino di Gressa – Soci.

Soci sorge su una strada antica – oggi SS 71 dei Mandrioli – che collegando Partina all’Arno, ai piedi di Bibbiena, percorre il dosso regolare di un risalto del terreno (cono di deiezione) delimitato da un lato dal Torrente Archiano, dall’altro dal Fosso Rignano. Si tratta di una fertile area pianeggiante delimitata da due lunghi dossi collinari terminanti uno con Bibbiena, l’altro con Memmenano. In epoca romana questo territorio, ben drenato e centuriato, comprendeva almeno tre latifondi. Scavi effettuati nel tempo dal Gruppo Archeologico Casentinese dimostrano che il primo faceva capo alla villa scavata nel podere Domo, presso Marena, l’altro alla villa i cui resti giacciono sotto Pieve di Partina e il terzo su una villa rustica i cui impianti per la produzione di vino e olio sono stati scavati a Ciliegi di Balzano, presso Soci. … continua a leggere Passeggiate casentinesi

Lajatico e la Rocca di Pietracassia

“Lajatico, già Ajatico in Val d’Era risiede sulla sommità di un poggio spettante ad uno sprone interposto tra i torrenti Sterza e Ragone alla sinistra del fiume Era”. Così Lajatico viene collocato geograficamente dallo storico ottocentesco Emanuele Repetti nel Dizionario che ne delinea anche le prime documentazioni storiche: “nel secolo XII apparteneva ai conti Pannocchieschi d’Elci, giacchè il conte Ranieri Pannochia, figlio del Conte Ugolino d’EIci, e la contessa Sibilla sua consorte, mediante un rogito del 22 gennajo 1139, alienarono a favore di Adimaro Adimari vescovo di Volterra la loro parte di Lajatico e di altri castelli in Val d’Era. Un’altra porzione di Lajatico, fu ceduta, nel gennajo del 1160, dal conte Guglielmino, della stessa consorteria dei Pannocchieschi, a Galgano vescovo di Volterra. Finalmente il successore di quest’ultimo prelato, il potente Ildebrando Pannocchieschi vescovo e signore di Volterra, poté ottenere da Arrigo VI un diploma (26 agosto 1186), mercé cui acquistò la giurisdizione politica sopra molti paesi della sua diocesi, fra i quali Lajatico, Peccioli, Ghizzano, Legoli”. … continua a leggere Lajatico e la rocca di Pietracassia

Palazzi di Firenze

Palazzo Pitti particolare della facciata

Palazzo Bartolini Salimbeni a Firenze

Palazzo Altoviti e il mistero del vero volto di Vespucci.

Finestre, portoni, palazzi, simboli e architetture fiorentine

La Torre degli Amidei

I colori della città: le pietre di Firenze

La famiglia Lavison e il palazzo in Piazza della Signoria