La mostarda nella tradizione toscana

Anche la Toscana può vantare origini antiche per questa preparazione aromatizzata e piccante, usata per accompagnare le carni. Mostarda all’uso toscano”: al numero 788 del libro di Pellegrino Artusi “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” così si titola la ricetta di una salsa ottima per accompagnare sia bolliti che arrosti e di suino e di carni rosse in genere.  Nel medioevo era presente solo sulle tavole dei signori perché ricca di spezie costose:

Si preparava sin dai tempi medicei facendo concentrare il mosto d’uva dove si bollivano mele e arance a cui veniva dato il savore con le spezie più variate, tra cui dominavano il pepe, lo zenzero, il chiodo di garofano” Giovanni Righi Parenti premetteva questa notizia storica   …  continua a leggere   Mostarda all’uso toscano

Intorno al passo del Cerreto

Passo del Cerreto

Al Passo del Cerreto

Le Strade Transappenniniche del Granducato di Toscana: ss 63 del passo del Cerreto

Il lago Cerretano e il lago Pranda

Il lago Padule

Il Passo dell’Ospedalaccio

Il borgo medievale di Verrucola

La Pieve di San Paolo a Vendaso

Curiosità linguistiche nell’uso toscano

Della lingua toscana

Alcune parole desuete della lingua toscana

“Ciana” e “indovinala grillo!” Parole in disuso e modi di dire

Lo sapevi che…? Modi di dire di ieri e di oggi: “A ufo”

 I’ Brindellone tra etimi e leggende

Torta coi bischeri

Manuale completo di espressioni e modi di dire toscani di Laura Atie

L’amaretto di Santa Croce sull’Arno

amaretto di Santa Croce sull’Arno

Sono biscotti dolci, ma si chiamano amaretti… Pare una contraddizione, eppure non è. Ma procediamo con ordine per raccontare la storia di un biscotto che ha conquistato l’Italia, da nord a sud, tanto che non si può parlare genericamente di amaretti, ma abbinare al nome la denominazione geografica.

Ma quale è la loro origine?

Facile a dirsi, ma un po’ tutte le regioni italiane ne vantano un’antica produzione: la vanta il Piemonte che li usa come ingredienti in molte ricette sia dolci che salate, ma anche la Lombardia, come dimenticare quelli di Saronno e di Gallarate, ma li annoverano tra i propri prodotti tipici anche l’Emilia, con quelli di Modena, e la Liguria con quelli di Sassello, e la Sardegna e la Campania e il Lazio e, non per ultima, ma solo per cortesia, anche la nostra Toscana. … continua a leggere Gli amaretti e l’amaretto di Santa Croce sull’Arno

Abbazia di San Rabano nel Parco Naturale della Maremma

foto di Tommaso Ferrini

Il Parco istituito nel 1975 si estende lungo il tratto costiero della Maremma e, più precisamente, da Principina a Mare fino a Talamone e ad Est fino all’Aurelia. La parte centrale è occupata dai Monti dell’Uccellina che spesso fungono da toponimo per tutto il Parco. Proprio in questa zona centrale, a circa trecento metri sul livello del mare, tra i colli di Poggio Lecci e Poggio dell’Uccellina, in posizione elevata, sorge quanto rimane di una splendida abbazia benedettina dell’XI – XII secolo, edificata in quella che era una collocazione strategica che dominava la costa e la più importante arteria viaria romana. … continua a leggere Nel Parco Naturale della Maremma: l’abbazia di San Rabano

Ripercorriamo oggi il tracciato dell’antica strada romana Flaminia

Proponiamo cinque itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Flaminia da Roma a Rimini raccontati dal prof. Giovanni Caselli

Tracciato della via Flaminia
Tracciato della via Flaminia

La via Flaminia dal Foro romano a Malborghetto (primo itinerario)

La via Flaminia da Malborghetto a Civita Castellana (secondo itinerario)

La via Flaminia da Civita Castellana a Carsulae (terzo itinerario)

La via Flaminia da Carsulae a Foligno (quarto itinerario)

La via Flaminia da Foligno a Rimini (quinto itinerario)

“Guida manuale di Firenze e de’ suoi contorni”

di Salvina Pizzuoli            

Copertina della Guida Pineider
Copertina della Guida Pineider

Il titolo è Guida manuale di Firenze e de’ suoi contorni, l’editore ha un nome noto, Francesco Pineider, l’anno di edizione è il 1906, il costo 1 lira. All’interno, su carta patinata e colorata, alcune pubblicità di esercenti privati colpiscono per l’uso dei termini come   Lung’Arno,  ancora  apostrofato o per l’indicazione, solo in poche, del numero di telefono composto spesso di sole tre o quattro cifre.

continua a leggere   Firenze in una guida Pineider del 1906

I top ten di maggio 2026

tuttatoscana, storia microstoria turismo cultura curiosità

I 10 articoli più letti nel mese di maggio 2026

Fabbrica metalmeccanica Muzzi di Firenze

Quando a Firenze si producevano motori

di Alessandro Ferrini

Manifesto Officine Meccaniche Muzzi Firenze

Non sono molte le notizie su questa fabbrica metalmeccanica, fiore all’occhiello dell’industria nazionale attiva a Firenze. Giovanni Muzzi, un abile maestro vetraio milanese, dopo aver lavorato nella vetreria artistica Altona di Savona, si trasferì a Firenze nel 1892 e dette vita a una piccola officina in via Boccaccio specializzata nella costruzione di stampi per vetro. Alla sua morte nel 1902 l’attività fu rilevata dai quattro figli che trasferirono il laboratorio in via Guglielmo Pepe.

Nel 1910 la società si sciolse, Angelo Muzzi continuò l’attività del padre mentre gli altri tre fratelli fondarono una nuova impresa, la F.lli Muzzi fu Giovanni, con sede negli ex locali delle Officine Galileo, alle Cure; lì progettarono e realizzarono il primo motore industriale a scoppio interamente di costruzione italiana. … continua a leggere Industrie meccaniche Muzzi di Firenze

Ripercorriamo oggi il tracciato dell’antica strada romana Clodia

Proponiamo tre itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Clodia raccontati dal prof. Giovanni Caselli

Percorso della via Clodia (in fucsia)

La via Clodia: da Roma a Veio

La via Clodia: da Veio a Roselle

La via Clodia in Maremma.