Sul Montalbano: l’area protetta di Pietramarina e l’abbazia di San Giusto a Pinone

“È questo il punto più eminente del Monte Albano, il luogo donde si scuopre una gran parte della Toscana occidentale, giacché, eccettuato l’Appennino pistojese e l’Alpe Apuana,non gli si parano davanti monti ad esso superiori, per quanto la Pietra Marina non sia che 944 br. (ndr braccia) al di sopra del livello del mare. Di qua si gode a scir.lev. (ndr scirocco levante) libera prospettiva della valle fiorentina e di tutte le vallecole sue tributarie, a sett. la catena dell’Appennino; a pon. le valli di Nievole, dell’Arno inferiore e del Serchio, con tutto il delta pisano, dall’Appennino al mare”

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Così il Repetti nel Dizionario geografico fisico storico della Toscana nell’edizione del 1835 che rivedeva dieci anni dopo correggendo che la cima più elevata, anche se di poco, non era Pietramarina ma La Cupola. …continua a leggere        Sul Montalbano: l’area protetta di Pietramarina e l’abbazia di San Giusto a Pinone

Il mercato di San Lorenzo e l’Esposizione Internazionale dell’Orticultura

A Firenze nel 1874

Firenze, il Mercato di San Lorenzo allestito per la mostra internazionale dell'orticoltura
Firenze, il Mercato di San Lorenzo allestito per la mostra internazionale dell’orticultura. Foto*

L’11 maggio 1874 fu inaugurata a Firenze l’Esposizione Internazionale dell’Orticultura promossa dalla Regia Società Toscana dell’Orticoltura con il contributo economico dell’Accademia dei Georgofili. Una strana coincidenza lega due mostre tenutesi in città: la prima nel 1861 vedeva Firenze assurgere alle cronache nazionali del recente Regno d’Italia …. continua a leggere       Il mercato di San Lorenzo e l’Esposizione Internazionale dell’Orticultura

Da Firenze a Faenza: la via Faventina

Da Firenze a Faenza lungo un’antica via romana

di Alessandro Ferrini

Tracciato della via Faventina
Tracciato della via Faventina

Costruita lungo un antico percorso etrusco – secondo alcuni nel 150 a.C. secondo altri dopo la fondazione di Firenze nel 59 a.C. – è registrata nell’Itinerarium Antonini (una sorta di stradario della viabilità romana che riporta le distanze in m.p. fra le varie località, risalente al periodo di Diocleziano, nel III secolo d.C.) nel percorso “via a Faventia – Lucam”. Era considerata far parte del sistema viario militare che da Firenze giungeva fino a Lucca e poi a Luni: una sorta di strada dei due mari che univa Adriatico e Tirreno. L’Itinerarium fa partire la strada consolare da Faenza e quindi anche il computo delle distanze (come appare dalla fig.1), noi invece ricostruiamo il percorso partendo da Firenze, da Porta contra Aquilonem, quella a nord, situata più o meno fra piazza San Giovanni e via de’ Cerretani, passava per Borgo san Lorenzo e via san Gallo fino a incrociare l’odierna via Faentina sul torrente Mugnone. …continua a leggere      Da Firenze a Faenza: la via Faventina   

Lungo la via del Volto Santo, tappa 5: Fivizzano – Argegna

La via del Volto Santo -Tappa 5   Fivizzano – Argegna: Km 26 – Difficoltà: E – Tempo medio di percorrenza: 8 h

di Oreste Verrini

ApuaneFivizzano sembra aver accusato il passare dei secoli e come una ricca e fascinosa nobildonna decaduta fatica a mantenere il tenore di vita perduto. Riesce però, come in un gesto oppure in un contegno degno della nobildonna, a ricordarti chi fosse quando inaspettatamente, mostra angoli quasi dimenticati o non facilmente accessibili. …continua a leggere      La via del Volto Santo, tappa 5: Fivizzano – Argegna

Firenze a settembre, corsi e ricorsi storici*

Firenze al tempo in cui era capitale
Firenze al tempo in cui era capitale (1865-1870)

A Firenze settembre fa la parte del leone perché è in questo mese che a distanza di anni si verificarono alcuni avvenimenti di rilievo:

– Era il 15 settembre del 1861 quando re Vittorio Emanuele II inaugurò la “Esposizione italiana dell’Industria, delle arti e dei prodotti nazionali”.

Colpisce il termine “italiana” in un tempo in cui l’unità non era ancora stata del tutto raggiunta, ma era sicuramente la prima dello stato nato il 17 marzo del 1861, quando il primo parlamento proclamò il Regno d’Italia. La Stazione di Porta al Prato, la Leopolda …continua a leggere  Firenze a settembre, corsi e ricorsi storici

La leggenda della Pia nelle ottave di due toscani dell’Ottocento

Bartolomeo Sestini e Giuseppe Moroni detto il Niccheri

Copertina del poemetto di Bartolomeo Sestini Pia de' Tolomei, Milano 1848
Copertina del poemetto di Bartolomeo Sestini Pia de’ Tolomei, Milano 1848

La memoria della Pia dei Tolomei, nata dalle terzine dantesche, la cui storia effettiva tanto aveva catturato l’interesse dei commentatori, non restò circoscritta ai versi nei quali il poeta l’aveva raffigurata e immortalata con pochissimi riferimenti, ma conobbe nelle epoche successive, come nella novella di Matteo Bandello ma soprattutto nell’Ottocento, un nuovo risveglio tanto che molte opere e figurative e poetiche e canore si dedicarono al soggetto con letture diverse rispetto a quella che Dante aveva lasciato incompiuta o comunque non esplicitata.

Nel 1822 Bartolomeo Sestini, patriota pistoiese, riprendeva il personaggio della Pia dedicandole un poemetto in ottave di tre canti complessivi. Più tardi , nel 1873, un poeta popolare fiorentino, Giuseppe Moroni detto il Niccheri …continua a leggere    La leggenda della Pia nelle ottave di due toscani dell’Ottocento

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La via del Volto Santo – tappa 4: Monti – Fivizzano

di Oreste Verrini

Tappa 4   Monti – Fivizzano: Km 17 – Difficoltà: E – Tempo medio di percorrenza: 6 h

Partire presto così da avere più tempo a disposizione per apprezzare quanto di bello incontrerò oggi. Con questa idea mi metto in cammino da Monti, che ieri sera al mio arrivo mi ha accolto e coccolato in attesa del saluto di questa mattina.

La pieve di Venelia
La pieve di Venelia

Anticamente qui si trovava la pieve di Santa Maria di Venelia che sorse sulle rovine di un antico tempio del pagus romano. Dell’antica pieve oggi non rimane quasi nulla e solo guardando attentamente si può notare, nella nuova costruzione, l’abside originario che occupa il lato di uno dei muri del nuovo perimetro. Nel ventesimo secolo furono trovate nelle vicinanze dell’abitato tre Statue Stele; le tre statue, nominate Venelia I, Venelia II e Venelia III, conservate le prime due nel Museo delle Statue Stele ospitato nel Castello del Piagnaro di Pontremoli e la terza nel centro restauro della Sovrintendenza di Firenze, appartengono al così detto Gruppo B (fra il 3400 AC e il 2300 AC) dove le sculture raggiunsero un maggior grado di dettaglio ricercando una maggiore rassomiglianza con la forma umana. …Continua a leggere    La via del Volto Santo – tappa 4: Monti – Fivizzano 

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Microstoria in cucina: i petonciani dell’Artusi

ovvero la cucina della melanzana in Toscana  melanzana

La melanzana è oggi un ortaggio diffuso a nord come a sud della penisola e gradito a molti palati, ma non è sempre stato così: la sua storia passata lo collocava tra  gli erbaggi ordinari dal gusto insipido o tra le vivande addirittura malsane e velenose.

Ma procediamo in ordine cronologico.

Pianta delle solanacee, come il pomodoro, originaria dell’India orientale, fu diffusa nell’area mediterranea dagli Arabi e nota in Italia già alla fine del XIII secolo e la cui coltivazione, nel secolo successivo, era ormai diffusa. Nel tardo medioevo era  utilizzata tra gli ebrei della penisola iberica, …Continua a leggere    Microstoria in cucina: i petonciani dell’Artusi

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Dolci tipici toscani, la loro storia e le loro ricette

La via del Volto Santo – tappa 3: Bagnone – Monti

di Oreste Verrini

Tappa 3   Bagnone – Monti: Km 22 – Difficoltà: E – Tempo medio di percorrenza: 8 h

Bagnone, il ponte sul torrente
Bagnone, il ponte sul torrente

La partenza da Bagnone è forse una delle più belle di tutto il cammino, non perché siamo felici di andarcene o perché la cittadina non meriti di essere visitata con la giusta calma e attenzione, ma perché la parte del borgo che attraverseremo e la salita al castello sono talmente affascinanti ed interessanti che difficilmente potremmo dimenticarli. Scendiamo sotto strada in una zona molto antica di Bagnone, quella che in passato era la porta di accesso al castello. Sul ponte che attraversa il torrente omonimo merita fermarsi per ammirare questo scorcio: difficile non rimanere per qualche secondo in muta ammirazione del paesaggio davanti ai nostri occhi. Le acque sotto di noi spumeggiano impetuose sia a monte che a valle mentre la piazzetta in cui accediamo dopo averlo attraversato, racconta di artigiani che esponevano la loro merce sperando di attrarre mercanti, viandanti e nobili che salivano o scendevano dal castello. …continua a leggere La via del Volto Santo – tappa 3: Bagnone – Monti

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