La pieve di Calci


Calci, la facciata e il campanile della pieve dei santi Giovanni ed Ermolao

Calci, la facciata e il campanile della pieve dei santi Giovanni ed Ermolao

Famosa per la Certosa, Calci sorge nella valle del torrente Zambra già chiamata “Valgraziosa”. Come scriveva il Repetti nel suo “Dizionario” il paese è formato da più borgate sparse a destra e a sinistra del torrente il quale solca la vellecola di Calci ad angolo retto con il fiume Arno, il cui centro era costituito dalla pieve dei santi Giovanni ed Ermolao e aggiungeva che la ricchezza de’ Calcisani consiste nella copiosissima quantità degli ulivi che coprono per ogni dove la valle dello Zambra.

Siamo in una valle ricca di storia e di monumenti che testimoniano quanto questo territorio alle pendici del Monte Pisano fosse nell’antichità attraversato e percorso e scelto come insediamento da parte dei vari popoli che vi si sono succeduti. … Continua

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Strada ferrata Maria Antonia


Le ferrovie del Granducato di Toscana

Tracciato della strada ferrata Pisa - Pistoia - Prato - Firenze

Tracciato della strada ferrata Pisa – Pistoia – Prato – Firenze

Il 15 novembre 1846 venne terminata la linea Pisa – Lucca, mentre si stava ancora ultimando la tratta Pontedera – Empoli della Leopolda. La ferrovia partiva dalla stazione di Pisa Porta Nuova, proseguiva verso Bagni San Giuliano, Rigoli, Ripafratta fino a Lucca. La linea era servita ogni giorno da quattro treni che impiegavano 30 minuti a compiere l’intero percorso. … Continua

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Il caso di Murlo


di Giovanni Caselli

Museo di Murlo, ricostruzione del palazzo signorile

Museo di Murlo, ricostruzione del palazzo signorile

Durante gli anni ’60 fu scoperto a Murlo presso Siena un centro etrusco consistente in una specie di “palazzo” principesco del VII secolo, vaste ricerche condotte successivamente su tutto il territorio senese chiarirono agli archeologi quale fosse il sistema socio economico “orientalizzante” dell’Etruria rurale, cioè di quell’area non urbana dell’Etruria settentrionale situata fra le città marittime e le città pedemontane. … Continua

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Capraia una delle sette isole dell’Arcipelago toscano


Carta di Capraia del XVIII secolo

Carta di Capraia del XVIII secolo

È una delle sette perle dell’Arcipelago come racconta un’antica leggenda, nate da quelle perdute dalla collana di  Venere uscendo dal mare. Le leggende si sa, più sono antiche più si ritrovano e ritornano più o meno identiche a designare luoghi anche lontani e diversi. Che sia una “perla” è indubbio vista la sua naturale bellezza con cui oggi ammalia i molti visitatori. La storia ci tramanda che il nome Capraia lega il suo etimo alle capre o comunque a come i Greci chiamavano l’isola: Aigylion appunto, l’isola delle capre. Anche la storia alberga i suoi se e i suoi ma: altri infatti attribuiscono il suo nome a karpa, roccia, da cui deriverebbe il “Caprara” dei Romani. … Continua

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Un dolce Berlingozzo per il prossimo Berlingaccio


Un dolce di Carnevale

I Toscani non avranno problemi a capire di cosa parlo: nel primo caso di un antico dolce tradizionale fiorentino tipico dei giorni di Carnevale e, nel secondo, del Giovedì grasso.

E andiamo a scoprire il perché di questi nomi, a dire il vero poco accattivanti con quei suoni duri dovuti alle doppie “z” del Berlingozzo e a quell’”accio” del Berlingaccio che fa pensare proprio a qualcosa di “accio”.

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Il Berlingaccio in una stampa del XVIII secolo dove si legge: “È questo il dì che gioia al cuor dispensa con urli, strida, balli e lauta mensa”

Tutto nasce da berlengo, così ci dice il dizionario etimologico, mentre la Treccani sottolinea che il termine deriva dal tedesco antico bretling, tavola. Ma non finisce qui: per analogia berlingare ovvero chiacchierare o meglio ciarlare a tavola dopo aver mangiato lautamente e bevuto altrettanto, come si legge nelle opere di Boccaccio e del Sacchetti sia con l’accezione di ciarlare sia di abbuffarsi, e berlingatore, il mangione. … Continua

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A tavola con gli Etruschi: cosa mangiavano gli antenati di casa nostra (seconda parte)


L’arte etrusca e le testimonianze di cucina

La tomba Golini1 e la cista di Preneste

di Salvina Pizzuoli

Museo Archeologico di Firenze, "aulos" strumento a fiato usato dai musici per allietare il banchetto come raffigurato nella tomba Golini1

Museo Archeologico di Firenze, “aulos” strumento a fiato usato dai musici per allietare il banchetto come raffigurato nella tomba Golini1

Quella offerta dall’iconografia dei banchetti funebri è l’immagine di una società opulenta che si ciba di svariate varietà di alimenti e bevande con uno stuolo di servi che accudisce i commensali e con la presenza di musici ad allietare il convito. Le scene sono così realistiche che alcuni studiosi sono riusciti a riprodurre gli strumenti dei musici che accompagnavano il banchetto, riuscendo anche a riprodurne le sonorità: come ad esempio la tromba-lituo, con la sua particolare forma e composizione. … Continua

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Antiche mappe della Versilia


Territorio di Lucca – Viareggio – Massaciuccoli – Foce del Serchio – Foce d’Arno – Forte di Motrone – 

Litorale toscano (Giuseppe Guerra 1785)

Litorale toscano (Giuseppe Guerra 1785)

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Tres viae sunt ad Mutinam: la via Clodia secunda da Lucca a Luni e Modena


La via Clodia secunda da Lucca a Luni e Modena

di Alessandro Ferrini

Percorso della via Clodia Secunda

Percorso della via Clodia Secunda (clicca per ingrandire l’immagine)

“Tres viae sunt ad Mutinam, a supero mari Flaminia, ad infero Aurelia, media Cassia” (Filippiche, XII). Così Cicerone a indicare la via che da Lucca piegava verso nord, correva lungo la valle del Serchio e varcato l’Appennino scendeva a Modena, da questa si staccava un ramo che raggiungeva Luni come mostra il tracciato della Tabula Peutingeriana. Cicerone la chiama ancora Cassia considerandola naturale proseguimento di quella che univa Firenze a Lucca. In realtà scrittori successivi la chiamano Clodia Secunda … Continua

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A tavola con gli Etruschi: cosa mangiavano gli antenati di casa nostra? (prima parte)


Prima parte: Caratteri generali

Seconda parte: Gli affreschi della tomba Golini1 e la cista di Preneste

di Salvina Pizzuoli 

Tarquinia tomba "della caccia e della pesca" particolare della caccia

Tarquinia tomba “della caccia e della pesca” particolare della pesca

Indagare e ricostruire le abitudini alimentari dei popoli antichi, in questo caso degli abitatori che più di altri hanno lasciato traccia nella terra d’Etruria, può appagare non solo amene curiosità, ma può farci comprendere meglio il tipo di economia che quei popoli avevano sviluppato, gli usi e costumi alimentari in rapporto all’ambiente naturale circostante e magari farci scoprire quanto sia rimasto in alcuni piatti tradizionali odierni se è vero, come affermano alcuni studiosi, che sono un’espressione culturale che si evolve lentamente. … Continua

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Top ten di gennaio


tuttatoscana

tuttatoscana

 

 

I 10 articoli più letti nel mese di gennaio

 

 

 

Cosa rivela il DNA degli Etruschi?
Liguri ed Etruschi
Borghi di Maremma: Pitigliano
Visita al Museo delle navi antiche di Pisa: un entusiasmante viaggio nel passato
La via Clodia in Maremma
galleria foto di Toscana
Da Tagliaferro a Buonsollazzo: un altro tratto della “Via degli Dei”
Borghi di Maremma: Sorano
La Leopolda: prima strada ferrata in Toscana
La “risciacquatura dei panni in Arno”: Manzoni a Firenze nell’estate del 1827
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“Fiorenza dentro da la cerchia antica”


Firenze tra XI e XII secolo

di Alessandro Ferrini

La più antica veduta di Fitenze (particolare dell'affresco della Madonna della Misericordia (Firenze Museo del Bigallo

La più antica veduta di Fitenze (particolare dell’affresco della Madonna della Misericordia (Firenze Museo del Bigallo

Fiorenza dentro da la cerchia antica,
ond’ ella toglie ancora e terza e nona,
si stava in pace, sobria e pudica.  (Par. XV, 97-99)

Appassionata rievocazione che Dante fa per bocca di Cacciaguida della rimpianta Firenze “sobria e pudica” del secolo XII ancora chiusa nella prima cerchia di mura del 1078 (in realtà la quarta dall’epoca romana) stretta attorno alla chiesa della Badia i rintocchi delle cui campane segnavano le ore (e terza e nona), di un tempo, quando ancora i retti e onesti costumi delle poche migliaia di cittadini non erano stati sovvertiti dall’avvento dei mercanti, della ricca borghesia, dalla ricerca di guadagni che secondo il poeta avevano irreparabilmente corrotto il virtuoso stile di vita della comunità. … Continua

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La società degli Etruschi


di Giovanni Caselli

Sarcofago degli sposi (520 a.C.)

Sarcofago degli sposi (520 a.C.)

La società etrusca era patrilineare e patriarcale, tuttavia la relativa libertà della donna, che nella società etrusca poteva partecipare ai banchetti assieme agli uomini, scandalizzava gli altri popoli mediterranei che tenevano le loro donne in stretta clausura, come del resto accade ancora oggi nella maggior parte del Mediterraneo o accadrebbe ancora altrove se non fossero stati imposti regimi democratici nel XX secolo. Questo tratto culturale indica senza ombra di dubbio una tradizione massagetica, sarmatica o forse mitannica, originaria cioè delle steppe nord caucasiche, dove le donne, che almeno in guerra avevano gli stessi doveri degli uomini, furono dette Amazzoni dai Greci. … Continua

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Visita al Museo delle navi antiche di Pisa: un entusiasmante viaggio nel passato


di Salvina Pizzuoli 

Museo delle navi antiche di Pisa, la nave C

Museo delle navi antiche di Pisa, la nave C

I locali degli antichi Arsenali medicei voluti da Cosimo I Medici, per la costruzione delle galere dei Cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano da lui istituito, e affidati all’opera dell’architetto Bernardo Buontalenti, accolgono quattro delle imbarcazioni ritrovate a pochi passi dalla Torre pendente, nell’area ferroviaria di Pisa-San Rossore, nel 1998.

Il sito, scelto per ospitare via via tutte le navi dopo gli interventi capillari di restauro, ben si presta a questo compito non solo per la capienza, ma soprattutto per l’elegante architettura che lo contraddistingue e lo data, … Continua

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La Leopolda: prima strada ferrata in Toscana


La prima ferrovia toscana che univa Firenze a Livorno

di Alessandro Ferrini

Locomotiva Rocket di George Stephenson

Locomotiva Rocket di George Stephenson

Nell’aprile del 1838 il granduca Leopoldo II di Asburgo-Lorena ricevette la richiesta dei finanzieri Emanuele Fenzi di Firenze e di Pietro Senn di Livorno la concessione a costruire  una via ferrata. Ottenuta la concessione dal sovrano i due banchieri emisero 30.000 azioni di lire toscane, del valore di 1000 lire ciascuna, per finanziare i lavori. Contemporaneamente fu istituita una commissione presieduta dal conte Luigi Serristori per dar luogo al progetto. L’anno successivo l’ingegner Stephenson, figlio del pioniere delle ferrovie inglesi, presentò il progetto per la costruzione della linea ferrata Firenze – Livorno per una spesa preventiva di oltre 13 milioni di lire. … Continua

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Borghi di Maremma: Sorano


Scatti di Toscana dedicati a Sorano in provincia di Grosseto

di Enio Bravi

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“In Vetrina” presenta il nuovo nato in Casa Edida per  più piccini:

“Il drago nero Artiglio rosso”

di Stefano Angelo con i disegni di Mauro Moretti

Chi ha paura del drago nero Artiglio Rosso? Tutti!
Nel villaggio piccolo piccolo, solo Theo e Mark non si curano del pericolo e disubbidiscono a mamma e papà.
Come andrà a finire? dragonero

Una storia per i più piccini dalla grafica accattivante, colorata dove serve per dare libero sfogo alla creatività dei piccoli lettori che, nel formato cartaceo, potranno colorare a piacimento.

Lo trovate su Amazon nei due formati, a questo link

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Da Tagliaferro a Buonsollazzo: un altro tratto della “Via degli Dei”


Itinerario sentiero 0-0 nel tratto Tagliaferro - Abbazia Buonsollazzo

Itinerario sentiero 0-0 nel tratto Tagliaferro – Abbazia Buonsollazzo

Inizia la nostra salita verso l’abbazia di Buonsollazzo (Borgo San Lorenzo) dalla località di Tagliaferro, l’antica stazione di posta lungo la vecchia Postale regia che da Firenze conduceva a Bologna e che il tracciato dell’odierna Bolognese in parte ripercorre.

L’itinerario a piedi che oggi proponiamo fa parte di uno più ampio, di circa 130 chilometri che, … Continua

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Giacomo Puccini, gli esordi a Lucca tra sacro e profano


Il giovane Puccini debuttò come compositore di musica sacra in S.Paolino nel 1877 in occasione della festa del patrono lucchese e tre anni dopo compose la Messa a quattro voci e piena orchestra, che rimase il suo primo capolavoro. Già nel 1871-72 era stato scelto come assistente al primo coro per la più importante festa cittadina, quella di S. Croce; dai registri risulta infatti che venne pagato per questo incarico lire 3,72.

Giacomo Puccini , 1876

Giacomo Puccini , 1876

Nel 1875 un documento attesta che gli fu conferito il primo premio nella Scuola d’organo e compose, presumibilmente nello stesso anno,  una lirica per mezzosoprano e pianoforte intitolata A te di cui fece omaggio all’Istituto Pacini (oggi Boccherini ) che frequentava. J. Bunner  si chiede se in questa opera possiamo già intravedere l’operista in nuce. Nel 1877 la città di Lucca aveva programmato una Esposizione provinciale che, per la sezione musicale, comprendeva una composizione vocale e strumentale a piena orchestra, con una voce solista, introdotta da un preludio o da una sinfonia a piacere sul testo Cessato il suon dell’armi; Puccini mandò il suo lavoro che fu comunque rispedito al mittente; ma è di questo periodo il mottetto Plaudite populi che fu accolto dalla stampa locale come opera nella quale erano evidenti le influenze dei suoi predecessori e di un’ antica scuola. … Continua

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Cosa rivela il DNA degli Etruschi?


di Giovanni Caselli

L'agguato di Achille e Troilo tratto dal mito troiano - Tomba dei tori (Tarquinia 540 a.C.)

L’agguato di Achille a Troilo tratto dal mito troiano – Tomba dei tori (Tarquinia 540 a.C.)

Nel tentativo di por fine alla controversia sulle origini etrusche, diversi genetisti italiani e spagnoli hanno intrapreso l’analisi del DNA prelevato da 80 campioni di ossa femminili provenienti da tombe etrusche che datano dal VII al III secolo a.C.

I risultati non sono conclusivi, ma sono comunque illuminanti; essi dimostrano anzitutto che gli Etruschi erano diversi dagli altri italiani ed affini fra loro in modo da poter essere considerati una popolazione omogenea. … Continua

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I Puccini e la tradizione musicale di Lucca


Lucca, monumento a Giacomo Puccini

Lucca, monumento a Giacomo Puccini

A Lucca la musica,  non solo liturgica,  aveva tradizioni antiche e  tutto faceva capo alla Cappella di Palazzo (1543-1805);  l’istituzione,  fino alla sua abolizione da parte del governo provvisorio di Elisa e Felice Baciocchi,  gestiva la vita musicale della Repubblica oligarchica lucchese in quanto pagava direttamente un maestro di Cappella e un gruppo di musicisti che dovevano partecipare a tutti gli eventi pubblici e privati, tra cui le celebrazioni delle Tasche (il periodo delle elezioni dei supremi magistrati della Repubblica oligarchica, gli Anziani),  e quelli  liturgici; tutte le rappresentazioni eseguite erano alle dipendenze dirette del governo che sosteneva le spese necessarie.

Questo evidente intreccio tra musica e potere, come sottolinea la studiosa Biagi Ravenni, serviva per organizzare il consenso politico in quanto la Cappella era al servizio dello Stato lucchese.  … Continua

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Borghi di Maremma: Pitigliano


Scatti di Toscana dedicati a Pitigliano (Grosseto)

di Enio Bravi

 

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Auguri!


redazionebuonanno

buonannoredazione

 

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Top ten di dicembre


 

tuttatoscana

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I 10 articoli più letti nel mese di dicembre

 

 

 

 

 

Gli Etruschi
Luoghi d’ispirazione collodiani tra Firenze e Sesto
La via Clodia in Maremma
Liguri ed Etruschi
La navigazione fluviale nell’antica Toscana
I Liguri in Mugello?
Chiassi chiassuoli e vicoli di Firenze
Lui, lei e l’altro: Verga a Firenze e la tormentata relazione con Giselda Fojanesi
Scatti di Toscana: Vicoli
L’antica via “Faventina” e la “Flaminia minor”
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Galleria foto: Massaciuccoli, oasi Lipu, rovine romane


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Massaciuccoli: tra lago e mare


Massaciuccoli, il lago

Massaciuccoli, il lago

Massaciuccoli ha una storia che si perde in un antico passato che trova traccia nei resti romani rinvenuti. 

La presenza di vie d’acqua, il lago e il mare, la posizione tra Pisa e Lucca e l’antico porto di Luni, ne fecero un punto di snodo che alcuni studiosi del passato hanno ritenuto di identificare con la stazione di posta indicata sula Tavola Peutingeriana con il nome di Fossae Papirianae, oggi non ritenuta altrettanto attendibile. I resti romani rinvenuti sono comunque una presenza tangibile di un sito dal passato storicamente significativo. … Continua

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Cavallucci e Ricciarelli di Siena, non solo a Natale


Se i Ricciarelli sono rinomati, meno diffusi sono invece i Cavallucci. Dipende dal fatto che i primi hanno un cuore tenero e una forma più schiacciata e liscia rispetto ai Cavallucci più rustici e bitorzoluti? 

I Cavallucci di Siena

I Cavallucci di Siena

Non crediamo, sono diversi, ottimi entrambi e originari del senese, tanto che l’Artusi li aveva inseriti insieme nel suo ricettario, una ricetta dietro l’altra, la 619 e la 620.

Come tutti i “buoni” che si rispettino non manca attorno all’origine del loro nome e il mistero e la leggenda, essendo dolcezze molto antiche.

Nel Dizionario degli Accademici della Crusca si legge:

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Gli Etruschi (parte seconda)


di Giovanni Caselli

Pianta di Roma in epoca monarchica

Pianta di Roma in epoca monarchica

La singolarità culturale di Roma, come centro non etnico, ma di genti di varia provenienza è da notare come caso più unico che raro nel Mediterraneo. I primitivi abitanti dei Sette Colli di Roma erano pastori italici provenienti dai Sibillini, dal reatino e degli Abruzzi ed occupavano la Campagna Romana in inverno. L’area che poi doveva diventare Roma si sviluppa in un “mercatale” di pastori transumanti, dove giungono mercanti ed esploratori dall’Egeo e da altrove.

Verso il IX secolo si forma qui un insediamento stabile di genti italiche e mediterranee di varia origine e di lingue diverse che si costituiscono in “popolo” adottando la lingua latina -fino ad ora parlata da una piccola tribù del Lazio -. Questa popolazione acquisisce miti, leggi e uno stile di vita accattati un poco ovunque, evolvendosi a metà dell’VIII secolo in una società “marziale”, dedita alla conquista di sempre più vasti territori … Continua

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Borghi di Maremma: Populonia


Scatti di Toscana dedicati a Populonia (Livorno)

di Enio Bravi

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La navigazione fluviale nell’antica Toscana


di Alessandro Ferrini

Disegno di un barchetto, un navicello di 7-10 metri per la navigazione fluviale

Disegno di un barchetto, un navicello di 7-10 metri per la navigazione fluviale

Dai tempi più antichi i fiumi hanno rappresentato importantissime vie di comunicazione e hanno determinato lungo il loro corso la nascita di empori e centri commerciali. Anche i fiumi toscani hanno svolto questo compito sebbene la morfologia del terreno su cui scorrono e il loro carattere a regime torrentizio, con piene rovinose e lunghi periodi di secca, abbia notevolmente ostacolato o addirittura impedito la possibilità di collegamenti stabili durante tutto il corso dell’anno.  … Continua

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Gli Etruschi (parte prima)


di Giovanni Caselli

Apogeo della civiltà etrusca

Apogeo della civiltà etrusca

Degli Etruschi dovremmo saperne assai più che non dei Liguri. Dico ‘dovremmo’ perché le fonti sono numerosissime, tuttavia quello che conosciamo dai testi e dai reperti archeologici è offuscato dal preconcetto di un mito nato addirittura nel XVI secolo quando Cosimo I, Granduca di Toscana si definì “nuovo Porsenna”, in riferimento al famoso re etrusco di Chiusi.

Il tema Etruschi si trascina dietro una massa di preconcetti e di vizi metodologici da rendere assai difficile una visione scientifica e disincantata del soggetto.

Spogliati dei miti, delle leggende e dei concetti astrusi che li riguardano, gli Etruschi … Continua

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I magnifici cinque di EDIDA


 

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I 5 magnifici di Edida, in ebook e in cartaceo!

I magnifici cinque di Edida!

Regalali o acquistali tutti, piccola spesa e buone letture:

Una pagina della storia di Firenze : “Fatti e Fattacci al tempo di Firenze capitale”

Un thriller storico : “O.D.E.S.S.A. L’ora della fuga”

Racconti contemporanei : “Racconti racconti racconti, corti, con brivido, fantastici”

Poesia : “Notte”

Una storia metafisica, un TRIP mentale “Metempsicosisis” con i disegni di Mauro Moretti

Su Amazon anche in ebook!

*****

 Per maggiori dettagli vai: IN VETRINA

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Lui, lei e l’altro: Verga a Firenze e la tormentata relazione con Giselda Fojanesi


di Michele Chini

Giovanni Verga

Giovanni Verga

Pochi giorni fa si è diffusa la notizia che il prossimo 5 dicembre da Christie’s, a Parigi, sarà battuto all’asta un vero e proprio tesoro costituito da circa 300 lettere autografe di Giovanni Verga acquistate a suo tempo da un collezionista francese direttamente dal nipote dello scrittore verista, Giovannino, che le aveva ricevute in eredità. Sono trapelate alcune anticipazioni sul contenuto delle missive: dai racconti della vita mondana e letteraria di Firenze e Milano, all’ accusa di plagio nei confronti di Mascagni per l’opera “Cavalleria Rusticana”, alla gestione economica delle sue terre siciliane, fino alla corrispondenza con i suoi affetti più cari tra i quali figurerà senz’altro la fiorentina Giselda Fojanesi.

Chi era Giselda? … Continua

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Liguri ed Etruschi


di Giovanni Caselli

Nei vari articoli che seguiranno il professor Giovanni Caselli, come un acuto investigatore, indaga sulle origini e sulle consuetudini di due popolazioni stanziate nell’antica Etruria: i Liguri, a nord ovest, e soprattutto gli Etruschi, una storia affascinante che offre originali chiavi di lettura su un popolo tanto vicino a noi quanto misterioso.

   

Vai al primo articolo:

I Liguri in Mugello?

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Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio


di Jacopo Cioni 

da Florence City

Oratorio Santa Maria Vergine della Croce al Tempio in via San Giuseppe 1900

Oratorio Santa Maria Vergine della Croce al Tempio in via San Giuseppe 1900

Questo in realtà è il vero nome della Compagnia anche se era chiamata dai fiorentini Compagnia de’ Neri a causa della veste nera e per la testa coperta da una “buffa” sempre nera. La Compagnia si divideva in delle sotto-compagnie: Compagnia de’ Battuti Neri, i Buonomini delle Stinche e nello spedale del Tempio
Esiste molta confusione nella storia della Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio detta anche Compagnia del Tempio

… Continua

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A Codiponte in Lunigiana: un’antica pieve


Codiponte la facciata della pieve dei santi Cornelio e Cipriano

Codiponte la facciata della pieve dei santi Cornelio e Cipriano

La Lunigiana è terra di storia antica con reperti che vanno dal paleolitico al medioevo, abitata da sempre e attraversata e da pellegrini e da mercanti, dal mare ai valichi appenninici, lungo la valle del Magra, il bel fiume che ne solca il territorio insieme ad acque minori, su sentieri e percorsi vetusti punteggiati da una miriade di testimonianze: stele, rocche, castelli, pievi, ponti.

Siamo a Codiponte dove il torrente Aulella confluisce nel Tassonaro, come scrive il Repetti nel suo Dizionario

CODIPONTE (Caput Pontis) in Val di Magra. Borgo con castellare … Continua

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I Biscotti di Prato: si fa presto a dire cantucci…


 

Biscotto di Prato

Il Biscotto di Prato

Biscotti di Prato e Cantucci sono spesso usati come sinonimi, ma non lo sono. Marco Ferri* lo afferma nella sua ricerca sulla storia, ampiamente documentata, e dei cantucci e dei biscotti tagliati di traverso, con le mandorle in evidenza, duri e quindi da inzuppare. Altra caratteristica dei Biscotti di Prato è infatti quella di essere un binomio felice con il Vin Santo. … Continua

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Top ten di novembre


tuttatoscana

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I 10 articoli più letti nel mese di novembre

 

 

 

 

Il ponte all’Indiano
L’antico attracco e la Basilica di San Piero a Grado
Capire il paesaggio della via Francigena in Toscana
Cassia vetus da Firenze a Lucca
Vagli nella valle dell’Edron in Garfagnana
Strade romane in Etruria
La via Clodia in Maremma
Pisa e l’Arno: storia e geografia di un antico sistema portuale
I “brigidini” i dolci delle Fiere
Scatti di Toscana: Vicoli
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Il castello del Piagnaro e il Museo delle stele (Parte seconda: il Museo)


A Pontremoli in Lunigiana

Il Castello del Piagnano di Pontremoli ospita dal 1975 il Museo delle stele, statue antropomorfe ritrovate nel territorio della Lunigiana prevalentemente lungo il Magra, ma anche in zone collinari e montuose.

Un personaggio femminile tra le stele più antiche

Un personaggio femminile tra le stele più antiche

Sono testimonianze di età preistorica e protostorica: dal III millennio a.C. fino al VI secolo a.C. in pietra arenaria. Disseminate nel territorio poche sono state ritrovate infisse nel terreno, molte riutilizzate come materiale murario in vari edifici, ma quasi tutte al di fuori di un contesto originario che possa permettere ricostruirne il significato e la funzione . Gli studiosi presumono un loro carattere sacro o come segnalatori lungo un territorio di transito, di guadi, di acqua, di luoghi soleggiati o simulacri di personaggi di rilievo. … Continua

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Scatti di Toscana: Vicoli


di Enio Bravi

Pitigliano (Grosseto)

Pitigliano (Grosseto)

Pienza (Siena)

Pienza (Siena)

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Il castello del Piagnaro e il Museo delle stele (Parte prima: Il castello)


A Pontremoli in Lunigiana 

Pontremoli, il ponte della Cresa sul torrente Verde e il castello del Piagnaro in alto

Pontremoli, il ponte della Cresa sul torrente Verde e il castello del Piagnaro in alto

Il castello del Piagnaro, in posizione dominante, signoreggia con la sua mole squadrata l’abitato di Pontremoli, “Pons Tremulus”, più in basso, alla confluenza del torrente Verde nel Magra.

Il toponimo “pons tremulus” merita una digressione: alcuni studiosi attribuiscono la denominazione a indicazioni medievali relative al tipo di viabilità, come ad esempio il toponimo Callemala, oppure a strutture per attraversare i fiumi, come in questo caso, un ponte dalla caratteristica particolare, l’essere tremulo. Un’altra versione, più leggendaria, racconta che … Continua

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