
il fiume Greve e il suo borgo nel Chianti
Il fiume Greve nasce dai monti del Chianti, sul Monte Querciabella, a sud-est del centro abitato da cui prende il nome. Il corso d’acqua si sviluppa per circa 43 chilometri, attraversando una regione collinare storicamente fertile, caratterizzata da coltivazioni di viti e ulivi. Dopo aver raccolto le acque del torrente Ema nei pressi di Tavarnuzze, confluisce come affluente di sinistra nell’Arno a valle di Firenze.
L’origine del nome divide gli studiosi:
- L’ipotesi più solida lo collega alla base prelatina grava, che significa “ghiaieto” o “letto di fiume ciottoloso”.
- Una seconda linea di studi rimanda a una matrice etrusca (Grebes o Gribes), derivata dal nome proprio Gripes.
- Esiste infine una tesi minoritaria che associa il termine alla parola di origine germanica grœfa, traducibile come “fosso”.
Presso la riva sinistra del fiume, a 241 metri di altitudine, sorge il centro di Greve in Chianti. Menzionato per la prima volta in un documento del 1080 raccolto nel Dizionario del Repetti, il borgo nacque e crebbe come mercatale, ovvero come luogo di scambio commerciale a servizio dei castelli fortificati della zona, tra cui il vicino nucleo di Montefioralle.
A causa della sua posizione strategica, l’abitato subì gravi distruzioni nel corso del Medioevo. Fu incendiato nel 1325 dalle truppe ghibelline guidate da Castruccio Castracani e successivamente, nel 1387, subì la stessa sorte a opera delle compagnie di ventura di Alberico da Barbiano.
Il nucleo storico si sviluppa intorno a Piazza Matteotti, uno spazio dalla caratteristica forma allungata e circondato da ampi portici che ospitano le attività commerciali. Al centro della piazza si trova il monumento dedicato a Giovanni da Verrazzano, l’esploratore originario del vicino castello di famiglia. Sul fondo sorge la Propositura di Santa Croce, ricostruita in forme neoclassiche nell’Ottocento, al cui interno sono conservate pale d’altare di scuola fiorentina, tra cui opere attribuite a Bicci di Lorenzo.
Il territorio di Greve in Chianti era attraversato anche da una variante della via Romea Germanica Imperiale. Questo antico tracciato collegava Firenze al Valdarno e ad Arezzo, inerpicandosi sulle colline chiantigiane per permettere a pellegrini e mercanti di evitare le zone di fondovalle, spesso paludose e insicure.
Articoli correlati:








