I mulini della val di Merse: da mulino delle Pile a “Mulino Bianco”


La grande ruota

Anche i mulini hanno una loro storia, più o meno interessante, più o meno documentata, ma il Mulino delle Pile ne ha una davvero speciale. Siamo in val di Merse e precisamente sulla strada che conduce a Massa Marittima, la SP 441 Massetana che, nei pressi di Chiusdino, ne incrocia una non asfaltata che conduce alla pieve di Luriano. Qui il fiume Merse compie un’ampia ansa ai piedi del Poggio della Badia.

In base alle documentazioni scritte il mulino risulta datato intorno alla metà del XVI secolo sebbene la struttura architettonica, con la presenza di un torrione, possa collocarlo in età medievale come probabile proprietà dell’abbazia di Serena che aveva acquistato vari mulini nella zona intorno al XIII secolo, ma nessuna dicitura indica in specifico il mulino delle Pile. … Continua    I mulini della val di Merse: da mulino delle Pile a “Mulino Bianco”

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via della Condotta a Orsanmichele


di Salvina Pizzuoli   

Il nuovo itinerario ci porterà nella Firenze operosa e maestra nella manifattura dei pannilani e nella cimatura e nella rifinitura, tanto da divenire famosa e tenere segreta quest’arte.

Iniziamo il nostro nuovo percorso da via della Condotta entrando da piazza San Firenze, quindi Via dei Cimatori e Piazza dei Cimatori, via Dante Alighieri, via dei Tavolini fino a Orsanmichele. 

Via della Condotta prende il nome dall’antica magistratura fiorentina, composta da quattro Ufficiali in carica per un anno con il compito di reclutare truppe mercenarie, … Continua  Girellando per le vie del centro di Firenze: da via della Condotta a Orsanmichele

La fonderia del Pignone nel periodo di Firenze capitale


Antiche industrie e archeologia industriale in Toscana

Nel 1842 Pasquale Benini, un imprenditore di Lastra a Signa che fino ad allora produceva cappelli di paglia, percepì l’inizio di una crisi del settore, abbandonò la precedente attività e si dedicò a un genere ben diverso: la metallurgia. Fondò così in società con Tommaso Michelagnoli, un commerciante fiorentino, una nuova fabbrica nel rione del Pignone, poco fuori da porta San Frediano.

Nasceva la Società Anonima Fonderia di ferro di seconda fusione del Pignone … Continua   La fonderia del Pignone nel periodo di Firenze capitale

La via Aurelia ed Aemilia Scauri (secondo itinerario): da Ostia a Centumcellae


percorsa e descritta dal prof. Giovanni Caselli

Il viaggio di Claudio Rutilio Namaziano da Ostia a Luni: 416 d.C.

Attracchi sulla costa toscana toccati da Rutilo Namaziano

E’ patetico il racconto di Claudio Rutilio Namaziano, che descrive, nell’autunno del 416 d.C., nel suo viaggio di ritorno in Gallia, la costa di un’Etruria degradata, colpita dall’insabbiamento dei porti, dalla formazione di lagune e dal conseguente arrivo della malaria. Il tutto causato dalla deforestazione per le necessità degli altiforni delle fonderie. Questo ‘poema di viaggio’ piuttosto elaborato rispetto a quello di Orazio lungo l’Appia, è interrotto a Luni, in quanto il resto del poema è perduto. Claudio Rutilio Namaziano rimane nel porto di Claudio e Traiano di Ostia per quindici giorni in attesa del vento giusto, poi ecco il viaggio di sei giorni. Il primo giorno Rutilio è a Centumcellae dove passa la notte, il secondo a Portus Herculis sull’Argentario; il terzo giorno circumnaviga l’Argentario, vede l’isola del Giglio, tocca la bocca dell’Ombrone e bivacca sulla costa. Il quarto giorno attracca a Falesia (Piombino), dove partecipa al festival di Osiride e pernotta nella locanda di un ebreo.

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Lo Zuccotto, storia di un semifreddo


Dolci tipici toscani, la loro storia e le loro ricette

Lo Zuccotto con l’Alkermes

Semifreddo e non gelato! Mai mettere lo zuccotto, quello vero, nel freezer, sottolineano gli specialisti.

E andiamo a raccontare, tra storia e leggenda, le origini di questo dolce fiorentino molto speciale.

Pare che tutto fosse iniziato dal desiderio in casa Medici di seguire la nuova moda di bere cose fresche in estate. Fu così che il loro architetto e sovrintendente alle Arti, Bernardo Buontalenti, si ingegnò per conservare e mantenere la neve e il ghiaccio anche nella stagione calda: e inventò le ghiacciaie. A Firenze ce ne erano molte e ancora se ne vedono, e anche una via ricorda nel suo odonimo, via delle Ghiacciaie vicino alla Fortezza da Basso, l’esistenza e l’uso di queste antesignane del nostro molto più comodo frigorifero. … Continua Lo Zuccotto, storia di un semifreddo

“Io mi libro” di Alessandro Pagani


Presentiamo ai nostri lettori il nuovo lavoro di Alessandro Pagani “Io mi libro” edito da 96, Rue De La Fontaine, Torino, e corredato dalle foto di Lorena De Gregorio, 10,00 euro. 

Una lettura immediata, non impegnativa, ma piuttosto intrigante dove anche il titolo di copertina “gioca” con le parole libro e librarsi.
Una curiosità: delle 500 frasi una è
stata selezionata per l’agenda
2019 di Comix in uscita a Giugno 2018.

Io mi libro” è una raccolta di 500 frasi umoristiche tra giochi di parole, doppi sensi e freddure, rivolta a far emergere in chiave goliardica le leggerezze dell’animo umano.

Ogni nostra azione, atteggiamento o comportamento si presta a diverse sfaccettature emblematiche. Nel contesto di quest’opera, l’autore ha voluto cogliere gli aspetti più imbarazzanti e comici che gli individui si trovano ad affrontare quotidianamente durante il loro lavoro, nel tempo libero, attraverso i vari momenti della storia, e più in generale durante le varie situazioni paradossali nelle quali ognuno di noi si è imbattuto, spesso a propria insaputa, generate dal teatro dell’assurdo o da ‘presunte’ coincidenze.

Rifacendosi a maestri dell’umorismo quali Marcello Marchesi, Achille Campanile e Giovanni Guareschi, …  Continua a leggere in vetrina

La via Aurelia ed Aemilia Scauri (primo itinerario): la Tirrenia di Strabone


percorsa e descritta dal prof. Giovanni Caselli

Tracciato Aurelia da Roma a Vada Sabatia

La Via Aurelia, quasi tutta costiera, o da ritenersi essenzialmente tale, risaliva la costa tirrenica fino al porto di Cosa, all’82° miglio. Questo tratto può datarsi al III secolo a.C., mentre il tratto successivo, fino a Salebro, al 132° miglio è posteriore. Da qui la direttrice prendeva il nome di Via Aemilia Scauri e raggiungeva Luni al miglio 242. Questo tratto [oggi identificato con l’Aurelia] si data agli inizi del II secolo a.C.

Sempre seguendo la costa la Via transitava per Genua al miglio 329 e raggiungeva Vada Sabatia al miglio 362, Continua  La via Aurelia ed Aemilia Scauri (primo itinerario): la Tirrenia di Strabone

I top ten del mese di gennaio


I 10 articoli più letti nel mese di gennaio 2018

Alcune tipologie di capanne della Toscana rurale
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Girellando per le vie del centro di Firenze: da via dell’Agnolo a via de’ Pepi
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Pisa e l’Arno: storia e geografia di un antico sistema portuale

I mulini della val di Merse


Diorama della val di Merse e i mulini (clicca sull’immagine per ingrandire)

Opifici idraulici per macinare il grano, per gualcare la lana, per la lavorazione del ferro sono ancora oggi visibili lungo la valle del fiume che, a partire dal XIII secolo, vede incentivata la costruzione di mulini lungo le sue rive e da parte di laici e da parte di monaci, soprattutto i cistercensi dell’abbazia di San Galgano che documenta 2 ferriere ad acqua nel 1278, e i Vallombrosani dell’abbazia di Torri, nonché di laici soprattutto a partire dal XIV secolo.  … Continua   I mulini della Val di Merse