Caffè duro o in forchetta?


Il dolce tradizione della Fattoria dei Barbi in ” Dolci tipici toscani: la loro storia e le loro ricette”

Caffè in forchetta ( foto originale a questo link)

Nel suo libro ”Dolcezze di Toscana” Righi Parenti annota un’ Antica ricetta della Fattoria dei Barbi, famosa da molti anni per la produzione di un particolare squisito Brunello”

E aggiunge:

Era servito con i biscottinied il Vin Santo” alle signore mentre gli uomini sorseggiavano un robusto, annoso “Brunello”.

La ricetta è semplicissima: 6 albumi duovo e 2 tuorli, … Continua per la ricetta del caffè in forchetta

Alcune tipologie di capanne della Toscana rurale (parte prima): capanna cilindro-conica


Costruzioni rurali in Toscana

Di Giovanni Caselli

Gruppo di contadini davanti a un paglio e una capanna, la tipica California (alto Casentino 1910 circa)

La forma circolare è, nella storia dell’abitazione umana, la più antica. Nella gola dell’Olduvai, Leakey mise in luce un circolo di pietre che doveva essere servito a trattenere la struttura di un semplice riparo dell’Homo habilis che visse 2.000.000 di anni fa. A Nizza, nel quartiere residenziale di Terra Amata, H. De Lumley dell’Università di Marsiglia scopri la base ellittica di una capanna di cacciatori di elefanti di 300.000 anni or sono. Tuttavia già dalla fine del paleolitico incontriamo basi di capanne quadrangolari, si tratta forse di basi di tende di pelli sostenute da quattro pali formanti una struttura piramidale.

La forma circolare è la più spontanea, … Continua a leggere Tipologia delle capanne in Toscana

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via dell’Agnolo a via de’ Pepi


Storie bizzarre di strade

di Salvina Pizzuoli

Pianta con il tragitto segnalato in rosso

Le strade di una città, come i fili di una fitta ragnatela, tessono un reticolo che si snoda e s’apre o si strozza e chiude o s’immette in altri reticoli. Più antica è la città più le sue strade ne scandiscono la storia impressa anche nella odonomastica e in tutta quella serie di architetture che la caratterizzano e rendono unica. Più antica è la via e più i suoi nomi si sovrappongono o, se restano originari, hanno perso di senso e, sconosciuti ai più, la loro denominazione diventa solo un modo per chiamare o meglio indirizzare il visitatore e il cittadino.

Questo che proponiamo è quindi il primo dei viaggi curiosi per le vie del centro di Firenze, alla scoperta di storie e bizzarrie contenute non solo nella odonomastica ma in quanto le contraddistingue e rivela. … Continua

Odonomastica delle strade di Firenze


Centro di Firenze da una mappa del 1864 (clicca per ingrandire immagine)

Quando parliamo di odonomastica delle nostre città occorre subito chiarire un principio fondamentale: nel corso dei secoli è profondamente cambiato il metodo con cui si attribuiscono i nomi a piazze e strade; fino alla fine del XVII secolo gli odonimi erano attribuiti diciamo in maniera “spontanea”, ossia il luogo veniva designato in base alle attività che vi si svolgevano (ad esempio via Calzaioli) o per le caratteristiche ambientali che lo contraddistinguevano (via dell’Olmo ad esempio).

A partire dall’età romantica, e in particolar modo dopo l’epopea risorgimentale, l’odonomastica divenne “celebrativa”, ossia strade e piazze vennero dedicate a personaggi illustri o ad avvenimenti importanti o ritenuti tali in quel periodo, cambiando assai spesso il nome preesistente: a Firenze per esempio fra i tanti casi via del Cocomero divenne via Bettino Ricasoli. Il compito di attribuire i nomi venne affidato alle varie amministrazioni comunali.

Tale uso giunto fino a noi determinò anche il cambiamento di nomi a seconda dei periodi storici, Piazza Vittorio Emanuele divenne Piazza della Repubblica dopo il referendum del 1948, per non parlare dei nomi attribuiti durante il Fascismo e in gran parte modificati nel dopoguerra.

Ci sembra interessante e piacevole riproporre la storia della nostra città attraverso i nomi delle strade, o meglio di alcune strade e piazze che hanno destato la nostra curiosità, in una serie di itinerari che ci porteranno alla scoperta di fatti e manufatti imprevisti e imprevedibili.

Itinerari proposti:

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via dell’Agnolo a via de’ Pepi

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via Isola delle Stinche a via della Condotta

Carte da gioco toscane e fiorentine


antiche carte di seme francese dipinte a mano

L’origine delle carte da gioco è avvolta nel mistero, pare comunque fossero presenti in Cina fin dal X secolo. In Europa fecero la loro comparsa verso la fine del XIV secolo e si diffusero rapidamente assumendo caratteristiche diverse, nelle dimensioni, nel numero (il mazzo era composto da 40, da 52 o anche 56 carte), nei semi e nelle figure, a seconda delle varie aree geografiche. Già nel 1377 un’ordinanza parigina ne vietò l’uso nei giorni feriali e quasi nello stesso tempo a Firenze furono bandite le naibbe nome di derivazione araba con cui venivano chiamate allora le carte da gioco. … Continua a leggere Carte da gioco toscane e fiorentine

Giochi e passatempi toscani

I top ten di dicembre 2017


I 10 articoli più letti nel mese di dicembre 2017

La via Francigena in Toscana: da San Miniato a San Gimignano
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L’antico attracco e la Basilica di San Piero a Grado
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Pisa e l’Arno: storia e geografia di un antico sistema portuale

I segreti della Massa Trabaria


Un’investigazione storica

di Giovanni Caselli

Area della Massa Trabaria

Il nostro Emanuele Repetti, alla voce Sestino del suo “Dizionario Geografico, Fisico e Storico della Toscana”, compilato attorno al 1840, scrive:

“SESTINO (Sentinum) DELLA MASSA TRABARIA nella Valle della Foglia – Castello di origine antichissima con chiesa arcipretura (S. Pancrazio) capoluogo di Comunità e di Giurisdizione sotto la Diocesi di Sansepolcro, una volta di Monte Feltro, poi dell’arcipretura di Sestino. Nullius Dioecesis, nel Compartimento di Armo.

Risiede sopra lo sprone di un poggio, fra due ponti, uno de’ quali posto a ostro di Sestino cavalca il fiume Foglia, ossia l’antico Isauro, mentre dal lato opposto sotto un più piccolo ponte passa il torrente Seminino, che poco dopo confluisce nel fiume Foglia.  Trovasi il Castello di Sestino fra il grado 29° 57′ 4″ longitudine ed il grado 43° 42′ 8″ latitudine, 6 miglia toscane a levante della Badia Tedalda, 8 a ostro dal Castello e monte di Carpegna nello Stato pontificio; 16 miglia toscane a grecale di Pieve S. Stefano; 18 miglia toscane a settentrione grecale del Borgo San Sepolcro passando per Monte Casale, … Continua

Le Copate senesi, dolcezze da papi


Dolci tipici della tradizione toscana

Le copate senesi

La storia tramanda che questi dolci prelibati fossero in origine riservati ai papi o agli alti prelati di passaggio nei conventi dove si producevano e comunque esclusivi, consumati solo per le feste sante come il Natale e la Pasqua.

Ma come sono fatte le copate o cupate?

… Continua a leggere Copate dolcezze da papi

Lungo la Francigena in Toscana: da Siena a San Gimignano


Il panorama nei pressi di Coneo

Quella che andiamo a percorrere è la variante collinare per San Gimignano, lungo le pendici del Monte Maggio, una variante che a partire dal X secolo si affermò su quella che transitava sulla sinistra del fiume Elsa, il tracciato originario della via Francigena.

Il percorso non è molto diverso da quello della strada carrozzabile che successivamente diventa sterrata e dove è possibile individuare selciati medievali lungo il bordo tra Casella e Camminata. L’affermazione del nuovo tracciato rispetto a quello più antico è testimoniata dalla presenza oggi e dalla fondazione, intorno al mille, della Badia a Isola, l’imponente edificio basilicale, rinnovato intorno al XII secolo. … Continua Francigena Siena San Gimignano

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