La via Flaminia dal Foro romano a Malborghetto (primo itinerario)


Pubblichiamo a puntate questo interessante percorso illustrato dal prof. Giovanni Caselli anche se la Flaminia toccava solo marginalmente l’Etruria nel tratto iniziale. Tuttavia, attraversando Umbria e Marche, rappresentava una importantissima via di comunicazione con l’Adriatico ed era strettamente connessa alla rete stradale dell’Etruria.


di Giovanni Caselli, da Le strade di Roma in Italia (vol.II°)

Percorso vi Flaminia

Fu la terza grande direttrice dell’espansione romana in ordine cronologico e la prima delle due grandi strade per il nord in ordine di importanza; traversata l’Umbria e le Marche, giungeva sulla costa adriatica a Fanum per terminare a Senigallia. La Via usciva dal Foro Romano da una porta a est del Campidoglio, Porta Fontinalis, seguiva poi l’attuale Via del Corso, ossia la Via Lata del IV secolo d.C. Dopo circa 3 miglia la strada raggiungeva il Pons Milvius dal quale si irraggiavano altre vie inferiori alla Flaminia: la Amerina, la Cimina, la Clodia, l’Annia e la Cassia, la più lunga dopo la Flaminia. …  continua a leggere  La via Flaminia dal Foro romano a Malborghetto (primo itinerario)

Prato medievale: lo sviluppo urbano


Strade, guadi, valichi, crocicchi, ponti, fondovalle, il Medioevo ci sorprende per la mobilità e per gli stanziamenti umani che davano vita poi a villaggi che, a seconda delle alterne fortune legate ai traffici commerciali alle guerre alle alluvioni e quanto la natura e l’uomo fossero capaci di determinare, sparivano o crescevano divenendo magari borghi turriti e centri di potere feudale.

Prato vede i suoi primi albori presumibilmente in età romana proprio grazie alla presenza di un incrocio di strade, strade importanti per la viabilità del tempo: la via consolare Cassia Vetus verso Pistoia Lucca e la diramazione appenninica verso Vernio e Bologna, la strada poi detta Lombarda che, attraverso il Valdarno inferiore si congiungerà alla via Francigena nei pressi di Fucecchio.   …  continua a leggere    Prato medievale: lo sviluppo urbano

Porti e approdi della costa Toscana


Salone dei Cinquecento, particolare da Giorgio Vasari, Porto Ercole durante l’assedio del 1555

Gli antichi approdi della costa dell’Etruria

Porto di Motrone di Versilia

Pisa e l’Arno: storia e geografia di un antico sistema portuale

L’antico attracco e la Basilica di San Piero a Grado

Porti e approdi di Toscana: Puntone di Scarlino

Porto d’Alma o porto Civette

I “porti fluviali” di Grosseto

Il porto di Torre Trappola a bocca d’Ombrone

Tagliata Etrusca e Portus Cusanus

Visita al Museo delle navi antiche di Pisa: un entusiasmante viaggio nel passato

 

 

La Tirrenia costiera di Strabone


Ovvero la descrizione della costa dell’Etruria fra realtà e leggenda.

L’articolo è tratto da Giovanni Caselli, Viaggio nell’Italia romana.

Strabone fu un geografo e storico greco vissuto nel I° secolo a.C. autore della Geografia, monumentale opera descrittiva delle regioni europee e mediterranee.

Il territorio dell’Etruria secondo la ripartizione di Ottaviano comprendeva la parte che Strabone chiama Tyrrhenia

Dicono che la lunghezza massima della Tyrrhenia -la costa da Luna ad Ostia- sia di di 2500 stadi (nell’antica Grecia lo stadio corrispondeva alla lunghezza di 600 piedi, nel sistema attico era uguale a 177,60 m, nell’alessandrino e a Roma a 184,85 m n.d.r.), la sua larghezza (dalle montagne al mare) meno di metà della lunghezza. Da Luni a Pisa la distanza è superiore a 400 stadi; da qui a Volterra 280 e da qui a Populonium 270; da Populonium a Cosa quasi 800, ma alcuni dicono 600. Polibio, tuttavia, dice che in totale (da Luna a Cosa) vi siano addirittura 1330 stadi. … continua a leggere    La Tirrenia costiera di Strabone

Tagliata Etrusca e Portus Cusanus


Disegno dell’antico porto (tratto da archive.archaeology.org)

Il Portus Cusanus si trovava all’inizio della lunga spiaggia di Ansedonia a circa 7 km a SE di Orbetello, a levante del Monte Argentario, ai piedi del promontorio dove sorgeva la città di Cosa, fiorente colonia romana fondata nel 273 a.C. Vari ruderi di edifici di età romana, sono visibili nei dintorni di Ansedonia e in particolare nella zona dove sorgeva l’importante porto già attivo in epoca estrusca. Tra questi i resti parzialmente insabbiati di un molo di difesa e di una grande villa costiera forse adibita alla lavorazione del pesce con magazzini per lo stoccaggio di derrate alimentari.

Per evitare l’insabbiamento dello scalo e per garantire un costante ricambio d’acqua, fu scavata una grande fenditura nel promontorio, la cosiddetta Tagliata Etrusca, opera idraulica di eccezionale valore ingegneristico unica nel suo genere; si tratta di un canale scavato nella roccia perfettamente levigata e dotato di porte lignee che venivano aperte a seconda della stagione per immettere o far defluire acqua dal bacino portuale ed evitare così il ristagno e il conseguente insabbiamento, creando un sistema di contro-correnti provenienti dal mare e dal canale emissario del vicino Lago di Burano. …   continua a leggere    Tagliata Etrusca e Portus Cusanus

I top ten del mese di ottobre


tuttatoscana

I dieci articoli più letti nel mese di ottobre 2019

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Prato medievale: il castello di Federico II


Imponente e maestoso, sulle ceneri di un altro, quello della potente famiglia degli Alberti che ne aveva disseminati vari lungo la valle del Bisenzio a tutela di una rete viaria importante per i commerci verso i territori a nord e verso la montagna pistoiese: soprattutto la strada detta Lombarda che collegava Prato con Bologna.

È lì dal 1247 circa, per volere di Federico II, splendor mundi; alla sua morte i lavori rimasero interrotti e nel XIV secolo fu collegato dai fiorentini, dei quali era divenuto presidio militare, alle mura trecentesche attraverso un camminamento coperto, detto il Cassero.    …   continua a leggere    Prato medievale: il castello di Federico II

La produzione del vino nell’Etruria romana in una fattoria modello nel territorio di Capalbio


Affresco restaurato rinvenuto nella villa Settefinestre

A partire dalla seconda metà del II° secolo e per tutto il I° secolo a.C. l’afflusso e il massiccio sfruttamento di manodopera schiavile, giunta in Italia in seguito alla travolgente espansione romana nel Mediterraneo, è il presupposto per la crisi irreversibile della piccola proprietà terriera (a causa anche del fallito tentativo di redistrubuzione fondiaria portato avanti dai tribuni Tiberio e Caio Gracco) e lo sviluppo di grandi ville fattorie cui fanno capo estensioni sempre più vaste di territorio e il conseguente affermarsi del latifondismo. L’intera Etruria si popola in questo periodo, di grandi residenze signorili  (fra cui potremo ricordare quella dei Domitii Enobarbi sull’Argentario o la villa dei Venulei a Massaciuccoli).    …  continua a leggere    La produzione del vino nell’Etruria romana in una fattoria modello nel territorio di Capalbio

Castel di Pietra nella Maremma grossetana


Siamo nei pressi di Gavorrano, lungo la valle del fiume Bruna che in tempi lontani sfociava in quel lago salmastro detto Prile dai Romani, conosciuto poi come il Lago di Castiglione.

Castel di Pietra lega il suo nome alla leggenda della Pia, quella Pia de’ Tolomei che Dante immortalò nei versi della sua Commedia. In realtà ha rivestito un ruolo chiave nell’economia medievale del territorio della valle del Bruna, controllando, come è avvenuto per altri castelli nella vicina Val d’Ombrone, i giacimenti minerari delle colline limitrofe da cui si estraevano piombo e argento ma anche ferro. A questo controllo si affiancava quello lungo la via del sale.    … continua a leggere    Castel di Pietra nella Maremma grossetana