I fagioli toscani

Chi non ama i fagioli nonostante gli effetti collaterali?

In Toscana non mancano gli estimatori e non mancano molte varietà assurte a livelli stimabilissimi per la loro qualità e raffinatezza nel gusto.

Conosciuti fin dai tempi dei Romani. Apicio nel De re coquinaria ce ne dà alcune ricette, in antico non erano molto considerati. In effetti gli abitanti del Mare Nostrum conoscevano una razza di fagioli, detta Dolichos e Vigna i due generi in cui furono classificati nel XVIII secolo, autoctona in Egitto e nella Mesopotamia e introdotta in Italia dai Greci:  … Continua   I fagioli toscani

Toponimi toscani: Abbadia San Salvatore

e Monte Amiata

Il paese, in provincia di Siena, è situato sul fianco nord orientale del monte Amiata, in alto sopra il tracciato della via Francigena lungo la sottostante valle del Paglia; sorse in epoca alto medievale attorno alla bella abbazia da cui prende il nome. L’abbazia fu costruita nel 745 sotto il regno del longobardo re Rachis e divenne una delle più ricche della Toscana. Fu prima Benedettina, poi Camaldolese e infine Cistercense dal 1228 fino alla sua chiusura decretata dal granduca Leopoldo I nel 1782.

Il termine abbazia deriva dal latino tardo abbatia da abbas (abbatis) abate. Indicava propriamente la comunità dei religiosi e la dignità dell’abate. In toponomastica il termine è connesso alla località sorta intorno all’edificio ecclesiastico.

Monte Amiata.

Monte della Toscana meridionale; sorge isolato tra le valli dell’Orcia, del Fiora e del Paglia ed è formato da un cono vulcanico. Nella zona di adesione, tra i prodotti vulcanici ed i sottostanti terreni sedimentari, emergono numerose sorgenti che hanno favorito la nascita di diversi centri: Abbadia San Salvatore, Pian Castagnaio, Arcidosso, Castel del Piano. Ma il M. Amiata è noto soprattutto per le miniere di solfuro di mercurio (cinabro) già sfruttate in epoca etrusca (la lavorazione moderna risale al 1860); le miniere più importanti sono quelle di Abbadia San Salvatore.

L’oronimo riflette una formazione ad meata dal latino meatus ‘corso, via, passaggio’, poiché il M. Amiata è al confine» tra le province di Siena e di Grosseto. Il nome si confronta ad esempio con Amiate, toponimo presso Massa Pisana, che nell’anno 1260 è Admiata, probabile forma notarile, presunto genitivo di admeata inteso come femminile singolare. (Dizionario Toponimi Italiani, UTET, 1990)

Articoli correlati:

Abbadia San Salvatore, il borgo medievale

L’abbazia di San Salvatore e la leggenda di re Rachis

Monte Amiata tra storia e geografia: castelli e abbazie

vai a: toponomastica toscana

Condividi:

La via Cassia Antica: quarto itinerario da Arezzo a Fiesole

Percorsa e descritta dal prof. Giovanni Caselli

Percorsi Cassia vetus

Arezzo, l’antica Arretium, giace all’esterno della grande curva che l’Arno compie uscendo dal Casentino ed entrando nel Valdarno Superiore, ai piedi dell’Alpe di Poti, davanti a una fertlissima pianura, ora paradiso di tante piccole industrie.

Sulla bassa collina di San Cornelio o Castelsecco, fuori Porta Trieste, a sud est della città, si vedono i resti di una cinta muraria per 700 metri di lunghezza. Ma la città etrusca sorgeva nell’area ora occupata dal Duomo e dalla Fortezza, ma della città rimangono soltanto pochi blocchi delle mura del IV secolo a.C.     …  Continua   La via Cassia Antica: quarto itinerario da Arezzo a Fiesole

 

La Via Romea: una grande direttrice naturale

di Giovanni Caselli

Percorso della Francigena dopo i valichi alpini

Pare che fin dai tempi più remoti, i contatti fra il Mediterraneo e il Mare del Nord siano avvenuti lungo le grandi vie d’acqua dei fiumi Rodano, Loira e Reno. L’enorme cratere bronzeo di Vix, di probabile fabbricazione etrusca, avrà sicuramente raggiunto la Borgogna settentrionale per via d’acqua. Il Rodano e’ l’unico fiume che riversi nel Mediterraneo le acque del brumoso Nord.

Nel centro dell’Europa i corsi dei due fiumi sono così vicini l’uno all’altro che occorre solo una breve via di terra per trasferire passeggeri e merci da un fiume all’altro e perciò il Rodano e la Loira costituirono fin da epoca fenicia una delle vie dello stagno, e non solo, dell’antichità. … Continua a leggere     La Via Romea: una grande direttrice naturale

Archeologia industriale in Toscana: il Gasometro di Firenze

L’impianto visto dall’alto

Passando da via dell’Anconella, nei pressi di Porta San Frediano, ci imbattiamo in una costruzione dalle forme strane di cui non è facile intuire la funzione: è il gasometro (o gazometro) di Firenze ora adibito a ludoteca e centro di ritrovo.

Fra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento la zona del Pignone, sulla riva sinistra dell’Arno, vide la nascita di varie attività manifatturiere favorite dalla presenza dell’omonimo porto fluviale, così nel gennaio 1839  Leopoldo II concesse alla società francese Montgolfier Bodin la costruzione e la gestione dell’impianto destinato a produrre,   …   Continua     Il Gasometro di Firenze

I top ten di novembre 2022

I 10 articoli più letti nel mese di novembre 2022

Montieri e le attività estrattive della valle del Merse

Montieri porta di accesso al castello e all’antico borgo

Montieri fu un antico castello con un borgo sottostante sulle pendici settentrionali dell’omonimo Poggio da cui nasce un ramo del fiume Merse con il nome di Merse Savioli. Il suo nome di origine Mons Aeris o monte di rame, pare abbia origine proprio dalle miniere che vi furono scoperte già ai tempi degli Etruschi e dei Romani. La zona fu in età medievale diboscata e il monte bucherellato da ogni parte per la ricerca dei copiosi filoni presenti oltre al rame come il ferro, il piombo e l’argento. … Continua   Montieri e le attività estrattive della valle del Merse

 

Poggio Santa Cecilia, un borgo abbandonato

Siamo a Rapolano Terme, a pochi chilometri da Siena e a pochi dal fantastico paesaggio delle Crete senesi. Il luogo è incantevole, invita a fare passeggiate ed escursioni per immergersi in una natura incontaminata dove la mano dell’uomo ha disseminato coloniche di notevole bellezza che impreziosiscono l’insieme con la grazia e la leggiadria delle forme e dei colori, il giallo senese che si mescola e sovrappone in un ridente contrasto con il rosso dei mattoni che guarniscono gli edifici, in un paesaggio e agreste, con vigne e frutteti, e naturale con lecci allori e cipressi che ricoprono con le loro chiome verdeggianti un poggetto sulla cui cima s’intravvede la forma di un campanile e di ampi fabbricati. … Continua  Poggio Santa Cecilia, un borgo abbandonato

La via Cassia Antica: primo itinerario da Roma a Sutri

Percorsa e descritta dal prof. Giovanni Caselli

Intero percorso della via Cassia vetus

Questa via ricalca, più o meno da vicino, una via naturale, di spartiacque, che corre fra l’Arno e il Tevere, praticamente senza trovare un corso d’acqua. Era una delle direttrici di movimento dei gruppi umani preistorici che discendevano o risalivano la Penisola. Naturalmente questa direttrice preistorica non era una ‘strada’, ma una grande fascia di massimo movimento in direzione nord-sud, con ramificazioni in ogni direzione. Alcuni centri di remotissima origine si trovano ubicati lungo questa direttrice, ma raramente essi stanno sulla stessa, forse perché il terreno lì è meno adatto all’insediamento, forse perché non si prediligevano le aree di più intenso traffico, almeno in epoca preistorica.  … Continua a leggere   La via Cassia Antica: primo itinerario da Roma a Sutri

 

Il castello di Montarrenti

Montarrenti il cassero

Siamo nei pressi dell’incrocio tra due strade importanti della viabilità toscana: segnala l’incrocio e porta il nome del castello che sorge a pochi metri in linea d’aria. Impossibile non notarlo: il cassero si staglia imponente sulla collina dirimpettaia tra la vegetazione che più in basso pare adornarlo. È il castello di Montarrenti, nel comune di Sovicille, che si erge su uno sperone roccioso delle propaggini della Montagnola Senese nella valle del torrente Rosia. … Continua a leggere     Il castello di Montarrenti