la Belle Époque in Toscana

A fine Ottocento, la Toscana era la meta d’elezione per la villeggiatura d’élite, e Rapolano Terme ne rappresentava uno dei gioielli più splendenti. Nel suo storico volume Bagni e villeggiature in Toscana, l’architetto e storico fiorentino Guido Carocci ci regala un ritratto vivido di questo borgo termale, descrivendolo come un luogo “gaio e pulito”, immerso in un’aria balsamica tra uliveti e crete senesi.
Il racconto di Carocci ci riporta nei salotti a cielo aperto della Belle Époque. Rivivono così le serate estive nel giardinetto fiorito dell’elegante Caffè Rossi, i concerti festivi della Filarmonica locale e le stagioni di prosa nel nuovo Teatro con la facciata in travertino bianco.
Il cuore della vita rapolanese batteva però nei suoi storici stabilimenti. Carocci descrive nei dettagli il rinomato Bagno di San Giovanni Battista, collegato alla ferrovia da carrozze omnibus, e il grandioso Bagno della Querciolaia, celebre per aver ospitato Giuseppe Garibaldi alla ricerca di una cura per la ferita d’Aspromonte. Tra cure all’avanguardia per l’epoca e panorami mozzafiato che spaziavano dal Chianti al Monte Amiata, Rapolano si confermava una delle migliori stazioni balneari d’Italia.
👉 Leggi qui il testo integrale di Guido Carocci su Rapolano Terme a fine Ottocento








