di Salvina Pizzuoli

L’abbinamento del pomodoro con la pasta e con la pizza è per noi ovvio anzi, il solo pensiero accende le papille gustative e stimola l’acquolina in bocca…
Eppure non è sempre stato così ovvio.
C’è voluto un po’ di tempo non solo perché il pomodoro conquistasse il suo ruolo, oggi consolidato, come ingrediente principe in molti piatti del nostro Paese, come raccontiamo nell’articolo dedicato, ma c’è voluto del tempo perché l’abbinamento si diffondesse non solo in Italia ma travalicasse le Alpi e gli Oceani per diventare oltralpe simbolo della nostra cucina. In effetti la storia della pasta ci dice che esisteva già molto tempo prima che arrivasse in Italia il pomodoro ma era servita in modo diverso e soprattutto non era un piatto a sé bensì un contorno alla carne o un dessert: in realtà si cuoceva a lungo e si consumava soprattutto in brodo. Le due zone originarie e rinomate per la qualità della loro produzione erano la costa ligure di Ponente, la baia i Napoli e la costiera amalfitana: nelle due zone erano diffusi i pastifici a Imperia, l’antica Porto Maurizio, a Torre Annunziata, a Gragnano e a Castellamare: nomi tuttora importanti e noti legati a questa attività.
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