La Rocca di Castiglione della Pescaia e l’antico porto

di Salvina Pizzuoli

Castiglion della Pescaia (anonimo metà XVII secolo)

Tra le diverse rocche e torri e forti sorti nel tempo lungo il litorale toscano a difesa e a scopo di avvistamento, quella di Castiglione della Pescaia è sicuramente tra le più imponenti con i suoi torrioni quadrati  e la lunga cinta muraria, nonché meglio conservata.

Come scrive il Repetti non c’è menzione di Castiglione prima del IX secolo, anche se “la scoperta di alcuni cimeli e gli avanzi di un antico acquedotto rendano assai probabile l’esistenza costà sin dai tempi romani di un castello”. Tanto che alcuni studiosi ottocenteschi sono stati propensi a farlo corrispondere alla stazione ad Salebrum, citata negli itinerari romani. Non dimentichiamo infatti che un grande lago salato si apriva alla base del promontorio di Castiglione e si estendeva fino a Grosseto e Roselle, da una parte, e Vetulonia dall’altra, un lago chiamato dai Romani Prile, in età moderna conosciuto come Lago di Castiglione,  al quale si accedeva attraverso il suo  porto canale che svolgeva un ruolo importante per i traffici verso l’interno  e verso l’esterno.  L’area fu pertanto densamente popolata sin dal periodo romano e ambita anche nelle epoche successive per la particolare e favorevole posizione geografica. … continua a leggere La Rocca di Castiglione della Pescaia

Lungo l’asse del vento: il mulino di Torre a Cona

di Salvina Pizzuoli

In Italia i mulini a vento non hanno mai avuto ampia diffusione, solo la Toscana e la Sicilia possono vantare una presenza più estesa. In particolare la Toscana ne annovera vari ma solo in due zone precise: lungo la costa e in Val di Sieve, territorio che nel Settecento fu terra di sperimentazione agraria, dove ne sorsero vari lungo quella che viene definita la linea del vento, un asse su cui correva in modo più costante, da Monte Giovi a Poggio Firenze. Nel nostro viaggio di scoperta ci muoviamo tra Pontassieve e Rignano, incontrando ben due mulini, quello di Volognano, a pochi passi dal castello omonimo, e quello di Torre a Cona … continua a leggere Lungo l’asse del vento: il mulino di Torre a Cona

La Via Tyrrhenica e il sentiero degli Dei

di Giovanni Caselli

Percorso dell’antica via Tyrrhenica da Bologna a Firenze

La via transappenninica di crinale che collega Bologna alla pianura Fiorentina per La Futa, da me postulata su basi esclusivamente geografiche nel 1968, risultò essere una strada vera e propria, poiché sostenuta da solidi dati archeologici e storici.  Nel maggio 1978 il più antico collegamento fra le due valli contrapposte, del Po e dell’Arno, era stato da me percorso a piedi e studiato in ogni suo particolare. Non solo la strada ipotizzata esisteva come percorso unitario, ma risultò anche essere il tratto iniziale di un itinerario assai più lungo e importante. L’itinerario naturale terminerebbe sulla sponda destra dell’Arno, in due punti diversi: Firenze, Compiobbi. Ma il terminale più importante è l’emporio etrusco arcaico di Gonfienti. Sulla sponda sinistra dell’Arno, di rimpetto ai sopradetti punti giungono i terminali di un’altra via naturale costituita questa volta dal crinale dei Monti del Chianti.  Mi parve subito chiaro come questa direttrice fosse non altro che il collegamento fra il principale passo d’Arno, a Firenze, e il principale passo del Tevere, a Roma. Prova ne sia che le vie Cassia e Clodia e quelle che le precedettero, ricalcavano in gran parte questa direttrice naturale. … continua a leggere La Via Tyrrhenica e il sentiero degli Dei

Le “teofanie” del Casentino

di Giovanni Caselli

Teofania – San Vitale – Ravenna (mosaico VI secolo)

Legate al paganesimo sono le “teofanie” o apparizioni della Madonna che hanno luogo fra il XIV e il XV secolo, quando ancora si compivano riti pagani in certi luoghi. Le apparizioni accadevano laddove si manifestavano forze soprannaturali e la Madonna vi appariva per sconfiggere il maligno causando la costruzione di un santuario.

Le “teofanie” del Casentino: La Madonna del Bagno (Castelfocognano)

Le “teofanie” del Casentino: Santuario di Santa Maria del Sasso (Bibbiena)

Le “teofanie” del Casentino: Santuario di Santa Maria delle Grazie (Stia)

La Madonna delle Grazie di Calleta.
Una seconda Madonna delle Grazie, venerata da pellegrini e pastori comparve ad una pastorella nel bosco sopra Calleta, ancora nel XV secolo, su di un sasso, presso una fonte perenne. Questa Madonna era festeggiata l’8 settembre di ogni anno in occasione della partenza dei pastori per la Maremma, trovandosi a qualche centinaio di metri dalla Dogana delle Pecore di Poggio Civitella. Presumo che questo luogo sacro abbia nel tempo soppiantato la Pieve di Sòcana come punto di riferimento sacro dei pastori provenienti fino dal Montefeltro e diretti in Maremma. Si narrano leggende popolari a proposito di questa Madonna che dimostrano legami con luoghi situati lungo la via dei pastori.