Toponimi toscani: Capraia e Gorgona

Capraia (XVII secolo)

Capraia isola (Li). Denominazione del comune costituito dall’lsola di Capraia, che ha un unico centro abitato dal quale si sale alia Fortezza di San Giorgio, eretta al principio del ’400 dai Genovesi per difendere gli abitanti dalle incursioni barbariche. Capraia e un’isola interamente vulcanica, tutta montuosa, culminante nel M. Castello (447 m), con costa quasi ovunque rocciosa ed inaccessibile. Gia nota ai greci  ed ai Romani (Capraria, Caprasia come si legge in Varrone nel De re rustica: si quas alimus caprae a capris feris ortae, a quis propter Italiam Caprasia insula est nominata. Nel sec. IV diviene asilo di cenobiti, monaci cristiani che vivevano in comunità; fu conquistata dai Saraceni nel 1005, appartenne poi ai Pisani e quindi ai Genovesi. Il suo nome deriva certamente da capra col suffisso -aria, toscano -aia; già Repetti osservava: «Non è improbabile che cotesta isola traesse il nome di Capraja dalle molte capre, che tuttora si trovano costà al pari che in altre isolette piu deserte dell’arcipelago toscano» . Diversa ipotesi aveva formulato Alessio (G. Alessio, La base preindeuropea) ponendo all’origine del toponimo una base mediterranea karpa ‘roccia’; sostiene l’etimo da capra anche Schick (C. Schick, La Capraia e la Gorgona, «Archivio Glottologico Italiano») anche sulla base del riscontro del nome della vicina Gorgona che pure si configura come uno zootoponimo 

Gorgona (metà XVIII secolo)

Gorgona. Isola del Tirreno, la piu settentrionale dell’arcipelago Toscano, a 37 km da Livorno, al cui comune appartiene; ha aspetto montuoso e dirupato. Occupata già anticamente da monaci, rimase ai certosini fino al tempo di Pietro Leopoldo il quale ne rivendicò il possesso; attualmente è abitata da famiglie di pescatori. Ricordata in fonti classiche come “Urgo” (Plinio Naturalis . Historia), deriva il nome da una base gorg– con il significato di ‘capra’ (cfr. il greco yopyoveiov scudo di Atena con la testa di Medusa in aspetto caprino), perciò è una denominazione analoga a Capraia ( CaprAia Isola).

Articoli correlati:

Capraia una delle sette isole dell’Arcipelago toscano

A Capraia la leggenda di un cercatore di tesori

Antiche mappe dell’Arcipelago toscano

Il sistema delle torri del litorale toscano: il forte di San Rocco

Toponomastica toscana

Altopascio: un antico “ospitale” sulla via Francigena nel segno del Tau

di Salvina Pizzuoli

Ospizio famoso da cui ebbe nome e vita il castello omonimo in Val di Nievole […] Risiede in pianura al lembo settentrionale del padule che fiancheggia il lago di Bientina sull’antica Strada Francesca a confine del Ducato di Lucca. Prese il nome dal rio, che lo costeggia, attualmente chiamato Tassinaja, un dì Teupascio […] È luogo celebre nella storia per essere stata qui la prima Mansione, e la residenza dei maestri dell’Ordine degli Ospitalieri, da dove il loro istituto si propagò in Italia a e fuori. […] magnifica è la torre dell’Altopascio di grandi pietre di macigno, la cui sommità trovasi a braccia 88 sopra il livello del mare e da dove si domina tutta la val di Nievole”(Repetti Dizionario). Riassume così lo storico toscano le peculiarità di questo antico ospitale. Ma procediamo con ordine a scoprire l’incredibile storia di questo centro di accoglienza per pellegrini con un’organizzazione all’avanguardia, tenuto dai Frati Ospedalieri di San Jacopo detti anche Cavalieri del Tau. Ma cos’è la Tau?    continua a leggere  Altopascio: un antico “ospitale” sulla via Francigena nel segno del Tau

 

Johann Wolfang Goethe in Toscana

Dal Viaggio in Italia

Wolfang Goethe fu grande amante dell’Italia e vi soggiornò a lungo a più riprese in occasione di quello che viene chiamato il Grand Tour, ossia il viaggio che i giovani aristocratici europei compivano nei luoghi più famosi d’Europa al termine dei loro studi. Il diario da cui sono tratte le pagine che seguono si riferisce al viaggio compiuto fra il 3 settembre 1786 e il 18 giugno 1788.

Caspar Andriaans Van-Wittel Firenze dalla via Bolognese 1695 (Foto originale)

Visitò la Toscana di passaggio con una sosta a Firenze di poche ore, desideroso di raggiungere quanto prima Roma dove soggiornò a lungo.

Riportiamo di seguito le sue impressioni:

… continua a leggere Johann Wolfang Goethe in Toscana

Tre dolci tipici di Carnevale

Berlingaccio in una stampa del XVIII secolo, dove si legge: “È questo il dì che gioia al cuor dispensa con urli, strida, balli e lauta mensa”

Dolcezze toscane

Un dolce Berlingozzo per il prossimo Berlingaccio

Carnevale: è tempo di Schiacciata alla fiorentina

I cenci dell’Artusi

Da: Dolci tipici toscani, la loro storia e le loro ricette

Carnevale: è tempo di Schiacciata alla fiorentina

Dolce antichissimo” scriveva Aldo Santini ne La cucina fiorentina: Storia e ricette. Accompagnava il Carnevale. E a differenza di tutte le altre schiacciate toscane confezionate per la Pasqua, che son tutte alte, questa è bassa” aggiungeva prima di fornire la ricetta. In effetti se non fosse bassa, in questo caso circa due centimetri e mezzo, non sarebbe una schiacciata…

Ancora oggi chi volesse mangiare questo dolce deve però aspettare gennaio e febbraio, dopo di che scompare dagli scaffali e della grande distribuzione e delle pasticcerie della città.  …  continua a leggere   Carnevale: è tempo di Schiacciata alla fiorentina

Top ten gennaio 2023

I 10 articoli più letti nel mese di gennaio 2023

Toponimi toscani: Isola d’Elba

Elba (1821)

Elba Isola È l’isola maggiore dell’Arcipelago Toscano ed ha forma triangolare, un aspetto montuoso ed un contorno frastagliato. Abitata probabilmente già dai Liguri, fu poi occupata dagli Etruschi di Populonia, che ne sfruttarono i minerali di ferro, e nella meta del sec. V a. C. dai Greci di Siracusa. Poi fu dei Romani che vi fondarono numerose colonie (Fabricia, Caput Liberum ecc.). Nell’alto Medioevo appartenne ai duchi longobardi di Toscana e dal sec. XI ai Pisani e quindi ad altri domini. Dal 1809 fu incorporata alla Toscana e dal 3 maggio 1814 al 24 febbraio 1815 fu dominio indipendente e residenza di Napoleone; nel 1860 fu unita al Regno d’ltalia. Il nome Elba deriva da quello antico di Ilva con cui è ricordata in autori classici ed iscrizioni ed anche in età tardo-romana (Itinerarium Antonini «insula Ilva […] inter Ilvam»). Ilva è verosimilmente un elemento toponimico appartenente al ligure preindeuropeo e richiama l’etnico antico IIvates, popolazione ligure stanziata a sud del Po non lontano da Piacenza e da Casteggio. Il nome greco dell’isola (Aithàle, Aithàleia e Aithalìa) certamente da ‘fiamma, fuliggine’  presuppone l’esistenza di forni fusori connessi all’attivita estrattiva delle miniere di ferro, anche se non si trattava di fonderie vere e proprie perchè il ferro, almeno fino al sec. I a. C., veniva trasportato nei forni di Populonia.

Articoli correlati:

 Portoferraio nell’Elba

I giardini dell’Imperatore

Antiche mappe dell’Arcipelago toscano

Toponomastica toscana

La genesi del paesaggio classico (terza parte)

Dalle fonti antiche e secondo l’osservazione dell’antropologo

Con particolare riguardo al paesaggio toscano

di Giovanni Caselli

Melo cotogno

Il pino è un elemento  essenziale del paesaggio italiano classico, Plinio non poteva che classificarlo terzo nella sua dettagliata descrizione degli alberi utili. Il quarto albero da frutto è per Plinio il cotogno, un frutto – ingiustamente ignorato oggigiorno – di origine cretese, col suo evocativo nome di Crysomela. Il melograno è il quinto frutto, assieme alla rarissima pesca. Il melograno aveva associazioni simboliche, soprattutto connesse con la fertilità, la stele di Londa (V sec. a.C.) mostra una donna seduta – la defunta – che regge una melagrana.

La Persica, ossia la pesca, ha un nome che ne tradisce l’origine.   … continua a leggere   La genesi del paesaggio classico

Santa Maria Novella a Firenze: storia di un’antichissima spezieria

di Salvina Pizzuoli

p1011492

Il nome Santa Maria Novella a Firenze si collega con tre opere notevoli per la loro gradevolezza architettonica, realizzate in epoche diverse e con funzionalità differenti: la chiesa gotica che sorge di fronte all’omonima e moderna stazione ferroviaria e l’antichissima spezieria che si apre in Via della Scala oggi Officina profumo – farmaceutica o più velocemente detta Farmacia di S.M.Novella.

I Padri domenicani ottennero nel 1221 la chiesa di Santa Maria fra le Vigne, nome che ne indicava la collocazione tra terreni agricoli, fondando il primo convento domenicano a Firenze. Nel 1279 iniziarono i lavori per la costruzione dell’edificio e della chiesa attuali, … continua a leggere   Santa Maria Novella a Firenze: storia di un’antichissima spezieria

In Valdambra Badia Agnano e Badia a Ruoti

Badia Agnano, la chiesa e la canonica

A pochi chilometri l’uno dall’altro, su brevi deviazioni della Strada provinciale 540 della Valdambra, i due complessi abbaziali con chiesa annessa oggi sono due piccoli borghi arroccati attorno alle loro antiche badie, così come sorsero intorno ai castelli. Si legano infatti al fenomeno delle abbazie fortificate, costruite intorno al X – XI secolo. Entrambe appartenenti alla congregazione camaldolese, dall’inizio al XII secolo, si differenziano per le notizie storiche che le riguardano: di San Pietro a Roti scarseggiano le testimonianze documentarie che al contrario sono molto ricche per Santa Maria di Agnano. Entrambe centri di potere economico entrarono in contesa con i feudatari laici, come gli Ubertini  … continua a leggere    In Valdambra Badia Agnano e Badia a Ruoti