Microstoria in cucina: dolcezze toscane

I cenci dell’Artusi – i dolci di Carnevale

Pellegrino Artusi e il frontespizio de l'Arte di mangiar bene
Pellegrino Artusi e il frontespizio de l’Arte di mangiar bene

I dolci fritti di cui andiamo a chiacchierare non sono tipici toscani, la loro tipicità sta nel nome. Pellegrino Artusi, romagnolo d’origine e toscano d’adozione, non ebbe dubbi, quando ne fornì la ricetta, nel chiamarli cenci il plurale di cencio, senza soffermarsi sugli altri nomi che prendevano in altre regioni italiane.

Il termine documentato già dal XIII secolo derivava da brandello, ritaglio di stoffa.  …Continua  I cenci dell’Artusi storia e ricetta

Articoli correlati:

Piatti tipici toscani, la loro storia e le loro ricette

Dolci tipici toscani, la loro storia e le loro ricette

Lungo la via del vino: il castello di Volpaia

Il castello di Volpaia in un giorno di nebbia

Il paesaggio collinare del Chianti
Il paesaggio collinare del Chianti

Siamo tra le colline del Chianti dai declivi morbidi e dai fianchi ornati di viti e olivi, un paesaggio che cattura per la sua dolcezza in tutte le stagioni non escluso l’autunno: quando i pampini sono ormai caduti è il verde cangiante degli olivi a perdita d’occhio ad accompagnare il visitatore mentre splendide coloniche restaurate o paesi minuscoli e muniti svettano sui cucuzzoli o dominano le vallate. …continua a leggere  Lungo la via del vino: il castello di Volpaia

 Vedi anche:    Sulla via del vino: il castello di Montegufoni      Antichi borghi

La fortezza delle Verrucole in Garfagnana

di Salvina Pizzuoli   

La porta di accesso
La porta di accesso

La fortezza delle Verrucole si staglia nitida sullo sfondo del cielo e della valle che pare chiusa davanti agli occhi del viaggiatore con le sue mura merlate e il suo mastio, lì a pochi chilometri da San Romano in Garfagnana sulla riva sinistra del fiume Serchio: la rocca e il suo circuito di mura più in alto rispetto al borgo omonimo, un borgo munito perché in tempi lontani era porta d’ingresso alla Alta val di Serchio e quindi importante punto strategico di passaggio. …    continua leggere La fortezza delle Verrucole in Garfagnana

Visita al “palazzo che non c’è”: Villa Sammezzano in località Leccio di Reggello

Palazzo Sammezano, la facciata

di Salvina Pizzuoli

Non un cartello, non un’indicazione nemmeno nei pressi: non c’è. Dimenticato!

Una strana intuizione mi guida e mi inerpico su per una strada sterrata, ma perfettamente percorribile anche in macchina. E l’incanto subito mi prende: un sentiero ampio e con tornanti sale lungo il verdeggiante crinale della collina e come sentinelle gigantesche piante altissime e secolari …

continu a leggere Villa Sammezzano in località Leccio di Reggello 

La pieve di San Cresci a Macioli e i “Motti” del pievano Arlotto

Siamo a Pratolino, a pochi chilometri da Firenze, famoso per il suo splendido Parco mediceo. Si devia a destra dalla Bolognese prima di scendere verso Vaglia con  direzione Bivigliano e si gira alla prima a sinistra, via di Macioli. Percorsa tutta la strada, in un’ampia radura si eleva la pieve anticamente detta San Cresci in Albino o a Carza, il torrente che scorre a valle.

La peve di San Cresci a Macioli
La pieve di San Cresci a Macioli

San Cresci a Macioli è un’antica pieve documentata sin dal 926. Più tarda la sua bella torre campanaria che un’iscrizione alla base data 1279. Intorno al 1460 il pievano Arlotto intraprese gli interventi più massicci di restauro, iniziati già in precedenza, terminati intorno al 1466 che avrebbero reso l’attuale pieve più alta rispetto all’originaria datata intorno al VI secolo. ….Continu a leggere  La pieve di San Cresci a Macioli e i “Motti” del pievano Arlotto

Vedi anche: Itinerari e paesaggi di Toscana

Passo della Futa: 21 settembre 1944

A distanza di decenni ancora vivissimo il ricordo di quei giorni sul teatro di guerra della Linea Gotica

La mattina del 18 settembre 1944 il passo del Giogo di Scarperia era saldamente in mano alla fanteria americana del generale Clark. Una volta consolidate le posizioni sul monte Altuzzo le truppe alleate ricevettero l’ordine di continuare ad avanzare verso Firenzuola aprendosi il cammino palmo a palmo e con gravi perdite. I tedeschi resistevano in gruppi isolati protetti dalle fortificazioni sulle alture che dovevano essere aggirate ed espugnate una ad una. Quella stessa mattina, sul fianco orientale la prima divisione britannica occupava il passo della Colla di Casaglia per poi procedere verso il poggio dei Ronchi.

Nel primo pomeriggio del 18 settembre la disorganizzazione tra i paracadutisti tedeschi che difendevano quel settore del fronte divenne sempre più evidente. Piccoli contingenti presidiavano improvvisate posizioni per breve tempo poi si ritiravano velocemente in altre più arretrate. Tuttavia, durante la notte tra il 18 e il 19 settembre fallirono vari tentativi del 362° Reggimento fanteria di catturare il Poggio, un gruppo di case sovrastante Marcoiano. L’attacco all’abitato iniziò prima dell’alba del 19 settembre, mentre l’11° Battaglione si spingeva in direzione del Monte Castel Guerrino. Il Poggio venne raggiunto a mezzogiorno dopo un violentissimo bombardamento dell’artiglieria che costrinse i difensori ad abbandonare le postazioni per cercarsi un riparo. Appena cessato il cannoneggiamento gli americani furono addosso ai tedeschi prima che questi avessero avuto il tempo di uscire dai loro rifugi. … continua a leggere Passo della Futa: 21 settembre 1944

Dante, la Commedia, Firenze e la Toscana

Editio Princeps della Divina commedia, stampata a Foligno nel 1472

Articoli dedicati presenti sulla rivista:

La Toscana nelle pagine della Divina Commedia

Omaggio a Dante: la Firenze di Cacciaguida

Omaggio a Dante nel 750° anniversario: gli incunaboli della Divina Commedia

“Fiorenza dentro da la cerchia antica”

Omaggio a Dante nel 750° della nascita: Romena e Porciano in Casentino

Il castello di Romena fra poesia e leggenda

Il mito della fondazione di Fiesole in Dante e Giovanni Villani

La battaglia di Montaperti nella Divina Commedia

Castello della Pietra e la leggenda della Pia

11 giugno 1289, la battaglia di Campaldino

Microstoria in cucina: la ribollita

Buona anche d’estate?

Pane toscano
Pane toscano

Cosa dire di nuovo di un piatto conosciuto e usato in tutte le tavole della Toscana nonostante le sue origini fiorentine?

Qualcosa l’ho scoperto per caso quando in alcune trattorie l’ho visto servire anche d’estate.

Rivista e rivisitata, la ribollita, piatto poverissimo, ha saputo adattarsi nel tempo perdendo anche la sua caratteristica stagionale?

Ma procediamo con ordine.

Le storie ci raccontano e ci tramandano un’origine medievale.

I piatti e le posate individuali si sa non trovarono posto sulle tavole prima del Rinascimento; in precedenza era uso consumare servendosi, da taglieri e piatti comuni, con le mani e ancora prima utilizzando piatti fatti di farina e acqua: farinate cotte e schiacciate erano il piatto dei signori dei castelli medievali anche se la storia ci tramanda che questa usanza era antichissima tanto che Virgilio nell’Eneide racconta che:     …continua a leggere   Microstoria in cucina: la ribollita

Esemplari di Fratino nel litorale del Parco dell’Uccellina

Siamo sul litorale prospiciente il Parco dell’Uccellina, in località Principina a mare. La natura rigogliosa e selvaggia, la larga e profonda spiaggia sabbiosa che si estende fino a Bocca d’Ombrone, l’estuario del fiume omonimo, le ampie dune poco lontane dalla riva, regalano al visitatore panorami e paesaggi di un’esuberante bellezza, e delle diverse specie vegetative e degli scorci delle isole che ne coronano l’orizzonte.

Oggi però ci siamo imbattuti in una piacevole novità: lungo la battigia, dove il passaggio di chi a piedi si reca alla foce all’Ombrone, è in questa stagione particolarmente sostenuto, siamo quasi letteralmente inciampati in due giovani esemplari di una specie in via d’estinzione e che pertanto ha meritato particolari attenzioni da parte di volontari per garantirne la nidificazione, caratterizzata da un semplice buco sulla sabbia in cui vengono depositate tre uova.

Si tratta del Fratino che nidifica proprio sui litorali sabbiosi, in prossimità delle dune che, al fine di favorire la sopravvivenza delle uova prima della schiusa, erano state recintate.

E oggi eccone due esemplari che tranquilli si godono il sole poco disturbati, a quanto pare, dai molti bagnanti che spesso, ignari della loro presenza e distratti dal paesaggio o dalle chiacchiere che accompagnano queste piacevoli passeggiate, rischiano di travolgerli.

Una piacevole sorpresa e in più i Fratini, sono portatori di buone notizie: la presenza di questo piccolo uccello è infatti sinonimo di un litorale e di un ambiente marino sani.

A chi interessato volesse saperne di più può trovare notizie a questo link

Articoli correlati:

Da Principina a Bocca d’Ombrone: un itinerario a piedi

Quattro passi nel Parco

Costeggiando il Parco dell’Uccellina: dune sabbiose e flora

Il porto di Torre Trappola a bocca d’Ombrone

Le donne fiorentine del Trecento

di Luisa di Tolla

Dama fiorentina del XIV secolo
Dama fiorentina del XIV secolo

Nella Firenze del Trecento, le donne uscivano raramente di casa, ma in quelle poche occasioni esse facevano sfoggio sia di bellezza, che di sfarzo e persino di eccentricità nel trucco e nell’abbigliamento.

Negli anni di Dante e Beatrice, quando Firenze era una città molto gioiosa, ma anche molto corrotta, esse, erano un simbolo di prestigio: l’orgoglio di una famiglia si fondava in gran parte sulla dote che essa riusciva a conferire ad una ragazza da marito e sulle capacità di spreco che una moglie o una figlia dimostravano nel vestire.

Per essere belle, le donne si adattavano a ogni genere di tormenti. …

continua a leggere   Donne fiorentine nel Trecento