Il castello di Batignano nella Maremma grossetana


A pochi chilometri da Grosseto e dagli scavi archeologici della città etrusco-romana di Roselle, il borgo murato di Batignano, importante castello nato probabilmente a protezione delle miniere al suo interno e anche di quelle del vicino Montorsaio da cui si estraeva argento, rame, piombo,  che si affacciava sull’importante rete di strade, controllandone l’accesso alla piana grossetana, che conducevano al mare e al sale. Il sale era essenziale nell’età antica e medioevale: oltre agli usi alimentari infatti era mezzo di scambio, quasi una moneta, da cui il termine salario, tanto che gli Stati tendevano ad accaparrarsi lo sfruttamento delle saline, come quelle del grossetano, a Torre Trappola e non lontano dal porto di Talamone.

Il primo nucleo del castello, la cui data documentaria si attesta al 1119, sorse nella parte più alta espandendosi nel XIII-XIV secolo fino a racchiudere il borgo, cinto a sua volta da una seconda cerchia muraria, con due porte la Senese e la Grossetana.  …  continua a leggere      Il castello di Batignano nella Maremma grossetana

 

Il porto di Torre Trappola a bocca d’Ombrone


di Alessandro Ferrini

Ubicazione geografica di Torre Trappola (XVII sec.)

Sulla foce dell’Ombrone, l’Umbro Flumen dei latini, esisteva un approdo già in epoca romana come attestano nel I secolo a.C. Plinio il Vecchio e Livio che lo definisce Navigiorum capax e lo stesso Rutilio Namaziano nel De reditu suo, il suo diario di bordo scritto in versi che riporta il suo viaggio per mare dalla foce del Tevere fino alla Gallia intorno al 415 d.C.

 

“Tangimus Umbronem; non est ignobile flumen,

quod tuto trepidas excipit ore rates:

Tam facilis pronis semper patet alveus undis,

in pontum quotiens saeva procella ruit.”

(De reditu suo vv. 337-340)

 

(Tocchiamo l’Ombrone;  non è un fiume da poco,/perché con sicura bocca accoglie le navi in pericolo:/ sempre di facile accesso il suo letto si apre alle acque correnti,/ogni volta che una furiosa tempesta si abbatte sul mare)

All’epoca il fiume sfociava in mare poco oltre l’Aurelia, ancor prima del luogo dove poi sorse la torre, ed era navigabile per un buon tratto; presso la sua foce esisteva il cosiddetto Porto Lauretano, o Loretano.   …  continua a leggere    Il porto di Torre Trappola a bocca d’Ombrone

Il castello di Montorsaio nella Maremma grossetana


Stemma di Montorsaio

Siamo a Montorsaio delizioso borgo medievale di cui conserva i caratteri distintivi nelle odierne strutture urbane: stretti vicoli e slarghi ingentiliti da lussureggianti fioriture, archi e muri spessi e grezzi che rosseggiano nel sole di questo luglio rovente. E, aspetto dimenticato nelle nostre città, il vivere gli spazi aperti in comunità aggregate: ragazzi che leggono nella piazzetta della Cisterna, signore che chiacchierano pacatamente su panchine all’ombra o in crocchi, piacevolmente riunite a colloquio tra gli slarghi dove il vento benefico spira e si insinua portando refrigerio; e piazze, come quella della Cisterna. E immaginiamo questi stessi spazi allietati e addobbati dalle immagini sacre del Santo Natale: non a caso Montorsaio è stato ribattezzato il paese dei presepi.    … continua a leggere  Il castello di Montorsaio nella Maremma grossetana

La battaglia di Alalìa fra Etruschi, Greci e Cartaginesi


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Alalìa (oggi Aleria) fu un’antica colonia sulla costa tirrenica della Corsica fondata dai coloni greci Focesi nel VI secolo a.C. in fuga dall’Asia Minore, cacciati da Arpago su ordine di Ciro, come racconta Erodoto:

Costui, nominato da Ciro comandante dell’esercito, quando arrivò nella Ionia, cominciò a espugnare le città servendosi di terrapieni: ogni volta, infatti, costringeva i nemici dentro le loro mura, faceva ammassare enormi quantitativi di terra contro gli spalti e poi li assaltava.

… La prima città della Ionia di cui si impadronì fu Focea. Questi Focei furono i primi Greci a compiere lunghe navigazioni: furono loro a scoprire l’Adriatico, la Tirrenia, l’Iberia e la regione di Tartesso: non navigavano con grandi navi da carico ma con delle penteconteri.

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Itinerario lungo la via Aurelia nell’Etruria romana


Tracciato Aurelia da Roma a Vada Sabatia

Il tratto toscano della via Aurelia

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: la Tirrenia di Strabone

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Ostia a Centumcellae

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Centumcellae a Salebro

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Salebro a Portus Pisanus

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Portus Pisanus a Luni fino a Vada Sabatia

Ultra limites


In questa sezione “Ultra limites” sono presenti gli articoli che sconfinano dall’attuale linea di demarcazione delle terre di Toscana. Ma la storia cambia e allora, per chi come noi si occupa di storia di un territorio, non c’è un limes assoluto. Ci piace allora la scelta del termine legata all’accezione originaria che i nostri antichi predecessori gli attribuivano: sentiero, strada che attraversava un campo, nel nostro caso terre territori e popolazioni che si incontrano lungo una strada al di là dei confini.

Luni tra storia e leggende

Luni, nell’antica Etruria

I mosaici romani di Luni

In giro per il Parco naturalistico-archeologico di Vulci

Galleria immagini: l’area archeologica di Vulci

Galleria immagini: i vasi di Vulci

I segreti della Massa Trabaria

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Ostia a Centumcellae

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tuttatoscana

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