L’amaretto di Santa Croce sull’Arno

amaretto di Santa Croce sull’Arno

Sono biscotti dolci, ma si chiamano amaretti… Pare una contraddizione, eppure non è. Ma procediamo con ordine per raccontare la storia di un biscotto che ha conquistato l’Italia, da nord a sud, tanto che non si può parlare genericamente di amaretti, ma abbinare al nome la denominazione geografica.

Ma quale è la loro origine?

Facile a dirsi, ma un po’ tutte le regioni italiane ne vantano un’antica produzione: la vanta il Piemonte che li usa come ingredienti in molte ricette sia dolci che salate, ma anche la Lombardia, come dimenticare quelli di Saronno e di Gallarate, ma li annoverano tra i propri prodotti tipici anche l’Emilia, con quelli di Modena, e la Liguria con quelli di Sassello, e la Sardegna e la Campania e il Lazio e, non per ultima, ma solo per cortesia, anche la nostra Toscana. … continua a leggere Gli amaretti e l’amaretto di Santa Croce sull’Arno

Abbazia di San Rabano nel Parco Naturale della Maremma

foto di Tommaso Ferrini

Il Parco istituito nel 1975 si estende lungo il tratto costiero della Maremma e, più precisamente, da Principina a Mare fino a Talamone e ad Est fino all’Aurelia. La parte centrale è occupata dai Monti dell’Uccellina che spesso fungono da toponimo per tutto il Parco. Proprio in questa zona centrale, a circa trecento metri sul livello del mare, tra i colli di Poggio Lecci e Poggio dell’Uccellina, in posizione elevata, sorge quanto rimane di una splendida abbazia benedettina dell’XI – XII secolo, edificata in quella che era una collocazione strategica che dominava la costa e la più importante arteria viaria romana. … continua a leggere Nel Parco Naturale della Maremma: l’abbazia di San Rabano

Ripercorriamo oggi il tracciato dell’antica strada romana Flaminia

Proponiamo cinque itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Flaminia da Roma a Rimini raccontati dal prof. Giovanni Caselli

Tracciato della via Flaminia
Tracciato della via Flaminia

La via Flaminia dal Foro romano a Malborghetto (primo itinerario)

La via Flaminia da Malborghetto a Civita Castellana (secondo itinerario)

La via Flaminia da Civita Castellana a Carsulae (terzo itinerario)

La via Flaminia da Carsulae a Foligno (quarto itinerario)

La via Flaminia da Foligno a Rimini (quinto itinerario)

“Guida manuale di Firenze e de’ suoi contorni”

di Salvina Pizzuoli            

Copertina della Guida Pineider
Copertina della Guida Pineider

Il titolo è Guida manuale di Firenze e de’ suoi contorni, l’editore ha un nome noto, Francesco Pineider, l’anno di edizione è il 1906, il costo 1 lira. All’interno, su carta patinata e colorata, alcune pubblicità di esercenti privati colpiscono per l’uso dei termini come   Lung’Arno,  ancora  apostrofato o per l’indicazione, solo in poche, del numero di telefono composto spesso di sole tre o quattro cifre.

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I top ten di maggio 2026

tuttatoscana, storia microstoria turismo cultura curiosità

I 10 articoli più letti nel mese di maggio 2026

Fabbrica metalmeccanica Muzzi di Firenze

Quando a Firenze si producevano motori

di Alessandro Ferrini

Manifesto Officine Meccaniche Muzzi Firenze

Non sono molte le notizie su questa fabbrica metalmeccanica, fiore all’occhiello dell’industria nazionale attiva a Firenze. Giovanni Muzzi, un abile maestro vetraio milanese, dopo aver lavorato nella vetreria artistica Altona di Savona, si trasferì a Firenze nel 1892 e dette vita a una piccola officina in via Boccaccio specializzata nella costruzione di stampi per vetro. Alla sua morte nel 1902 l’attività fu rilevata dai quattro figli che trasferirono il laboratorio in via Guglielmo Pepe.

Nel 1910 la società si sciolse, Angelo Muzzi continuò l’attività del padre mentre gli altri tre fratelli fondarono una nuova impresa, la F.lli Muzzi fu Giovanni, con sede negli ex locali delle Officine Galileo, alle Cure; lì progettarono e realizzarono il primo motore industriale a scoppio interamente di costruzione italiana. … continua a leggere Industrie meccaniche Muzzi di Firenze

Ripercorriamo oggi il tracciato dell’antica strada romana Clodia

Proponiamo tre itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Clodia raccontati dal prof. Giovanni Caselli

Percorso della via Clodia (in fucsia)

La via Clodia: da Roma a Veio

La via Clodia: da Veio a Roselle

La via Clodia in Maremma.

Iscrizioni votive etrusche

di Michele Zazzi

Aree sacre, santuari e depositi votivi dell’Etruria (centrale, settentrionale e meridionale) hanno restituito ex voto di vari tipi (statue e statuette di divinità ed offerenti, parti del corpo umano, animali, vasi, armi, etc …).

Le offerte, donazioni alle divinità da parte di devoti (appartenenti a tutti ceti sociali) potevano essere propiziatorie (richieste di guarigione o protezione) o di ringraziamento in adempimento di un voto per aver ottenuto una grazia ed anche a prescindere da un impegno assunto in tal senso dal donante. 

Talvolta gli ex voto possedevano un valore intrinseco, essendo costituiti da pezzi di metallo grezzo o variamente lavorato; più spesso, tuttavia, avevano valore simbolico ed erano realizzati in argilla, metallo o altri materiali, sotto forma di riproduzioni di determinati soggetti. Poteva trattarsi di oggetti prodotti ad hoc o di oggetti comuni adattati allo scopo tramite consacrazione.

I reperti votivi erano funzionalmente vincolati alla divinità dedicataria ed in qualche caso recano l’esplicito divieto di appropriazione. Su di una oinochoe in bucchero dedicata da Venalia Slarinas a Menerva si legge “non mi prendere: io (sono) sacro”.

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L’arte del ferro a Firenze

arpioni, lanterne, inferriate, cancellate

Loggia del Bigallo arcata a rosta della cancellata
Loggia del Bigallo arcata a rosta della cancellata

Andare in giro per Firenze significa non solo ammirare le eleganti e pregevoli architetture dei suoi palazzi e chiese, ma scoprirne anche i dettagli, quella miriade di opere artigianali a decorazione di quei palazzi e strade e tabernacoli e chiese. In questo caso vogliamo soffermarci ad ammirare un’arte antica che occupa tanto spazio all’interno e all’esterno di edifici e pubblici e privati: il ferro e il ferro battuto.   …   continua a leggere   L’arte del ferro: arpioni, lanterne, inferriate, cancellate, a Firenze

L’antica Etruria di Plinio il Vecchio

Antica Etruria, la VII regio
L’antica Etruria

Nella Naturalis Historia, la sua monumentale opera, Caio Plinio Secondo, detto Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), oltre alla famosa classificazione delle specie botaniche ci offre anche la descrizione geografica del territorio europeo e del bacino mediterraneo. Riportiamo di seguito il brano relativo all’Etruria.

“La costa della Liguria si estende per 211 miglia dal fiume Varo1 al Magra. Da lì inizia la settima regione, l’Etruria; una regione che spesso ha cambiato nome. In tempi antichi i Pelasgi cacciarono da essa gli Umbri, ma ne furono a loro volta scacciati dai Lidi. Dal nome del re di questi gli abitanti furono chiamati Tirreni3. In seguito, dalla parola greca del rito sacrificale, presero il nome di Tusci4.

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