di Salvina Pizzuoli

Siamo a Pereta un borgo fortificato a dieci chilometri da Magliano in Toscana nella bella Maremma, sulla strada che porta a Scansano.

Come l’abbiamo scoperto?

Come tutte le gradite sorprese, quasi per caso…

La Toscana e la Maremma pullulano di questi piccoli borghi più o meno suggestivi, più o meno integri.

Pereta è davvero singolare.

La viabilità è semplice, oltrepassata la Porta di Ponente, caratterizzata da una base a scarpa su cui si apre un arco ribassato e uno a struttura ogivale, coronata da archetti pensili sorretti da mensole, la cui mole s’intravvede prima della dirittura che conduce all’ingresso, segue la struttura delle antiche mura, come per tutti i castelli dell’epoca.

Ma procediamo con ordine e venite con noi alla scoperta di un borgo che vi aiuterà ad immedesimarvi in un visitatore del passato.

Intanto cominciamo con la denominazione: Pereta.

In base a quanto riportano i cartelli turistici che spiegano in poche scritte le caratteristiche e la storia del manufatto cui si riferiscono, il nome sarebbe stato in origine Perita legato alla coltivazione di peri nella zona circostante. Non abbiamo trovato conferma, lo stesso Repetti, lo storico ottocentesco, non fa menzione dell’etimo ma così colloca geograficamente il borgo e ne dà notizie storiche nel suo Dizionario

È posto sopra la cresta di uno sprone che stendesi verso ostro dal poggio di Scansano, ad una elevatezza di circa 540 braccia sopra il livello del mare, fra il valloncello del Patrignone, il cui torrente lambisce la sua base a ponente, mentre il Castione, altro minor torrente, scende al suo levante.
Questo castello fece parte della contea Aldobrandesca, pervenuto al ramo di Sovana nelle divise del 1274, acquistato in seguito dalla Repubblica senese. – Dell’antica rocca di Pereta si conserva il cassero in una bella torre quadrata in mezzo ai muri diruti della sua fortezza

Nel nostro percorso ci guida l’alta torre quadrata stretta e alta che si staglia sopra le case a toccare l’azzurro del cielo con i suoi 29 metri di altezza: forse nata su un cassero preesistente viene datata XIV secolo.

Procediamo il nostro itinerario e giungiamo al basso arco che introduce all’antico nucleo fortificato datato intorno al secolo XI ad opera degli Aldobrandeschi del ramo di Sovana. Non lontana la chiesa di Santa Maria con il curioso campanile a faccia liscia sopra la facciata e su base pentagonale sui restanti lati. Costruita da maestranze locali intorno alla fine del XV secolo conserva all’interno una scultura lignea della Vergine Maria.

Procediamo in circolo fino ad incontrare la chiesa pievana di San Giovanni Battista in stile romanico ma più volte rimaneggiata da cui si gode di un lussureggiante e ameno paesaggio a olivi e viti che si susseguono lungo i dolci crinali delle colline. Non dimentichiamo di essere nella zona di produzione di uno dei vini più conosciuti e famosi della Maremma, il Morellino di Scansano. Terminiamo il nostro percorso ricongiungendoci alla strada a sinistra su cui avevamo iniziato il nostro giro. Siamo incantati dal silenzio e da questa bellezza austera e felici di aver scoperto un piccolo gioiello dell’architettura medievale arrivato intatto fino a noi per regalarci una pagina di storia da vedere e ammirare.

E come tutti i luoghi magici non manca di leggende.

Si tramanda che nell’alta torre si fossero rifugiati Nello della Pietra, il marito della più famosa Pia dei Tolomei, e Margherita Aldobrandeschi nella disperata speranza di difendere il loro amore ma da dove furono cacciati e separati ad opera delle armi dei militi della nobile famiglia sovanese.

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