di Giovanni Caselli, da Le strade di Roma in Italia (vol.II°)

Tracciato Flaminia

In Umbria: L’Umbria, ossia la Regio VI di Augusto, era il territorio traversato dalla Via Flaminia, allo stesso modo in cui la Regio VIII Aemilia era il territorio traversato dalla Via omonima. Questo territorio corrispondeva solo vagamente all’area culturale umbra; si pensi a Ravenna, città data per umbra da tutti gli autori antichi, che si trovava a ben 75 Km dal confine della Regio VIII Augustea! La ristrutturazione dell’antico tracciato e la sua trasformazione in via militare, avvenuta nel 220-219 a.C., sotto il censore Caio Flaminio, portò alla romanizzazione del territorio degli Umbri. Dopo essersi alleati Camars (310 a.C.) e Ocriculum (308 a.C.) e dopo la sconfitta degli Umbri a Mevania nel 308 a.C., seguita dalla fondazione della colonia di Narnia (299 a.C.) e dalla disfatta di Sentinum (295 a.C.) l’Umbria fu definitivamente conquistata. Durante il III° secolo si organizzò l’ager gallicus, si fondarono le colonie di Spoletium, Aesis e Sena Gallica, quindi Flaminio fece la strada che lo rese immortale.

Compartimentazione regionale in epoca imperiale

La strada terminava ad Ariminum, nata ai piedi dell’antica rocca umbro-etrusca di Verrucchio, che controllava i traffici lungo la stessa direttrice già molto prima dell’arrivo di Flaminio. Le discordanze fra gli itinerari antichi a proposito della direzione della Via, sono dovute al fatto che la strada aveva due tracciati. Questi si dividevano all’inizio dei Monti Martani e, aggirandoli su ambedue i lati, si riunivano e settentrione di essi. Il ramo a occidente è quello della Via militare antica ed è più breve di 6 miglia, seguendo un tracciato più diretto che toccava solo Mevania -solo più tardi nacque Carsualae-.

Il ramo orientale, che forse si chiamava originariamente ‘via Interamnana’, traversava un territorio densamente popolato toccando quattro città: Interamnia Nahars, Spoletium, Trebiae, Fulginae; si trattava quindi del ramo commerciale e civile della Flaminia e fu questo ramo a sopravvivere alla caduta dell’Impero. L’Umbria di Strabone (I nomi etnici e geografici sono come riportati da Strabone e non italianizzati, ciò per non creare equivoci): Vicino alla Tyrrhenia, verso est, si trova l’Ombrica; essa inizia agli Appennini e si estende oltre essi fino all’Adriatico. E’ a Ravenna che incomincia il territorio degli Ombrici, essi occupano il territorio circostante e anche, nell’ordine, Sarsina, Ariminum, Sena, Camarinum. Qui è il fiume Aesis, il Monte Cingulum, Sentinum, il fiume Metaurus e il Tempio della Fortuna (Fanum Fortunae). E’ da queste parti che si trovava il vecchio confine fra l’antica Italia e la Celtica (mi riferisco al confine presso l’Adriatico); anche se questo confine è stato spesso spostato dai governanti, prima il confine era l’Aesis, poi fu il Rubicon. L’Aesis scorre fra Ancona e Sena, il Rubicon fra Ariminum e Ravenna, ambedue sfociano nell’Adriatico. Ora che tutto il paese fino alle Alpi è stato designato come Italia, trascureremo questi confini, sia pur accettando il fatto che l’Ombrica propria si estende fino a Ravenna in quanto Ravenna è abitata da queste genti. Da Ravenna ad Ariminum la distanza è di circa 300 stadi; se si viaggia da Ariminum per Roma lungo la Via Flaminia, attraverso l’Ombrica, il viaggio intero, fino a Ocricli e al Tevere sarà di 1350 stadi. Questa è dunque la lunghezza dell’Umbria, ma la sua larghezza è ineguale. Le città degne di menzione al di qua dell’Appennino sono, sulla Via Flaminia: Ocricli, presso il Tevere, Laroloni e Narna, attraverso la quale scorre il fiume Nahar (che entra nel Tevere poco sopra Ocricli ed è navigabile, anche se solo per piccole imbarcazioni), poi viene Carsuli (Carsulae) e Mevania, per la quale scorre il Teneas (anche questo fiume porta i prodotti della pianura nel Tevere su piccole imbarcazioni).

Un tratto della via Flaminia nei pressi di Narni

Vi sono poi altri insediamenti che si sono popolati grazie alla Via stessa più che all’organizzazione politica; questi sono Forum Flaminium, Nuceria (il luogo dove si fanno utensili di legno), e Forum Sempronium. Sulla destra della Via, se si viaggia da Ocricli ad Ariminum, si trovano Interamna e Spoletium, Aesinum e Camertes (nelle montagne, marca il confine del paese Picentino), mentre dall’altro lato della Via vi sono Ameria e Tuder (una città ben fortificata), poi Hispellum e Iguvium, quest’ultima presso i passi che conducono oltre le montagne. L’Umbria è generalmente dotata di grande fertilità, anche se è un po’ troppo montagnosa e nutre la sua gente con spelta e non con frumento. Il paese dei Sabini, che viene nell’ordine dopo l’Umbria, è montagnoso ed è situato accanto all’Ombrica, allo stesso modo in cui l’Ombrica è situata accanto alla Tyrrhenia. La parte del paese dei Latini che si trova in quest’area e negli Appennini è molto impervia. Le tribù degli Ombrici e dei Sabini iniziano sul Tevere e il confine della Tyrrhenia per estendersi fino a quella parte degli Appennini vicino all’Adriatico che ritornano un poco verso l’interno, anche se l’Ombrica valica le montagne, come ho detto, e raggiunge l’Adriatico. Questo è tutto per quanto riguarda gli Ombrici. La Via Flaminia varcava il Tevere entrando in Umbria a Ocriculum, un centro originariamente situato su un colle, poi spostato verso il Tevere e collegato alla Via da un raccordo o diverticolo fiancheggiato da monumenti funerari. Il ponte sul Tevere era con tutta probabilità il Minucium e se ne vedevano i resti fino al secolo XVIII. Se si tratta di quel ponte, fu costruito da un curator della Via, di nome Minucius Thermo, nel 65 a.C. e sarebbe uno dei soli due ponti lasciati intatti da Augusto lungo la Flaminia. Ocriculum fu una città umbra il cui nome umbro Ocre significa colle. Si alleò a Roma molto presto (IV sec.a.C.), ma durante la guerra sociale venne distrutta e fu riedificata in pianura presso il Tevere, dove crebbe come municipio romano. Nel medioevo, con l’abbandono del Tevere come canale navigabile, la città fu soggetta a inondazioni e gli abitanti tornarono all’avito colle abbandonando la città romana. Lungo una stradella di campagna che in parte ricalca l’antica Flaminia si giunge sul luogo dove si trovano i resti dell’antica cattedrale di san Vittore e le rovine del monastero del XIII secolo. L’antica città sorgeva fra questi ruderi e la Via Flaminia; infatti qui si trovano i resti del teatro, un grande edificio di cui si può ancora apprezzare la bellezza antica. Vicino è un rudere che conserva grandi arcate su due livelli, forse base di un tempio o edificio importante. Vi sono anche i resti delle terme del II secolo d.C. dove una grande sala ottagonale conservava un mosaico con figure di animali marini, ora trasferito nei Musei Vaticani. I resti dell’anfiteatro sono addossati alla collina. Gli scavi stanno portando in luce una città costruita secondo un piano prestabilito. Da qui proviene la famosa testa del ‘Giove di Otricoli’, da un originale greco del IV secolo a.C. Da qui a Narnia il percorso dell’antica strada collima con quello dell’attuale, lungo la quale si vedono i lavori compiuti dai Romani in fatto di terrapieni e tagli nella roccia delle colline. Dal ‘Testaccio’, la Flaminia costeggiava la pendice ovest della Rocca raggiungendo Narnia nell’attuale Piazza Garibaldi, quindi scendendo sul Nahar (Nera) dove esiste il famoso ponte a testimonianza dell’intervento augusteo.

Ponte romano sulla Flaminia nei pressi di Narni

Il famosissimo rudere, dipinto e fotografato milioni di volte, era già famoso per la sua bellezza in epoca antica. Di bugnati in  opera quadrata di travertino, era lungo 160 metri, largo 8, alto più di 30 e con un arco di 32 metri di luce. Si discute ancora se il ponte avesse tre o quattro arcate, ma quest’ultima è l’ipotesi più probabile. Narnia si chiamva Nequinum per i suoi abitanti, gli Umbri, ma i Romani la chiamarono Narnia dal fiume Nahar (Nera) sul quale sorge. Fu catturata da M. Fulvio Petino nel 299 a.C. per rendere più sicura la Via per l’Adriatico; ridotta a colonia fu ascritta alla tribù Papiria. Come stazione della Via Flaminia fu importante perché situata sulla biforcazione della strada. L’imperatore Nerva nacque a Narnia nel 98 d.C. A 11 Km da Narnia, verso nord ovest si trova Ameria, una pittoresca città di antica origine. Ameria si dice sia stata fondata da Catone, ma era un notevole caposaldo umbro che solo in seguito all’assoggettamento divenne municipio romano ascritto alla tribù Crustumina; godé dei benefici della Via Amerina che da essa prese il nome e che correva parallela alla Via Flaminia fino a puntare verso Perusia poco a nord di Mevania. La città romana fu distrutta dai Goti nel 548 d.C., che non riuscirono però ad abbatterne le antiche mura poligonali del V secolo a.C.stupendamente conservate. A Narnia la Flaminia si divideva nei suoi due rami. Dopo il ponte la militare seguiva il fiume per traversare il torrente Calamone su un’altro ponte a due archi, ancora in piedi, con al centro un’apertura rettangolare per offrire minore resistenza alle acque. Questo ponte fu quasi del tutto distrutto durante la II Guerra Mondiale ed è stato ricostruito in mattoni; il ponte augusteo era, come il precedente, di bugnati di travertino.  Un altro ponte, a cinque arcate, di cui la centrale più grande, si trova sul torrente Caldaro, dopo circa due miglia. Carsulae fu municipio romano ascritto alla tribù Crustumina e centro di transito importante fra Narnia e Vicus ad Martis.

Carsulae – area archeologica

Essa sorse in seguito alla Flaminia nel III secolo a.C. crescendo durante tutto il periodo imperiale. La città ha un piano organico razionale ed è situata in un ambiente bellissimo che colpì l’immaginazione di Tacito e del suo amico Plinio il Giovane. La città fu abbandonata non a seguito di guerre o cadute di imperi, ma a causa del terremoto che ne abbatté gli edifici principali.

La Via Flaminia traversa il foro cittadino, dove ancora si vedono i resti della basilica forense, affiancata da diversi edifici pubblici, amministrativi e sacri. La Via transita sotto l’arco -un tempo a tre fornici- detto di San Damiano dalla chiesetta ivi costruita su un edificio romano, conservando molto del suo lastrico originale. Fuori porta , lungo la Via si schierano i monumenti funebri, alcuni dei quali restaurati all’originale. In città si trovano anche i resti dell’anfiteatro e, dietro, quelli del teatro. Fuori porta la Via era fiancheggiata dai monumenti funebri di una vasta necropoli di cui sopravvivono molti resti.

Articoli correlati:

La via Flaminia dal Foro romano a Malborghetto (primo itinerario)

La via Flaminia da Malborghetto a Civita Castellana (secondo itinerario)

La via Flaminia da Carsule a Foligno (quarto itinerario)

La via Flaminia da Foligno a Ravenna (quinto itinerario)