di Alessandro Ferrini

Schema della pianta della Firenze romana nel I° secolo
Schema della pianta della Firenze romana nel I° secolo

L’area su cui sorse la città romana era frequentata già in età preistorica: nel periodo neolitico vi si insediarono gruppi umani appartenenti ai Liguri. Successivamente, verso la fine del X secolo a.C., è documentato lo stanziamento di popolazioni italiche provenienti dall’Appennino tosco-emiliano, che scompaiono però all’inizio dell’VIII secolo a.C. Dopo queste fasi, la documentazione archeologica non consente di ricostruire una continuità urbana fino all’età romana, segno che l’area, forse a causa dell’impaludamento o delle frequenti esondazioni dell’Arno, rimase marginale rispetto ai principali centri etruschi, in primo luogo Fiesole.

Ricerche successive hanno stabilito l’origine della città nella fondazione di una colonia romana in epoca cesariana, e non sillana, mariana o triumvirale come accadde per altre aree urbane della Toscana, confermando peraltro una tradizione cronachistica medievale a lungo considerata poco attendibile. La fondazione risale al 59 a.C., forse in primavera, durante i ludi fiorales, circostanza che spiegherebbe, tra le altre, l’etimologia del nome Florentia.

Immagine della Firenze romana (ricostruita con l'ausilio di AI)
Immagine della Firenze romana (ricostruita con l’ausilio di AI)

La colonia fu organizzata secondo il classico sistema romano della centuriazione, una suddivisione agraria regolare in maglie quadrate di 2400 piedi romani per lato (circa 710 metri). Tracce di questa organizzazione sono ancora leggibili sia nella cartografia storica sia nell’assetto territoriale della pianura a ovest di Firenze, in particolare tra Castello e Prato. L’impianto della centuriazione era orientato assumendo come asse fondamentale la via consolare Cassia, che fungeva da decumano massimo.

L’Urbs fu collocata in una posizione favorevole dal punto di vista strategico e difensivo seguendo il corso dell’Arno, ma senza seguire con precisione la direzione esatta dei punti cardinali, là dove la valle del fiume si restringe e dove il torrente Mugnone confluisce. All’epoca romana il Mugnone seguiva un corso diverso dall’attuale, attraversando la zona delle Cure e sfociando in Arno nei pressi dell’area dove sorgerà in seguito la chiesa di Ognissanti.

“Come è noto la topografia dell’ urbs non segue l’orientamento della centuriazione della colonia. La ragione è che mentre per quest’ultima si seguì, per motivi evidenti di funzionalità, l’asse della strada consolare e l’orientamento della piana, per la città si adottò il tradizionale criterio rituale dell’orientamento secondo i punti cardinali. Subito fuori delle mura le vie seguivano le linee della centuriazione del territorio, come dimostra il fatto che le mura medievali del 1172 riassunsero queste vie periferiche presentando la caratteristica rotazione rispetto alle precedenti cerchie ricalcanti le linee del perimetro romano.” (Fanelli, op.cit.)
L’orientamento della griglia della centuriazione seguiva invece il tracciato della Cassia Vetus, l’importante strada consolare che usciva da Firenze attraversando il Terzolle e proseguiva verso Sesto, Prato. Pistoia, Lucca, Luni, spostato di 33° verso nord rispetto al decumano cittadino di cui era il proseguimento: questo spiega l’orientamento dei cardi e dei decumani della centuriazione della Piana fino ad Agliana, la Statio Hellana riportata nella Tabula Peutingeriana. Subito all’esterno delle mura dunque le strade riprendevano l’orientamento della centuriazione.
Il centro geometrico della centuriazione, l’umbilicus coloniae, cioè l’incrocio tra decumano massimo e cardo massimo, è stato identificato nell’area oggi corrispondente all’incrocio delle vie Strozzi, Tornabuoni, della Vigna Nuova e della Spada. Questo punto non coincide con il centro urbano vero e proprio, ma costituisce il riferimento simbolico e geometrico dell’organizzazione agraria.

Centuriazione del territorio fra Firenze e Prato (studio Ferdinando Castagnoli 1948 in Archeologia invisibile Regione Toscana)

Nella fase della fondazione fu stabilito dunque il centro urbano e la posizione delle quattro porte principali; successivamente sorsero le abitazioni e il tempio capitolino. Le mura vennero costruite solo alcuni decenni più tardi. Attorno alla città correva il pomerium, una fascia sacra lasciata incolta che delimitava simbolicamente lo spazio urbano.

Ricostruzione della Firenze romana nei disegni di Corinto Corinti


Florentia fu dotata sin dall’inizio di numerose opere pubbliche: strade lastricate con grandi blocchi di macigno, una rete fognaria, pozzi (molti dei quali rimasero in uso fino al XIX secolo), acquedotto, terme, un ponte sull’Arno e un porto fluviale. Molte di queste infrastrutture sono documentate grazie ai ritrovamenti archeologici emersi durante i lavori di ristrutturazione del centro cittadino.
L’impianto urbano aveva la forma tipica del castrum romano, con pianta rettangolare regolare, mura laterizie di circa 1800 metri di perimetro, intervallate da torri cilindriche. Due assi principali, cardo e decumano, collegavano le quattro porte turrite e si incrociavano ad angolo retto nel foro, situato nell’area dell’attuale piazza della Repubblica.
Nel punto dove in precedenza esisteva un traghetto sull’Arno, e prima ancora un guado, venne costruito, probabilmente pochi anni dopo la fondazione, il primo ponte di Firenze: una struttura lignea su pile di pietra, leggermente a monte dell’attuale Ponte Vecchio e in asse con il cardo massimo. Nel II secolo d.C., in relazione all’apertura della via Cassia Nova sotto Adriano (123 d.C.) e all’aumento del traffico pesante, questo ponte fu sostituito da uno in muratura, posto più a valle.

In età romana l’Arno era navigabile dalla foce fino alla confluenza con il torrente Affrico. Il porto fluviale di Firenze si trovava in una grande ansa del fiume, oggi riconoscibile nell’area delimitata dalle vie dei Neri, dei Vagellai e Mosca. Qui giungevano i legnami provenienti dal Casentino, trasportati su zattere, e il porto svolse un ruolo essenziale nei rapporti tra la città e il fiume, anche nei secoli successivi.

Navis Caudicaria - affresco del II-III secolo d.C. (Musei Vaticani)
Navis Caudicaria – affresco del II-III secolo d.C. (Musei Vaticani)

La fondazione di Florentia consolidò la tendenza, già avviata in precedenza, allo spostamento degli insediamenti dalla collina di Fiesole alla pianura. Alla città fortificata d’altura, funzionale al controllo della viabilità appenninica, si sostituì una città “testa di ponte”, posta sulle rive del fiume nella pianura. Questa funzione si rivelò decisiva nei secoli seguenti, quando le esigenze difensive persero importanza a favore di una efficiente rete viaria per soddisfare le nuove dinamiche economiche e commerciali.
Verso la metà del II secolo d.C. Florentia era considerata una delle principali città dell’Etruria settentrionale: nodo di strade consolari e municipali, importante mercato e centro di attività commerciali. Tra II e III secolo l’espansione urbana della città superò il pomerium, raggiungendo un’estensione di circa 37 ettari e una popolazione stimata oltre i 10.000 abitanti. Sorsero borghi extraurbani presso le porte, quartieri artigianali, il teatro, l’anfiteatro e nuove infrastrutture. Le prime chiese cristiane, documentate tra II e V secolo, furono erette fuori dalla cinta delle mura romane come i nuclei originar di San Lorenzo (IV sec.) Santa Felicita (IV sec.) San Felice in Piazza (IV-V sec.) San Miniato IV sec. Mentre la basilica attuale risale all’XI).

Il vecchio Alveo del Mugnone sotto Palazzo medici Riccardi (da "Archeologia invisibile a Firenze, a cura della Regione Toscana)
Il vecchio Alveo del Mugnone sotto Palazzo medici Riccardi (da “Archeologia invisibile a Firenze, a cura della Regione Toscana)

Con la crisi dell’Impero romano e le invasioni barbariche iniziò la decadenza di Florentia: edifici abbandonati, monumenti scomparsi e rovine segnarono la città, nonostante essa mantenesse un ruolo amministrativo di rilievo come capitale della Tuscia Annonaria.

Bibliografia:

Giovanni Fanelli, Firenze, Bari 1980

Mario Lopes Pegna, Firenze dalle origini al Medioevo, Firenze 1962

Robert Davidshon, Storia di Firenze, Firenze 1956-68

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