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Da: tuttatoscanalibri.com


	

Il Chianti “principe di tutti i vini”


di Alessandro Ferrini

Foto di Enio Bravi

“Principe di tutti i vini toscani è il Chianti, quello classico per intenderci, con il marchio del Gallo nero, deliziosa unione di prodotti di vitigni diversi (canaiolo, sangiovese, trebbiano, malvasia toscana)”.

Molti definiscono così il Chianti, senza voler nulla togliere agli altri prestigiosi marchi che nel tempo hanno arricchito il patrimonio vinicolo della nostra regione.

Ci riferiamo al Chianti Classico, quello rigorosamente proveniente  dai vitigni della zona fra Firenze e Siena, … Continua   Il Chianti “principe di tutti i vini”

I top ten del mese di aprile 2018


tuttatoscana

 

Gli articoli più letti nel mese di aprile 2018

Piatti tipici toscani, la loro storia e le loro ricette
Cinque leggende toscane
Pisa e l’Arno: storia e geografia di un antico sistema portuale
Firenze in antiche mappe
Pasquetta in vetta: cronaca di un’escursione a piedi nei boschi di Rincine (Londa)
Strade romane in Etruria
Chiusdino
Sulla via Francigena da San Miniato a San Gimignano con la mappa interattiva
Storia e paesaggio della val di Merse
Toscana in “Liberty”: i “villini” di Michelazzi e le realizzazioni di Coppedè a Firenze
La società degli Etruschi

Storia e paesaggio della val di Merse


Ombrone senese e Merse (clicca sull’immagine)

MERSA, MERSE (Mersae fl.) – Fiume di second’ordine fra quelli della Toscana, poiché le sue acque si perdono in un fiume maggiore (l’Ombrone senese) dopo aver con giri tortuosi solcato profondamente una lunga vallecola, da cui le derivò il nome che porta della Mersa. Ha origine questa fiumana sul fianco orientale dei poggi di Prata a ostro di quello di Montieri, ad una elevatezza all’incirca di 900 braccia[circa 526 m] sopra il livello del mare Mediterraneo, nel grado 28.° 40’ longitudine e 43° 5’ 5’’ latitudine. Nelle sue prime mosse corre da libeccio a scirocco fra i poggi di Montieri e Boccheggiano ricevendo i tributi, a destra dal torrente Sievoli che precipita dalle pendici meridionali del poggio di Montieri, e a sinistra dai borri e rivi minori che fluiscono dai fianchi settentrionali dei monti di Boccheggiano. Di là per una via sassosa, aperta fra profonde ripe, la Merse dirigesi sotto Chiusdino, a piè del cui poggio scaturiscono di mezzo al suo letto copiose polle di acqua perenne, in guisa che cotesta località porta il nomignolo di Vene della Merse.

Costà presso la fiumana cambia direzione voltando prima da grecale finché presso il diruto tempio della badia di S.Galgano sotto Montesiepi accoglie la Feccia. Fatta onusta di acque da quest’ultimo torrente la Merse scorre intorno all’ultimo sprone meridionale della Montagnuola di Siena, in guisa che dal lato di ostro e poi dalla parte di levante lambisce i piedi al poggio della Pentolina per entrare in Val di Rosia, dove accoglie il torrente omonimo, e poco dopo quello di Serpenna.

Bacino del fiume Merse (clicca sulla carta)

A quest’ultimo confluente la Merse, dopo aver serpeggiato per Val di Rosia da libeccio a grecale, e quindi dal lato di levante, si piega bruscamente sotto il poggio d’Orgia nella direzione da settentrione a ostro scirocco per passare sotto il Ponte a Macereto; al di là del quale bagna a sinistra i piedi ai poggi di Murlo, e alla sua sinistra rode quelli del villaggio di Tocchi. – Cammin facendo fra cotesta profonda gola, la Merse lascia un miglio al suo levante i Bagni di Petriolo, dove accoglie alla destra il tributo del torrente Farma, e finalmente un miglio o poco più in avanti le acque della Merse, giunte sotto il grado 29.° 1’ 6’’ longitudine, e 43.° 5’ latitudine, si accomunano con quelle dell’Ombrone senese dopo aver percorso un giro tortuosissimo di 50 in 60 miglia toscane[1,608 km] quasi sempre fra rocce secondarie stratiformi rese per la maggior parte semicristalline da un’azione plutoniana, in mezzo a terreni terziarii marini sparsi di profondi depositi di calcarea concrezionata (travertino), e fra banchi frequenti di ciottoli e di ghiaje conglomerate a guisa di pudinghe.

(Emanuele Repetti, “Dizionario geografico fisico storico della Toscana”)

Articoli dedicati:

I mulini della val di Merse

Montieri e le attività estrattive della val di Merse

Il castello di Montarrenti

Boccheggiano e le “Roste”

Chiusdino

San Galgano abbazia

Una spada nella roccia e l’eremo di Montesiepi

Murlo di Vescovado: un castello tra la valle del Merse e dell’Ombrone senese

Nella val di Merse: il chiostro di Santa Mustiola a Torri

Nella val di Merse: la pieve a Ponte allo Spino

Nella val di Merse: la rocca di Crevole e la pieve di Santa Cecilia

Nella val di Merse: San Lorenzo a Merse

Nella val di Merse: Ponte a Macereto e Tocchi

Il caso di Murlo

A Murlo c’è un Museo… da visitare

La leggenda della Rocca di Crevole

Castel di Pietra e la leggenda della Pia

La leggenda della Pia nelle ottave di due toscani dell’Ottocento

Bagni di Petriolo

 

Boccheggiano e le “Roste”


Boccheggiano – Porta della Torricella

È situato fra la Merse e le sorgenti del torrente Farma sulla cima di un alto poggio formato da rocce di schisto lucente e da scogliere di brecce silicee di tinta rubiconda con tracce di manganese e di ferro ossidati. […] Il castello è cinto di mura in gran parte rovinate con due torri sopra le porte del subiacente borgo, destinate a chiudere l’accesso e l’egresso di un’angusta via che conduce al castello situato sulla vetta del poggio. […] Fu dichiarato feudo da Ferdinando II, che lo accordò nel 1637 col titolo di marchesato a Antonio Salviati nobile fiorentino; agli eredi del quale fu rinnovato nel 1738, sino alla legge sull’abolizione dei feudi granducali, del 21 aprile 1749”. Così lo troviamo descritto nel “Dizionario” del Repetti che ne traccia una breve cronistoria.   …  Continua a leggere    Boccheggiano e le “Roste”

La cecìna o torta o farinata di ceci


… e la leggenda della battaglia della Meloria

Un piatto antico, se diamo fede alla leggenda, diffuso anche oggi in Toscana con nomi diversi nell’arco di pochi chilometri e la cui origine è contesa tra la Liguria e la Toscana.

Si tramanda che durante la battaglia della Meloria, nel lontano 1284, i Pisani della potente Repubblica marinara di Pisa furono sconfitti dai Genovesi dell’altrettanto potente Repubblica: le galee genovesi erano cariche dei vogatori pisani prigionieri quando furono sorprese da una improvvisa tempesta che ne allagò le stive in cui erano stati imbarcati diversi sacchi di farina di ceci e alcuni barili d’olio; fu così che la farina si mescolò e con l’olio e con l’acqua di mare. …  Continua a leggere   La cecìna o torta o farinata di ceci

La via Cassia Antica: primo itinerario da Roma a Sutri


Percorsa e descritta dal prof. Giovanni Caselli

Intero percorso della via Cassia vetus

Questa via ricalca, più o meno da vicino, una via naturale, di spartiacque, che corre fra l’Arno e il Tevere, praticamente senza trovare un corso d’acqua. Era una delle direttrici di movimento dei gruppi umani preistorici che discendevano o risalivano la Penisola. Naturalmente questa direttrice preistorica non era una ‘strada’, ma una grande fascia di massimo movimento in direzione nord-sud, con ramificazioni in ogni direzione. Alcuni centri di remotissima origine si trovano ubicati lungo questa direttrice, ma raramente essi stanno sulla stessa, forse perché il terreno lì è meno adatto all’insediamento, forse perché non si prediligevano le aree di più intenso traffico, almeno in epoca preistorica.  … Continua a leggere   La via Cassia Antica: primo itinerario da Roma a Sutri

La nascita delle Officine Galileo


Archeologia industriale nel periodo di Firenze capitale

Manifesto delle Officine Galileo

L’origine delle Officine Galileo si inserisce nella tradizione fiorentina della costruzione di strumenti ottico/scientifici di misura e di precisione, tradizione che inizia con l’opera dello stesso Galileo Galilei e, ancor prima, di Leonardo da Vinci, fino all’Accademia del Cimento fondata a Firenze nel 1657 da Leopoldo de’ Medici, il cui motto “provando e riprovando” faceva propria la sperimentazione scientifica in laboratorio e l’intento di costruire strumenti scientifici appropriati per la misurazione.  … Continua a leggere   La nascita delle Officine Galileo

 

Chiusdino


Chiusdino il diorama del castello

Arroccato su di un colle che si affaccia sulla valle del Merse, mantiene il suo carattere prettamente medievale: stretti vicoli acciottolati, scalette ripide, palazzi quattro-cinquecenteschi, chiese romaniche, stralci di mura che ne circondavano e chiudevano il perimetro. Una sola la strada più ampia e meno scoscesa che univa le due porte di accesso al borgo fortificato: Porta Senese e Porta Piana, verso Montieri. Oggi ne è rimasta una, la Porta senese, in conci di travertino e il bell’arco a tutto sesto. Tre le chiese a poca distanza l’una dall’altra: in posizione dominante la Propositura di San Michele, la quattrocentesca Chiesa di San Sebastiano, conosciuta anche come la Chiesa della Compagnia e la ex-Pieve di San Martino. … Continua a leggere  Chiusdino

Bagni di Petriolo


Petriolo dei Bagni, la torretta e l’antico edificio delle terme

Per trovare le antiche e famose Terme di Petriolo oggi occorre uscire dalla superstrada, da Siena per Grosseto, a Iesa e, seguendo le indicazioni, scendere lungo le rive del torrente Farma. “Nel fondo di un cupo vallone […] presso al ponte su cui passa la strada Regia Grossetana, 20 miglia a ostro di Siena, 34 a settentrione di Grosseto. Le acque solforose termali di Petriolo scaturiscono sulla ripa sinistra della fiumana Farma, 200 passi in vicinanza delle rovine deserte mura castellane di Petriolo”. (da Repetti, Dizionario).

Oggi gonfio di acque per le recenti piogge il Farma scorre impetuoso… continua a leggere:   Bagni di Petriolo in val di Merse