Santa Maria Novella a Firenze: storia di un’antichissima spezieria

di Salvina Pizzuoli

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Il nome Santa Maria Novella a Firenze si collega con tre opere notevoli per la loro gradevolezza architettonica, realizzate in epoche diverse e con funzionalità differenti: la chiesa gotica che sorge di fronte all’omonima e moderna stazione ferroviaria e l’antichissima spezieria che si apre in Via della Scala oggi Officina profumo – farmaceutica o più velocemente detta Farmacia di S.M.Novella.

I Padri domenicani ottennero nel 1221 la chiesa di Santa Maria fra le Vigne, nome che ne indicava la collocazione tra terreni agricoli, fondando il primo convento domenicano a Firenze. Nel 1279 iniziarono i lavori per la costruzione dell’edificio e della chiesa attuali, … continua a leggere   Santa Maria Novella a Firenze: storia di un’antichissima spezieria

In Valdambra Badia Agnano e Badia a Ruoti

Badia Agnano, la chiesa e la canonica

A pochi chilometri l’uno dall’altro, su brevi deviazioni della Strada provinciale 540 della Valdambra, i due complessi abbaziali con chiesa annessa oggi sono due piccoli borghi arroccati attorno alle loro antiche badie, così come sorsero intorno ai castelli. Si legano infatti al fenomeno delle abbazie fortificate, costruite intorno al X – XI secolo. Entrambe appartenenti alla congregazione camaldolese, dall’inizio al XII secolo, si differenziano per le notizie storiche che le riguardano: di San Pietro a Roti scarseggiano le testimonianze documentarie che al contrario sono molto ricche per Santa Maria di Agnano. Entrambe centri di potere economico entrarono in contesa con i feudatari laici, come gli Ubertini  … continua a leggere    In Valdambra Badia Agnano e Badia a Ruoti

Il castello di Romena fra poesia e leggenda

Il Castello di Romena (foto Pivi)

Eretto su un colle di 621 metri agli inizi dell’XI secolo il Castello domina un’ampia porzione della valle del Casentino. Protagonista di importanti eventi storici durante i secoli ha anche ospitato illustri personaggi fra cui Dante Alighieri e Gabriele D’Annunzio.

D’Annunzio vi soggiornò nel 1902 abitando in una tenda eretta sulla piazza d’Armi e qui trovò l’ispirazione per scrivere parte dell’Alcyone, il III libro delle Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi. In un componimento datato “Romena – 16 agosto 1902 – mezzanotte” celebra il Casentino:

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Pisa e dintorni

In questi cinque anni tuttatoscana è cresciuta assommando un corposo numero di articoli totali. Il vecchio Indice quindi non risponde più alle esigenze di chi vorrebbe, scorrendolo, trovare, a seconda delle sezioni, l’articolo che lo interessa. Abbiamo pensato allora di crearne uno nuovo che, nelle varie sezioni, accorpi in modo più funzionale gli articoli relativi, per favorire una migliore fruizione al visitatore e al lettore eventuale.

Articoli relativi a “Pisa e dintorni”

Pisa e l’Arno: storia e geografia di un antico sistema portuale

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Abbazia di San Savino a Montione

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Vico Pisano: per le vie del borgo medievale

Galleria foto di Vico Pisano

S. Jacopo a Lupeta

Visita al Museo delle antiche navi di Pisa: un entusiasmante viaggio nel passato

La via Aurelia ed Aemilia Scauri (quarto itinerario): da Salebro a Portus Pisanus

La via Aurelia ed Aemilia Scauri (quinto itinerario): da Portus Pisanus a Luni fino a Vada Sabatia

Larderello: La Valle del Diavolo, dove la terra fuma

Abbazia di San Lorenzo al Lanzo o Abbazia Ardenghesca

Abbadia Ardenghesca

La Maremma sa sempre essere generosa con il visitatore: per i paesaggi, per il ricco manto che verdeggia sulle sue morbide colline, per i panorami marini che luccicano in lontananza; non da meno sono le antiche vestigia che conserva e le testimonianze delle più remote popolazioni che l’hanno scoperta e abitata. E ancora, sa svelarsi al viaggiatore con angoli sconosciuti ma la cui suggestione cattura anche quando le sue bellezze sono nascoste. E dispiace poi vederle magari in abbandono, anche se non recente, come ricorda il Repetti quando descrive nel suo Dizionario l’abbazia di San Lorenzo al Lanzo o Abbadia Ardenghesca:

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La genesi del paesaggio classico (prima parte)

Dalle fonti antiche e secondo l’osservazione dell’antropologo

Con particolare riguardo al paesaggio toscano

di Giovanni Caselli

Paesaggio classico in Toscana
La “lisca”, il celebre osso di balena preistorica rinvenuto nei pressi di Firenze (Foto di Enio Bravi)

Dei periodi geologici che si sono succeduti durante i 4 miliardi e mezzo di anni che sono trascorsi dalle origini del nostro pianeta, quelle che ci interessano più da vicino sono solo gli ultimi tre, quelli succedutisi durante gli ultimi 7 milioni di anni circa, le cui testimonianze sono percepibili quando facciamo un’escursione in campagna. Dopo il Carbonifero Permiano si è verificato un abbassamento della parte tirrenica che era ancora coperta dalle acque, causando così un accumulo, in questo avvallamento, di numerosi strati di detriti spessi fino a 3 km parte dei quali vediamo in tutto l’Appennino.    … continua a leggere    La genesi del paesaggio classico (prima parte)

La genesi del paesaggio classico (seconda parte)

Dalle fonti antiche e secondo l’osservazione dell’antropologo

Con particolare riguardo al paesaggio toscano

di Giovanni Caselli

L’Italia dei primi uomini era ben diversa da quella attuale ma, paradossalmente, non così diversa come lo era invece un secolo fa. E’ infatti vero che l’aspetto superficiale – o il colpo d’occhio – che offre oggi, ad esempio la Toscana, è più simile a quello di 3000 anni fa che non a quello di un secolo fa.

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Lungo la via del Montecucco: Cinigiano e il Castello di Porrona

Il vero protagonista di questo viaggio nella Maremma amiatina è il paesaggio che accompagna il visitatore: dolci declivi collinari tempestati di colori e macchie verdissime, quelle del folto della vegetazione mediterranea, in mezzo ad una campagna coltivata, a vite e olivo e grano, opulenta e generosa per gli occhi che l’ammirano e per lo spirito, che si rasserena come davanti a qualsiasi spettacolo di madre natura. Non perfetto come un giardino costruito ad arte dall’uomo, ma un connubio felice tra la sua mano operosa e la creatività della natura, con quel che di selvaggio che la differenzia dal giardino perfetto che sono i colli del Chianti, ma ugualmente fastoso e godibile.

Poi, come in un presepe, sui cocuzzoli le presenze di piccoli agglomerati urbani, di torri e castelli antichi di ricche e potenti famiglie, come gli Aldobrandeschi … continua a leggere  Lungo la via del Montecucco: Cinigiano e il Castello di Porrona