La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: dall’Appennino pistoiese ad Arezzo (parte prima)

dall’Appennino pistoiese a Pistoia

di Giovanni Caselli

La Via Romea Germanica dell’Alpe di Serra fu descritta come “La Melior Via” dall’Abate Alberto del monastero benedettino di Santa Maria di Stade, il quale la descrisse  dettagliatamente a beneficio dei pellegrini sassoni, negli Annales stadenses. Quella dell’Abate Alberto non fu certamente l’unica via per l’Italia a scendere dal nord e portare al sole d’Italia e alla tomba di San Pietro, infatti lo stesso Abate indica tre itinerari con il suo preferito. Quello più a ovest passa per Brema, Munster, Duisburg, Neufchateau, Reims, dove ricalca la Via Francigena fino a Roma, il terzo itinerario prende la via del Reno da Duisburg a Basilea, quindi entra sulla via Francigena a Losanna. Anche l’itinerario prescelto dall’Abate Alberto differisce da quello privilegiato dall’attuale Via Romea Germanica. L’itinerario storico si divide in due dal Brennero, verso est fa la Val Pusteria fino a Treviso e Venezia, quindi per vie d’acqua raggiunge Ravenna e Forlì, mentre ad ovest passa per Bolzano, Trento, Bassano, Padova, Rovigo e Bologna. Da Bologna va a Firenze per il Passo dell’Osteria Bruciata per entrare sulla via Francigena a Poggibonsi. Ma offre la possibilità di continuare da Bologna a Forlì sulla Via Emilia. Da Forlì la Via Romea valica l’Appennino con il Passo di Serra, raggiungendo Arezzo, quindi Orvieto per entrare sulla Via di Roma a Montefiascone. La nostra variante che è ricostruita sulla base dei transiti storici di imperatori e personaggi illustri, segue da Trento l’Adige fino a Peschiera del Garda, continua  verso Volta Mantovana, Goito e Mantova. Quindi passa per San Benedetto Po, Concordia sulla Secchia e lungo il fiume, arriva a Modena, poi transita da Maranello e Spilamberto per salire a Pavullo fiancheggiando ora a destra ora a sinistra la S12 per l’Abetone, San Marcello Pistoiese, per il Passo della Croce Arcana e Pistoia, quindi da Montemurlo raggiunge Prato, Sesto Fiorentino e Firenze.  continua a leggere     La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: dall’Appennino pistoiese a Pistoia                             

La chiesa di San Michele e il castello di Castiglioni

Da Montorsoli scendiamo verso la valle del Terzolle per poi risalire, all’altezza di Cercina, il versante a sud del Monte Morello percorrendo via di Fondalino, subito prima della magnifica pieve di Sant’Andrea.

Ma dove siamo di preciso?

Non lontani da Firenze, per un sali e scendi lungo il declivio delle amene e ridenti colline che a semicerchio coronano la città. Stradine strette, solitarie, delimitate da muretti a secco, campanili e ville sparse e campi a olivi a perdita d’occhio fino alla città che lontana definisce l’orizzonte.

Paesaggi dolci che seducono il visitatore invitandolo a restare, così oggi come nel passato quando tra il XIV e il XV secolo vennero scelti dai cittadini abbienti che vi si rifugiavano in buen retiro disseminandovi le loro eleganti magioni. E non solo. … continua a leggere La chiesa di San Michele e il castello di Castiglioni

Firenze in epoca romana

Area attuale occupata dall’antico teatro

Non ci sono testimonianze scritte sull’origine del villaggio che poi si trasformò nei secoli nella città di Firenze. I pochi indizi vanno ricercati nei reperti archeologici. Vi si successero prima Liguri, poi gruppi italici probabilmente provenienti dagli Appennini e poi la pianura nei pressi del guado sul fiume Arno, ai piedi del colle di Fiesole, fu sicuramente frequentata dagli Etruschi; a partire infatti dal IX secolo a.C. la presenza di un guado sul fiume aveva favorito questo stanziamento, anche se la zona era paludosa sia a causa dei molti ruscelli che dalle colline circostanti confluivano nell’Arno sia dalle frequenti piene del fiume che inondavano i terreni circostanti e dalle varie ramificazioni i cui il suo corso si divideva. La prima notizia abbastanza certa sulla fondazione della colonia romana la fa risalire al I° secolo a.C. (si pensa a opera di Cesare nel 59 a.C. per dare la terra ai veterani, ma anche su questo punto non tutti concordano, alcuni la fanno risalire all’epoca di Silla altri ad Ottaviano durante gli anni del secondo triumvirato). Il centro della centuriazione, ossia dove il cardus maximus (via Roma e via Calimala in direzione nord-sud) e il decumanus maximus (via del Corso e via Strozzi in direzione est-ovest) si incontravano era situato nella zona dell’odierna piazza della Repubblica dove sorgeva il foro. … continua a leggere Firenze in epoca romana

La via Romea Stadense o Germanica Imperiale

di Giovanni Caselli

E’ la via per Roma per il Brennero, dei viaggiatori tedeschi, scandinavi, baltici e polacchi, nota in Italia come Via Romea Germanica o dell’Alpe di Serra per Arezzo e Orvieto. Arezzo medievale, ad esempio, deve in gran parte la sua rinascita a questa strada.Oltre ad essere una delle due principali vie per Roma questa fu la via della città vescovile di Arezzo situata sull’antico luogo di culto pagano e dove si trovava la tomba di San Donato (363), su questa bassa collina chiamata Pionta, a breve distanza da Arezzo attuale. Il Pionta divenne la città vescovile con sue proprie strutture: Cattedrale, ospitale per pellegrini, Palazzo vescovile, e “studium”. Punto di riferimento obbligatorio  dei viaggiatori tedeschi, scandinavi, baltici e polacchi, e di chiunque  si recava a Roma per il Brennero, nota come Via Romea Germanica o dell’Alpe di Serra per Arezzo e Orvieto.  Arezzo medievale, ad esempio, deve in gran parte la sua prosperità a questa strada. … continua a leggere La via Romea Stadense o Germanica Imperiale

Montughi e dintorni

Giuseppe Zocchi, Veduta di Firenze dal convento di Montughi* (clicca sull’immagine per ingrandirla)

Su per il colle di Montughi a Firenze

Il parco Stibbert a Firenze

galleria foto del Parco Stibbert

A Firenze: villa Fabbricotti e il suo parco

*vai a Firenze settecentesca nelle “vedute” di Giuseppe Zocchi

Abbazia di Santa Maria a Rosano

di Salvina Pizzuoli

In lontananza, percorrendo la strada provinciale 34 da Bagno a Ripoli a Rignano sull’Arno, oltre ai pini le cui chiome si aprono larghe su esili e alti tronchi, il bel campanile, una monofora sormontata da due ordini di bifore e due di trifore, indica al visitatore di aver raggiunto la sua meta. Oltrepassato un cancello che si apre su un ampio cortile cinto di mura, la semplice e bianca facciata romanica dell’antica abbazia di Santa Maria a Rosano.

Sul portone la scritta in latino dà precise indicazioni sulla data di edificazione (780) e sugli interventi di restauro (1523): Anno Domini DCCLXXX edificatum fuit hoc monasterium restauratum autem cum ecclesia anno MDXXIII. Così si legge sotto la trabeazione che orna il portone cinquecentesco. … continua a leggere Abbazia di Santa Maria a Rosano

Parchi e giardini di Firenze e dintorni

La fontana dei delfini

Il parco Stibbert a Firenze

 Galleria foto del Parco Stibbert

Tivoli: un parco giochi nella Firenze capitale

A Firenze: villa Fabbricotti e il suo parco

Boboli com’era (Prima Parte)          Boboli com’era (Seconda Parte)

In giro per Boboli nel 1757

Il giardino del Trebbio

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tuttatoscana

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Le gualchiere di Remole

di Salvina Pizzuoli

Chi percorre la via di Rosano lungo la riva sinistra dell’Arno, in prossimità di via di Remoluzzo, vede comparire i merli di antiche torrette in pietra e laterizio: si tratta delle gualchiere di Remole testimonianza della fiorente industria laniera fiorentina nel lontano XIV secolo.

Sono ancora lì, ormai in disuso e in grande degrado, ma ancora presenti nonostante l’età ad attestare la loro storia lunghissima che si muove dal lontano 1327 circa fino al 1966, anno dell’ultima alluvione devastante del fiume, quando furono completamente dismesse e abbandonate non da quello che fu il loro ruolo originario ma di mulino da grano e frantoio.

Ma cosa erano le gualchiere e quale ruolo ricoprivano nella produzione dei “panni lani”?

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Pratovecchio Stia e dintorni

Casentino. (da Casentino Gallery)

Il lago degli Idoli: gli Etruschi sul Falterona

Le “teofanie” del Casentino: Santuario di Santa Maria delle Grazie (Stia)

Santa Maria delle Grazie – Stia in Casentino

Lanificio Ricci – Stia in Casentino

La Verna

Il castello di Romena fra poesia e leggenda

Dante in Casentino

La via Fiorentina o del Monasteraccio o di Vallombrosa o della Verna