La Leopolda: prima strada ferrata in Toscana


La prima ferrovia toscana che univa Firenze a Livorno

di Alessandro Ferrini

Locomotiva Rocket di George Stephenson

Locomotiva Rocket di George Stephenson

Nell’aprile del 1838 il granduca Leopoldo II di Asburgo-Lorena ricevette la richiesta dei finanzieri Emanuele Fenzi di Firenze e di Pietro Senn di Livorno la concessione a costruire  una via ferrata. Ottenuta la concessione dal sovrano i due banchieri emisero 30.000 azioni di lire toscane, del valore di 1000 lire ciascuna, per finanziare i lavori. Contemporaneamente fu istituita una commissione presieduta dal conte Luigi Serristori per dar luogo al progetto. L’anno successivo l’ingegner Stephenson, figlio del pioniere delle ferrovie inglesi, presentò il progetto per la costruzione della linea ferrata Firenze – Livorno per una spesa preventiva di oltre 13 milioni di lire. … Continua

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Borghi di Maremma: Sorano


Scatti di Toscana dedicati a Sorano in provincia di Grosseto

di Enio Bravi

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“In Vetrina” presenta il nuovo nato in Casa Edida per  più piccini:

“Il drago nero Artiglio rosso”

di Stefano Angelo con i disegni di Mauro Moretti

Chi ha paura del drago nero Artiglio Rosso? Tutti!
Nel villaggio piccolo piccolo, solo Theo e Mark non si curano del pericolo e disubbidiscono a mamma e papà.
Come andrà a finire? dragonero

Una storia per i più piccini dalla grafica accattivante, colorata dove serve per dare libero sfogo alla creatività dei piccoli lettori che, nel formato cartaceo, potranno colorare a piacimento.

Lo trovate su Amazon nei due formati, a questo link

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Da Tagliaferro a Buonsollazzo: un altro tratto della “Via degli Dei”


Itinerario sentiero 0-0 nel tratto Tagliaferro - Abbazia Buonsollazzo

Itinerario sentiero 0-0 nel tratto Tagliaferro – Abbazia Buonsollazzo

Inizia la nostra salita verso l’abbazia di Buonsollazzo (Borgo San Lorenzo) dalla località di Tagliaferro, l’antica stazione di posta lungo la vecchia Postale regia che da Firenze conduceva a Bologna e che il tracciato dell’odierna Bolognese in parte ripercorre.

L’itinerario a piedi che oggi proponiamo fa parte di uno più ampio, di circa 130 chilometri che, … Continua

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Giacomo Puccini, gli esordi a Lucca tra sacro e profano


Il giovane Puccini debuttò come compositore di musica sacra in S.Paolino nel 1877 in occasione della festa del patrono lucchese e tre anni dopo compose la Messa a quattro voci e piena orchestra, che rimase il suo primo capolavoro. Già nel 1871-72 era stato scelto come assistente al primo coro per la più importante festa cittadina, quella di S. Croce; dai registri risulta infatti che venne pagato per questo incarico lire 3,72.

Giacomo Puccini , 1876

Giacomo Puccini , 1876

Nel 1875 un documento attesta che gli fu conferito il primo premio nella Scuola d’organo e compose, presumibilmente nello stesso anno,  una lirica per mezzosoprano e pianoforte intitolata A te di cui fece omaggio all’Istituto Pacini (oggi Boccherini ) che frequentava. J. Bunner  si chiede se in questa opera possiamo già intravedere l’operista in nuce. Nel 1877 la città di Lucca aveva programmato una Esposizione provinciale che, per la sezione musicale, comprendeva una composizione vocale e strumentale a piena orchestra, con una voce solista, introdotta da un preludio o da una sinfonia a piacere sul testo Cessato il suon dell’armi; Puccini mandò il suo lavoro che fu comunque rispedito al mittente; ma è di questo periodo il mottetto Plaudite populi che fu accolto dalla stampa locale come opera nella quale erano evidenti le influenze dei suoi predecessori e di un’ antica scuola. … Continua

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Cosa rivela il DNA degli Etruschi?


di Giovanni Caselli

L'agguato di Achille e Troilo tratto dal mito troiano - Tomba dei tori (Tarquinia 540 a.C.)

L’agguato di Achille a Troilo tratto dal mito troiano – Tomba dei tori (Tarquinia 540 a.C.)

Nel tentativo di por fine alla controversia sulle origini etrusche, diversi genetisti italiani e spagnoli hanno intrapreso l’analisi del DNA prelevato da 80 campioni di ossa femminili provenienti da tombe etrusche che datano dal VII al III secolo a.C.

I risultati non sono conclusivi, ma sono comunque illuminanti; essi dimostrano anzitutto che gli Etruschi erano diversi dagli altri italiani ed affini fra loro in modo da poter essere considerati una popolazione omogenea. … Continua

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I Puccini e la tradizione musicale di Lucca


Lucca, monumento a Giacomo Puccini

Lucca, monumento a Giacomo Puccini

A Lucca la musica,  non solo liturgica,  aveva tradizioni antiche e  tutto faceva capo alla Cappella di Palazzo (1543-1805);  l’istituzione,  fino alla sua abolizione da parte del governo provvisorio di Elisa e Felice Baciocchi,  gestiva la vita musicale della Repubblica oligarchica lucchese in quanto pagava direttamente un maestro di Cappella e un gruppo di musicisti che dovevano partecipare a tutti gli eventi pubblici e privati, tra cui le celebrazioni delle Tasche (il periodo delle elezioni dei supremi magistrati della Repubblica oligarchica, gli Anziani),  e quelli  liturgici; tutte le rappresentazioni eseguite erano alle dipendenze dirette del governo che sosteneva le spese necessarie.

Questo evidente intreccio tra musica e potere, come sottolinea la studiosa Biagi Ravenni, serviva per organizzare il consenso politico in quanto la Cappella era al servizio dello Stato lucchese.  … Continua

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Borghi di Maremma: Pitigliano


Scatti di Toscana dedicati a Pitigliano (Grosseto)

di Enio Bravi

 

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Auguri!


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Top ten di dicembre


 

tuttatoscana

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I 10 articoli più letti nel mese di dicembre

 

 

 

 

 

Gli Etruschi
Luoghi d’ispirazione collodiani tra Firenze e Sesto
La via Clodia in Maremma
Liguri ed Etruschi
La navigazione fluviale nell’antica Toscana
I Liguri in Mugello?
Chiassi chiassuoli e vicoli di Firenze
Lui, lei e l’altro: Verga a Firenze e la tormentata relazione con Giselda Fojanesi
Scatti di Toscana: Vicoli
L’antica via “Faventina” e la “Flaminia minor”
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Galleria foto: Massaciuccoli, oasi Lipu, rovine romane


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Massaciuccoli: tra lago e mare


Massaciuccoli, il lago

Massaciuccoli, il lago

Massaciuccoli ha una storia che si perde in un antico passato che trova traccia nei resti romani rinvenuti. 

La presenza di vie d’acqua, il lago e il mare, la posizione tra Pisa e Lucca e l’antico porto di Luni, ne fecero un punto di snodo che alcuni studiosi del passato hanno ritenuto di identificare con la stazione di posta indicata sula Tavola Peutingeriana con il nome di Fossae Papirianae, oggi non ritenuta altrettanto attendibile. I resti romani rinvenuti sono comunque una presenza tangibile di un sito dal passato storicamente significativo. … Continua

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Cavallucci e Ricciarelli di Siena, non solo a Natale


Se i Ricciarelli sono rinomati, meno diffusi sono invece i Cavallucci. Dipende dal fatto che i primi hanno un cuore tenero e una forma più schiacciata e liscia rispetto ai Cavallucci più rustici e bitorzoluti? 

I Cavallucci di Siena

I Cavallucci di Siena

Non crediamo, sono diversi, ottimi entrambi e originari del senese, tanto che l’Artusi li aveva inseriti insieme nel suo ricettario, una ricetta dietro l’altra, la 619 e la 620.

Come tutti i “buoni” che si rispettino non manca attorno all’origine del loro nome e il mistero e la leggenda, essendo dolcezze molto antiche.

Nel Dizionario degli Accademici della Crusca si legge:

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Gli Etruschi (parte seconda)


di Giovanni Caselli

Pianta di Roma in epoca monarchica

Pianta di Roma in epoca monarchica

La singolarità culturale di Roma, come centro non etnico, ma di genti di varia provenienza è da notare come caso più unico che raro nel Mediterraneo. I primitivi abitanti dei Sette Colli di Roma erano pastori italici provenienti dai Sibillini, dal reatino e degli Abruzzi ed occupavano la Campagna Romana in inverno. L’area che poi doveva diventare Roma si sviluppa in un “mercatale” di pastori transumanti, dove giungono mercanti ed esploratori dall’Egeo e da altrove.

Verso il IX secolo si forma qui un insediamento stabile di genti italiche e mediterranee di varia origine e di lingue diverse che si costituiscono in “popolo” adottando la lingua latina -fino ad ora parlata da una piccola tribù del Lazio -. Questa popolazione acquisisce miti, leggi e uno stile di vita accattati un poco ovunque, evolvendosi a metà dell’VIII secolo in una società “marziale”, dedita alla conquista di sempre più vasti territori … Continua

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Borghi di Maremma: Populonia


Scatti di Toscana dedicati a Populonia (Livorno)

di Enio Bravi

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La navigazione fluviale nell’antica Toscana


di Alessandro Ferrini

Disegno di un barchetto, un navicello di 7-10 metri per la navigazione fluviale

Disegno di un barchetto, un navicello di 7-10 metri per la navigazione fluviale

Dai tempi più antichi i fiumi hanno rappresentato importantissime vie di comunicazione e hanno determinato lungo il loro corso la nascita di empori e centri commerciali. Anche i fiumi toscani hanno svolto questo compito sebbene la morfologia del terreno su cui scorrono e il loro carattere a regime torrentizio, con piene rovinose e lunghi periodi di secca, abbia notevolmente ostacolato o addirittura impedito la possibilità di collegamenti stabili durante tutto il corso dell’anno.  … Continua

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Gli Etruschi (parte prima)


di Giovanni Caselli

Apogeo della civiltà etrusca

Apogeo della civiltà etrusca

Degli Etruschi dovremmo saperne assai più che non dei Liguri. Dico ‘dovremmo’ perché le fonti sono numerosissime, tuttavia quello che conosciamo dai testi e dai reperti archeologici è offuscato dal preconcetto di un mito nato addirittura nel XVI secolo quando Cosimo I, Granduca di Toscana si definì “nuovo Porsenna”, in riferimento al famoso re etrusco di Chiusi.

Il tema Etruschi si trascina dietro una massa di preconcetti e di vizi metodologici da rendere assai difficile una visione scientifica e disincantata del soggetto.

Spogliati dei miti, delle leggende e dei concetti astrusi che li riguardano, gli Etruschi … Continua

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I magnifici cinque di EDIDA


 

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I 5 magnifici di Edida, in ebook e in cartaceo!

I magnifici cinque di Edida!

Regalali o acquistali tutti, piccola spesa e buone letture:

Una pagina della storia di Firenze : “Fatti e Fattacci al tempo di Firenze capitale”

Un thriller storico : “O.D.E.S.S.A. L’ora della fuga”

Racconti contemporanei : “Racconti racconti racconti, corti, con brivido, fantastici”

Poesia : “Notte”

Una storia metafisica, un TRIP mentale “Metempsicosisis” con i disegni di Mauro Moretti

Su Amazon anche in ebook!

*****

 Per maggiori dettagli vai: IN VETRINA

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Lui, lei e l’altro: Verga a Firenze e la tormentata relazione con Giselda Fojanesi


di Michele Chini

Giovanni Verga

Giovanni Verga

Pochi giorni fa si è diffusa la notizia che il prossimo 5 dicembre da Christie’s, a Parigi, sarà battuto all’asta un vero e proprio tesoro costituito da circa 300 lettere autografe di Giovanni Verga acquistate a suo tempo da un collezionista francese direttamente dal nipote dello scrittore verista, Giovannino, che le aveva ricevute in eredità. Sono trapelate alcune anticipazioni sul contenuto delle missive: dai racconti della vita mondana e letteraria di Firenze e Milano, all’ accusa di plagio nei confronti di Mascagni per l’opera “Cavalleria Rusticana”, alla gestione economica delle sue terre siciliane, fino alla corrispondenza con i suoi affetti più cari tra i quali figurerà senz’altro la fiorentina Giselda Fojanesi.

Chi era Giselda? … Continua

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Liguri ed Etruschi


di Giovanni Caselli

Nei vari articoli che seguiranno il professor Giovanni Caselli, come un acuto investigatore, indaga sulle origini e sulle consuetudini di due popolazioni stanziate nell’antica Etruria: i Liguri, a nord ovest, e soprattutto gli Etruschi, una storia affascinante che offre originali chiavi di lettura su un popolo tanto vicino a noi quanto misterioso.

   

Vai al primo articolo:

I Liguri in Mugello?

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Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio


di Jacopo Cioni 

da Florence City

Oratorio Santa Maria Vergine della Croce al Tempio in via San Giuseppe 1900

Oratorio Santa Maria Vergine della Croce al Tempio in via San Giuseppe 1900

Questo in realtà è il vero nome della Compagnia anche se era chiamata dai fiorentini Compagnia de’ Neri a causa della veste nera e per la testa coperta da una “buffa” sempre nera. La Compagnia si divideva in delle sotto-compagnie: Compagnia de’ Battuti Neri, i Buonomini delle Stinche e nello spedale del Tempio
Esiste molta confusione nella storia della Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio detta anche Compagnia del Tempio

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A Codiponte in Lunigiana: un’antica pieve


Codiponte la facciata della pieve dei santi Cornelio e Cipriano

Codiponte la facciata della pieve dei santi Cornelio e Cipriano

La Lunigiana è terra di storia antica con reperti che vanno dal paleolitico al medioevo, abitata da sempre e attraversata e da pellegrini e da mercanti, dal mare ai valichi appenninici, lungo la valle del Magra, il bel fiume che ne solca il territorio insieme ad acque minori, su sentieri e percorsi vetusti punteggiati da una miriade di testimonianze: stele, rocche, castelli, pievi, ponti.

Siamo a Codiponte dove il torrente Aulella confluisce nel Tassonaro, come scrive il Repetti nel suo Dizionario

CODIPONTE (Caput Pontis) in Val di Magra. Borgo con castellare … Continua

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I Biscotti di Prato: si fa presto a dire cantucci…


 

Biscotto di Prato

Il Biscotto di Prato

Biscotti di Prato e Cantucci sono spesso usati come sinonimi, ma non lo sono. Marco Ferri* lo afferma nella sua ricerca sulla storia, ampiamente documentata, e dei cantucci e dei biscotti tagliati di traverso, con le mandorle in evidenza, duri e quindi da inzuppare. Altra caratteristica dei Biscotti di Prato è infatti quella di essere un binomio felice con il Vin Santo. … Continua

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Top ten di novembre


tuttatoscana

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I 10 articoli più letti nel mese di novembre

 

 

 

 

Il ponte all’Indiano
L’antico attracco e la Basilica di San Piero a Grado
Capire il paesaggio della via Francigena in Toscana
Cassia vetus da Firenze a Lucca
Vagli nella valle dell’Edron in Garfagnana
Strade romane in Etruria
La via Clodia in Maremma
Pisa e l’Arno: storia e geografia di un antico sistema portuale
I “brigidini” i dolci delle Fiere
Scatti di Toscana: Vicoli
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Il castello del Piagnaro e il Museo delle stele (Parte seconda: il Museo)


A Pontremoli in Lunigiana

Il Castello del Piagnano di Pontremoli ospita dal 1975 il Museo delle stele, statue antropomorfe ritrovate nel territorio della Lunigiana prevalentemente lungo il Magra, ma anche in zone collinari e montuose.

Un personaggio femminile tra le stele più antiche

Un personaggio femminile tra le stele più antiche

Sono testimonianze di età preistorica e protostorica: dal III millennio a.C. fino al VI secolo a.C. in pietra arenaria. Disseminate nel territorio poche sono state ritrovate infisse nel terreno, molte riutilizzate come materiale murario in vari edifici, ma quasi tutte al di fuori di un contesto originario che possa permettere ricostruirne il significato e la funzione . Gli studiosi presumono un loro carattere sacro o come segnalatori lungo un territorio di transito, di guadi, di acqua, di luoghi soleggiati o simulacri di personaggi di rilievo. … Continua

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Scatti di Toscana: Vicoli


di Enio Bravi

Pitigliano (Grosseto)

Pitigliano (Grosseto)

Pienza (Siena)

Pienza (Siena)

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Il castello del Piagnaro e il Museo delle stele (Parte prima: Il castello)


A Pontremoli in Lunigiana 

Pontremoli, il ponte della Cresa sul torrente Verde e il castello del Piagnaro in alto

Pontremoli, il ponte della Cresa sul torrente Verde e il castello del Piagnaro in alto

Il castello del Piagnaro, in posizione dominante, signoreggia con la sua mole squadrata l’abitato di Pontremoli, “Pons Tremulus”, più in basso, alla confluenza del torrente Verde nel Magra.

Il toponimo “pons tremulus” merita una digressione: alcuni studiosi attribuiscono la denominazione a indicazioni medievali relative al tipo di viabilità, come ad esempio il toponimo Callemala, oppure a strutture per attraversare i fiumi, come in questo caso, un ponte dalla caratteristica particolare, l’essere tremulo. Un’altra versione, più leggendaria, racconta che … Continua

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Il ponte all’Indiano


… e Rajaram Cuttraputti, marajà di Koleppor

di Michele Chini

Quante volte noi fiorentini abbiamo superato l’Arno percorrendo il ponte all’Indiano, magari maledicendo la coda che ci stava facendo far tardi o l’implacabile autovelox tarato a lungo sui 40 km orari? 

Ponte all'Indiano con il monumento e gli stalli rossi sullo sfondo

Ponte all’Indiano con il monumento e gli stalli rossi sullo sfondo

Beh, in pochi sapranno che il Viadotto dell’Indiano, realizzato tra il 1972 e il 1978, ha un record, poco conosciuto al di fuori degli addetti ai lavori. Infatti, è stato il primo ponte al mondo strallato (cioè sospeso e retto da una serie di cavi, detti tecnicamente “stralli”)  ancorato a terra;  … Continua

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La via Tirrenica


di Giovanni Caselli

Direttrici stradali fra Bologna e Firenze

Direttrici stradali fra Bologna e Firenze

Nel 1972 preparai su invito del Professor John Evans, che fu Direttore dell’ Institute of Archaeology (oggi parte dell’University College Londra) dal 1973 al 1989 molto noto per le sue ricerche sull’archeologia preistorica del Mediterraneo, e in particolare la cultura preistorica di Malta. un seminario sul tema ” Some Patterns of Settlement and Communications in Ancient Etruria”, Dove illustravo i risultati di ricerche di archeologia etrusca e romana in Toscana: presenti il Prof. John Evans il Dr. John Nandris, e il Prof Hugo Blake, Marzo 1973.
Diversi indizi di natura antropologica culturale, e ritrovamenti archeologici, da me compiuti tra la zona di Fiesole e quella di Cintoia in Chianti (Montescalari) indicavano che questa via naturale percorrente lunghi ininterrotti crinali fosse una delle vie più antiche d’Italia. Secondo modelli che si rifanno a Saverio Muratori (fondatore dell’urbanistica moderna) e ad altri pionieri dell’urbanistica; l’anticrinale dell’Appennino che fa capo a Bologna a nord e a Gonfienti a sud, con la sua logica continuazione lungo i Monti del Chianti, e lo spartiacque dell’altopiano tufaceo laziale, costituiscono un percorso naturale che giustifica chiaramente la posizione geografica di Bologna, Firenze e Roma nel contesto di un comportamento umano spontaneo dettato dalle condizioni geomorfologiche della Penisola. … Continua

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I mosaici romani di Luni


Mosaici di epoca romana (III-IV secolo d.C.)

Lo stesso mosaico raffigurante il sileno visto dalla parte opposta

Lo stesso mosaico raffigurante il sileno visto dalla parte opposta

Il mosaico raffigurante il sileno visto da una parte

Il mosaico raffigurante il sileno visto da una parte

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San Martino a Lubaco sulla Cassia vetus


Lubaco, la strada per raggiungere la pieve

Lubaco, la strada per raggiungere la pieve

La pieve di San Martino si raggiunge scendendo da Vetta le Croci verso Pontassieve, una traversa a destra dopo l’incrocio per Santa Brigida. Una strada  fiancheggiata da ulivi le fa da splendida cornice inquadrando la tribuna a fasce di colori diversi dovute ai materiali di costruzione, riproposti nella  facciata, una monofora e il campanile a vela. La sorpresa maggiore per il visitatore è poi, proseguendo, la scalinata che scende verso il sagrato e il boschetto che ne adorna la zona antistante. … Continua

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Capire il paesaggio della via Francigena in Toscana (seconda parte)


di Giovanni Caselli

IL PAESAGGIO MEDIEVALE DELLA MEZZADRIA

Ambrogio Lorenzetti Effetti del buon governo, particolare del paesaggio della campagna con una casa-torre e le varie case poderali.

Ambrogio Lorenzetti Effetti del buon governo, particolare del paesaggio della campagna con una casa-torre e le varie case poderali.

Già dal XIII secolo si manifesta un cambiamento sostanziale nelle campagne a partire dalle vicinanze di Firenze. La borghesia che si è appropriata della terra originariamente appartenuta alle aristocrazie comitali o alle istituzioni monastiche del circondario, istituisce un sistema di conduzione che durerà sino a quasi tutto il XX secolo: La mezzadria poderale, che caratterizza il paesaggio dell’Italia centro settentrionale. … Continua

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Cassia vetus da Firenze a Lucca


di Alessandro Ferrini

Cassia vetus e PisanaCome abbiamo scritto nell’articolo dedicato, la Cassia vetus fu riedificata e lastricata su percorsi preesistenti nel II secolo a.C. probabilmente dal censore Lucio Cassio Longino. Alcuni, come il Repetti (cfr. Dizionario geografico storico della Toscana, vol. V), chiamano questo tratto Clodia, probabilmente perché continuando da Lucca verso la pianura Padana incontrava la località chiamata Forum Clodii come riportato nella Tabula Peutingeriana. … Continua

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Capire il paesaggio della via Francigena in Toscana (prima parte)


di Giovanni Caselli

Francigena a nord di Siena

Francigena a nord di Siena

Camminare attraverso un paesaggio senza capirlo, senza saperne leggere i tratti, è una fatica sprecata.

Perché un paesaggio considerato “bello” oggi sarebbe stato invece considerato “brutto” da chi lo ha vissuto nel passato? La risposta è semplice, perché un paesaggio degradato o totalmente sconvolto da nuove ideologie di sfruttamento, è eticamente brutto e per chi faticava sulla terra nei tempi passati l’etica era assai più rilevante dell’estetica.

La vista del paesaggio di molte zone della Toscana, che piace molto al visitatore americano, o al cittadino, avrebbe fatto piangere mio nonno che trascorse la sua vita lavorando quella terra. … Continua

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Vagli nella valle dell’Edron in Garfagnana


Vagli di Sotto e Roggio

Vagli di sopra da Sant'Agostino a vagli di Sotto

Vagli di sopra da Sant’Agostino a Vagli di Sotto

Superato Poggio si entra nella valle dell’Edron. Il paesaggio è di quelli che non si possono dimenticare soprattutto quando l’autunno dipinge con i suoi gialli e rossi i boschi che affollano i fianchi dei monti. Ma lo scenario, addentrandosi nella valle, si allarga in alto dove svettano a corona le cime aguzze delle Apuane.

In prossimità della diga si aggiunge allo spettacolo la vista del lago … Continua

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Luni tra storia e leggende


di Salvina Pizzuoli  

Luni nella Tavola Peutingeriana

Luni nella Tavola Peutingeriana

La storia di Luni fu, come quella di molte città alla caduta dell’Impero Romano, assai travagliata a causa di diverse incursioni barbariche di cui fu vittima con saccheggi e distruzioni. Ma non furono i Goti a farla precipitare nell’oblio e nell’abbandono perché, nel suo poema in versi De reditu suo, Rutilio Namaziano, imbarcatosi a Portus Augusti per tornare in Gallia, descrisse il suo viaggio dalla foce del Tevere a Luni nel 417 d.C. e la racconta ancora circondata dalle sue bianche mura e ancora insigne. E non fu nemmeno … Continua

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4 novembre 1333 – 4 novembre 1966


Giovanni Signorini alluvione ottobre 1844

Giovanni Signorini alluvione ottobre 1844

Per ricordare l’alluvione del 4 novembre del 1966, riproponiamo l’articolo già pubblicato:

“Firenze e l’Arno un rapporto difficile”

cui aggiungiamo alcuni versi tratti da Antonio Pucci dal “Novello sermintese lagrimando” dedicato ad un altro 4 novembre del lontano 1333: incredibilmente le date si ripetono!

Tra vespro e la nona il fiume rompe gli argini e travolge i ponti:

E, poco stando, tra vespro e la nona,

si come per chi ‘l vide si ragiona,

il fiume ruppe, che si forte sprona,

ogni pescaia;

e fe’ cadere il ponte alla Carraja

[…]

I’ dico che non ero a meza via

A ritornare in verso casa mia,

ch’i’ udì dir che Ponte Vecchio già

per l’acqua rotto.

[…]

E riponendo verso l’acqua cura

(e questa ben li parve cosa scura!)

Vide venir per la fortuna dura

in una culla

O ver fanciul che fosse o ver fanciulla,

e non parea ch’ avesse addosso nulla:

chi le suol dar le cose e chi ‘l  trastulla

or che ne fia?

Egli era vivo e tuttavia piagnia

E l’acqua forte nel menava via;

 

e poi di dietro a lui ratto venia

un greve legno!

[…]

Giù per quel fiume ch’era tanto rio

Più cose venner ch’io no le vid’io,

ma i’ ò scritto il vero da que’ ch’io

d’altrui ascoltai

Per l’Arno ne venivano e telai

con l’orditura, e capanne e pagliai,

e dietro a questo poi veniva assai

d’ogni legname;

iscope sciolte, ed anche con legame;

e una pieta fu pure ‘l bestiame;

ancor si vide molta lana e stame

ed alcun panno;

persona non s’andò la notte a letto,

chi fuggì in alto palco e chi sul tetto,

piangiendo (forte), picchiandosi ‘el petto

ognun gridava

misericordia ciaschedun chiamava,

piccoli e grandi forte lagrimava.

 

Alluvione del 6 novembre 1864 in un disegno dell'epoca

Alluvione del 6 novembre 1864 in un disegno dell’epoca

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I “brigidini” i dolci delle Fiere


Chi non conosce i brigidini?

I brigidini

I brigidini

Anche se non li avessero mai assaggiati, tutti in Toscana, grandi e piccini di ogni tempo, si sono almeno una volta imbattuti, durante le feste paesane o le fiere, in quei cilindri di carta trasparente riempiti di gialle piccole cialde con i margini sollevati che tappezzano completamente le vetrine dei carrozzoni dei venditori ambulanti.

Forse non tutti però conoscono la loro storia. … Continua

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Top ten ottobre


tuttatoscana

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Cassia vetus: da Arezzo a Firenze


di Alessandro Ferrini

Percorso Cassia vetus fra Arezzo e Firenze

Percorso Cassia vetus fra Arezzo e Firenze

L’importante via consolare ripercorreva in gran parte un tracciato di origine etrusca che univa Chiusi ad Arezzo passando per Cortona. Nel II secolo Arezzo divenne roccaforte essenziale a difesa delle incursioni dei Celti. È il periodo in cui il censore Lucio Cassio Longino intraprese la ristrutturazione della via che da lui ebbe il nome.

La strada usciva da Roma, passava da Chiusi, toccava il lago Trasimeno fino ad arrivare ad Arezzo (Adretium). … Continua

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