I luoghi del Decameron: le chiese fiorentine

Giovanni Boccaccio (Andrea del Castagno 1450 – Galleria degli Uffizi)

Le cento novelle dell’opera del Boccaccio sono in buona parte ambientate in Toscana e molte a Firenze.

Le chiese fiorentine del Decameron

Proprio in una chiesa, quella di Santa Maria Novella, ha inizio il Decameron. Lì si incontrano le sette fanciulle e i tre giovani che per sfuggire alla peste si rifugiano in una villa di campagna per dieci giorni e durante quel periodo si intrattengono piacevolmente narrando le novelle.

Così scrive il Boccaccio nell’Introduzione: … continua a leggere I luoghi del Decameron: le chiese fiorentine

In Casentino: la pieve di Sant’Antonino a Socana

Pieve di sant’Antonino a Socana, la facciata

Il sito su cui sorge la pieve di Sant’Antonino a Socana annovera negli edifici che vi sono stati rinvenuti millenni di storia: dall’età etrusca a quella romana e quindi medievale. La pieve si presenta come una delle molte disseminate lungo vie principali o vicinali dalle caratteristiche strutture romaniche, datata infatti tra l’ XI e il XII secolo. Sorge sui resti, oggi visibili sulla parte absidale, di un tempio etrusco di età tardo arcaica  … continua a leggere In Casentino: la pieve di Sant’Antonino a Socana

I top ten di maggio 2022

I 10 articoli più letti nel mese di maggio 2022

La leggenda di Margherita Marsili

Rosselana

Lungo il litorale che l’Aurelia costeggia, tra Alberese e Orbetello, molte le torri d’avvistamento a protezione della costa che i Saraceni tentavano di conquistare, meta delle loro incursioni e scorrerie, oggi all’interno del grande Parco Naturale della Maremma. Accanto ad una di queste torri, sorgeva il castello dei Marsili di cui restano poche tracce mentre la torre si erge salda e poderosa. È la torre detta della bella Marsilia cui è legata una leggenda che ha come base avvenimenti realmente accaduti e due versioni, come tutte le leggende che si rispettino. Si tramanda di Margherita di Nanni Marsili una fanciulla sedicenne dai capelli rossi rapita durante un’incursione turca il 22 aprile del 1543 dopo la conquista del castello paterno.  … continua a leggere La leggenda di Margherita Marsili

La battaglia di Pistoia (62 a.C.)

… sconfitta e morte di Lucio Sergio Catilina

di Alessandro Ferrini

Particolare dell’affresco di Cesare Maccari raffigurante Catilina (Roma, Palazzo Madama, 1880)

Lucio Sergio Catilina nacque a Roma nel 108 a.C., all’inizio di un secolo tormentato da guerre e lotte civili che segnarono la fine della Repubblica e l’inizio del Principato.

Discendente da una nobile e antica famiglia romana, nobili genere natus, – lo definisce lo storico Sallustio – fuit magna vi et animi et corporis, sed ingenio malo pravoque, dopo aver tentato di essere eletto console nelle file dei populares per due volte senza riuscirci, osteggiato in ogni modo dagli optimates e dai maneggi di Cicerone, nel 63 decise di organizzare una congiura e tentare un colpo di stato per impadronirsi del potere. La congiura venne scoperta da Cicerone, allora console in carica, molti congiurati vennero arrestati e condannati a morte ma Catilina riuscì a fuggire verso l’Etruria … continua a leggere La battaglia di Pistoia (62 d.C.)

A Tarquinia la necropoli di Monterozzi e le tombe dei Baccanti e dei Leopardi

La necropoli è situata a pochi chilometri dalla città di Tarquinia in zona Monterozzi, denominazione dovuta ad un appellativo popolare che dava un nome ai monticelli di terra che caratterizzavano l’area conferendole un andamento ondulato, monticelli dovuti ai tumuli sepolcrali.

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A Scarlino c’è un Museo subacqueo

Il MAPS del Puntone

Siamo a Scarlino e precisamente in località Puntone.

MAPS ricostruzione della costa e del lago salato

Quello che oggi è il Padule di Scarlino, era in passato un grande lago costiero con sbocco al mare. Lì sorgeva, conosciuto in età romana, uno scalo: Portus Scabris. La struttura portuale sfruttava la naturale conformazione della costa con un porto esterno prima dell’ingresso al lago salato e uno interno. La geostoria del luogo era, a partire dal IV secolo a. C., alquanto suggestiva: la striscia di terra del tombolo che separava il lago dal mare aperto, era ampia, attraversata da una strada raccordata alla via Aurelia, ed era occupata da centri per la lavorazione dei metalli nei pressi dello sbocco verso il mare come testimoniano gli accumuli di scorie, nerissime e luccicanti, affioranti nel terreno con ammassi alti anche fino a 10 metri. …Continua a leggere A Scarlino c’è un museo subacqueo

Microstoria in cucina: la nepitella

ovvero le erbe aromatiche più diffuse in Toscana

La Calamintha nepeta o nepitella viene chiama in Toscana anche nepetella, nipitella o niepeta.

nepitella1

Cresce spontanea in tutto il territorio italiano, nei prati, lungo i muri e sui terreni incolti. È una pianta perenne dall’aroma particolare. Il suo nome pare derivi dal latino nepa, scorpione, perché si credeva ne curasse il morso. Altri ne fanno derivare la denominazione dall’antica città etrusca di “Nepete” (attuale Nepi) o che fosse la pianta ad averle dato il nome perché particolarmente diffusa nel territorio e sicuramente utilizzata sia come pianta aromatica sia come pianta medicinale. In erboristeria infatti le si riconoscono virtù digestive, carminative, espettoranti oltre ad una riconosciuta azione eccitante. …continua a leggere La nepitella in cucina

A Capraia la leggenda di un cercatore di tesori

Capraia Forte San Giorgio e la torretta del Bagno

Capraia è un’isola aspra e forse in questo consiste il suo incanto: negli anfratti e nelle baie lungo le coste frastagliate e scoscese il mare assume colori cangianti, combinati e diversi, tra le asperità delle sue rocce e dei suoi i massi fiori colorati a macchie che scosse dal vento la riempiono di profumi e a primavera c’è un tripudio che la pennella di toni e sfumature e di odorose fragranze.

Ma non fu scelta per questo suo sfolgorante paesaggio dai pirati che in tempi lontani depredavano le coste del Mare Nostrum tanto che Roma mise fine alle scorrerie rendendola libera dai pirati ma disabitata. No, Capraia è sempre stata scelta, da Etruschi e Romani, per le leccete che la rivestivano e a partire dal XVI secolo ha sempre rivestito una posizione strategica nell’alto Tirreno come punto di avvistamento di navi corsare e come difesa dalle medesime lì a metà com’è tra la Corsica e la Sardegna, tra il mare e la terraferma, quella dirimpettaia, ricca di popolazioni e risorse. .… continua a leggere A Capraia la leggenda di un cercatore di tesori

Altre leggende toscane: 

La leggenda della Rocca di Crevole

La leggenda di Margherita Marsili

Il Sasso di San Zanobi e la sua leggenda

Cinque leggende toscane