Isola Santa

di Salvina Pizzuoli 

Isola Santa il borgo e il lago
Isola Santa il borgo e il lago

La giornata è piena di sole, qualche alito di vento, un tepore gradevole ci accompagna in questo viaggio alla scoperta di un laghetto e un antico borgo risuscitato a nuova vita dopo l’abbandono: Isola Santa ci accoglie nella sua fantasmagorica cornice. Il verde del bosco di betulle e faggi, il grigio e il marrone intenso della roccia che emerge dal verde lungo la valle stretta ma non angusta mentre verdi chiome ci accompagnano segnando il confine lungo il ciglio della strada. Siamo a pochi chilometri da Castelnuovo in Garfagnana, sopra di noi grandeggia la Pania della Croce,…continua leggere   Isola Santa

L’antico attracco e la Basilica di San Piero a Grado

di Salvina Pizzuoli

Immaginare oggi l’antica geografia di questo luogo è davvero difficile:  San Piero a Grado,San Piero a Gradi le absidi ad oriente uno degli scali principali del sistema portuale pisano in prossimità della foce dell’Arno che gli studiosi collocano nell’area intorno alla basilica omonima, è oggi molto distante dal mare. Il suo toponimo derivava dalla struttura a “gradoni”  determinata dall’accumulo di detriti ad opera dei fiumi  e precisamente dall’etimo latino gradus che significa gradino, ma può essere letto anche nel significato di attracco marittimo e fluviale oppure nell’accezione di “passaggio tra acque diverse”. Secondo alcuni studiosi era infatti utilizzato come scalo lagunare secondario, secondo altri era invece un porto di tipo fluviale, costituito semplicemente da darsene in legno ed arenili dove poter tirare in secco le imbarcazioni.

La basilica sarebbe sorta in prossimità dello scalo fluviale ….Continua a leggere Antico attracco e Basilica di San Piero a Grado

Castel Aghinolfi in Lunigiana

Montignoso, Castel Aghinolfi, tra la fitta coltre di verde
Montignoso, Castel Aghinolfi, tra la fitta coltre di verde

Siamo a Montignoso a pochi chilometri da Massa Carrara.

Già dalla strada che corre nella valle s’intuisce la struttura possente del mastio ottagonale della roccaforte più antica della Lunigiana che si erge a sentinella sul cocuzzolo più alto di un promontorio che si protende verso il mare, ma è poi da lassù che si comprende il valore strategico che ha determinato l’importanza nel tempo assunta dal castello proprio per la sua posizione: lo sguardo abbraccia tutta la fascia costiera dalle foci dell’Arno al golfo di La Spezia e, nelle giornate limpide, si spinge fino a Livorno e le Alpi Marittime e riesce a intravvedere la Corsica. …continu a leggere  Castel Aghinolfi in Lunigiana

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In Lunigiana: la pieve di Santo Stefano e “Il guerriero” di Sorano

Ponzanello su Zonzolando

Microstoria in cucina: il timo

ovvero le erbe aromatiche della cucina toscana

Comprimari assoluti dei piatti toscani sono gli aromi delle piante officinali, rosmarino, timo e alloro in particolare, che sono presenti pressoché ovunque” anche nei piatti di mare che Laura Rangoni presenta nel suo ricettario sulla cucina toscana dedicata al pesce. timo

Oltre ad essere un’erba aromatica tra le più note e adoperate nella cucina toscana, il timo comune, chiamato pepolino, è una pianta dalle origini antiche tanto che la sua storia si accompagna ad una leggenda che lo vuole nato dalle lacrime di Arianna abbandonata, mentre dormiva nell’isola di Nasso, da quel Teseo cui aveva fornito il famoso “filo” per uscire dal labirinto. Lacrime mitologiche come le piccole foglie di questo basso arbusto che cresce spontaneo nelle terre mediterranee e che porta nell’etimo del suo nome il profumo che lo caratterizza tanto da essere usato nell’antichità al posto dell’incenso, prima che quest’ultimo fosse scoperto. Alcuni infatti attribuiscono l’etimo del termine alla parola greca che significa fumare, affumicare proprio perché lo bruciavano come si fa per l’incenso. Altri invece dalla parola greca “coraggio” perché l’essenza aveva potere rinvigorente e tale fu concepita anche durante il medioevo e forse per questo motivo le dame ricamavano un’ape ronzante attorno ad un rametto di timo sulle fasce di cui facevano dono ai propri cavalieri durante i tornei. Ma la sua caratteristica prevalente è sempre stata legata all’aroma tanto che il miele dei fiori di timo era tenuto tra i più prelibati. …continu a leggere   Microstoria in cucina: il timo

Le strade del Granduca: La strada di Romagna per il Muraglione

di Alessandro Ferrini

Il passo del Muraglione è un valico posto all’altezza di 907 metri che collega l’area fiorentina con la Romagna. La strada che ancora oggi possiamo percorrere fu progettata e costruita per volere del Granduca Leopoldo II fra il 1832 e il 1836; fino ad allora il collegamento avveniva solo tramite sentieri e mulattiere non sempre facilmente percorribili in ogni stagione dell’anno. La Romagna Toscana, parte integrante del territorio del Granducato, si estendeva oltre il crinale appenninico fin quasi a Forlì senza un collegamento stradale efficiente, ma anche sul versante toscano, al di qua dei Pratiglioni, verso San Godenzo, c’erano solo mulattiere. … continua a leggere Le strade del Granduca: La strada di Romagna per il Muraglione

Boboli com’era (Seconda Parte)

Il grande ampliamento verso Porta Romana: tra storia e curiosità

di Salvina Pizzuoli

Il giardino di Boboli in una pianta del XVIII secolo
Il giardino di Boboli in una pianta del XVIII secolo

Al primo impianto su progetto del Tribolo seguiranno le sistemazioni seicentesche a partire dal 1612 e il grande ampliamento verso Porta Romana, avvenuto sotto Cosimo II in base al progetto di Giulio e Alfonso Parigi: lo caratterizzano la creazione dei labirinti, di forma ellissoidale, circolare e ottagonale lungo i lati del grande viale dei cipressi, il Viottolone, che conduceva al bacino dell’Isola, attorno al quale correvano grandi ragnaie e cerchiate, ottenute con intrecci di rami di leccio chiusi ad arco e sistemate lungo corsi d’acqua, anche artificiali come nel caso della “Fontana dei Mostaccini”, per attrarre la fauna volatile; quindi l’Isola medesima concepita in un primo momento come giardino di fiori e agrumi. …continua a leggere Boboli com’era (Seconda Parte)

Boboli com’era (Prima Parte)

L’Orto dei Pitti: tra storia e curiosità (Prima Parte)

di Salvina Pizzuoli

Palazzo Pitti e l'orto dei Pitti nella Pianta della catena del XV secolo
Palazzo Pitti e l’orto dei Pitti nella Pianta della catena del XV secolo

Raccontare il giardino di Boboli è un’impresa e non solo perché si estende per circa 45.000 mq o perché è opulento di opere vegetative e arboree e di statue, grotte, fontane, fortilizi ed ha per confini antiche strutture murarie o perché ha subito nel tempo molte variazioni rispetto all’impianto originario, ma perché è difficile raccontare l’emozione di trascorrere un luogo con tanta storia dentro, con scorci e vedute della città che lo cinge e lo racchiude, paesaggio nel paesaggio. Per visitarlo …continua a leggere Boboli com’era (Prima Parte)

Monte Battaglia; epico scontro sulla Linea Gotica

settembre-ottobre 1944

Verso la fine di settembre l’avanzata alleata sulla parte orientale del fronte della Linea Gotica procedeva lentamente, anche a causa delle piogge insistenti che rendevano difficili le operazioni. Sull’Appennino centrale invece il generale Clark proseguiva l’offensiva verso Imola: la chiave dello schieramento tedesco era Castel del Rio e le alture circostanti, in particolare il Monte Battaglia. Il toponimo non è casuale; 715 metri di altitudine, posto sullo spartiacque tra le valli del Serchio e del Santerno fin dall’antichità fu teatro di scontri armati per il controllo del territorio compreso fra Imola, Faenza e il crinale appenninico. Sulla vetta i resti di un antico castello a testimoniarne l’importanza atrategica. continua a leggere Monte Battaglia; epico scontro sulla Linea Gotica

I giardini dell’Imperatore

Villa dei Mulini a Portoferraio nell’isola d’Elba

Portfferaio in una pianta ai tempi di Napoleone
Portoferraio in una pianta ai tempi di Napoleone *

Siamo a Portoferraio, la romana Fabricia e la medievale Ferraia, ma anche nella città di Cosimo I, Cosmopolis. Tanti nomi che la qualificano come sito antico e strategico, non solo per il ferro. I forti che giganteggiano insieme ai poderosi bastioni furono costruiti per volontà di Cosimo I come protezione dalle invasioni barbaresche. Qui soggiornò per breve tempo, dal maggio del 1814 al febbraio del 1815, l’imperatore Napoleone Bonaparte in esilio.

Portoferraio i giardini della Villa dei Mulini in una vecchia cartolina
Portoferraio i giardini della Villa dei Mulini in una vecchia cartolina

La Villa dei Mulini non nasce come residenza di Napoleone all’Elba. La sua storia ha origini più lontane nel tempo e l’appellativo “dei mulini” si deve effettivamente all’esistenza di quattro mulini a vento per macinare il grano. Il primo fabbricato fu voluto dall’ultimo granduca di Toscana, Gian Gastone de’ Medici, che nel 1724 aveva fatto …. Continua a leggere I giardini dell’Imperatore 

I top ten di settembre 2021

I 10 articoli più letti nel mese di settembre 2021