Paesaggi della Leopoldina da Fercole a Monte Antico


Percorriamo un breve incantevole tratto della strada detta Leopoldina, realizzata dal Granduca Leopoldo di Lorena.

Tracciato lungo la Via Leopoldina da Fercole a Monte Antico

Dall’abitato di Fercole, nei pressi di Casal di Pari, si imbocca la sp 140 Leopoldina in direzione Casenovole scendendo fino  al caseggiato rurale di Poggio La Pila per poi proseguire per 1,2 km tra cipressi, roverelle e lecci fino al suggestivo viale di cipressi che conduce al castello di Casenovole. Si continua attraverso un paesaggio che spazia sulle colline circostanti, con boschi e terreni coltivati, fino al crinale che sovrasta la vallata dell’Ombrone  in direzione di Monte Antico. Superato il castello la strada discende verso Monte antico scalo, lambisce la stazione ferroviaria e lungo la piana dell’Ombrone raggiunge Paganico. … vai alle foto del percorso

Articolo dedicato: I castelli di Casenovole e Monte Antico lungo la “Leopoldina”

 

Abbazia di San Lorenzo al Lanzo o Abbazia Ardenghesca


Abbadia Ardenghesca

La Maremma sa sempre essere generosa con il visitatore: per i paesaggi, per il ricco manto che verdeggia sulle sue morbide colline, per i panorami marini che luccicano in lontananza; non da meno sono le antiche vestigia che conserva e le testimonianze delle più remote popolazioni che l’hanno scoperta e abitata. E ancora, sa svelarsi al viaggiatore con angoli sconosciuti ma la cui suggestione cattura anche quando le sue bellezze sono nascoste. E dispiace poi vederle magari in abbandono, anche se non recente, come ricorda il Repetti quando descrive nel suo Dizionario l’abbazia di San Lorenzo al Lanzo o Abbadia Ardenghesca:

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Cos’è il Mugello (prima parte)


di Giovanni Caselli

Dico in prima che ‘l Mugello

è il più bello paese che abbia il nostro contado;

e di questo ha comunemente fama

da tutti o dalla maggiore parte de’ nostri cittadini.

(Giovanni di Paolo Morelli, “Ricordi”, 1393)

Sotto i Pampini, con un libro di versi

Un fiasco di vino, un pane, …e Tu

Accanto a me cantando, in mezzo ai Campi …

Ed ecco che i campi si trasformano in Paradiso!

(Omar Khayam, X sec. d.C.)

Cos’è il Mugello?

Il Mugello è stato, assieme al Valdarno superiore fino a San Giovanni e il Chianti sino a Panzano, Firenze fuori le mura: la campagna più civilizzata del mondo. … continua a leggere  Cos’è il Mugello (prima parte) 

La Bigattiera di villa Roncioni a San Giuliano Terme


Archeologia industriale in Toscana

Nel 1822 Francesco Roncioni decise di far costruire nel grande parco della sua villa di Pugnano, nei pressi di San Giuliano Terme, un edificio per l’allevamento dei “bigatti” o bachi da seta, la bigattiera appunto, e una filanda per iniziare la produzione di tessuti di seta. Il modello cui il Roncioni si era ispirato era quello realizzato da Raffaello Lambruschini nella sua fattoria di San Cerbone.

Affidò il progetto all’architetto pisano Alessandro Gherardesca che realizzò fra il 1826 e il 1831 un edificio di gusto neogotico, il primo esempio in Italia di applicazione di modelli architettonici neogotici, che si andava diffondendo in quegli anni negli edifici residenziali, applicandolo ad una tipologia manifatturiera.    … Continua a leggere   La Bigattiera di villa Roncioni a San Giuliano Terme

 

 

I “Principii” alla toscana: i crostini


Piatti tipici toscani, la loro storia e le loro ricette

Il termine crostino richiama subito bocconcini appetitosi e in Toscana si lega soprattutto a quelli detti anche “neri” con i fegatini di pollo, diffusi su tutto il territorio ma con diverse varianti. L’etimo di crostino deriva dal latino crustum ovvero biscotto o da crustulum, crosta; in effetti si tratta di una fetta di pane reso duro come la crosta arrostendolo o friggendolo.

Ed è talmente è diffuso l’uso di questi Principii, per dirla con il grande Artusi, che in terra Toscana “essere un crostino” è anche identificato con una persona che lamenta vari malanni, quindi noiosa.

Quale strana correlazione leghi gli ottimi crostini con l’essere un crostino non è dato di sapere, ma forse intuibile, se pensiamo solo al pane duro che ne sta alla base…

Ma torniamo a quelli che sono i più diffusi su tutto il territorio e tanto imitati.   … continua a leggere  I “Principii” alla toscana: i crostini

Il Mugello


di Giovanni Caselli

Introduzione: Per un’indagine antropo-storico-archeologica

Pianta topografica della Provincia del Mugello

Noi e tutto ciò che ci circonda siamo effetti di cause passate. Se l’archeologia è la scienza del passato, la storia è l’arte di narrarlo: ambedue servono ad analizzare il presente, e noi stessi. Le nozioni di reperto archeologico e di documento storico cambiano nel tempo, esse sono sempre soggettive e temporanee.

L’archeologia e la storiografia forniscono elementi oggettivi alla storia, ma non forniscono tutti gli elementi necessari a rendere la storia oggettiva.

La storia non è quindi lo specchio del passato ma il riflesso di chi scrive, della sua ideologia, della sua epoca e della moda letteraria della storiografia del momento. Perciò tutta la storia, anche quella del Mugello, va sempre riscritta.

Se per i collezionisti e gli antiquari di un tempo il termine reperto archeologico evocava un monumento, un vaso o un monile, oggi quel concetto corrisponde con tutto ciò che ci circonda, poiché tutto proviene dal passato, remoto o recente, come noi stessi, la nostra mentalità, i nostri modi fare. … continua a leggere  Il Mugello

Top ten del mese di agosto


tuttatoscana

I 10 articoli più letti nel mese di agosto 2018

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Firenze in antiche mappe
galleria foto di Toscana

Lungo la via del Montecucco: Cinigiano e il Castello di Porrona


Il vero protagonista di questo viaggio nella Maremma amiatina è il paesaggio che accompagna il visitatore: dolci declivi collinari tempestati di colori e macchie verdissime, quelle del folto della vegetazione mediterranea, in mezzo ad una campagna coltivata, a vite e olivo e grano, opulenta e generosa per gli occhi che l’ammirano e per lo spirito, che si rasserena come davanti a qualsiasi spettacolo di madre natura. Non perfetto come un giardino costruito ad arte dall’uomo, ma un connubio felice tra la sua mano operosa e la creatività della natura, con quel che di selvaggio che la differenzia dal giardino perfetto che sono i colli del Chianti, ma ugualmente fastoso e godibile.

Poi, come in un presepe, sui cocuzzoli le presenze di piccoli agglomerati urbani, di torri e castelli antichi di ricche e potenti famiglie, come gli Aldobrandeschi … continua a leggere  Lungo la via del Montecucco: Cinigiano e il Castello di Porrona