Lunigiana


In questi cinque anni tuttatoscana è cresciuta assommando un corposo numero di articoli totali. Il vecchio Indice quindi non risponde più alle esigenze di chi vorrebbe, scorrendolo, trovare, a seconda delle sezioni, l’articolo che lo interessa. Abbiamo pensato allora di crearne uno nuovo che, nelle varie sezioni, accorpi in modo più funzionale gli articoli relativi, per favorire una migliore fruizione al visitatore e al lettore eventuale.

Articoli relativi alla “Lunigiana”

In Lunigiana: il castello di Malgrate e il borgo murato di Filetto

In Lunigiana: la pieve di Santo Stefano e “Il guerriero” di Sorano

Castel Aghinolfi in Lunigiana

A Codiponte in Lunigiana: un’antica pieve

Il castello del Pignaro e il Museo delle stele (Parte prima: Il castello del Piagnaro)

Il castello del Piagnaro e il Museo delle stele Parte seconda: il Museo delle stele)

Lungo la valle del Vezza: la pieve di S. Maria Assunta di Stazzema

Il mistero delle statue stele in Lunigiana

Antona, antico e suggestivo borgo della Lunigiana

Antona nelle foto di Enio Bravi

Gualdo nella val di Serchio

Luni, nell’antica Etruria

Luni tra storia e leggende

I mosaici romani di Luni

Itinerari a piedi in Toscana


In questi cinque anni tuttatoscana

è cresciuta assommando un corposo numero di articoli totali. Il vecchio Indice quindi non risponde più alle esigenze di chi vorrebbe, scorrendolo, trovare, a seconda delle sezioni, l’articolo che lo interessa. Abbiamo pensato allora di crearne uno nuovo che, nelle varie sezioni, accorpi in modo più funzionale gli articoli relativi, per favorire una migliore fruizione al visitatore e al lettore eventuale.

Come primo esempio:

Itinerari a piedi

Pellegrini sulla Franfigena – pittura VI secolo – Santa Maria del Parto Sutri

Articoli relativi a “itinerari a piedi”

Un itinerario a piedi sulla Via degli Dei

Un itinerario a piedi illustrato: da Buonsollazzo a Monte Senario

Un itinerario a piedi: Petroio, Rincine, Fornace, Caiano

Da Tagliaferro a Buonsollazzo: un altro tratto della Via degli Dei

A Grosseto in giro per le mura medicee

Camminare in Toscana: la Comunità “Il Pellegrino”

Pasquetta in vetta: cronaca di un’escursione a piedi nei boschi di Rincine (Londa)

Archeologia rurale: ghiacciaie e burraie a Montesenario

La Via del Volto Santo in 10 tappe- A piedi in Lunigiana e Garfagnana (un percorso alternativo della Francigena)

Sul monte Bastione: la strada romana lungo Via degli Dei

In giro per il Parco naturalistico-archeologico di Vulci

Visita al Parco archeominerario di Campiglia Marittima: la miniera del Temperino

Visita al Parco archeominerario di Campiglia Marittima: la rocca di San Silvestro

Articoli contenuti nella sezione: itinerari e paesaggi

Il Pantheon degli Etruschi


Le divinità etrusche

Livio definiva il popolo di Veio di gran lunga il più religioso  eo magis dedita religionibus, quod excelleret arte colendi eas (Ab Urbe condita, V, 1). Gli Etruschi furono sicuramente tra i popoli italici i primi a costruire un’immagine antropomorfa degli dei, probabilmente influenzati dai contatti con il mondo greco.

Il loro Pantheon era presente nel cielo, nel mare, nella terra e sottoterra come risulta nel fegato di Piacenza, dove sono iscritte le divinità entro sedici caselle; gli Etruschi suddividevano il cielo in sedici regioni dentro le quali abitavano gruppi di divinità.   … continua a leggere    Il Pantheon degli Etruschi

Gli stabilimenti della Società Metallurgica Italiana di Campotizzoro


Archeologia industriale in Toscana

Lo stabilimento in piena attività (foto d’epoca)

L’abbondanza di corsi d’acqua con notevole pendenza, di legname e la produzione di carbone della Montagna Pistoiese avevano favorito la lavorazione del ferro e dei suoi derivati già a partire dalla seconda metà del XIX secolo, ma già dalla metà del Cinquecento ferriere, tendini e filiere si insediarono numerosi nella valle del Limestre ed ebbero un notevole sviluppo quando Cosimo I de’ Medici ottenne il monopolio dello sfruttamento minerale dell’isola d’Elba, fornendo materiale a basso costo alla Magona pistoiese. … continua a leggere    Società Metallurgica Italiana di Campotizzoro

San Gusmè


San Gusmè uno scorcio

Siamo a San Gusmè un piccolo borgo murato a pochi chilometri da Castelnuovo Berardenga in provincia di Siena. È situato sul collo del monte presso le prime sorgenti dell’Ombrone sanese, sulla strada rotabile che da Siena guida a San Gusmè, già detto in Campi, ch’ebbe e conserva il nome dell’antica sua chiesa parrocchiale San Cosimo in Campi. Così il Repetti colloca geograficamente questo borgo ancora conchiuso nella sua antica cinta medievale, in parte incorporata nei muri delle case, con due belle Porte di accesso, delle quali la porta Senese con la Balzana che sovrasta l’arco a sesto ribassato, e le stradette e gli slarghi. Come tanti borghi medievali della nostra Toscana anche San Gusmè ci incanta con le sue antiche fattezze perfettamente conservate, uno dei tanti gioielli di questa terra, incastonato su un cucuzzolo delle belle colline del Chianti. Ma oltre questa sua struttura che lo caratterizza, il borgo ha ben due aspetti che lo rendono unico: il toponimo e la festa del “Luca”.    … continua a leggere    San Gusmè

Vicissitudini di un’abbazia: Abbadia a Monastero d’Ombrone


Conosciuta anche con il nome di Abbadia della Berardenga nella valle dell’Ombrone senese o come in origine di San Salvatore e Alessandro di Fontebuona a Campi sopra il torrente Coggia, a pochi chilometri da Castelnuovo Berardenga, ha una storia antica e molto travagliata. Oggi si presenta imponente nella vastità degli edifici che la compongono sui quali svetta il quadrato campanile nel verde intenso dei prati che la circondano.

Nacque nel nome di Dio e con la volontà di rispondere al richiamo del Vangelo dove si dice vendi tutto ciò che hai e il ricavato dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo, faceva scrivere il fondatore, il conte Wuiginisio, che la volle, insieme alla moglie Richilde, per amore di Dio onnipotente e per la remissione dei nostri peccati, affinché possiamo meritare il perdono di Dio misericordioso (dall’Atto di fondazione dell’abbazia in data 15 febbraio 867).    …   continua a leggere    Abbadia a Monastero d’Ombrone

I top ten di dicembre 2018


tuttatoscana

 

I 10 articoli più letti nel mese di dicembre 2018

 

 

Dolci tipici toscani, la loro storia e le loro ricette
La battaglia di Montaperti fra storia e leggende
Firenze in antiche mappe
Piatti tipici toscani, la loro storia e le loro ricette
Santa Maria Novella a Firenze: storia di un’antichissima spezieria
Quattro aree archeologiche dell’antica Etruria
Odonomastica delle strade di Firenze
Le magistrature maggiori del Comune di Firenze nei secoli XII-XIV
La battaglia di Montaperti nella Divina Commedia
Pisa e l’Arno: storia e geografia di un antico sistema portuale

La genesi del paesaggio classico (quinta parte)


Dalle fonti antiche e secondo l’osservazione dell’antropologo

Con particolare riguardo al paesaggio toscano

di Giovanni Caselli

Rosa di Damasco o bifera

Per quanto riguarda i fiori del giardino vi erano diverse varietà di rose, come la famosa rosa di Damasco (Rosa bifera), altre varietà venivano dal Caucaso e dalla Persia. Erano famosi i giardini di rose di Paestum. Il giglio bianco (Lilium) venne dall’Asia occidentale in Grecia e poi in Italia. Nei giardini etruschi e romani vi erano narcisi e giunchiglie, la verbena e l’acanto. Vi erano anche l’assenzio, il piretro, la mandragora e l’elleboro velenoso, oltre alla cicuta.

Camminando per le stradelle sterrate della Toscana non mancheremo di riscontrare presso i fossi e i margini della via, queste erbe e alberi, che se oggi servono solo da ornamento, essi formavano un tempo parte integrante della cultura e dell’economia di ogni giorno.    … continua a leggere   La genesi del paesaggio classico

La famiglia Lavison e il palazzo in Piazza della Signoria


di Edoardo Lavison 

Grato per l’ospitalità concessami dalla vostra rivista desidero far luce sul percorso che portò la famiglia Lavison a giungere a Firenze a metà ottocento ed a intraprendere la costruzione del palazzo che viene chiamato delle Assicurazioni o del Leone. Fu la necessità di sfuggire ai moti rivoluzionari del 1789 a costringere Jean Joseph Antoine proprietario terriero di Saint Chamas, feudo dell’arcivescovo di Arles, a noleggiare un veliero ed imbarcarsi nel 1793, con suo figlio Joseph nato nel 1767, la moglie di questi Marie Catherine Paul ed i loro due figli Joseph Antoine Jacque Etienne di anni 3 ed il più piccolo Paul Martin Prosper di soli 2 anni.

Il veliero fece rotta prima sulla Liguria e poi sulla Toscana dove la famiglia sbarcò. …  continua a leggere     La famiglia Lavison e il palazzo in Piazza della Signoria

La battaglia di Montaperti nella Divina Commedia


«Lo strazio e ‘l grande scempio
che fece l’Arbia colorata in rosso,
tal orazion fa far nel nostro tempio». Inf.  X, 85-88

La battaglia di Montaperti, una delle più sanguinose battaglie del medioevo, trova vari riscontri nella Divina Commedia. Lo scontro fra la guelfa Firenze e la ghibellina Siena, avvenuto nel 1260, impegnò oltre 55.000 soldati, un numero esorbitante per i combattimenti dell’epoca, e la sconfitta dei fiorentini garantì a Siena la propria autonomia per qualche secolo.

Ancora al tempo di Dante, nato 5 anni dopo, e per tutto il Trecento l’evento trova ampia eco negli scrittori dell’epoca e nell’immaginario collettivo.   … continua a leggere    La battaglia di Montaperti nella Divina Commedia