Lo zafferano, spezia di Toscana


Un po’ di storia e qualche ricetta

il croco da cui si ricava lo zafferano

Et Crocon in parvos versum cum Smilace flores

(Ovidio Le metamorfosi libro IV, 283)

Il nome botanico è Crocus Sativus i cui stimmi essiccati costituiscono la spezia più costosa e più conosciuta di tutto il mondo antico: lo zafferano, dall’arabo zafarān.

La pianta, originaria dell’Asia occidentale, era molto rinomata e diffusa nell’Europa sud occidentale sin da tempi remoti e in Italia era particolarmente pregiata quella aquilana e toscana.

Ne parla Ovidio nelle Metamorfosi, riferendosi al mito di Croco e della ninfa Smilace il cui amore impossibile impietosì gli dei che li trasformarono in fiori;  … continua    Lo zafferano, spezia di Toscana

Montieri e le attività estrattive della valle del Merse


Montieri porta di accesso al castello e all’antico borgo

Montieri fu un antico castello con un borgo sottostante sulle pendici settentrionali dell’omonimo Poggio da cui nasce un ramo del fiume Merse con il nome di Merse Savioli. Il suo nome di origine Mons Aeris o monte di rame, pare abbia origine proprio dalle miniere che vi furono scoperte già ai tempi degli Etruschi e dei Romani. La zona fu in età medievale diboscata e il monte bucherellato da ogni parte per la ricerca dei copiosi filoni presenti oltre al rame come il ferro, il piombo e l’argento. … Continua   Montieri e le attività estrattive della valle del Merse

La via Cassia Antica: terzo itinerario da Bolsena ad Arezzo


 

Tratto della Cassia da Volsinii ad Arretium

Percorsa e descritta dal prof. Giovanni Caselli 

Uscita da Bolsena la Via Cassia niente ha più a che fare, nel suo corso, con quella che oggi è la SS2 Cassia; tuttavia crea confusione sul suo corso anche una Via Traiana Nova che da Bolsena si dirigeva verso il territorio di Chiusi e a Perugia, costituendo peraltro una scorciatoia della Cassia fra il colle dopo Bolsena e Fabro; questa via fu edificata nel 108 d.C.

La Cassia si dirigeva verso nord est, evitando Orvieto, transitando per Albergo la Nona, traversava il fiume Paglia     … Continua 

La via Cassia Antica: terzo itinerario da Bolsena ad Arezzo

I fagioli toscani


Chi non ama i fagioli nonostante gli effetti collaterali?

In Toscana non mancano gli estimatori e non mancano molte varietà assurte a livelli stimabilissimi per la loro qualità e raffinatezza nel gusto.

Conosciuti fin dai tempi dei Romani. Apicio nel De re coquinaria ce ne dà alcune ricette, in antico non erano molto considerati. In effetti gli abitanti del Mare Nostrum conoscevano una razza di fagioli, detta Dolichos e Vigna i due generi in cui furono classificati nel XVIII secolo, autoctona in Egitto e nella Mesopotamia e introdotta in Italia dai Greci:  … Continua   I fagioli toscani

La Cementizia di Prato


Archeologia industriale in Toscana

Il complesso dell’ex cementificio

Così chiamato l’ex Cementificio Marchino di Calenzano. Ormai parte del paesaggio collinare in località la Querce, vicino a Calenzano, i resti dell’antico cementificio, un notevole esempio di archeologia industriale.

Lo stabilimento La Macine sorto nel 1926 a opera di Ottavio Marchino originario di Casal Monferrato, la cui famiglia aveva fondato nel 1872 la Società Cementi Marchino, sorge alla base delle pendici meridionali dei monti della Calvana. … Continua a leggere:  La Cementizia di Prato

Gualdo nella val di Serchio


“Risiede presso la vetta del monte Quiesa fra la via principale che da Camaiore, per la vallecola della Freddana, guida a Lucca, e la via Regia che dalla stessa città, varcando il Monte Quiesa, scende nel littorale di Viareggio e di Pietrasanta”. Con queste parole lo storico Repetti collocava geograficamente il piccolo borgo di Gualdo il cui nome molto probabilmente è legato all’etimo longobardo di bosco di cui il paesaggio mostra il verde intenso e fitto della vegetazione che lo incornicia.    … Continua    Gualdo nella val di Serchio

La Via Romea: una grande direttrice naturale


di Giovanni Caselli

Percorso della Francigena dopo i valichi alpini

Pare che fin dai tempi più remoti, i contatti fra il Mediterraneo e il Mare del Nord siano avvenuti lungo le grandi vie d’acqua dei fiumi Rodano, Loira e Reno. L’enorme cratere bronzeo di Vix, di probabile fabbricazione etrusca, avrà sicuramente raggiunto la Borgogna settentrionale per via d’acqua. Il Rodano e’ l’unico fiume che riversi nel Mediterraneo le acque del brumoso Nord.

Nel centro dell’Europa i corsi dei due fiumi sono così vicini l’uno all’altro che occorre solo una breve via di terra per trasferire passeggeri e merci da un fiume all’altro e perciò il Rodano e la Loira costituirono fin da epoca fenicia una delle vie dello stagno, e non solo, dell’antichità. … Continua a leggere     La Via Romea: una grande direttrice naturale

Il Giaggiolo non è solo un fiore…


… tanto che ‘l giglio

non era ad asta mai posto a ritroso

né per division fatto vermiglio

( Paradiso, canto XVI, vv.152-154)

Chi non conosce il giglio di Firenze che campeggia sullo stemma della città toscana, bianco su fondo rosso fino al XIII secolo e poi viceversa, come l’attuale, dopo l’affermazione dei guelfi sui ghibellini?

E quel giglio era diffusissimo non solo nelle campagne ma anche sulle creste e sui ripiani delle mura urbane, scriveva lo storico Repetti, chiamato e conosciuto come Giaggiolo o Iris di cui una varietà è detta appunto florentina proprio perché dal suo fiore, in forme stilizzate, è derivato il simbolo della città gigliata, a cui i fiorentini tengono da sempre: si racconta infatti che quando Napoleone propose nel 1811 di cambiare lo stemma risposero per le rime ai “nuvoloni”, come chiamavano i francesi, nomignolo ricavato ironicamente dai “nuos voulons” dell’incipit dei proclami.  … Continua a leggere   Il Giaggiolo non è solo un fiore…

Il castello di Montarrenti


Montarrenti il cassero

Siamo nei pressi dell’incrocio tra due strade importanti della viabilità toscana: segnala l’incrocio e porta il nome del castello che sorge a pochi metri in linea d’aria. Impossibile non notarlo: il cassero si staglia imponente sulla collina dirimpettaia tra la vegetazione che più in basso pare adornarlo. È il castello di Montarrenti, nel comune di Sovicille, che si erge su uno sperone roccioso delle propaggini della Montagnola Senese nella valle del torrente Rosia. … Continua a leggere     Il castello di Montarrenti

La via Cassia Antica: secondo itinerario da Sutri a Bolsena


Percorsa e descritta dal prof. Giovanni Caselli

Panoramica del lago di Vico

Piacevole e pittoresca è tutta la strada fino a Capranica, probabilmente un’ennesima cittadina etrusca su un’ennesimo sperone tufaceo. All’altezza della stazione ferroviaria di Vico Matrino sull’incrocio per il Lago di Vico era la stazione della Via Cassia di Vico Matrini. Il Lacus Ciminus degli antichi rimane a 507 m di altitudine all’interno di un cratere vulcanico, meno ampio degli altri -Bracciano e Bolsena- ma più alto e pittoresco;    …  Continua a leggere    La via Cassia Antica: da Sutri a Bolsena