tratto da: A. Ferrini S. Pizzuoli, Da Rocchette a Bocca d’Ombrone: luoghi storia personaggi ParvaLicetEdizioni 2026

Mappa topografica della costa fra Rocchette e Castiglioni

La pineta di Roccamare si distende lungo il litorale, tra il Promontorio delle Rochette e precisamente poco oltre il fosso Tonfone, prima di Riva del Sole e di Castiglione della Pescaia: è una fascia verde continua di pini e macchia mediterranea che oggi identifica uno dei paesaggi più simbolici della Maremma bonificata.

Fino all’età moderna, l’area retrostante la costa era occupata da aree paludose. Il Granduca Leopoldo II di Lorena ordinò nel 1828 la “colmata” della palude tramite canali e opere idrauliche, accelerando la trasformazione della piana.
Nel quadro delle bonifiche lorenesi (seconda metà del XVIII–XIX secolo), la costa toscana vide i primi impianti sistematici di pino domestico (Pinus pinea) e, in minor misura, pino marittimo (Pinus pinaster), usati per consolidare le dune, difendere i campi dai venti salmastri e valorizzare la raccolta dei pinoli e del legname. Queste pratiche si legano paesaggisticamente all’origine storica del paesaggio di Roccamare.
Tra Ottocento e primo Novecento il paesaggio forestale litoraneo si consolidò; quindi, negli anni ’20 – ’30 del Novecento, la bonifica integrale fascista completò prosciugamenti e sistemazioni idrauliche, rendendo l’area salubre e aprendo la strada a un uso turistico-residenziale della costa.

La pineta, la baia e il Promontorio delle Rocchette visti da Santa Pomata

La pineta, la baia e il Promontorio delle Rocchette visti da Santa Pomata

Nel secondo dopoguerra, il grande bosco litoraneo divenne il cuore di un insediamento residenziale immerso nel verde: il Villaggio di Roccamare. Il progetto dell’insediamento nella pineta è legato all’architetto Ugo Miglietta (in collaborazione con Antonio Canali), con oltre 200 “ville in pineta” realizzate soprattutto a partire dal 1963; nel 1970 venne costruita anche una cappella per i residenti. Nel comprensorio operarono, tra gli altri, figure di primo piano dell’architettura italiana come Ernesto Nathan Rogers, Pier Niccolò Berardi, Roberto Monsani e i Bicocchi.
Esemplare della qualità architettonica del luogo è Villa Bartolini (1957–58) di Ernesto N. Rogers, riconosciuta di particolare interesse storico-artistico, insieme a una serie di residenze che sperimentavano architettonicamente un moderno dialogo tra interni ed esterno, materiali locali e il mimetizzarsi all’esterno con quello del bosco.

Roccamare

Negli anni Settanta la pineta divenne un ritiro di scrittori e intellettuali. Italo Calvino vi trascorreva le estati e ne rimane traccia nel romanzo Palomar, qui fu colpito da ictus il 6 settembre 1985. Morì all’Ospedale di Siena il 19 settembre 1985 e fu sepolto con la moglie nel cimitero di Castiglione della Pescaia. A Roccamare soggiornarono o vissero anche Pietro Citati, Carlo Fruttero (sepolto a Castiglione) e Franco Lucentini che vi ambientarono un loro giallo dal titolo Omicidio in luogo di mare, oltre a figure del cinema, della musica e dell’editoria caratterizzando un periodo felice  oltre che un connubio sinergico tra le arti e gli artisti del periodo, tra gli anni ’50 e ’80; a tale proposito un interessante documento è fornito oggi dal saggio di Alberto Riva L’ultima estate a Roccamare, Neri Pozza 2023.

Roccamare

Il bosco alterna pino marittimo (più vicino al litorale) e pino domestico (verso l’interno), con un ricco sottobosco di macchia mediterranea. La pineta di Roccamare è il prodotto di tre secoli di ingegneria ambientale e paesaggistica: dalla pianificazione lorenese alle bonifiche del Novecento, fino all’insediamento modernista. Oggi resta un paesaggio storico-ambientale che unisce natura, architettura e memoria culturale, continuando a rappresentare uno dei tratti più riconoscibili della costa maremmana.

Il termine Roccamare fu coniato negli anni ’50 in occasione della lottizzazione dove “Rocca” evocava la Rocca di Castiglione, simbolo medievale e garanzia di solidità, e “Mare” a indicare la località posta a diretto contatto della spiaggia.
La combinazione breve, orecchiabile, evocativa, divenne rapidamente sinonimo dell’intero tratto di pineta e spiaggia tanto che negli anni ’60 il toponimo si impose anche nelle cartografie turistiche, superando i vecchi nomi poderali.

A. Ferrini S. Pizzuoli, Da Rocchette a Bocca d’Ombrone: luoghi storia personaggi ParvaLicetEdizioni 2026 è acquistabile su Amazon in formato cartaceo ed ebook