di Edoardo Lavison 

Palazzo Lavison in una cartolina del 1910

Grato per l’ospitalità concessami dalla vostra rivista desidero far luce sul percorso che portò la famiglia Lavison a giungere a Firenze a metà ottocento ed a intraprendere la costruzione del palazzo che viene chiamato delle Assicurazioni o del Leone. Fu la necessità di sfuggire ai moti rivoluzionari del 1789 a costringere Jean Joseph Antoine proprietario terriero di Saint Chamas, feudo dell’arcivescovo di Arles, a noleggiare un veliero ed imbarcarsi nel 1793, con suo figlio Joseph nato nel 1767, la moglie di questi Marie Catherine Paul ed i loro due figli Joseph Antoine Jacque Etienne di anni 3 ed il più piccolo Paul Martin Prosper di soli 2 anni.

Ritratto di Paul Martin Prosper (1791 – 1831)

Il veliero fece rotta prima sulla Liguria e poi sulla Toscana dove la famiglia sbarcò. La città dove si stabilirono fu Trieste, allora porto dell’Impero Austriaco. Lì Jean Joseph avvia un’attività commerciale. Nel 1799 sarà presente alle esequie di Madame Victoire figlia di Luigi XV accompagnandone il feretro nella Cattedrale di Trieste insieme al Conte d’Armagnac. Joseph Antoine nel giugno 1815 torna brevemente a Marsiglia per il matrimonio con Marguerite Reynaud ma la loro casa è ormai Trieste dove nasceranno i loro sei figli. Nel 1829 contribuirà alla rifondazione dell’Adriatico Banco di Trieste divenendone uno dei cinque Direttori Permanenti. Quattro anni dopo viene nominato Console generale d’Austria a Marsiglia città nella quale farà ritorno nel 1833 divenendo anche Presidente della Cassa di Risparmio della città.

Suo fratello Prosper, lascia anche lui Trieste per recarsi alla Corte dello Zar Nicola I Romanov. Questi lo onora concedendogli il titolo di Conte e lo invia in Egitto presso il Khedivè quale Console generale di Russia. Suo figlio Edouard nasce nel 1827 ad Alessandria d’Egitto ed eredita dal padre la carica di Console generale di Russia unendo a questa il Consolato del Portogallo. Diviene consigliere del Khedivè e dalla moglie veneziana Emilia Popolani avrà cinque figli tutti nati ad Alessandria d’Egitto e battezzati nella Chiesa di Santa Caterina. Disponendo di notevoli mezzi finanziari, avendo già costruito un Palazzo a Ramleh sulla riviera di Alessandria , con la nascita del Regno d’Italia ritiene utile dotarsi d’una residenza nella capitale designata, Firenze. Inizialmente acquista alcune casupole su via della Vacchereccia con l’abbattimento delle quali si crea lo spazio per l’edificazione del Palazzo.

Documento in cui si menziona il signor Lavison “proprietario del Monumentale palazzo che sta erigendosi in Piazza della Signoria di questa città e che tornerà di tanto decoro alla Città medesima” La data è quella del 4 febbraio 1870

Un documento del Gabinetto Particolare di S.M. del 4 febbraio 1870 diretto al Presidente del Consiglio dei Ministri elogia il Comm.re Lavison per le attenzioni mostrate verso la colonia Italiana presente in Egitto e per essere proprietario del monumentale palazzo che stava erigendosi in Piazza della Signoria e che “tornerà di tanto decoro alla città”.

Allorchè il 15 gennaio 1870 sua figlia Rosefortune andò in sposa al Barone Alfred Issaverdens il Khedivè Ismail Pacha volle presenziare alle nozze ed ordinò memorabili feste nel suo Palazzo. Suo figlio Wladimir sarà il primo Lavison ad acquisire la nazionalità italiana nel 1886. Seguirà la famiglia del Khedivè nel suo esilio di Portici nella villa messa a disposizione dal Re Vittorio Emanuele, ma deceduto a soli 34 anni lascerà la moglie Maria Jacquart e cinque figli in tenera età. I due figli maschi Wladimiro Giorgio ed Edoardo Alfredo vengono inviati a Milano dove frequentano il Collegio Calchi-Taeggi fino al diploma. Edoardo Alfredo diventa ingegnere e, trasferitosi a Perugia ed in buoni rapporti con la famiglia Buitoni progetta e costruisce con la sua ditta lo stabilimento della Perugina. Possiede una tenuta sul Lago Trasimeno e nel 1915 viene richiamato come tenente del genio pionieri. Partecipa anche alla seconda guerra con il grado di capitano ed è incaricato di approntare la difesa costiera dell’Isola d’Ischia. Suo figlio Vittorio si laurea in Scienze Politiche a Perugia nel 1931 ed entra a far parte dell’Amministrazione Coloniale dell’Eritrea. Fatto ritorno in Italia nel 1948 entra a far parte dell’Istituto per il Commercio Estero ed in seguito, sostenuto il relativo concorso, entra nei ruoli Diplomatici del Ministero degli Esteri a Palazzo Chigi.

Vittorio Lavison viene insignito del titolo di Cavaliere della Stella d’Italia

Nel 1955 viene inviato come Console d’Italia a Bombay in India dove resterà fino al 1961 anno del suo decesso. Durante la permanenza a Bombay incontra un grande successo ed intesse molte relazioni negli ambienti culturali contribuendo alla diffusione della cultura italiana attraverso la rivista Bi-Peninsular Magazine. Molti artisti si recano a Bombay per conoscere soprattutto il cinema locale e le danze indiane. Pasolini, nel suo libro di viaggi, “L’odore dell’India “ cita il Console Lavison.

Il console Lavison con Maria Josè ex regina d’Italia a Bombay

Anche Moravia era stato ricevuto, come il regista Roberto Rossellini ed anche Enrico Mattei. In Francia, nei pressi di Bordeaux, esiste un antico castello che appartenne alla famiglia Ruf de Lavison e dove tuttora si produce un ottimo vino.

Articoli correlati su: Firenze capitale