Attori, registi e luoghi tra il 1955 e il 1965

Il golfo di Castiglioncello e sullo sfondo la pineta di Marradi
Il golfo di Castiglioncello e sullo sfondo la pineta di Marradi

Tra la metà degli anni Cinquanta e la metà degli anni Sessanta Castiglioncello visse una stagione culturale particolarmente intensa. In quegli anni la piccola località balneare della costa livornese divenne un punto di ritrovo informale per attori, registi e sceneggiatori del cinema italiano. Non si trattava di un festival o di una manifestazione organizzata, ma di una concentrazione spontanea di presenze legate al mondo cinematografico che trasformò il paese in una sorta di “salotto estivo” del cinema.

Il fenomeno si colloca nel contesto più ampio della stagione d’oro di Cinecittà e del boom economico italiano. Roma era allora uno dei principali centri cinematografici internazionali e molti protagonisti del cinema italiano cercavano luoghi di villeggiatura relativamente tranquilli, vicini alla capitale ma lontani dal caos mondano. Castiglioncello, con le sue scogliere rosse, le pinete e le ville immerse nel verde, offriva un equilibrio ideale tra riservatezza e vita sociale.
Il centro della vita balneare era la Baia del Quercetano, la spiaggia più famosa di Castiglioncello. Qui si concentrava gran parte delle presenze del mondo dello spettacolo. Stabilimenti storici come i Bagni Ausonia erano frequentati da attori e registi che trascorrevano le giornate tra bagni, conversazioni e incontri informali.

Villa di Alberto Sordi a Castiglioncello
Villa di Alberto Sordi a Castiglioncello

Tra i frequentatori più assidui vi fu Alberto Sordi. Alla fine degli anni Cinquanta l’attore acquistò una villa nella zona di Portovecchio, nota come Villa Celestina, dove trascorse molte estati tra il 1959 e il 1964. La casa divenne un luogo di ritrovo per amici e colleghi. Sordi amava la discrezione del luogo e spesso invitava altri protagonisti del cinema italiano a passare qualche giorno a Castiglioncello. Anche Marcello Mastroianni frequentò più volte la località nei primi anni Sessanta. In alcune interviste ricordò Castiglioncello come un luogo particolarmente libero e informale, molto diverso dall’ambiente mondano di Roma o di altre località balneari più alla moda. Accanto a loro comparivano spesso Vittorio Gassman, Paolo Panelli, Renzo Montagnani e l’attrice Bice Valori, tutti legati in vari modi alla vita sociale del luogo.

Il 1962 e il film “Il Sorpasso”

L’anno che consolidò definitivamente il legame tra Castiglioncello e il cinema fu il 1962. In quell’estate il regista Dino Risi scelse la località come uno dei principali set del film “Il Sorpasso”, destinato a diventare uno dei capolavori del cinema italiano.

Jean Louis Trintignant e Vittorio Gassman in una scena del film
Jean Louis Trintignant e Vittorio Gassman in una scena del film

Le riprese si svolsero tra giugno e agosto del 1962. Molte scene furono girate lungo la costa di Castiglioncello e nelle strade panoramiche che collegano la località con la scogliera verso sud. La celebre terrazza sul mare che compare nel film si trova proprio nell’area del Quercetano. I protagonisti del film erano Vittorio Gassman e l’attore francese Jean-Louis Trintignant. Durante le settimane di lavorazione la troupe cinematografica rese Castiglioncello un set a cielo aperto. I residenti ricordano ancora la presenza delle cineprese lungo le strade e la curiosità degli abitanti che assistevano alle riprese.
Secondo alcune testimonianze locali, Gassman era solito intrattenersi con i residenti dopo le riprese, mentre Trintignant preferiva lunghe passeggiate solitarie lungo le scogliere.
Il film uscì nelle sale nel dicembre del 1962 e contribuì a fissare nell’immaginario collettivo l’immagine di Castiglioncello come paesaggio simbolo dell’Italia del boom economico.

Oltre alla spiaggia, alcuni luoghi del paese erano particolarmente frequentati dagli ospiti del cinema.
Tra questi vi erano l’Hotel Miramare e il Grand Hotel Villa Parisi, due strutture storiche che ospitarono diversi attori e registi tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta.

Un punto di ritrovo serale era il Caffè Ginori, situato sul lungomare. Qui si svolgevano spesso lunghe conversazioni tra registi, sceneggiatori e attori. Le serate potevano prolungarsi fino a tarda notte, tra discussioni su nuovi film, progetti cinematografici e racconti di lavorazione.

Tra le presenze più importanti vi fu la sceneggiatrice Suso Cecchi D’Amico, una delle figure centrali del cinema italiano del dopoguerra. Autrice di sceneggiature per registi come Luchino Visconti, Vittorio De Sica e Mario Monicelli, trascorse diverse estati a Castiglioncello insieme al marito, il regista Luigi Filippo d’Amico. Anche il regista Luchino Visconti soggiornò più volte a Castiglioncello tra il 1960 e il 1963. La sua presenza non fu continuativa ma legata a periodi di vacanza e a incontri con collaboratori.

Se la Baia del Quercetano rappresentava la parte più visibile della vita estiva, esistevano anche luoghi più appartati. Tra questi la Pineta Marradi, grande area verde affacciata sul mare.
La pineta era spesso utilizzata per passeggiate serali. Dopo cena piccoli gruppi di amici si spostavano lì per parlare lontano dal rumore della spiaggia e dei locali. Diverse testimonianze raccolte negli anni successivi ricordano che durante queste passeggiate si discutevano spesso soggetti cinematografici e idee per nuovi film.

Castiglioncello, baia del Quercetano
Castiglioncello, baia del Quercetano

A partire dalla seconda metà degli anni Sessanta questo ambiente iniziò lentamente a disperdersi. Cambiarono le abitudini del cinema italiano, mutarono i luoghi di villeggiatura e molti protagonisti iniziarono a trascorrere le vacanze all’estero.
Castiglioncello perse gradualmente il ruolo di punto di ritrovo del mondo cinematografico, ma rimase nella memoria collettiva come uno dei luoghi simbolo di quella stagione.
Il periodo compreso tra il 1958 e il 1963 rappresenta quindi il momento di massima presenza del cinema italiano nella località. Le testimonianze, i ricordi degli abitanti e soprattutto il film “Il Sorpasso” restano oggi le tracce più concrete di quella fase.
Ancora oggi, osservando la Baia del Quercetano o le scogliere che compaiono nel film di Dino Risi, è possibile riconoscere il paesaggio che fece da sfondo a uno dei momenti più vivaci della storia culturale di Castiglioncello.

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