di Salvina Pizzuoli

Rosignano, il castello

Arroccato su un poggio domina la piana fino al mare con la poderosa struttura del suo Castello che si raggiunge per una strada o scalinate che si arrampicano fino a quando, in prossimità della Torre con l’orologio, non si apre a destra un ampio spiazzo con l’arco di acceso aperto lungo le mura, che invita con la sua agile struttura il visitatore ad entrare.
Sull’arco lo stemma mediceo racconta parte della sua storia.

Rosignano Marittimo, porta di ingresso al castello

Ma procediamo con ordine.

Le sue origini in vero risalgono al Medievo e la prima documentazione all’epoca longobarda, intorno all’VIII secolo, ma è nell’XI che assume la funzione difensiva e del territorio circostante e della costa. Origini ancora più antiche si ipotizzano relativamente all’etimo del nominativo: forse il sito ospitava già un’arce etrusca o un castrum romano dato che il suo nome potrebbe legarsi a quello della famiglia romana dei Rasinii.

Rosigano marittimo, torre delle fortificazioni medicee

Da allora ad oggi il complesso ha subito vari rimaneggiamenti e restauri: la struttura attuale potremmo definirla pertanto cinquecentesca ad opera della rifortificazione operata nel 1562 e voluta da Cosimo I Medici avocandogli un ruolo difensivo dalle incursioni dei corsari lungo la costa. Di tali ristrutturazioni restano i segni nei due torrioni circolari in travertino.

Nelle epoche successive divenne residenza nobiliare come testimonia Palazzo Bombardieri, oggi sede del Museo Archeologico, appartenuto alla famiglia omonima, tra quelle di maggiore prestigio e rilievo all’interno del borgo fortificato. Come già accennato sede del Museo, il cui primo nucleo risale al 1957, traslocato nel 1996 all’interno del Palazzo Bombardieri, riallestito opportunamente per accogliere materiali che via via si facevano più consistenti e raccontavano la storia dalla Preistoria al Medievo della fascia costiera tra Castiglioncello e il fiume Cecina e del suo entroterra.

Rosignano, ingresso del palazzo Bpmbardieri sede del museo

Il Museo, situato su tre piani, sviluppa un periodo che si muove dalla preistoria al Medioevo fino a lambire i primi scorci dell’età Moderna; é ampiamente corredato da materiali esplicativi che accompagnano il percorso del visitatore e illustrano i ritrovamenti, gli insediamenti, lo sfruttamento delle risorse del territorio, i traffici commerciali. Tra le risorse principali spicca la produzione del sale, presente dalla protostoria al periodo mediceo, detenendo un ruolo fondamentale così come la produzione di cereali, olio e vino, e le loro commercializzazioni.
Tra i siti in età preistorica e protostorica, gli insediamenti del Galafone, specializzato appunto nella produzione di sale, e il quartiere portuale di San Gaetano di Vada. I ritrovamenti subacquei (relitto di Galignaia) mostrano come in età etrusca arcaico-classica il territorio costiero fosse inserito già nelle rotte che si dirigevano verso la Gallia e la Spagna. Ricche le testimonianze in età ellenistica (necropoli di Castiglioncello IV-I secolo a.C.) con i corredi delle tombe rinvenuti da Milani* (conservati al Museo Nazionale di Castiglioncello) e da Martelli** (al Museo di Rosignano). Interessanti reperti in località Pian dei Lupi hanno evidenziato la presenza di un’aristocrazia che traeva la propria ricchezza dall’agricoltura e dai commerci. Il percorso quindi si sofferma su Vada Volterrana, porto etrusco e il quartiere portuale di San Gaetano i cui ritrovamenti permettono una più precisa lettura delle rotte commerciali in cui era inserito il porto di Vada. Nel III secolo a.C. il territorio gravita nell’area romana, caratterizzata da un nuovo assetto del paesaggio insediativo con fattorie e ville, attività artigianali, agricole e commerciali gestite da aristocrazie locali in stretto e funzionale  rapporto con le élites romane.
Di reperto in reperto fino al Medioevo e alle soglie dell’età moderna, un’ampia e ricca carrellata che permette di cogliere uno spaccato articolato della vita del tempo e le sue nuove articolazioni.


Di seguito alcuni reperti significativi tra i molti che documentano il percorso e la notevole attività archeologica che ha caratterizzato la ricerca del passato lungo la fascia costiera.

Museo di Rosignano Marittimo, Anfore per il trasporto del vino dal relitto di Calignaia (fine V secolo a.C.)
Anfore per il trasporto del vino dal relitto di Calignaia (fine V secolo a.C.)
Museo di Rosignano Marittimo, Orecchini in oro dalla necropoli di Pian dei Lupi (età ellenistica (fine IV a.C.)
Orecchini in oro dalla necropoli di Pian dei Lupi (età ellenistica (fine IV a.C.)
Museo di Rosignano Marittimo, Cratere a colonnette con figure rosse (fine del IV secolo a.C.) con funzione cineraria, dalla necropoli di Castiglioncello
Cratere a colonnette con figure rosse (fine del IV secolo a.C.) con funzione cineraria, dalla necropoli di Castiglioncello
Museo di Rosignano Marittimo, Vaso da tomba femminile con graffiti dalla necropoli di Pian dei Lupi (II secolo a.C.)
Vaso da tomba femminile con graffiti dalla necropoli di Pian dei Lupi (II secolo a.C.)
Museo di Rosignano Marittimo, Anfore tipo greco italico dal relitto della meloria (fine III a.C.)
Anfore tipo greco italico dal relitto della meloria (fine III a.C.)
Museo di Rosignano Marittimo, Statuetta femminile in marmo panneggiato dalla villa della Villana (I _ II secolo d.C.)
Statuetta femminile in marmo panneggiato dalla villa della Villana (I _ II secolo d.C.)
Museo di Rosignano Marittimo, Attis, da San Gaetano di Vada (II secolod.C.)
Attis, da San Gaetano di Vada (II secolod.C.)

*Luigi Adriano Milani Filologo, archeologo, numismatico italiano (Verona 1854 – Firenze 1914). Direttore dal 1882 del Museo Archeologico di Firenze, vi creò il Museo topografico dell’Etruria; dal 1895 fu prof. di archeologia di quell’Istituto di studî superiori; socio corrispondente dei Lincei (1890). Fu anche soprintendente ai musei e scavi dell’Etruria.

**Diego Martelli (Firenze, 29 ottobre 1839 – Firenze, 20 novembre 1896) è stato un critico d’arte e mecenate italiano. Sostenne e unì i Macchiaioli ospitandoli nella sua tenuta di Castiglioncello dove coltivò, oltre al suo amore per l’arte e la letteratura, particolare interesse per i materiali antichi che affioravano pian piano . La sua collezione di reperti, da lui donata a Luigi Adriano Milani, è esposta al Museo Archeologico di Rosignano Marittimo in un’aula a lui dedicata

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