Le magistrature maggiori del Comune di Firenze nei secoli XII-XIV

di Luisa Di Tolla

Tra la fine del XII secolo e il primo decennio del XIII a Firenze, come nellamagistrature maggior parte dei comuni cittadini dell’Italia centro-settentrionale, si afferma l’istituto del podestà, il rettore con compiti politici, giudiziari e militari cui era affidato il coordinamento delle diverse funzioni pubbliche e la rappresentanza del governo cittadino. Il prestigio e l’autorità della carica richiedevano che i candidati fossero dotati di particolari requisiti: appartenenza al ceto dei “milites”, età non inferiore ai 36 anni, competenze giuridiche ed esperienza specialistiche nelle pratiche amministrative e di governo.  …  continua a leggere   Le magistrature maggiori del Comune di Firenze nei secoli XII-XIV

Cerreto Maggio

di Michele Chini

cerretomaggio
La chiesa di Sant’Andrea a Cerreto Maggio

Dietro Monte Morello,  a circa un chilometro e mezzo dalla frazione di Paterno, nel comune di Vaglia, inerpicata su un ripido cocuzzolo che domina il vallone segnato dal torrente Carzola, tributario della Carza, sorge l’antica chiesa di Sant’Andrea a Cerreto Maggio.

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Toscana terra di acque tormentose, tracimanti e mitologiche: Ambra e Ombrone

Oltre al ben noto e lungo Ombrone, il secondo fiume toscano dopo l’Arno, che dai monti del Chianti con un corso tortuoso e meandriforme sfocia poi nel Tirreno nei pressi di Grosseto, ve n’è un altro del medesimo nome che, per distinguerlo, ha aggiunto il toponimo di Pistoiese.

L'Ombrone pistoiese
L’Ombrone pistoiese

Il suo corso, molto più breve, lo vede confluire in Arno di cui è uno dei maggiori affluenti insieme al Bisenzio. Ha una sua storia: nei tempi lontani ….

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La pieve di Santa Maria Assunta a Montemignaio

di Salvina Pizzuoli

L’antica pieve, datata intorno all’ inizio del XII secolo, sorge su di un piccolo ripiano poco sopra le verdi sponde del torrente Scheggia. Come altre pievi fu edificata lungo importanti vie di comunicazione offrendo ricovero ai diversi viandanti che vi si muovevano per devozione o nello svolgimento delle loro attività: in questo caso una strada romana alternativa a quella consolare che seguiva il percorso dell’Arno. La sobria facciata richiama il puro stile romanico, con le sue pietre grigie squadrate, la struttura a tre navate, il rosone centrale e i due laterali sulla semplice facciata. Il campanile poco discosto presumibilmente era prima una torre d’avvistamento. A causa di uno smottamento la facciata fu per due volte ricostruita insieme all’abside semicircolare: nel 1904 e nel 1965.

Anche all’interno è possibile ravvisare i segni degli smottamenti volgendo un po’ lo sguardo alle pareti della navata centrale anche se l’occhio del visitatore è attratto dall’eleganza di alcuni capitelli che sovrastano le colonne a pilastro che sorreggono archi a tutto sesto che dalla navata centrale aprono a quelle laterali. Sulle colonne a pilastro si possono ancora ammirare alcuni degli affreschi del XV secolo che le decoravano offerti dai devoti come si può leggere in alcune iscrizioni ancora presenti.

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In Lunigiana: il castello di Malgrate e il borgo murato di Filetto

Siamo in Lunigiana ricca di storia e di reperti archeologici. Terra di fascino per le sue bellezze naturali, di acque, di boschi e di montagne come le Apuane che si stagliano brune e aguzze. Abitata sin dall’ età paleolitica conserva e custodisce preziose testimonianze di età romana e medievale, tra quest’ultime spiccano i castelli, in abbondanza.

Malgrate, la facciata del castello
Malgrate, la facciata del castello

Terra di confine tra la Liguria e l’Appennino, occupa la sezione più settentrionale della Toscana, in provincia di Massa, nel bacino del fiume Magra: da una parte il mare e il fiume che scorre chiaro e impetuoso con le sue limpide acque verso la foce dove anticamente sorgeva Luni da cui Lunigiana, e dall’altra i monti, le Apuane e l’Appennino Tosco Emiliano, in un territorio prevalentemente collinare sui cui cocuzzoli spiccano rocche e borghi murati. …Continua a leggere    In Lunigiana: il castello di Malgrate e il borgo murato di Filetto

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La Toscana nelle pagine della Divina Commedia (metafore e paesaggi)

Quante immagini di Toscana nei versi del sommo poeta!

a cura di Alessandro Ferrini

La selva dei suicidi

La selva dei suicidi
La selva dei suicidi (incisione di Gustave Dorè)

Non fronda verde, ma di color fosco;
non rami schietti, ma nodosi e ‘nvolti;
non pomi v’eran, ma stecchi con tòsco.

Non han sì aspri sterpi né sì folti
quelle fiere selvagge che ‘n odio hanno
tra Cecina e Corneto i luoghi cólti.  Inf. XIII, 4-9

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Il paesaggio toscano: le case coloniche

Una breve storia illustrata

di Salvina Pizzuoli    

Un esempio di casa di montagna in u cabreo settecentesco che raffigura una casa con torre inglobata nella casa da lavoratore
Un esempio di casa di montagna in un cabreo settecentesco che raffigura una casa con torre inglobata nella casa da lavoratore

Sarebbe difficile immaginare il paesaggio toscano senza la presenza delle case coloniche che lo caratterizzano con la loro struttura e i colori delle pietre che così bene si inseriscono nel paesaggio circostante: una campagna amabile, variegata, costruita come “un’opera d’arte da un popolo raffinato”, come ebbe a definirla il geografo Henry Desplanques o “la più commovente che c’è” secondo lo storico Braudel. E la casa colonica ancora oggi ne è l’elemento più eloquente e caratterizzante, testimonianza di un paesaggio secolare costruito dalla mezzadria. …Continua a leggere   La casa colonica in Toscana

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A Firenze: caffè, leccornie, artisti e letterati tra Otto e Novecento (prima parte)

ovvero ma lo sai dove ti siedi?

Gilli, Paszkowski, Giubbe Rosse (prima parte)

di Salvina Pizzuoli

Caffè Gilli la vetrata liberty con l'orologio
Caffè Gilli la vetrata liberty con l’orologio

 

Firenze tra Otto e Novecento non era nuova ai ritrovi in centro città; già dal Settecento poteva vantare diversi luoghi d’incontro dove consumare dolciumi o bevande scambiando chiacchiere e toscanacce battute, ma anche opinioni e considerazioni in un’atmosfera sospesa tra le delizie del palato e la gradevolezza dell’ambiente. Piacevolezze di un tempo …Continua a leggere   A Firenze: caffè, leccornie, artisti e letterati tra Otto e Novecento (prima parte)