Le stazioni di posta sulla via Bolognese

da Porta San Gallo alle Filigare

di Alessandro Ferrini

La Diligenza F.Forti 1863

Il grande sviluppo stradale promosso da Leopoldo II implicò anche il miglioramento dei servizi connessi al trasporto di merci, persone e corrispondenza lungo le principali arterie di transito, come la Bolognese, che venivano servite da strutture ricettive situate a distanze regolari, le cosiddette “poste”, e pertanto erano chiamate strade postali, sotto la sopraintendenza dell’autorità governativa. Le “poste” erano stazioni fisse adibite alla sostituzione dei cavalli, al ristoro e al pernottamento dei viaggiatori e dei corrieri; venivano date in concessione ai “postieri” o “maestri di posta”, controllate e regolamentate dalle autorità pubbliche, erano in tutto simili alle mansiones che in epoca romana fornivano gli stessi servizi lungo le grandi arterie consolari. La distanza fra le stazioni, variava a seconda della tipologia del territorio attraversato, da un minimo di 4-5 miglia1 nelle zone più impervie a un massimo di 17–18 in pianura (per indicare le distanze del percorso veniva utilizzata anche una nuova misura, la “posta” pari a 7,4 miglia). Era tuttavia permessa anche l’esistenza di locande e osterie private purché non praticassero una politica concorrenziale ai danni delle strutture ufficiali. … continua a leggere Le stazioni di posta sulla via Bolognese

“Terapia forestale” il volume nato da una ricerca sul campo

A partire dal ruolo insostituibile delle foreste per la vita umana e dal rapporto speciale che da sempre lega l’uomo alla foresta, il volumerealizzato dal Cnr e dal Club Alpino Italiano (Cai), con la collaborazione del Centro di Riferimento Regionale per la Fitoterapia (Cerfit, Aou Careggi di Firenze) – presenta lo stato dell’arte delle funzioni terapeutiche della foresta rispetto alla salute mentale e fisiologica. L’uomo si rapporta all’ambiente forestale attraverso tutti i suoi sensi e ne trae importanti benefici per la propria salute, come emerge dalle evidenze scientifiche raccolte negli anni, illustrate in dettaglio nel volume. Sono discussi in particolare il ruolo e gli effetti delle preziose sostanze rilasciate dalle piante nell’aria forestale, nonché delle tecniche di conduzione delle persone nella foresta, utilizzate in esperienze congiunte Cnr-Cai, fornendo così contributi originali alla conoscenza della materia. Le “istruzioni per l’uso”, la riproduzione a casa di elementi degli ambienti forestali e i prossimi sviluppi del progetto congiunto Cai-Cnr completano l’opera. (dalla presentazione alla pagina Novità editoriali Cnr)

Per saperne di più e per scaricare gratis il volume in PDF

Architetture del Novecento a Firenze

Firenze via Borgognissanti, Casa Galleria Vichi, particolare del drago alato reggilampada

Monterinaldi e le “villette” Ricci

Lo stadio Artemio Franchi di Firenze

Ex Manifattura Tabacchi di Firenze

Toscana in “Liberty”: Firenze capitale del nuovo stile 

Toscana in “Liberty”: i villini di Michelazzi e le realizzazioni di Coppedè a Firenze

top ten gennaio 2021

tuttatoscana

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I Lorena e la via Bolognese

di Alessandro Ferrini

Parte settentrionale del Granducato in una carta del 1781 (clicca sull’immagine per ingrandirla)

La politica infrastrutturale dei Lorena tese a stabilire collegamenti efficienti non solo all’interno del Granducato, ma anche con gli stati confinanti, per favorire gli sbocchi commerciali verso l’Adriatico e i mercati dell’Italia settentrionale e garantire al contempo a Vienna uno sbocco sul Mar Tirreno attraverso il porto di Livorno, uno dei più attivi del Mediterraneo. In particolare un collegamento veloce fra Bologna e Firenze rispondeva anche all’esigenza di un percorso agevole e sicuro fra la Toscana e l’Austria per gli spostamenti dello stesso Granduca. Da qui il massiccio intervento di costruzione di strade che attraversassero agevolmente i passi dell’Appennino, strade che all’epoca erano ridotte in certi punti a sentieri e mulattiere difficili da transitare anche con buone condizioni meteorologiche. Era un programma arduo da realizzare sia sul piano tecnico, perché si trattava di costruire carrozzabili su un territorio impervio e ricco di corsi d’acqua da attraversare, sia sul piano politico perché gli Appennini rappresentavano anche un confine naturale con gli stati limitrofi spesso poco propensi a far attraversare il loro territorio da nuove strade; in primis lo Stato della Chiesa, di cui Bologna e il suo territorio facevano parte, che concesse i permessi solo dopo lunghe ed estenuanti trattative. … continua a leggere I Lorena e la via Bolognese

Paesaggi toscani, la loro storia

Il bel paesaggio toscano: campi coltivati e coloniche, armonia tra natura e lavoro dell’uomo

Il paesaggio toscano dell’alto Medioevo

Il paesaggio medievale della mezzadria in Toscana

Il paesaggio della via Francigena in Toscana e i bagni termali

La genesi del paesaggio classico

Il paesaggio toscano: le case coloniche

Il paesaggio agrario nella Toscana del Medioevo

Immagini di paesaggio agrario del Medioevo: miniature e dipinti

La casa colonica di collina: il Chianti e il Valdarno Superiore

Galleria foto: case coloniche delle colline Toscane

Alcune tipologie di capanne della Toscana rurale: capanna cilindro-conica

Alcune tipologie di capanne della Toscana rurale: capanna quadrangolare e capanna maremmana

Giganti di Toscana

San Miniato al Monte, la leggenda, la storia, le simbologie

Impossibile non notarla, anche da lontano, dai lungarni di qua d’Arno soprattutto: l’elegante facciata ad ampie tarsie marmoree bicrome, il bianco di Carrara e il verde del serpentino di Prato, a formare motivi geometrici, lo splendido mosaico (1260) a fondo dorato con Cristo in trono benedicente fra la madre e San Miniato che, specialmente nelle giornate di sole, balugina, così come l’aquila artigliante in rame che ne occupa la sommità, simbolo dell’arte di Calimala, la corporazione che ne ebbe per anni la tutela, ma anche i cinque archi della parte inferiore che ben si distinguono pur nella distanza, disegnati e delimitati dalle belle semicolonne.

In posizione scenografica, è una delle più antiche e insigni creazioni del romanico a Firenze, si erge su quel colle che nel tempo ha assunto diverse denominazioni: Monte del Re, ma anche Monte Fiorentino e San Miniato, designazione che si richiama al nome del santo le cui reliquie, come si tramanda, sono custodite nella cripta. … continua a leggere San Miniato al Monte, la leggenda, la storia, le simbologie