Approdi marittimi e strutture portuali in epoca tardo antica e alto medievale in alta Toscana

Occorre ricordare per prima cosa che la linea della costa toscana in questo punto era più arretrata rispetto all’attuale di alcuni chilometri, seguiva un andamento curvilineo verso l’interno formando il Sinus Pisanus nell’area compresa tra le attuali  Tirrenia e Livorno.

Nel periodo tardo antico gli approdi principali erano situati nelle zone di San Piero a Grado e di Santo Stefano ai Lupi, collocati presso il ramo settentrionale e meridionale del delta dell’Arno. Lungo tutto il golfo erano situati approdi minori che attraverso altri rami del fiume e canali giungevano fino al centro di Pisa o in altre località intorno al bacino del Serchio. (Ad esempio Isola di Migliarino usata fra il periodo della tarda repubblica e il V-VI secolo) A questo proposito è bene ricordare che la foce dell’Arno in origine era a delta, caratteristica tipica dei fiumi che sboccano nel Mediterraneo: solo dopo varie opere di canalizzazione la foce del nostro fiume è divenuta un estuario, più adatto a permettere la navigazione interna.

Dal 603 Pisa fu conquistata dai Longobardi divenendo sede di un gastaldo e per quanto manchino documentazioni tutto fa presupporre che il porto pisano abbia mantenuto la sua funzione di importante scalo marittimo intensificando i commerci, specialmente dal X secolo, fino a permettere, nell’XI secolo, la nascita e lo sviluppo della Repubblica marinara di Pisa.

San Piero a Grado, l’antico scalo a sud di Pisa, fu abitato dagli Etruschi fin dal VII secolo a.C., nei secoli successivi vi sorse un insediamento romano favorito dalla posizione fra lo sbocco in mare di un ramo dell’Arno e la vicinissima via Aurelia. In quel luogo nel corso dei secoli IV-V venne edificato un primo nucleo di quella che ancora oggi conosciamo come Basilica di San Pietro a Grado. Il nome si deve a una leggenda sviluppatasi nel periodo carolingio secondo la quale San Pietro sbarcò in questa località per recarsi a Roma. Lo stesso toponimo Grado deriva dal latino gradus che indica passaggio.

San Piero a Grado la parte a settentrione con i ritrovamenti archeologici e il ciborio che segna il luogo della predicazione di San Pietro

Il porto pisano di Santo Stefano ai Lupi, situato sul braccio settentrionale dell’antico delta, vide il suo sviluppo nel III secolo a.C. quando diventò la base delle navi onerarie per le operazioni militari romane nella guerra contro i Liguri. Nei secoli successivi, dopo la conquista romana della penisola, il porto assunse un ruolo importante di scalo commerciale per la commercializzazione dei prodotti provenienti dall’entroterra e trasportati fin lì lungo il corso dell’Arno.

Già a partire dall’epoca tardo antica e durante l’alto medioevo tutta l’area della foce subì un progressivo interramento causando l’avanzamento della linea costiera e rendendo sempre più difficile l’utilizzo degli antichi scali. A metà del XII secolo si rese dunque necessaria la costruzione di un nuovo Porto Pisano spostato verso Livorno rispetto all’antico.

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