Fiumi e porti fluviali nell’antica Toscana

Disegno di un barchetto, un navicello di 7-10 metri per la navigazione fluviale

La navigazione fluviale nell’antica Toscana

Lungo l’Arno: dal castello di Malmantile al porto fluviale di Brucianesi

Signa medievale: tre porti e un ponte

I “porti fluviali” di Grosseto

Porto di Motrone di Versilia

La valle dell’Arno dalle origini al 1333

Firenze e l’Arno: un rapporto difficile

Empoli e l’Arno: dalle origini al 1333

Pisa e l’Arno: storia e geografia di un antico sistema portuale

Un ponte mediceo a Cappiano

La via Flaminia da Foligno a Ravenna (quinto itinerario)

di Giovanni Caselli, da Le strade di Roma in Italia (vol.II°)

Flaminia da Foligno a Rimini

Poi la Via Flaminia entrava in Fulginiae (Foligno) e poco dopo vi era Forum Flaminii dove ritrovava la ‘militare’. Fino a Ponte Centesimo il tracciato attuale collima con quello antico; dopo il ponte la via scendeva sul Topino che traversava su un ponte distrutto dal tempo e dalla ferrovia, di cui rimangono pochi resti. Dopo Capodacqua la Via transitava su un viadotto costruito con blocchi calcarei in opera quadrata, con contrafforti. Passati per Pieve Fanonica, antica chiesa costruita in parte col pietrame delle Via Flaminia, si continua il percorso con l’immaginazione in quanto esso collimerebbe con quello della ferrovia Roma-Ancona. Dopo la galleria Valtopina, sotto il ponte ferroviario vi è un resto di un pilone di un ponte che aveva due arcate e mostra lo ‘stile’ augusteo.    …   continua a leggere  La via Flaminia da Foligno a Ravenna (quinto itinerario)

Vedi anche:

La via Flaminia dal Foro romano a Malborghetto (primo itinerario)

La via Flaminia da Malborghetto a Civita Castellana (secondo itinerario)

La via Flaminia da Civita Castellana a Carsulae (terzo itinerario)

La via Flaminia da Carsulae a Foligno (quarto itinerario)

Acone nella val di Sieve

“La Toscana è, per universale sentimento, oltre ad ogni altra provincia italica bellissima: le riconobbero sì nobil pregio i più disappassionati tra i connazionali; e venne come tale salutata e vagheggiata in ogni tempo dagli stranieri. Bagnata dal Tirreno e recinta dall’Appennino, è tutta intersecata da poggi e colline formanti corona a pittoresche valli, cui natura favorì di temperato clima, e che la mano industre dell’uomo rese, quasi in ogni angolo, ridenti di campi sativi, di oliveti, di vigne…”

La breve citazione tratta dalla “Corografia fisica, storica e statistica” di Attilio Zuccagni Orlandini di metà Ottocento, disegna perfettamente anche questa valle toscana percorsa dalla Sieve, cui fanno corona poggi e colline, dove la storia ha lasciato traccia nelle bellezze e del paesaggio e dei manufatti creati dall’uomo in tempi lontani.   …   continua a leggere     Acone nella val di Sieve

Rocca Ricciarda, un antico “castrum” medievale nel Pratomagno

di Salvina Pizzuoli

Per raggiungere Rocca Ricciarda siamo passati dal Valdarno e poi, usciti a Montevarchi, ci siamo diretti verso Loro Ciuffenna e quindi, da lì a pochi chilometri, verso la nostra meta.

Oggi non piove e il paesaggio che ci circonda è pieno di luce e il bosco, prevalentemente a castagno, che ci accoglie ai margini della strada verso la Rocca, è affascinante nei suoi colori autunnali accompagnati, come sottofondo, dal chiassoso scorrere delle limpide e spumeggianti acque del Ciuffenna.

Cosa ci ha spinto fin qui?

La curiosità sicuramente, si parla di questo borgo come di uno dei tanti semi abbandonati. In effetti il paese pare sia  abitato d’inverso da un numero minimo di abitanti, forse 10 in tutto.  …  continua a leggere  Rocca Ricciarda, un antico “castrum” medievale nel Pratomagno

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La via Flaminia da Civita Castellana a Carsulae (terzo itinerario)

di Giovanni Caselli, da Le strade di Roma in Italia (vol.II°)

Tracciato Flaminia

In Umbria: L’Umbria, ossia la Regio VI di Augusto, era il territorio traversato dalla Via Flaminia, allo stesso modo in cui la Regio VIII Aemilia era il territorio traversato dalla Via omonima. Questo territorio corrispondeva solo vagamente all’area culturale umbra; si pensi a Ravenna, città data per umbra da tutti gli autori antichi, che si trovava a ben 75 Km dal confine della Regio VIII Augustea! La ristrutturazione dell’antico tracciato e la sua trasformazione in via militare, avvenuta nel 220-219 a.C.  …    continua a leggere    La via Flaminia da Civita Castellana a Carsulae (terzo itinerario)

La via Flaminia dal Foro romano a Malborghetto (primo itinerario)

Pubblichiamo a puntate questo interessante percorso illustrato dal prof. Giovanni Caselli anche se la Flaminia toccava solo marginalmente l’Etruria nel tratto iniziale. Tuttavia, attraversando Umbria e Marche, rappresentava una importantissima via di comunicazione con l’Adriatico ed era strettamente connessa alla rete stradale dell’Etruria.


di Giovanni Caselli, da Le strade di Roma in Italia (vol.II°)

Percorso vi Flaminia

Fu la terza grande direttrice dell’espansione romana in ordine cronologico e la prima delle due grandi strade per il nord in ordine di importanza; traversata l’Umbria e le Marche, giungeva sulla costa adriatica a Fanum per terminare a Senigallia. La Via usciva dal Foro Romano da una porta a est del Campidoglio, Porta Fontinalis, seguiva poi l’attuale Via del Corso, ossia la Via Lata del IV secolo d.C. Dopo circa 3 miglia la strada raggiungeva il Pons Milvius dal quale si irraggiavano altre vie inferiori alla Flaminia: la Amerina, la Cimina, la Clodia, l’Annia e la Cassia, la più lunga dopo la Flaminia. …  continua a leggere  La via Flaminia dal Foro romano a Malborghetto (primo itinerario)

Prato medievale: il castello di Federico II

Imponente e maestoso, sulle ceneri di un altro, quello della potente famiglia degli Alberti che ne aveva disseminati vari lungo la valle del Bisenzio a tutela di una rete viaria importante per i commerci verso i territori a nord e verso la montagna pistoiese: soprattutto la strada detta Lombarda che collegava Prato con Bologna.

È lì dal 1247 circa, per volere di Federico II, splendor mundi; alla sua morte i lavori rimasero interrotti e nel XIV secolo fu collegato dai fiorentini, dei quali era divenuto presidio militare, alle mura trecentesche attraverso un camminamento coperto, detto il Cassero.    …   continua a leggere    Prato medievale: il castello di Federico II

Castel di Pietra nella Maremma grossetana

Siamo nei pressi di Gavorrano, lungo la valle del fiume Bruna che in tempi lontani sfociava in quel lago salmastro detto Prile dai Romani, conosciuto poi come il Lago di Castiglione.

Castel di Pietra lega il suo nome alla leggenda della Pia, quella Pia de’ Tolomei che Dante immortalò nei versi della sua Commedia. In realtà ha rivestito un ruolo chiave nell’economia medievale del territorio della valle del Bruna, controllando, come è avvenuto per altri castelli nella vicina Val d’Ombrone, i giacimenti minerari delle colline limitrofe da cui si estraevano piombo e argento ma anche ferro. A questo controllo si affiancava quello lungo la via del sale.    … continua a leggere    Castel di Pietra nella Maremma grossetana

Porti e approdi di Toscana: Puntone di Scarlino

Il Puntone di Scarlino si trova presso la foce del canale detto Fiumara del Puntone, dove è stato costruito recentemente un porto turistico, posta all’estremità di levante del Golfo di Follonica.

Nel canale della Fiumara confluiscono le acque del Canale Allacciante delle Acque Alte (prosecuzione verso il mare del torrente Rigiolato) di alcuni fossi creati per la bonifica della piana di Scarlino e dell’emissario dell’ex cassa di colmata, che raccoglie le acque del fiume Pecora.    …  continua a leggere  Porti e approdi di Toscana: Puntone di Scarlino

Monte Amiata tra storia e geografia: castelli e abbazie

di Salvina Pizzuoli

Il Monte Amiata

Oggi il Monte Amiata è quel che rimane di un antico vulcano, spento ormai da millenni, caratterizzato da una storia e da una geografia singolari che lo hanno visto protagonista di ampi insediamenti umani sin dalle età più lontane. Il motivo potremmo individuarlo nella particolare ricchezza di acque che pare rintracciabile anche nell’antico etimo: dal latino ad meata, ovvero alle sorgenti. Ed è proprio alla sua struttura geomorfologica che il fenomeno si collega, essendo costituito nella parte sommitale da formazioni poco permeabili e dalla sovrapposizione di terreni fessurati che ne fanno un grande serbatoio idrico.    …  continua a leggere    Monte Amiata tra storia e geografia: castelli e abbazie