Il Duomo di Orbetello

di Salvina Pizzuoli

Orbetello, il Duomo
Orbetello, il Duomo

Siamo davanti alla bella facciata del Duomo e restiamo ammirati dalla sua elegante composizione: attraggono subito l’attenzione il grande rosone e il magnifico portale che nell’architrave porta un’iscrizione antica.

Hoc opu(s) co(m)positum fuit tempore magnifici D(omi)ni Nicholai de Ursinis Nolani palatini comitis atque Soleti nec non Guidonis Bertuldi(que) comitum nepotum suorum currentibus tunc anno Domini M.CCCLXXVI indictione XIIII. … continua a leggere la storia e la descrizione del Duomo di Orbetello

A Orbetello

di Salvina Pizzuoli

Orbetello La laguna di Levante dalla Leopoldina
La laguna di Levante dalla Leopoldina

Orbetello ha una storia antica, tanto quanto la sua laguna che, per la sua conformazione geografica di territorio  protetto e nello stesso tempo ricco di risorse, era un punto di insediamento strategico. Sorge su un istmo di antica formazione che lo salda alla terraferma; in tempi successivi i tomboli della Feniglia e della Giannella unirono la città all’Argentario che in origine  era un’isola. Una curiosità: una delle testimonianze storiche più antiche e significative sul toponimo del promontorio Argentario è attribuita a Namaziano che lo nomina Argentarius Mons nel De Reditu suo (Libro I) del 415-416 d.C. in cui  descrive il proprio viaggio via mare da Roma alla Gallia, promontorio già denominato Promontorium Cosae o  Promontorium Telamonium così come nel Dizionario di Emanuele Repetti … continua a leggere A Orbetello

Sulla via del Montecucco, tra borghi e paesaggi della Maremma amiatina

Cinigiano e il Castello di Porrona
Cinigiano e il Castello di Porrona

Vigneti, oliveti, pievi e castelli accompagnano il viaggio nelle terre del Montecucco. Due itinerari di Tuttatoscana invitano a percorrere questa parte della Maremma grossetana, seguendo strade che attraversano la campagna e conducono a borghi ricchi di storia.

Il primo percorso, Sulla via del Montecucco: da Paganico ad Arcidosso, è un itinerario in auto che parte da Paganico e si dirige verso le pendici dell’Amiata. Lungo la strada si incontrano colline coltivate a vite e olivo, la pieve di Santa Maria a Lamula e, infine, il borgo di Arcidosso, dominato dalla rocca aldobrandesca.

Il secondo articolo, Lungo la via del Montecucco: Cinigiano e il Castello di Porrona, si sofferma sul paesaggio della Maremma amiatina e su due dei suoi centri storici. Da Cinigiano il viaggio prosegue fino al borgo murato di Porrona, tra antiche case, una piccola chiesa e il castello.

Le due letture permettono di scoprire luoghi diversi di uno stesso territorio, dove il vino Montecucco si lega alla storia dei borghi e al paesaggio che li circonda.

Alla scoperta della Svizzera Pesciatina: dieci castella tra boschi e storie antiche

Un piacevole anello di circa 40 km

Itinerario anello Svizzera Pesciatina
Itinerario Svizzera Pesciatina

Esiste un angolo di Toscana dove il tempo sembra essersi fermato, un luogo in cui la natura rigogliosa sposa la pietra di borghi medievali arroccati sul filo dei crinali. Parliamo della Svizzera Pesciatina, una fetta segreta di Valdinievole, racchiusa nell’alta valle del fiume Pescia, storicamente nota come Valleriana.

Se vi state chiedendo il perché di un nome così insolito, la risposta vi porterà indietro nel tempo fino al 1794, anno in cui l’intellettuale ginevrino Simonde de Sismondi si innamorò perdutamente di queste valli. Boschi di castagno, prati verdissimi, un silenzio d’altri tempi e profili di case dominate da torri antiche gli ricordarono a tal punto la sua terra natia da spingerlo a coniare questo fortunato appellativo. Per scoprire l’affascinante storia di questo soggiorno e i dettagli storici del territorio, potete leggere il racconto completo nell’articolo originale su tuttatoscana.net.

Il cuore pulsante di questa terra è custodito nelle sue celebri dieci “castella”.

Ognuno di questi piccoli paesi fortificati sorge sui cucuzzoli delle colline formate dai due rami del fiume Pescia (la val di Forfora e la val di Torbola), offrendo scorci unici e un patrimonio architettonico rimasto intatto nei secoli.

La Svizzera Pesciatina è una meta che si presta magnificamente a essere esplorata su due ruote o a passo lento, preferibilmente in primavera inoltrata per godere della massima fioritura, o in inverno per assaporare un fascino più intimo e misterioso. Se volete pianificare il vostro prossimo viaggio o semplicemente lasciarvi ispirare da un itinerario di circa 40 chilometri, vi invitiamo a consultare la guida dettagliata disponibile nella pagina dedicata a La Svizzera Pesciatina tra boschi di castagno e antichi borghi.

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Via del Volto Santo, tappa 10: Borgo a Mozzano – Lucca

Tappa 10 Borgo a Mozzano – Lucca: Km 28 – Difficoltà: E – Tempo medio di percorrenza: 9 h

di Oreste Verrini

Chiesa romanica di San Donato
Chiesa romanica di San Donato

La partenza da Borgo a Mozzano ha un sapore particolare; siamo all’ultimo giorno di cammino e due sentimenti contrastanti si accavallano: il rammarico di essere al termine di un viaggio che ci ha permesso di riscoprire, e talvolta scoprire, tante cose belle e meritevoli di due zone, Lunigiana e Garfagnana, che seppur vissute quotidianamente sono state in grado di sorprenderci continuamente e dall’altro una certa frenesia di arrivare con la quale ci siamo svegliati e che ci spinge ad affrettarci così da poter dire “abbiamo concluso il cammino”.

Alla fine, tra i due forse è proprio quest’ultimo sentimento a prevalere, consapevoli che le cose belle scoperte rimarranno ed anzi, impegnandoci a farle conoscere e a valorizzarle, riusciremmo forse, a renderle migliori. Lasciamo di buon mattino il convento di San Francesco di Borgo a Mozzano che ci ha ospitato per la notte. Direzione Museo Civico, detto “Antiquarium”; qui potremmo osservare alcuni resti della civiltà ligure ed etrusca rinvenuti in molte grotte o cavità scoperte e investigate nelle vicinanze. Il museo si cura anche, assieme ad altre associazioni, del mantenimento delle fortificazioni della Linea Gotica, resti di una periodo, quello degli ultimi anni della seconda guerra mondiale che ha condizionato pesantemente la vita di questi territori. …continua a leggere    Garfagnana a piedi, tappa 10: Borgo a Mozzano – Lucca

Massaciuccoli: un viaggio unico tra natura e storia

Un mosaico di acque, canneti e archeologia nel cuore della Versilia

Dai fasti della villa romana dei Venulei alle paludi amate da Puccini alla scoperta dell’antico snodo viario della Versilia.

Massaciuccoli, il lago
Massaciuccoli, il lago

Esiste un luogo in Toscana dove la natura selvaggia si fonde indissolubilmente con i segni di un glorioso passato. Adagiata tra le sponde del suo grande bacino e le spiagge della costa, l’area di Massaciuccoli rappresenta da secoli un punto di incontro unico. Questo territorio, strategicamente sospeso tra Pisa, Lucca e l’antico porto di Luni, deve la sua fama alla ricchezza delle sue vie d’acqua, che in epoca romana lo resero un nodo logistico fondamentale per i commerci e gli spostamenti.

Alcuni studiosi hanno persino ipotizzato che proprio qui sorgesse la celebre stazione di posta delle Fossae Papirianae, citata nella storica Tavola Peutingeriana. Sebbene l’identificazione rimanga discussa, i resti archeologici giunti fino a noi parlano chiaro: la maestosa Villa dei Venulei, con i suoi complessi termali e i mosaici a tessere bianche e nere popolati da animali mitologici, domina ancora oggi il paesaggio dall’alto, offrendo uno sguardo spettacolare che spazia dal lago fino al mare della costa tirrenica.

Ma Massaciuccoli non è solo archeologia. Il visitatore che cammina lungo le sue sponde resta immediatamente ammaliato da un microclima unico e da un ambiente naturale straordinario, celebrato nel tempo da artisti e musicisti, primo tra tutti Giacomo Puccini. È un paradiso di biodiversità protetto dall’Oasi LIPU, dove i camminamenti in legno sospesi sull’acqua permettono di addentrarsi nel silenzio della palude, tra canneti e il volo degli uccelli migratori.

 … 👉 Leggi l’articolo completo Massaciuccoli: tra lago e mare

Isola Santa

di Salvina Pizzuoli 

Isola Santa
Isola Santa

La giornata è piena di sole, qualche alito di vento, un tepore gradevole ci accompagna in questo viaggio alla scoperta di un laghetto e un antico borgo risuscitato a nuova vita dopo l’abbandono: Isola Santa ci accoglie nella sua fantasmagorica cornice. Il verde del bosco di betulle e faggi, il grigio e il marrone intenso della roccia che emerge dal verde lungo la valle stretta ma non angusta mentre verdi chiome ci accompagnano segnando il confine lungo il ciglio della strada. Siamo a pochi chilometri da Castelnuovo in Garfagnana, sopra di noi grandeggia la Pania della Croce, …continua a leggere Isola Santa

 

Tra fitti boschi e antiche torri: viaggio al Passo di Coltibuono

La torre di Cancelli, i ruderi del castello di Montegrossoli, la badia a Coltibuono

Coltibuono torre dei Cancelli
Coltibuono torre dei Cancelli

Esiste un luogo in Toscana dove la natura incontaminata si fonde con millenni di storia, lontano dai circuiti turistici più affollati. Parliamo del Passo di Coltibuono, un suggestivo valico montano situato a circa 700 metri di altitudine, che funge da cerniera naturale tra le colline del Chianti Storico e il Valdarno Superiore.

Questo crocevia non è solo una meta per gli amanti del trekking e dei percorsi in mountain bike, ma custodisce anche le tracce di un passato glorioso. Camminando tra i suoi sentieri immersi nei boschi di castagni e abeti, ci si imbatte nella storica Torre di Cancelli — un antico presidio doganale risalente all’XI secolo — e nei ruderi del maestoso Castello di Montegrossoli. A pochissima distanza, la celebre Badia a Coltibuono testimonia ancora oggi la secolare opera dei monaci vallombrosani, i veri pionieri della tradizione vitivinicola di questa terra.

. …Continua a leggere   Le meraviglie al passo di Coltibuono

Via del Volto Santo, tappa 9: da Barga a Borgo a Mozzano

Tappa 9   Barga – Borgo a Mozzano: Km 21 – Difficoltà: E – Tempo medio di percorrenza: 8 h

di Oreste Verrini

“(…) il suon dell’ore viene col vento dal non veduto borgo montano (…)” nelle parole riprese dalle poesia L’ora di Barga il poeta Giovanni Pascoli racconta di come il suono del campanile del borgo lo raggiungesse nel suo giardino di Castelvecchio Pascoli come da un luogo lontano e misterioso.

Barga, Duomo
Barga, Duomo

L’articolo offre una dettagliata presentazione della tappa 9 della Via del Volto Santo, che collega Barga a Borgo a Mozzano. Il percorso si estende per 21 km, con un livello di difficoltà escursionistica (E) e un tempo medio di percorrenza stimato di 8 ore.

Scopri i dettagli del percorso su tappa 9: da Barga a Borgo a Mozzano 

Poggio Santa Cecilia

Uno splendido borgo disabitato a un passo dalle Crete senesi

Poggio Santa Cecilia, un borgo abbandonato
Poggio Santa Cecilia, un borgo abbandonato

Esiste un luogo in Toscana dove il tempo si è fermato di colpo, congelato dietro un grande cancello sbarrato da catene e lucchetti. È Poggio Santa Cecilia, uno dei borghi abbandonati più affascinanti e misteriosi di tutta la provincia di Siena. Arroccato su una collina boscosa nel comune di Rapolano Terme, questo antico castello medievale si presenta oggi come una spettrale e bellissima capsula del tempo: le case sono intatte, la chiesa conserva ancora il suo organo a canne, ma tra le sue strade regna un silenzio irreale.

Per scoprire ogni dettaglio su questo luogo incredibile, vi invitiamo a leggere l’appassionante reportage completo …

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