Gualdo nella val di Serchio


“Risiede presso la vetta del monte Quiesa fra la via principale che da Camaiore, per la vallecola della Freddana, guida a Lucca, e la via Regia che dalla stessa città, varcando il Monte Quiesa, scende nel littorale di Viareggio e di Pietrasanta”. Con queste parole lo storico Repetti collocava geograficamente il piccolo borgo di Gualdo il cui nome molto probabilmente è legato all’etimo longobardo di bosco di cui il paesaggio mostra il verde intenso e fitto della vegetazione che lo incornicia.    … Continua    Gualdo nella val di Serchio

La Via Romea: una grande direttrice naturale


di Giovanni Caselli

Percorso della Francigena dopo i valichi alpini

Pare che fin dai tempi più remoti, i contatti fra il Mediterraneo e il Mare del Nord siano avvenuti lungo le grandi vie d’acqua dei fiumi Rodano, Loira e Reno. L’enorme cratere bronzeo di Vix, di probabile fabbricazione etrusca, avrà sicuramente raggiunto la Borgogna settentrionale per via d’acqua. Il Rodano e’ l’unico fiume che riversi nel Mediterraneo le acque del brumoso Nord.

Nel centro dell’Europa i corsi dei due fiumi sono così vicini l’uno all’altro che occorre solo una breve via di terra per trasferire passeggeri e merci da un fiume all’altro e perciò il Rodano e la Loira costituirono fin da epoca fenicia una delle vie dello stagno, e non solo, dell’antichità. … Continua a leggere     La Via Romea: una grande direttrice naturale

Il castello di Montarrenti


Montarrenti il cassero

Siamo nei pressi dell’incrocio tra due strade importanti della viabilità toscana: segnala l’incrocio e porta il nome del castello che sorge a pochi metri in linea d’aria. Impossibile non notarlo: il cassero si staglia imponente sulla collina dirimpettaia tra la vegetazione che più in basso pare adornarlo. È il castello di Montarrenti, nel comune di Sovicille, che si erge su uno sperone roccioso delle propaggini della Montagnola Senese nella valle del torrente Rosia. … Continua a leggere     Il castello di Montarrenti

Storia e paesaggio della val di Merse


Ombrone senese e Merse (clicca sull’immagine)

MERSA, MERSE (Mersae fl.) – Fiume di second’ordine fra quelli della Toscana, poiché le sue acque si perdono in un fiume maggiore (l’Ombrone senese) dopo aver con giri tortuosi solcato profondamente una lunga vallecola, da cui le derivò il nome che porta della Mersa. Ha origine questa fiumana sul fianco orientale dei poggi di Prata a ostro di quello di Montieri, ad una elevatezza all’incirca di 900 braccia[circa 526 m] sopra il livello del mare Mediterraneo, nel grado 28.° 40’ longitudine e 43° 5’ 5’’ latitudine. Nelle sue prime mosse corre da libeccio a scirocco fra i poggi di Montieri e Boccheggiano ricevendo i tributi, a destra dal torrente Sievoli che precipita dalle pendici meridionali del poggio di Montieri, e a sinistra dai borri e rivi minori che fluiscono dai fianchi settentrionali dei monti di Boccheggiano. Di là per una via sassosa, aperta fra profonde ripe, la Merse dirigesi sotto Chiusdino, a piè del cui poggio scaturiscono di mezzo al suo letto copiose polle di acqua perenne, in guisa che cotesta località porta il nomignolo di Vene della Merse.

Costà presso la fiumana cambia direzione voltando prima da grecale finché presso il diruto tempio della badia di S.Galgano sotto Montesiepi accoglie la Feccia. Fatta onusta di acque da quest’ultimo torrente la Merse scorre intorno all’ultimo sprone meridionale della Montagnuola di Siena, in guisa che dal lato di ostro e poi dalla parte di levante lambisce i piedi al poggio della Pentolina per entrare in Val di Rosia, dove accoglie il torrente omonimo, e poco dopo quello di Serpenna.

Bacino del fiume Merse (clicca sulla carta)

A quest’ultimo confluente la Merse, dopo aver serpeggiato per Val di Rosia da libeccio a grecale, e quindi dal lato di levante, si piega bruscamente sotto il poggio d’Orgia nella direzione da settentrione a ostro scirocco per passare sotto il Ponte a Macereto; al di là del quale bagna a sinistra i piedi ai poggi di Murlo, e alla sua sinistra rode quelli del villaggio di Tocchi. – Cammin facendo fra cotesta profonda gola, la Merse lascia un miglio al suo levante i Bagni di Petriolo, dove accoglie alla destra il tributo del torrente Farma, e finalmente un miglio o poco più in avanti le acque della Merse, giunte sotto il grado 29.° 1’ 6’’ longitudine, e 43.° 5’ latitudine, si accomunano con quelle dell’Ombrone senese dopo aver percorso un giro tortuosissimo di 50 in 60 miglia toscane[1,608 km] quasi sempre fra rocce secondarie stratiformi rese per la maggior parte semicristalline da un’azione plutoniana, in mezzo a terreni terziarii marini sparsi di profondi depositi di calcarea concrezionata (travertino), e fra banchi frequenti di ciottoli e di ghiaje conglomerate a guisa di pudinghe.

(Emanuele Repetti, “Dizionario geografico fisico storico della Toscana”)

Articoli dedicati:

I mulini della val di Merse

Montieri e le attività estrattive della val di Merse

Il castello di Montarrenti

Boccheggiano e le “Roste”

Chiusdino

San Galgano abbazia

Una spada nella roccia e l’eremo di Montesiepi

Murlo di Vescovado: un castello tra la valle del Merse e dell’Ombrone senese

Nella val di Merse: il chiostro di Santa Mustiola a Torri

Nella val di Merse: la pieve a Ponte allo Spino

Nella val di Merse: la rocca di Crevole e la pieve di Santa Cecilia

Nella val di Merse: San Lorenzo a Merse

Nella val di Merse: Ponte a Macereto e Tocchi

Il caso di Murlo

A Murlo c’è un Museo… da visitare

La leggenda della Rocca di Crevole

Castel di Pietra e la leggenda della Pia

La leggenda della Pia nelle ottave di due toscani dell’Ottocento

Bagni di Petriolo

 

Boccheggiano e le “Roste”


Boccheggiano – Porta della Torricella

È situato fra la Merse e le sorgenti del torrente Farma sulla cima di un alto poggio formato da rocce di schisto lucente e da scogliere di brecce silicee di tinta rubiconda con tracce di manganese e di ferro ossidati. […] Il castello è cinto di mura in gran parte rovinate con due torri sopra le porte del subiacente borgo, destinate a chiudere l’accesso e l’egresso di un’angusta via che conduce al castello situato sulla vetta del poggio. […] Fu dichiarato feudo da Ferdinando II, che lo accordò nel 1637 col titolo di marchesato a Antonio Salviati nobile fiorentino; agli eredi del quale fu rinnovato nel 1738, sino alla legge sull’abolizione dei feudi granducali, del 21 aprile 1749”. Così lo troviamo descritto nel “Dizionario” del Repetti che ne traccia una breve cronistoria.   …  Continua a leggere    Boccheggiano e le “Roste”

La via Cassia Antica: primo itinerario da Roma a Sutri


Percorsa e descritta dal prof. Giovanni Caselli

Intero percorso della via Cassia vetus

Questa via ricalca, più o meno da vicino, una via naturale, di spartiacque, che corre fra l’Arno e il Tevere, praticamente senza trovare un corso d’acqua. Era una delle direttrici di movimento dei gruppi umani preistorici che discendevano o risalivano la Penisola. Naturalmente questa direttrice preistorica non era una ‘strada’, ma una grande fascia di massimo movimento in direzione nord-sud, con ramificazioni in ogni direzione. Alcuni centri di remotissima origine si trovano ubicati lungo questa direttrice, ma raramente essi stanno sulla stessa, forse perché il terreno lì è meno adatto all’insediamento, forse perché non si prediligevano le aree di più intenso traffico, almeno in epoca preistorica.  … Continua a leggere   La via Cassia Antica: primo itinerario da Roma a Sutri

Chiusdino


Chiusdino il diorama del castello

Arroccato su di un colle che si affaccia sulla valle del Merse, mantiene il suo carattere prettamente medievale: stretti vicoli acciottolati, scalette ripide, palazzi quattro-cinquecenteschi, chiese romaniche, stralci di mura che ne circondavano e chiudevano il perimetro. Una sola la strada più ampia e meno scoscesa che univa le due porte di accesso al borgo fortificato: Porta Senese e Porta Piana, verso Montieri. Oggi ne è rimasta una, la Porta senese, in conci di travertino e il bell’arco a tutto sesto. Tre le chiese a poca distanza l’una dall’altra: in posizione dominante la Propositura di San Michele, la quattrocentesca Chiesa di San Sebastiano, conosciuta anche come la Chiesa della Compagnia e la ex-Pieve di San Martino. … Continua a leggere  Chiusdino

Bagni di Petriolo


Petriolo dei Bagni, la torretta e l’antico edificio delle terme

Per trovare le antiche e famose Terme di Petriolo oggi occorre uscire dalla superstrada, da Siena per Grosseto, a Iesa e, seguendo le indicazioni, scendere lungo le rive del torrente Farma. “Nel fondo di un cupo vallone […] presso al ponte su cui passa la strada Regia Grossetana, 20 miglia a ostro di Siena, 34 a settentrione di Grosseto. Le acque solforose termali di Petriolo scaturiscono sulla ripa sinistra della fiumana Farma, 200 passi in vicinanza delle rovine deserte mura castellane di Petriolo”. (da Repetti, Dizionario).

Oggi gonfio di acque per le recenti piogge il Farma scorre impetuoso… continua a leggere:   Bagni di Petriolo in val di Merse

La via Aurelia ed Aemilia Scauri (quinto itinerario): da Portus Pisanus a Luni fino a Vada Sabatia


percorsa e descritta da Giovanni Caselli

Aurelia da Roma a Vada Sabatia

La Via Aemilia Scauri, a nord di Pisa, traversa quella regione pedemontana, detta oggi Versilia, che ai piedi delle spettacolari Alpi Apuane, era cosparsa di ville e villaggi e dove, dall’età augustea in poi, si sviluppò la fiorente industria del marmo.

Luni fu la città capitale di questo distretto, in parte controllato dalla vicina Lucca.

All’altezza di Camaiore si innestava sull’Aemilia Scauri il ramo della Via Cassia da Luca, che vediamo altrove. Un’altro ramo della Via Cassia si univa a questa costiera a Pisae.

… Continua a leggere   La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Portus Pisanus a Luni fino a Vada Sabatia

Sulla via Francigena da San Miniato a San Gimignano con la mappa interattiva


 

Un nuovo viaggio sulla Francigena con la mappa interattiva di Nicola De Innocentis alla scoperta delle pievi di Coiano, Chianni e Cellole.

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Lungo la via Francigena da Siena a san Gimignano sulla mappa interattiva