“Terapia forestale” il volume nato da una ricerca sul campo

A partire dal ruolo insostituibile delle foreste per la vita umana e dal rapporto speciale che da sempre lega l’uomo alla foresta, il volumerealizzato dal Cnr e dal Club Alpino Italiano (Cai), con la collaborazione del Centro di Riferimento Regionale per la Fitoterapia (Cerfit, Aou Careggi di Firenze) – presenta lo stato dell’arte delle funzioni terapeutiche della foresta rispetto alla salute mentale e fisiologica. L’uomo si rapporta all’ambiente forestale attraverso tutti i suoi sensi e ne trae importanti benefici per la propria salute, come emerge dalle evidenze scientifiche raccolte negli anni, illustrate in dettaglio nel volume. Sono discussi in particolare il ruolo e gli effetti delle preziose sostanze rilasciate dalle piante nell’aria forestale, nonché delle tecniche di conduzione delle persone nella foresta, utilizzate in esperienze congiunte Cnr-Cai, fornendo così contributi originali alla conoscenza della materia. Le “istruzioni per l’uso”, la riproduzione a casa di elementi degli ambienti forestali e i prossimi sviluppi del progetto congiunto Cai-Cnr completano l’opera. (dalla presentazione alla pagina Novità editoriali Cnr)

Per saperne di più e per scaricare gratis il volume in PDF

Pereta un antico castello aldobrandesco

di Salvina Pizzuoli

Siamo a Pereta un borgo fortificato a dieci chilometri da Magliano in Toscana nella bella Maremma, sulla strada che porta a Scansano. Come l’abbiamo scoperto?

Come tutte le gradite sorprese, quasi per caso…

La Toscana e la Maremma pullulano di questi piccoli borghi più o meno suggestivi, più o meno integri.

Pereta è davvero singolare. … continua a leggere

Pereta un antico castello aldobrandesco

La via regia Pistoia – Modena o dell’Abetone

Catasto Leopoldino. San Marcello Pistoiese, la stazione di posta (particelle 174 175 274) le scuderie (179 274) e la Strada Regia- fonte Archivio di Stato di Pistoia

Dalla metà del Settecento, in Toscana, avviene una rivoluzione straordinaria nel settore della viabilità tale da cambiare radicalmente il volto del territorio e a dargli una fisionima infrastrutturale che durerà fino al secondo dopoguerra. I Medici durante la loro lunga dominazione avevano considerato l’impraticabilità delle vie di confine e in particolare di quelle appenniniche come una garanzia difensiva. L’avvento dei Lorena cambia radicalmente questa visione aprendo la regione ai collegamenti con l’estero e arricchendo i collegamenti interni. Nascono così le prime reti ferroviarie, vengono potenziate le strutture portuali e costruite molte strade ex novo e altre già esistenti completamente rinnovate. … continua a leggere La via regia Pistoia – Modena o dell’Abetone

Tappe della via Romea Germanica Imperiale in Toscana: dall’Appennino pistoiese ad Arezzo

Romea germanica imperiale dall’Appenino pistoiese ad Arezzo

Itinerario: Fiumalbo (MO) – Cutigliano (PT) 21 km    

Cutigliano – Ponte Petri 21,6 km     

Ponte Petri – Pistoia 23,3 km     

Pistoia – Prato 27,6 km

Prato – Firenze 30 km

Firenze – Palazzolo 23,7 km     

Palazzolo – San Giovanni Valdarno 20 km     

San Giovanni Valdarno – Laterina 24 km     

Laterina – Arezzo 19,5 km

Le vie Romee

La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: dall’Appennino pistoiese a Pistoia

La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: insediamenti umani nella piana da Pistoia a Firenze

La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: sviluppo dell’insediamento a Firenze

La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: da Firenze a San Giovanni Valdarno

La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: dal Valdarno ad Arezzo

Per una dettagliata descrizione del percorso si consiglia di visionare il sito Via Romea Germanica Imperiale da cui abbiamo tratto le cartine

La via maremmana etrusca

di Giovanni Caselli

Vetulonia, Museo

Transita sulla linea di confine tra i comuni di Bagno a Ripoli e Rignano Sull’Arno, una antichissima strada bianca che segna, significativamente, il confine comunale, (oggi devastata da sciagurati che vi fanno il moto-cross) nominata, nelle carte catastali preunitarie “Via Maremmana”. In questo tratto di strada esistono ben due cippi di confine etruschi fiesolani del V secolo a.C. che assieme all’antico confine attestano l’antichità della strada. Tutto il percorso (Falterona Vetulonia) è punteggiato da antichi “stazzi” per il pernottamento di pastori e greggi tutt’ora riconoscibili e confermati dalla memoria locale nonché da memorie raccolte oltre 60 anni or sono dal sottoscritto. Partendo da Bocca Pecorina sul Falterona, il tratturo raggiunge il Passo delle Crocicchie, scende alla Maestà di Tizzano e quindi a Sandetole, sede di un plebato vastissimo già documentata nel 1000, ricostruita come convento per frati minori nel XVIII secolo. Vi esistono ancora strutture che i pastori usavano per fare ricotta e formaggi. Da qui a Pontassieve le greggi seguivano un tratturo tra la Sieve e la Strada statale e quindi traversavano l’Arno al guado storico menzionato dal XII secolo ad est della confluenza della Sieve con l’Arno. … continua a leggere La via maremmana etrusca

Magliano in Toscana

Magliano attrae il visitatore già da lontano allorché la possente e intatta cortina di mura quattrocentesche si staglia sullo sfondo con il suo colore paglierino, con i suoi torrioni circolari e un perimetro che pare non chiudersi mai, coronata da archetti ciechi e da un ballatoio percorribile. Siamo nella Maremma grossetana, terra rigogliosa e fiorente, morbidamente ondulata fino al mare, con i suoi paesaggi variegati, piena di storia e di borghi da non perdere per la loro peculiare magnificenza. Lo descrive e lo colloca mirabilmente lo storico ottocentesco Emanuele Repetti nel Dizionario, dove nessun centro e paesaggio della sua Toscana è tralasciato … continua a leggere Magliano in Toscana

Marsiliana

Ci sono luoghi in cui la storia resta impressa anche se non immediatamente ravvisabile in manufatti o architetture, ma traspira ovunque ti guardi intorno: è questo l’effetto che fanno molti territori in Toscana, si respira l’impronta lasciata dal tempo anche se di essa pare non esserci traccia tangibile, sono soprattutto i luoghi scelti da uomini nel lontanissimo passato e insediatisi lì, Etruschi prima e poi Romani, e di popolazione in popolazione fino a noi. … continua a leggere Marsiliana

A piedi in Lunigiana e Garfagnana: la via del Volto Santo

di Oreste Verrini

Riproponiamo uno splendido percorso in dieci tappe da Pontremoli a Lucca ripercorrendo l’antica via del “Volto Santo”, una variante della via Francigena, utilizzata nel passato per sfuggire le zone malariche della costa e per rendere omaggio alla statua lignea del Volto Santo nel Duomo di Lucca. Dieci tappe che ci porteranno ad attraversare la Lunigiana prima e la Garfagnana poi, passando per antiche mulattiere, borghi perfettamente conservati in una terra ricca di storia e di tradizioni.

Sentiero del Volto Santo

Le tappe non presentano difficoltà oggettive e possono essere affrontate da chiunque abbia una buona attitudine a camminare e un discreto allenamento.

La Via del Volto Santo

TAPPA 1   PONTREMOLI – LUSIGNANA: KM 18 – DIFFICOLTÀ: E – TEMPO MEDIO DI PERCORRENZA: 7 H

TAPPA 2   LUSIGNANA – BAGNONE: KM 14 – DIFFICOLTÀ: E – TEMPO MEDIO DI PERCORRENZA: 7 H

TAPPA 3   BAGNONE – MONTI: KM 22 – DIFFICOLTÀ: E – TEMPO MEDIO DI PERCORRENZA: 8 H

TAPPA 4   MONTI – FIVIZZANO: KM 17 – DIFFICOLTÀ: E – TEMPO MEDIO DI PERCORRENZA: 6 H

TAPPA 5   FIVIZZANO – ARGEGNA: KM 26 – DIFFICOLTÀ: E – TEMPO MEDIO DI PERCORRENZA: 8 H

TAPPA 6   ARGEGNA – PIAZZA AL SERCHIO: KM 11 – DIFFICOLTÀ: E – TEMPO MEDIO DI PERCORRENZA: 5 H

TAPPA 7   P.ZA AL SERCHIO – CASTELNUOVO GARF.: KM 21- DIFFICOLTÀ: E – TEMPO MEDIO DI PERCORRENZA: 8 H

TAPPA 8   CASTELNUOVO GARFAGNANA – BARGA: KM 27 – DIFFICOLTÀ: E – TEMPO MEDIO DI PERCORRENZA: 9 H

TAPPA 9   BARGA – BORGO A MOZZANO: KM 21 – DIFFICOLTÀ: E – TEMPO MEDIO DI PERCORRENZA: 8 H

TAPPA 10 BORGO A MOZZANO – LUCCA: KM 28 – DIFFICOLTÀ: E – TEMPO MEDIO DI PERCORRENZA: 9 H

La pieve di San Pietro a Romena

di Giovanni Caselli

La pieve di Romena nei pressi del castello

Isolata sui colli alle falde della collina del Castello, accanto ad una casa colonica oggi adibita a centro di accoglienza e foresteria per i numerosi fedeli che giungono soprattutto la domenica da ogni parte, è il monumento più notevole del Casentino dopo il castello di Poppi. Il Prof Bronowski presentò un documentario televisivo, una pietra miliare nella storia della BBC, diviso in 13 parti intitolato The Ascent of Man, del 1973 : Il primo prodotto dell’ingegno umano che Bronowski decise di mostrare fu proprio la pieve di Romena. Questa scelta mi rimase molto impressa perché chiaramente dimostrava cosa l’uomo poteva trarre dalla grezza pietra: un’opera che ha il potere di trasmettere spiritualità anche agli animi più insensibili. Sia pure danneggiata e tarpata delle sue campate originali da terremoti e intemperie, la Pieve di Romena ha il potere di muovere le tempre più dure, i materialisti più incalliti. … continua a leggere La pieve di San Pietro a Romena

San Bruzio, i ruderi di una chiesa del 1000 nella Maremma grossetana

FOTO DELLA REDAZIONE

Poche le notizie e gli studi su quanto rimane di una chiesa dalle caratteristiche architettoniche particolari, dall’ubicazione solitaria e suggestiva non lontano da Magliano (due chilometri circa). La si trova percorrendo. usciti da Magliano, la strada in direzione Sant’Andrea e quindi Marsiliana. Dopo il bivio, a un centinaio di metri, a sinistra una strada sterrata chiusa da una catena conduce ai ruderi della bella chiesa, a destra ad un parcheggio non molto ben segnalato. Nell’impianto richiama modelli romanico lombardi ma i capitelli presentano decorazioni ascrivibili ad un gusto francese come a San Rabano sui monti dell’Uccellina nel Parco naturale dell’Alberese. Il nome San Bruzio è una contrazione di Tiburzio, martire romano. Iniziata intorno all’anno 1000 fu terminata, o forse mai, intorno al XII secolo. … continua a leggere San Bruzio, i ruderi di una chiesa del 1000 nella Maremma grossetana