Fosdinovo e il Castello Malaspina

di Salvina Pizzuoli

La prospettiva di Fosdinovo è fra le più deliziose che presentino le vaghe colline formanti cornice al littorale di Sarzana, non escluse quelle che fanno corona al magnifico golfo di Luni […]. Il suo clima è temperato, l’aria è balsamica, i prodotti del suolo squisiti, la vegetazione vigorosa e variatissima, a partire dall’albero indigeno della montagna, il castagno, sino alle piante delicate dei giardini. Formano un magico contrasto con una variata e rigogliosa vegetazione le scoscese e nude cime del monte Sagro nel carrarese, le quali cime sovrastano dal lato di levante al paese di Fosdinovo

La bella descrizione si deve allo storico ottocentesco Emanuele Repetti che nel suo Dizionario raccoglie notizie storiche e geografiche di tutti i centri, grandi e piccoli, della terra toscana. Oltre alla descrizione relativa alla magnifica posizione geografica, che fa di Fosdinovo un piccolo borgo medievale incastonato nel verde delle colline che si aprono a ventaglio alle sue spalle, in uno scenario sovrastato dietro ad esse dalle poderose e grigie cime delle Alpi Apuane addolcito dalla prospettiva marina che gli si apre dinnanzi, non manacano le notizie storiche che riguardano il poderoso maniero che si erge maestoso su un costone di roccia. … continua a leggere Castello Malaspina a Fosdinovo

Pieve di Santa Maria Assunta a Popiglio

di Salvina Pizzuoli

Santa Maria Assunta a Popiglio , facciata

L’antica chiesa plebana di Pupiglio, da lunga mano distrutta, era dedicata a S. Giovanni Battista, ed è tradizione che alla medesima appartenesse il pulpito della pieve attuale[…] scolpito in macigno con bassorilievi rappresentanti la vita di G. Cristo […] un altro esiste sopra la porta d’ingresso della facciata la cui costruzione sembra rimanotare al secolo XVI.

Così si legge nel Dizionario di Emanuele Repetti, storico ottocentesco che, con incredibile precisione vi annovera paesi e città del territorio toscano, dai più grandi ai piccoli e piccolissimi, punto di riferimento per molti amanti della storia del territorio. … continua a leggere La pieve di Santa Maria Assunta a Popiglio nella bella Montagna Pistoiese

Serravalle Pistoiese

di Salvina Pizzuoli

Serravalle Pistoiese, il castello

A cavallo tra due valli, dell’Ombrone Pistoiese e del Nievole, occupa la cima di un cucuzzolo delimitato da due torri antiche: la prima a sinistra, quando si entra per la Porta Gabella, la cosiddetta Nuova per distinguerla dall’altra, di fronte all’estremità opposta dell’abitato, detta Vecchia, ma entrambe sono comunque datate; la Nuova iniziata intorno al 1318 e l’altra che porta il nome di Barbarossa, innalzata intorno al XII secolo. Ed è proprio la torre Vecchia ad attrarre il visitatore dato il suo svettare sulla valle percorrendo l’autostrada Firenze Mare. Un territorio che non solo attrae ma che ha molto da offrire in opere e antiche vestigia. … continua a leggere Serravalle Pistoiese: due antiche torri e non solo

La macchia di Migliarino: storia di un ecosistema

La macchia di Migliarino

È una vasta pineta che si stende oltre il Serchio, tra il lago di Massaciuccoli e il mare per 2400 ettari; dal 1979 fa parte del Parco naturale di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli. Un visitatore illustre la descrive durante una gita nel 1768:

[…] dopo aver passato il Serchio, fui a visitare la macchia di Migliarino che è lunga miglia 4 lungo il mare e larga due, ed osservai ch’era molto buona e composta di cerri, lecci e farnie […] ed è piena di bestiame e maiali e rende da 3.000 scudi l’anno al duca Salviati. La macchia però è molto folta, ma vi sono molte acque palustrose e delle lame di mare. Lungo la spiaggia del mare verso la metà del bosco vi e la torre detta di Migliarino*

… continua a leggere La macchia di Migliarino: storia e ambiente

Lastra a Signa

di Salvina Pizzuoli

Lastra a Signa, cinta muraria
Lastra a Signa, cinta muraria

Le prime documentazioni datano tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo la presenza di un insediamento in felice posizione: il fiume, il Porto di Mezzo, il ponte sull’Arno, l’antica via Pisana, le cave di arenaria nelle colline limitrofe a cui aggiungere, non lontana, la presenza di un nucleo urbano in grande espansione quale era quello di Firenze. La denominazione di “lastra” gli deriva probabilmente dalla presenza delle cave anche se si affiancava in origine a quello di Gangalandi dal nome di una famiglia di conti e signori feudali che dominava sul territorio. Sarà comunque la vicinanza di Firenze a tracciare la storia dell’insediamento quando nel XII secolo si sostituirà al potere dei signori locali con la volontà di costituire una serie di baluardi lungo la via Pisana a difesa da attacchi esterni e a tutela delle attività commerciali che si svolgevano nel Porto di Mezzo, importante scalo fluviale per merci destinate all’approvvigionamento di Firenze e, verso Pisa, per i traffici marittimi, con la viabilità garantita per le altre destinazioni dalla presenza del ponte sull’Arno. … continua a leggere Visita al centro storico di Lastra a Signa, un borgo murato

Casa colonica in Toscana

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A Rosignano Marittimo il Castello e il Museo

di Salvina Pizzuoli

Rosignano Marittimo, la porta d'ingresso al castello

Arroccato su un poggio domina la piana fino al mare con la poderosa struttura del suo Castello che si raggiunge per una strada o scalinate che si arrampicano fino a quando, in prossimità della Torre con l’orologio, non si apre a destra un ampio spiazzo con l’arco di acceso aperto lungo le mura, che invita con la sua agile struttura il visitatore ad entrare.
Sull’arco lo stemma mediceo racconta parte della sua storia.
Ma procediamo con ordine.
Le sue origini in vero risalgono al Medievo e la prima documentazione all’epoca longobarda, intorno all’VIII secolo, ma è nell’XI che assume la funzione difensiva e del territorio circostante e della costa.

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La pineta di Roccamare a Castiglione della Pescaia

tratto da: A. Ferrini S. Pizzuoli, Da Rocchette a Bocca d’Ombrone:luoghi storia personaggi ParvaLicetEdizioni 2026

La pineta di Roccamare si distende lungo il litorale, tra il Promontorio delle Rochette e precisamente poco oltre il fosso Tonfone, prima di Riva del Sole e di Castiglione della Pescaia: è una fascia verde continua di pini e macchia mediterranea che oggi identifica uno dei paesaggi più simbolici della Maremma bonificata.

Fino all’età moderna, l’area retrostante la costa era occupata da aree paludose. Il Granduca Leopoldo II di Lorena ordinò nel 1828 la “colmata” della palude tramite canali e opere idrauliche, accelerando la trasformazione della piana. …

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Acone e le penne all’aconese

Acona, paesaggio

“La Toscana è, per universale sentimento, oltre ad ogni altra provincia italica bellissima: le riconobbero sì nobil pregio i più disappassionati tra i connazionali; e venne come tale salutata e vagheggiata in ogni tempo dagli stranieri. Bagnata dal Tirreno e recinta dall’Appennino, è tutta intersecata da poggi e colline formanti corona a pittoresche valli, cui natura favorì di temperato clima, e che la mano industre dell’uomo rese, quasi in ogni angolo, ridenti di campi sativi, di oliveti, di vigne…”

La breve citazione tratta dalla “Corografia fisica, storica e statistica” di Attilio Zuccagni Orlandini di metà Ottocento, disegna perfettamente anche questa valle toscana percorsa dalla Sieve, cui fanno corona poggi e colline, dove la storia ha lasciato traccia nelle bellezze e del paesaggio e dei manufatti creati dall’uomo in tempi lontani.   …   continua a leggere     Acone nella val di Sieve

Colognora Valleriana, un’isola linguistica

In provincia di Lucca

di Salvina Pizzuoli

Colognora Valleriana, arco d'ingresso
Colognora Valleriana

Colognora Valleriana, precisazione che la distingue da altre Colognora (di Compito e di Pescaglia) è un piccolo antico borgo murato e fa parte del comune di Villa Basilica (Lucca). Su uno sperone di roccia a circa 500 metri di altezza, è quasi spopolato ma conserva nei suoi pochi abitanti una “lingua” particolare che ne fa un’isola linguistica. Molti se ne sono interessati e ne hanno cercato le origini ma, come spesso accade a fenomeni che si perdono nel tempo, quelle che sono state raggiunte sono supposizioni e probabilità: chi propende per una derivazione da dialetti di origine longobarda portati da artigiani stanziati poi nella zona, chi per un dialetto costruito su un substrato latino; la lingua locale resta ancora misteriosa e ne conserva pertanto tutto il fascino.

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