Colognora Valleriana, un’isola linguistica

In provincia di Lucca

di Salvina Pizzuoli

Colognora Valleriana, arco d'ingresso
Colognora Valleriana

Colognora Valleriana, precisazione che la distingue da altre Colognora (di Compito e di Pescaglia) è un piccolo antico borgo murato e fa parte del comune di Villa Basilica (Lucca). Su uno sperone di roccia a circa 500 metri di altezza, è quasi spopolato ma conserva nei suoi pochi abitanti una “lingua” particolare che ne fa un’isola linguistica. Molti se ne sono interessati e ne hanno cercato le origini ma, come spesso accade a fenomeni che si perdono nel tempo, quelle che sono state raggiunte sono supposizioni e probabilità: chi propende per una derivazione da dialetti di origine longobarda portati da artigiani stanziati poi nella zona, chi per un dialetto costruito su un substrato latino; la lingua locale resta ancora misteriosa e ne conserva pertanto tutto il fascino.

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Un itinerario sulla via del vino: da Poppiano a Montespertoli:

Il castello di Poppiano
Il castello di Poppiano

Percorriamo la Val di Pesa lungo le valli solcate dagli affluenti di bacino versoMontespertoli. La strada panoramica corre tra le dolci colline del Chianti a vigne e olivi. Raggiungiamo il castello di Poppiano che si annuncia dalla strada con le sue due torrette.

Documentato intorno al XII secolo appartiene ancora alla famiglia Guicciardini.

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Tra le pievi romaniche in Mugello: Sant’Agata

Johann Wolfang Goethe e il Grand Tour in Toscana

Dal Viaggio in Italia

Caspar Andriaans Van-Wittel (Vanvitelli) Firenze dalla via Bolognese 1695
Caspar Andriaans Van-Wittel Firenze dalla via Bolognese 1695 (Vanvitelli)

Wolfang Goethe fu grande amante dell’Italia e vi soggiornò a lungo a più riprese in occasione di quello che viene chiamato il Grand Tour, ossia il viaggio che i giovani aristocratici europei compivano nei luoghi più famosi d’Europa al termine dei loro studi. Il diario da cui sono tratte le pagine che seguono si riferisce al viaggio compiuto fra il 3 settembre 1786 e il 18 giugno 1788.
Visitò la Toscana di passaggio con una sosta a Firenze di poche ore, desideroso di raggiungere quanto prima Roma dove soggiornò a lungo.

Riportiamo di seguito le sue impressioni:

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Ponte a Popiglio

di Salvina Pizzuoli

Siamo saliti lungo la SS n.66 che da Pistoia conduce alla Lima e da lì prosegue verso Abetone. A Piastre seguiamo la diramazione verso Piteglio. Giunti nei pressi, non scendiamo verso il paese ma proseguiamo superando Migliorini: dopo circa 2 km, in prossimità di una curva ampia, prendiamo la strada per Lolle e, tenendo a destra, scendiamo per una carrozzabile, asfaltata ma stretta, fino al cartello che indica l’agriturismo Le Dogane e il “Ponte di Castruccio”. Sono circa tre chilometri che vanno percorsi fino alla fine della strada e fino al cartello menzionato. … continua a leggere Ponte a Popiglio nella bella Montagna Pistoiese

S. Maria delle Calle, un oratorio in Casentino

di Giovanni Caselli

Facciata di Santa Maria delle Calle
Facciata di Santa Maria delle Calle

Il solitario oratorio, si trova in un fossato a circa due Km da Montemignaio per la strada che si unisce alla Casentinese per la Consuma, dove è chiaro che vi si trovavano le Kalle cioè i punti di conta delle pecore allo scopo di riscuotere i pedaggi delle greggi dirette in Maremma che sostavano a pascolare anche sul Pratomagno durante il tragitto della Transumanza e scendendo poi a Pontassieve per il tratturo che scendeva al guado sull’Arno dalla Consuma, oppure traversando il ponte a Rignano, storico punto di dogana per le greggi provenienti dal Mugello e dalla Romagna. Tanto è vero che due antiche vie, portavano come oggi da lì e da Caiano, alla strada della Consuma presso Ponticelli in località “Le due Vie”, dove immagino vi fossero le due Kalle che danno il nome all’ Oratorio (presso la via della Consuma si trova ancora oggi 2018 una Kalla per la conta delle pecore, miracolosamente conservata). … continua a leggere Oratorio di S. Maria delle Calle in Casentino

Nella Brancoleria: San Lorenzo in Corte e Santa Maria Assunta in Piazza

Dalle descrizioni di Antonio Mazzarosa in “La terra di Brancoli, la sua pieve e le chiese monumentali del piviere” lette nelle sedute dell’Accademia Lucchese di Scienze Lettere ed Arti il 22 settembre e il 13 gennaio 1890/91

“L’ estrema propaggine occidentale della Pizzorna, estesa catena di monti che chiude la valle lucchese detta delle Sei Miglia, dal lato fra levante e settentrione della città, ha un punto di massima altezza di circa metri 952 dal livello del mare. Ritorcendosi sopra sė, distante circa dodici chilometri da Lucca, e lambendo la riva sinistra del Serchio, då luogo a una regione scoscesa denominata dagli antichi Branchalo, Branchale, o Branchulea, e modernamente Brancoli, ove sin da tempi remoti furono abitanti che coltivarono il suolo ed esercitarono la pastorizia”

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Castel Leone a Montemignaio, in Casentino

di Salvina Pizzuoli

Castel Leone a Montemignaio
Castel Leone

Montemignaio nel nostro bel Casentino, conserva tre importanti monumenti che ne sottolineano l’importanza rivestita storicamente legata al potere tenuto dai conti Guidi e alla sua posizione strategica: Castel Leone, la Pieve di Santa maria Assunta e l’oratorio di santa Maria delle Calle. Castel Leone o Castiglione, deriva la propria denominazione presumibilmente dal latino “castrum leonis” da cui di “castiglione” . Costruito nel XII secolo da quei Conti Guidi che dominarono la valle, si erge ancora alto e possente con il suo torrione e le sue massicce mura sulla verde e articolata valle dello Scheggia sovrastandola maestosamente.Il piazzale antistante l’arco d’ingresso è stato ricavato coprendo l’originario fossato che ne difendeva l’accesso. In origine la cinta muraria si apriva su tre porte, l’attuale è postuma, aperta nel primo dopoguerra. Sull’alto torrione un’antica campana datata 1332 … continua a leggere Castel Leone a Montemignaio

Una passeggiata sulle mura di Lucca

di Salvina Pizzuoli

E non è solo un modo di dire: distese di verdi prati in basso intorno alla cinta muraria, un parco sopraelevato di alberi secolari, ippocastani, tigli, platani, pioppi, olmi, accompagnano il visitatore che, a piedi o in bicicletta, lungo tutto il tragitto è immerso nel verde che domina  la lunga passeggiata . E sì, perché le mura sono molto ampie, circa trenta metri,  al punto da permettere  un viale alberato nella parte alta.
Gli alberi assicurano ombra con le loro ampie chiome, arricchendo di colori e forme le diverse stagioni, arricchendo i quattro chilometri attorno al centro storico di suggestioni visive,  tra gli scorci della città sottostante, punteggiato da campanili e torri tra le quali quella Guinigi, uno dei simboli della città, e il paesaggio naturale che la circonda. 

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Paesaggi invernali in Appennino

foto della redazione

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