Il Puntone di Scarlino si trova presso la foce del canale detto Fiumara del Puntone, dove è stato costruito recentemente un porto turistico, posta all’estremità di levante del Golfo di Follonica.

Nel canale della Fiumara confluiscono le acque del Canale Allacciante delle Acque Alte (prosecuzione verso il mare del torrente Rigiolato) di alcuni fossi creati per la bonifica della piana di Scarlino e dell’emissario dell’ex cassa di colmata, che raccoglie le acque del fiume Pecora.

Fiumara-del-Puntone

Prima del 1836, anno in cui furono iniziate grandi opere di bonifica del padule di Scarlino, la foce della Fiumara si trovava più a nord, allo sbocco in mare di quello che fu il grande stagno salato esistente nella piana compresa tra il colle di Scarlino, il mare e Follonica, che sicuramente era accessibile a piccoli bastimenti. La superficie del lago che si era andato pian piano impaludando era di 706 ha all’inizio dei lavori di bonifica, ridotta a 214 ha nel 1873 e a circa 200 ha dieci anni dopo.

Padule di Scarlno oggi

Il nome di Puntone deriva da quello di una chiatta, o scafa (pontone), da cui anche il nome di “scaffaiolo” dato al traghettatore che la manovrava, ed era usata fin da tempi antichissimi per il superamento della vecchia foce, la quale interrompeva la via costiera (forse un ramo dell’Aurelia, oggi delle Collacchie. Questa strada, usata anche nel periodo medievale, giungeva al Puntone da Castiglione della Pescaia e proseguiva lungo la fascia costiera delle valli della Pecora e della Cornia per continuare poi nell’Aurelia verso nord.

Il Repetti formulò l’ipotesi che lo stagno di Scarlino non esistesse ai tempi di Roma, sia perché Rutilio Namaziano non ne fece menzione nel suo itinerario marittimo fra Roma e Luni, sia per il lastrico di un’antica strada, “affogato” nel padule e riscoperto, che avrebbe potuto appartenere al primitivo tracciato della via Aurelia. Così scrive:

Padule di Scarlino nella Maremma massetana, già Porto Scapis, poi di Portiglione … io credo che lo stagno in discorso non esistesse ai tempi dell’ Impero romano, sia perché non ne fu fatta menzione alcuna da G. Rutilio Numaziano nel suo Itinerario marittimo, sia per trovarvisi dentro il lastrico di un’ antica strada, appartenuta forse alla consolare Aurelia Nuova, tracciata lungo tutto il littorale toscano. – Alle mie istanze gentilmente aderiva nei giorni scorsi il Cav. commendatore Alessandro Manetti direttore generate delle Acque e Strade e del Bonificamento delle Maremme, il quale fra le notizie che ne richiesi, diede la seguente: «che il piano dell’antica via dentro il padule di Scarlino apparisce in tempo di alta marea inferiore al livello del mare Mediterraneo, ma che cotesto livello tanto più è difficile a determinarsi in quanto che la detta via non solo non è in piano, ma presenta dei rialti e delle concavità, i primi dei quali nell’estate appariscono fuori dell’acqua, mentre i secondi vi restano costantemente sommersi»

MAPS ricostruzione della costa e del lago salato

È dunque plausibile l’ipotesi che in epoca romana l’attracco conosciuto col nome di Portus Scabris, ricordato a partire dal III secolo a.C., attivo nel commercio di materiale ferroso, vasellame, olio e vino, citato anche da Tito Livio, fosse situato poco più a nord, in corrispondenza della Foce della Fiumara, come abbiamo detto precedentemente.

Il Puntone esercitò probabilmente la funzione di scalo di Scarlino fino a quando lo stagno attiguo si mantenne accessibile alle imbarcazioni. Alla foce del Puntone vecchio esistevano due brevi pontili di legno affacciati su rive opposte, tra i quali faceva servizio la chiatta di cui si è fatto cenno, nonché una palizzata e reti che servivano a trattenere i pesci di mare che entravano nel padule con l’alta marea.

Dalla finestra del MAPS la chiusa

Una commissione speciale incaricata nel 1845 da Leopoldo II di esaminare i problemi del padule di Scarlino propose, riprendendo uno studio in cui il matematico Pietro Ferroni nel 1807 progettava la realizzazione di un porto alla foce del Puntone Vecchio, “di sommergere con 1’acqua marina parte dello stagno, il cui fondo risultava avere quota più bassa del livello del mare, onde ricavarne un comodo porto – della superficie di circa 70 ha – per bastimenti da cabotaggio”, in funzione soprattutto dei traffici dello stabilimento siderurgico di Follonica.

Portiglioni, la teleferica che porta il minerale al porto

Nei primi anni dell’Ottocento il caposaldo del Puntone (piccolo edificio a base rettangolare alto due piani) era qualificato “posto armato e dogana”, segno evidente di un suo valido ruolo in relazione ai traffici marittimi che si svolsero in questa località almeno per buona parte del XIX secolo. A partire dai primi anni del Novecento vengono costruite le prime teleferiche per il trasporto della pirite. Tra il 1960 e il 1962 viene realizzato il canale artificiale per il nuovo impianto chimico del Casone durante la costruzione del quale vengono incredibilmente distrutti resti di edifici romani. Con l’avviamento di tali attività (1962) e la successiva chiusura dell’imbarco della pirite pirite nel 1978, il Puntone cessa per sempre la propria storica attività industriale e diviene una frequentata località balneare.

La Fiumara del Puntone, dalla foce al ponte sulla strada statale n. 322 delle Collacchie, si trasformò poi in rifugio per piccole imbarcazioni da pesca e da diporto locali. L’attracco venne poi ampliato nel 1979 e con successivi lavori di ristrutturazione, fino alla realizzazione dell’Etrusca Marina, l’odierno porto turistico.

Il porto oggi

L’intero progetto Etrusca Marina comprende le tre aree seguenti: Porto-canale ristrutturato e ampliato in maniera da fondersi architettonicamente e funzionalmente con l’intero progetto, capace di ospitare circa 350 imbarcazioni fino a 8 m di lunghezza; Darsena a mare, interessa l’intera superficie della storica insenatura di Portiglioni convenientemente protetta da dighe foranee banchinate nella parte interna e dotata di 7 pennelli, capace di ospitare 575 imbarcazioni da 10 a 30 m di lunghezza; aree portuali a terra, nelle quali trovano posto adeguati centri commerciali e residenziali, su una superficie complessiva di 6.700 mq.