Antona, antico e suggestivo borgo della Lunigiana


con le foto di Enio Bravi

ANTONA (Antonia). Grosso Villaggio sull’Alpe Apuana nella pendice meridionale del Monte della Tambura alla sinistra del torrente Frigido, 4 miglia toscane a greco di Massa Ducale (o Massa di Carrara, già Massa Lunense, Massa del Marchese e Massa Cyeba, nella vallecola del Frigido), nella cui Comunità Giurisdizione Diocesi e Ducato è compreso. Risiede in monte coltivato a castagni con qualche campo di sementa e poche viti. Così il Repetti nel suo Dizionario ne indicava la collocazione geografica.

Il visitatore di oggi resta incantato dalla bellezza del paesaggio in cui è incastonata con la sua antica chiesa, San Geminiano, che occupa uno sperone di roccia alto sull’abitato e dal quale offre al visitatore una vista sul panorama che si spinge fino al mare.  … continua a leggere     Antona, antico e suggestivo borgo della Lunigiana

In Valdambra: il castello di Cennina


La Valdambra è per il visitatore un concentrato di bellezze antiche e recenti che lo accompagnano in un paesaggio che porta con sé i segni del tempo e quindi della storia che lo ha costruito insieme all’ ameno paesaggio naturale e a quello rimaneggiato dall’uomo. Se il primo si contraddistingue per la presenza di eriche, lecci, ginepri, corbezzoli e ginestre che ammantano le verdeggianti colline, il secondo privilegia la vite e l’olivo che trovano collocazione anche sui terrazzamenti segnati dai muretti a secco.  …  continua a leggere   Il castello di Cennina

Abbazia di San Lorenzo al Lanzo o Abbazia Ardenghesca


Abbadia Ardenghesca

La Maremma sa sempre essere generosa con il visitatore: per i paesaggi, per il ricco manto che verdeggia sulle sue morbide colline, per i panorami marini che luccicano in lontananza; non da meno sono le antiche vestigia che conserva e le testimonianze delle più remote popolazioni che l’hanno scoperta e abitata. E ancora, sa svelarsi al viaggiatore con angoli sconosciuti ma la cui suggestione cattura anche quando le sue bellezze sono nascoste. E dispiace poi vederle magari in abbandono, anche se non recente, come ricorda il Repetti quando descrive nel suo Dizionario l’abbazia di San Lorenzo al Lanzo o Abbadia Ardenghesca:

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La Pieve di San Giovanni fuori le mura di Campiglia Marittima


di Salvina Pizzuoli

La Pieve di San Giovanni meriterebbe da sola il viaggio da intraprendere alla scoperta dei borghi di quella che viene detta la Maremma livornese o pisana, la cui storia si respira trascorrendo nel paesaggio che li circonda.

Non possono le parole o le immagini da sole restituire il fascino dei luoghi e farci assaporare il potente respiro del passato. È qui che possiamo inebriarci, accanto a queste antiche pietre che ci raccontano la loro lunga vita. Sul sagrato e intorno lastre marmoree, con scolpiti i nomi di chi fu, ricordano ai vivi che le calpestano quanto sia sottile il passo che separa la vita dalla morte; intorno l’incanto del silenzio, siamo in un cimitero, la bellezza del paesaggio e delle architetture civili e religiose:   … Continua     La Pieve di San Giovanni fuori le mura di Campiglia Marittima

La via Cassia Antica: quarto itinerario da Arezzo a Fiesole


Percorsa e descritta dal prof. Giovanni Caselli

Percorsi Cassia vetus

Arezzo, l’antica Arretium, giace all’esterno della grande curva che l’Arno compie uscendo dal Casentino ed entrando nel Valdarno Superiore, ai piedi dell’Alpe di Poti, davanti a una fertlissima pianura, ora paradiso di tante piccole industrie.

Sulla bassa collina di San Cornelio o Castelsecco, fuori Porta Trieste, a sud est della città, si vedono i resti di una cinta muraria per 700 metri di lunghezza. Ma la città etrusca sorgeva nell’area ora occupata dal Duomo e dalla Fortezza, ma della città rimangono soltanto pochi blocchi delle mura del IV secolo a.C.     …  Continua   La via Cassia Antica: quarto itinerario da Arezzo a Fiesole

Pasquetta in vetta: cronaca di un’escursione a piedi nei boschi di Rincine (Londa)


di Salvina Pizzuoli  

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Siamo tutti puntuali al Centro Polifunzionale dell’Unione Comuni Valdarno e Valdisieve,  punto di ritrovo della nostra escursione.

Siamo numerosi, un bel gruppone variegato dove non mancano giovani e giovanissimi.

In testa alla cordata la nostra guida, Caterina Gori, e iniziamo la salita sotto un cielo ancora un po’ imbronciato, ma le previsioni ci fanno sperare in una bella giornata di sole. Il percorso è di circa dieci chilometri con un dislivello di quattrocento metri: detto così potrebbe intimorire, ma in realtà il cammino è comodo su ampi sentieri e la salita agevole. Un percorso naturalistico che conserva traccia della sua storia e delle sue trasformazioni.

Come ci ha anticipato la nostra guida ci muoveremo infatti su tre tipi di viabilità strettamente legate alla storia del territorio:

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Sulla via Francigena da San Miniato a San Gimignano con la mappa interattiva


 

Un nuovo viaggio sulla Francigena con la mappa interattiva di Nicola De Innocentis alla scoperta delle pievi di Coiano, Chianni e Cellole.

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Lungo la via Francigena da Siena a san Gimignano sulla mappa interattiva

Camminare in Toscana: la Comunità “Il Pellegrino”


Gli articoli della nostra rivista che trattano di strade e di cammini riscuotono sempre più successo. Ci pare allora opportuno presentare agli estimatori degli itinerari a piedi e a chi ancora non la conoscesse la Comunità toscana Il Pellegrino. Sono stati rintracciati antichi percorsi che partendo da piazza della Signoria in Firenze si riallacciano a quelli provenienti da altre Vie nella speranza di promuovere una riqualificazione del territorio. Di seguito proponiamo le pagine del dépliant che contiene numeri di telefono e indirizzo nonché indicazione di alcuni cammini.

Vai all’articolo dedicato alla Comunità il Pellegrino

Lungo la via Francigena da Siena a san Gimignano sulla mappa interattiva


Una nuova mappa interattiva ci porterà lungo la via Francigena, da Siena a San Gimignano.

Con un clik sulla mappa il viaggio può iniziare.

E buona Francigena a tutti con Geopillole di Nicola De Innocentis!

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I segreti della Massa Trabaria


Un’investigazione storica

di Giovanni Caselli

Area della Massa Trabaria

Il nostro Emanuele Repetti, alla voce Sestino del suo “Dizionario Geografico, Fisico e Storico della Toscana”, compilato attorno al 1840, scrive:

“SESTINO (Sentinum) DELLA MASSA TRABARIA nella Valle della Foglia – Castello di origine antichissima con chiesa arcipretura (S. Pancrazio) capoluogo di Comunità e di Giurisdizione sotto la Diocesi di Sansepolcro, una volta di Monte Feltro, poi dell’arcipretura di Sestino. Nullius Dioecesis, nel Compartimento di Armo.

Risiede sopra lo sprone di un poggio, fra due ponti, uno de’ quali posto a ostro di Sestino cavalca il fiume Foglia, ossia l’antico Isauro, mentre dal lato opposto sotto un più piccolo ponte passa il torrente Seminino, che poco dopo confluisce nel fiume Foglia.  Trovasi il Castello di Sestino fra il grado 29° 57′ 4″ longitudine ed il grado 43° 42′ 8″ latitudine, 6 miglia toscane a levante della Badia Tedalda, 8 a ostro dal Castello e monte di Carpegna nello Stato pontificio; 16 miglia toscane a grecale di Pieve S. Stefano; 18 miglia toscane a settentrione grecale del Borgo San Sepolcro passando per Monte Casale, … Continua I segreti di Massa Trabaria