Impressioni di viaggio su via degli Dei: seconda tappa Brento – Madonna dei Fornelli

di Davide Gigli

Brento – Madonna dei Fornelli  21,7 km  7 ore e 5 min di cammino (circa)

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Le altre tappe:

– prima tappa Bologna-Brento

– terza tappa Madonna dei Fornelli – Bosco Mugellano

quarta tappa Bosco Mugellano – Montesenario

I Lorena e la via Bolognese

di Alessandro Ferrini

Parte settentrionale del Granducato (1781)

La politica infrastrutturale dei Lorena tese a stabilire collegamenti efficienti non solo all’interno del Granducato, ma anche con gli stati confinanti, per favorire gli sbocchi commerciali verso l’Adriatico e i mercati dell’Italia settentrionale e garantire al contempo a Vienna uno sbocco sul Mar Tirreno attraverso il porto di Livorno, uno dei più attivi del Mediterraneo. In particolare un collegamento veloce fra Bologna e Firenze rispondeva anche all’esigenza di un percorso agevole e sicuro fra la Toscana e l’Austria per gli spostamenti dello stesso Granduca. Da qui il massiccio intervento di costruzione di strade che attraversassero agevolmente i passi dell’Appennino, strade che all’epoca erano ridotte in certi punti a sentieri e mulattiere difficili da transitare anche con buone condizioni meteorologiche. Era un programma arduo da realizzare sia sul piano tecnico, perché si trattava di costruire carrozzabili su un territorio impervio e ricco di corsi d’acqua da attraversare, sia sul piano politico perché gli Appennini rappresentavano anche un confine naturale con gli stati limitrofi spesso poco propensi a far attraversare il loro territorio da nuove strade; in primis lo Stato della Chiesa, di cui Bologna e il suo territorio facevano parte, che concesse i permessi solo dopo lunghe ed estenuanti trattative. … continua a leggere I Lorena e la via Bolognese

In giro per Bibbiena

di Giovanni Caselli

Entrando in Bibbiena da Via Dovizi troviamo subito sulla destra un colonnato oggi chiuso, della chiesa, da lungo tempo distrutta, dello Spirito Santo. Più avanti si rasentano le mura del Convento di San Lorenzo, oggi deserto e in rovina, solo la chiesa, spaziosa e dignitosa rimaner tutt’ora officiata. Poi a sinistra vediamo il palazzo in stile fiorentino del XVI secolo con lo stemma del Cardinal Dovizi, il personaggio più illustre nato in Bibbiena, consigliere personale di Papa Leone X, autore della prima commedia il lingua italiana, “La Calandria”, opera che ha il pregio di consolidare la lingua toscana come idioma nazionale. Il Dovizi nacque nel 1470 nei pressi, in quello che è oggi l’Hotel Brogi e fece edificare questo palazzo quando era già segretario di Giovanni de’ Medici, il futuro Papa Leone X, figlio di Lorenzo il Magnifico. Nella vicina chiesa di San Lorenzo vi sono due magnifiche terrecotte di Andrea della Robbia donate dal Dovizi. Oltre la Piazzetta dal grandioso nome di Piazza Roma si trova il Palazzo Poltri, molto rimaneggiato nei secoli ma attribuibile al primo Cinquecento. Entrando in Via Berni, di fronte a noi c’è il municipio o Palazzo Niccolini, sorto subito fuori le antiche mura … continua a leggere In giro per Bibbiena

Una lettura geo-storica del territorio fiorentino

del prof. Giovanni Caselli

Territorio di Firenze, Prato e Pistoia in una antica carta

Il territorio, che si estende tutto attorno a Firenze e che le nostre vie traversano per diversi chilometri, contiene i resti archeologici che per secoli e secoli hanno caratterizzato la vita e il lavoro di chi viveva in campagna con il sistema della “mezzadria”. Chi non lo conosce, perché è troppo giovane per averlo visto, ma ne ha letto e anche studiato, lo descrive come “il paesaggio della mezzadria” che oggi ha solo lasciato pochi residui. La mezzadria era un sistema di produzione, anzi un sistema di vita, quando la nostra vita consisteva essenzialmente di produzione ai fini della riproduzione, che risale alla preistoria ed esisteva in epoca etrusca. La mezzadria era il sistema istituzionalizzato che caratterizzava il rapporto tra il contadino e il proprietario del terreno. Nell’epoca precedente all’ellenismo, ossia alla conquista della Persia da parte di Alessandro Magno, da noi l’epoca etrusca arcaica, fino al IV secolo a.C., la terra apparteneva agli dei che avevano un rapporto diretto con i sacerdoti che con gli dei comunicavano. … continua a leggere Una lettura geo-storica del territorio fiorentino

La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: dall’Appennino pistoiese ad Arezzo (parte prima)

dall’Appennino pistoiese a Pistoia

di Giovanni Caselli

La Via Romea Germanica dell’Alpe di Serra fu descritta come “La Melior Via” dall’Abate Alberto del monastero benedettino di Santa Maria di Stade, il quale la descrisse  dettagliatamente a beneficio dei pellegrini sassoni, negli Annales stadenses. Quella dell’Abate Alberto non fu certamente l’unica via per l’Italia a scendere dal nord e portare al sole d’Italia e alla tomba di San Pietro, infatti lo stesso Abate indica tre itinerari con il suo preferito. Quello più a ovest passa per Brema, Munster, Duisburg, Neufchateau, Reims, dove ricalca la Via Francigena fino a Roma, il terzo itinerario prende la via del Reno da Duisburg a Basilea, quindi entra sulla via Francigena a Losanna. Anche l’itinerario prescelto dall’Abate Alberto differisce da quello privilegiato dall’attuale Via Romea Germanica. L’itinerario storico si divide in due dal Brennero, verso est fa la Val Pusteria fino a Treviso e Venezia, quindi per vie d’acqua raggiunge Ravenna e Forlì, mentre ad ovest passa per Bolzano, Trento, Bassano, Padova, Rovigo e Bologna. Da Bologna va a Firenze per il Passo dell’Osteria Bruciata per entrare sulla via Francigena a Poggibonsi. Ma offre la possibilità di continuare da Bologna a Forlì sulla Via Emilia. Da Forlì la Via Romea valica l’Appennino con il Passo di Serra, raggiungendo Arezzo, quindi Orvieto per entrare sulla Via di Roma a Montefiascone. La nostra variante che è ricostruita sulla base dei transiti storici di imperatori e personaggi illustri, segue da Trento l’Adige fino a Peschiera del Garda, continua  verso Volta Mantovana, Goito e Mantova. Quindi passa per San Benedetto Po, Concordia sulla Secchia e lungo il fiume, arriva a Modena, poi transita da Maranello e Spilamberto per salire a Pavullo fiancheggiando ora a destra ora a sinistra la S12 per l’Abetone, San Marcello Pistoiese, per il Passo della Croce Arcana e Pistoia, quindi da Montemurlo raggiunge Prato, Sesto Fiorentino e Firenze.  continua a leggere     La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: dall’Appennino pistoiese a Pistoia                             

Da Castiglione a bocca d’Ombrone: storia e paesaggi

Il tratto di costa maremmana che da Castiglione della Pescaia giunge alla foce dell’Ombrone conserva uno straordinario patrimonio storico e naturalistico.

Il lago Prile in una carta del 1776. Si notano le ridotte dimensioni rispetto alla carta precedente del Lago di Castiglione.
Foto originale a questo link

Quando a Castiglione c’era un lago

Il Forte delle Marze

Il sistema delle torri del litorale toscano: il forte di San Rocco

I “porti fluviali” di Grosseto

Il porto di Torre Trappola a bocca d’Ombrone

Antiche mappe della costa toscana: da Castiglione all’Argentario

Costeggiando il Parco dell’Uccellina: dune sabbiose e flora

Da Principina a Bocca d’Ombrone: un itinerario a piedi

Mare di Maremma

In giro per Bibbiena e dintorni

Reperti etruschi (Museo Archeologico del Casentino – Bibbiena)

In giro per Bibbiena

Bibbiena: dalle origini all’epoca del Grand Tour

Santuario di Santa Maria del Sasso a Bibbiena

Passeggiate casentinesi

Paesi fantasma in Toscana

e piccoli borghi abbandonati

Isola Santa

Isola Santa

Castelnuovo dei Sabbioni

Lucchio un paese semi abbandonato

Poggio Santa Cecilia, un borgo abbandonato

Toiano in Valdera

Galleria immagini: le vecchie stazioni di posta della via Bolognese

Porta San Gallo – Fabio Borbottoni (1823-1902)

Da porta San Gallo alle Filigare, confine fra Granducato di Toscana e stato della Chiesa. Nel tratto della via Bolognese ancora oggi sono in buona parte riconoscibili gli edifici che un tempo ospitarono le stazioni di posta.

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La via dei Cavalleggeri

Tratto della costa Toscana

La via dei Cavalleggeri è un percorso che da Porta a mare a Livorno tocca torre del Boccale o dei Marroccone (oggi l’antica torre è inglobata nell’edificio dell’omonimo castello), torre di Calafuria, torre del Romito, torre di Castiglioncello, torre di San Vincenzo, Torre Nuova e dopo circa 200 km arriva a Piombino. Le prime notizie della sue esistenza risalgono al periodo medievale, ma secondo alcuni si tratta addirittura di una variante della via Aurelia-Aemilia Scauri risalente al II°- III° secolo avanti Cristo. Nel Catasto granducale del 1823 è riportata una via che collega Livorno a Piombino “lungo la marina … per ogni parte lungo la spiaggia”. … continua a leggere La via dei Cavalleggeri