La Lisca e l’osso di balena


Raramente si trovano cetacei di gran mole in Toscana, quantunque lungamente occupata dal mare: qualche osso di balena, di capidolio, di foca. D’uno di questi cetacei sussiste un osso smisurato alla Lisca, osteria ch’è tra Signa e la Gonfolina” così scriveva Francesco Inghirami nel 1841.

La “lisca” lungo la statale 67 (Foto di Enio Bravi)

Nonostante sia trascorso tanto tempo, se volessimo, potremmo ancora vederla la “lisca”percorrendo la strada statale 67 tra Lastra a Signa e il Masso della Gonfolina nel sottotetto della facciata di una casa che fiancheggia la statale e che anticamente era un’osteria.

La “lisca” (Foto di Enio Bravi)

 

Potrebbe trattarsi di una costola o di un osso della mandibola del grande cetaceo che per le sue considerevoli dimensioni è stato irriso dalla pungente ironia toscana e definito appunto “la lisca” diventando famosa al punto da dare poi il nome alla località medesima.

La “lisca”(Foto di Enio Bravi)

Un osso di balena?

Stupisce che il più grande tra gli abitatori delle acque dei mari, abbia lasciato testimonianza di sé sul muro di un’abitazione privata, senza altre notizie più precise e sulla data del suo ritrovamento e del luogo preciso e se si tratti di una mandibola o di una costola. Stupisce la presenza in Toscana di fossili marini appartenuti ad era geologiche molto lontane: ossi fossili di balena, denti di squalo, conchiglie giganti di ostriche plioceniche e balenottere sono oggi un patrimonio di studio per paleontologi e per appassionati.

Ma procediamo con ordine.

La Toscana, come noi possiamo vederla e percorrerla, non è sempre stata così: in tempi remoti che ci riconducono a periodi geologici la cui datazione ci impressiona per il numero degli zeri che la compongono, buona parte della regione era coperta da acque popolate da animali marini come foche, capidogli, squali e balene. Vari sono stati infatti i ritrovamenti di fossili in diverse zone della nostra regione.

Cafaggiolo particolare della lunetta di Utens in cui si vede la “lisca” su una facciata delle scuderie

Una “lisca” come quella che appare nella facciata di una casa della località omonima è stata ritrovata a Cafaggiolo. Nel XV secolo era esposta sulla facciata di uno dei caseggiati che costeggiano il castello, come la lunetta di Giusto Utens raffigurava. Da lì fu poi spostata dove ancora oggi si può vedere, sulla facciata di un’abitazione lungo la statale 65.

Cafaggiolo nella lunetta di Giusto Utens

Altri ritrovamenti a Castelfiorentino, un esemplare di balenottera di circa tre milioni di anni, ma anche a Poggio alle Mura, a Orciano Pisano e in una cava di sabbia a Campagnatico, esemplare conservato, insieme ad altri, come la balenottera citata e un particolare delfino trovato a Pienza, nei locali del Museo del Gamps* (Gruppo Avis Mineralogia Paleontologia Scandicci) a Badia a Settimo.

La “lisca” della Lisca (Foto di Enio Bravi)

*GAMPS notizie a questo link: http://www.gamps.it/portale/modules/content/index.php?id=7

Per chi volesse saperne di più consigliamo  il libro“La Toscana delle balene” di Giorgio Batini

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