Toscana in Liberty: i Chini


di Salvina Pizzuoli

È all’intuito, all’inventiva e all’intraprendenza di Galileo Chini che dobbiamo la diffusione del modernismo in Toscana e attraverso le creazioni in ceramica e quelle che decoreranno molte delle facciate di villini e palazzine e centri termali e attraverso i riconoscimenti internazionali ottenuti.

È il 1896 quando a Firenze Galileo Chini apre, in cooperativa, una manifattura nella fornace in via Arnolfo: “L’Arte della ceramica”.

L’idea era nata tra i tavolini del Caffè Nacci, in piazza Beccaria, dove i futuri soci avevano l’abitudine di riunirsi.

Per tentare una nuova forma di ceramica, fuori dai modelli decorativi e ispirata invece al nuovo stile floreale che ormai pervadeva l’Europa, collaborò con il cugino Chino per la sperimentazione tecnico-chimica. Il marchio della fabbrica era una melagrana da sola o con due mani intrecciate o la scritta “Firenze” riportata sotto a simboleggiare un forte sodalizio tra i soci. … Continua

Il Liberty lungo le coste toscane: Viareggio


di Salvina Pizzuoli

Viareggio particolare della decorazione del villino Flora

Perché soffermarsi proprio su Viareggio? Potrebbe chiedersi un ipotetico lettore. In realtà la Versilia e la costa da Livorno a Cecina conservano ancora evidenti i segni di un’epoca che si realizzava appieno, anche per una serie di casi fortuiti, proprio a Viareggio.

Lungo la riviera tirrenica non mancano le espressioni artistico architettoniche del periodo: a Livorno il complesso termale le “Acque della Salute” conosciuto anche con il nome di “Terme del Corallo” fu realizzato nel 1903 su progetto dell’architetto Angelo Badaloni. Giace purtroppo in profondo stato di abbandono nonostante si trattasse di uno degli edifici più eleganti e più espressivamente vicini al nuovo stile. Sono ancora ammirabili alcune decorazioni e ceramiche ornamentali, veri capolavori che continuano a elargire la loro bellezza tra le erbacce. … Continua

L’Istituto degli Innocenti a Firenze


le foto di Enio Bravi documentano il presente articolo e la  Galleria  a questo link

Firenze, Istituto degli Innocenti, vista esterna (Foto di Enio Bravi)

L’Istituto degli Innocenti di Firenze è la più antica istituzione pubblica italiana dedicata alla tutela dell’infanzia.
La sua nascita si deve al lascito testamentario del mercante pratese Francesco Datini che, nel 1410, destinò mille fiorini alla creazione di un luogo dedicato esclusivamente all’accoglienza dei fanciulli.
Con un contratto del 1419, ancora conservato nell’archivio storico dell’ente, l’Arte della Seta ne affidò la costruzione a Filippo Brunelleschi che qui fissò i canoni della nuova architettura rinascimentale. Molti grandi artisti, come Domenico del Ghirlandaio, lavorarono nell’istituzione e contribuirono ad accrescerne il prestigio e il patrimonio monumentale. … Continua

Toscana in “Liberty”: i “villini” di Michelazzi e le realizzazioni di Coppedè a Firenze


Per maggiori particolari si consiglia la Galleria delle immagini dei “villini” a questo link

di Salvina Pizzuoli

Villino Ravazzini, decorazioni in ceramica delle manifatture Chini

Nella fascia periferica della città di Firenze si ebbe una maggiore fioritura del nuovo stile. Sembra impossibile, ma colpisce l’elevato numero di costruzioni ascrivibili alla nuova tendenza affermatasi tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo. Firenze inganna per l’uniformità che sembra contraddistinguerla e stupisce invece trovare nel suo tessuto, sebbene periferico, tante espressioni architettoniche legate o assimilabili al Liberty, soprattutto se teniamo conto che molte sono andate distrutte come “il villino in via Michelangelo (ultimato nel 1904 e distrutto nel 1962), il villino Ventilari in viale Mazzini (realizzato nel 1907 e demolito intorno al 1960), il villino “La Prora” in via Guerrazzi (completato nel 1908 e abbattuto dopo il 1955)”* tutte progettazioni di Giovanni Michelazzi (1879-1920) e ancora, i Garages Riuniti in via Alamanni, il Villino Cottini in via Masaccio, villa “La Palancola” in via Boccaccio. … Continua

Toscana in “Liberty”: Introduzione



di Salvina Pizzuoli

La Toscana conserva nel suo patrimonio artistico-architettonico tracce consistenti dello stile diffusosi tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo, chiamato in Italia Liberty, nome derivato da quello dei magazzini londinesi di Artur Lasenby Liberty specializzati in tessuti, oggetti d’arredamento e mobili. 

Villino Ravazzini, Firenze. Particolare: decorazioni in ceramica di Galileo Chini

In Toscana Firenze ne fu la capitale mentre la parte meridionale della regione rimase praticamente estranea; a Siena si caratterizzò come eccezione ma conobbe notevoli realizzazioni a Lucca e lungo il litorale i cui centri balneari e termali conservano opere architettoniche di rilievo da Livorno a Viareggio in particolare.

Oggi stentiamo a credere che il nuovo stile fosse così diffuso in quella che era stata fino a qualche anno prima la capitale dell’Italia unita, sconvolta dagli ammodernamenti del Piano Poggi, eppure molte produzioni, anche d’interni e di allestimenti commerciali, sono state precoci “si pensi ad esempio alla sala di lettura nell’Hotel Elvetia a Firenze, o al negozio di arredi di Pietro Botto in via Strozzi del 1899”*. Già allora il negozio del “lampista”, come lo definisce Carlo Cresti nel** suo studio dedicato all’argomento, era esposto un nutrito e scelto campionario di mobili e di oggettistica Art Nouveau e Jugendstil, nomi con cui il movimento era noto in Francia e in Germania. E non solo, è molto ampio il numero dei fabbricati giunti fino a noi, nonostante molti purtroppo siano stati perduti perché abbattuti, tra i quali anche realizzazioni dell’architetto Giovanni Michelazzi (1879-1920) uno dei maggiori e creativi rappresentanti che legò il suo nome a progetti architettonici di prestigio nel nuovo stile o ad esso assimilabili: il villino di viale Michelangelo, il villino Ventilari in viale Mazzini e il villino “La Prora” in via Guerrazzi. E non per ultime sono da segnalare le prestigiose affermazioni dei prodotti de l’”Arte della Ceramica” delle manifatture Chini e la medaglia d’argento di Girard e Cutler per i mobili d’arredamento alle Esposizioni di Torino del 1898 e di Parigi del 1900.

Di tanto patrimonio e artistico e architettonico, cosa possiamo ancora “vedere”?

Molto, e cominciamo dal centro di Firenze:

Toscana in Liberty: Firenze capitale del nuovo stile

Toscana in Liberty: i “villini” di Michelazzi e le realizzazioni di Coppedè a Firenze

Galleria di immagini: i “villini” di Michelazzi e le realizzazioni di Coppedè a Firenze

Il Liberty lungo le coste toscane: Viareggio

Toscana in  Liberty: i Chini

  • *Da Fabio Mangone “Il contributo toscano all’architettura del Liberty italiano” in “Architetture del Novecento. La Toscana” a cura di Ezio Godoli
  • ** Da Carlo Cresti “Firenze 1896 -1915. La stagione del Liberty

A Codiponte in Lunigiana: un’antica pieve


Codiponte la facciata della pieve dei santi Cornelio e Cipriano
Codiponte la facciata della pieve dei santi Cornelio e Cipriano

La Lunigiana è terra di storia antica con reperti che vanno dal paleolitico al medioevo, abitata da sempre e attraversata e da pellegrini e da mercanti, dal mare ai valichi appenninici, lungo la valle del Magra, il bel fiume che ne solca il territorio insieme ad acque minori, su sentieri e percorsi vetusti punteggiati da una miriade di testimonianze: stele, rocche, castelli, pievi, ponti.

Siamo a Codiponte dove il torrente Aulella confluisce nel Tassonaro, come scrive il Repetti nel suo Dizionario

CODIPONTE (Caput Pontis) in Val di Magra. Borgo con castellare … Continua

Galleria foto: nella Val di Merse


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Pieve a Ponte allo Spino immagine complessiva nella piana alluvionale
Pieve a Ponte allo Spino immagine complessiva nella piana alluvionale
Pieve a Ponte allo Spino, il piccolo chiostro e il tiburio
Pieve a Ponte allo Spino, il piccolo chiostro e il tiburio
Castello di Tocchi la porta d'ingresso
Castello di Tocchi la porta d’ingresso
Tocchi Pieve di Santa Maria Assunta
Tocchi Pieve di Santa Maria Assunta
San Lorenzo a Merse, panorama con la torre campanaria della Pieve
San Lorenzo a Merse, panorama con la torre campanaria della Pieve
Ponte a Macereto
Ponte a Macereto
Torri, la porta del borgo
Torri, la porta del borgo
Chiostro di Santa Mustiola a Torri uno scorcio
Chiostro di Santa Mustiola a Torri uno scorcio
Murlo il borgo fortificato visto dall'alto: s'intuisce l'antico giro di mura, emerge il palazzo vescovile si vedono le due piazze e la chiesa di San Fortunato
Murlo il borgo fortificato visto dall’alto: s’intuisce l’antico giro di mura, emerge il palazzo vescovile si vedono le due piazze e la chiesa di San Fortunato
Murlo, la porta del castello
Murlo, la porta del castello
Crevole particolare dei ruderi dell'antica rocca
Crevole particolare dei ruderi dell’antica rocca
Crevole la pieve di Santa Cecilia
Crevole la pieve di Santa Cecilia

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