San Martino a Gangalandi

di Salvina Pizzuoli

La chiesa, di origine romanica, rispecchia nella struttura odierna i rifacimenti quattrocenteschi di Leon Battista Alberti con il portico laterale su colonne del XVI secolo e il portale del 1698, mentre la torre campanaria nella parte inferiore conserva l’antica struttura medievale. L’interno accoglie il visitatore con la sua ampia navata unica. A destra l’affrescata cappella del Battistero, a due campate su pilastri ottagonali: nell’attico a destra la raffigurazione di San Martino e il povero mentre scene dell’Annunciazione incorniciano l’arco di volta; sul fronte laterale Cristo in gloria con angeli e negli spicchi delle volte a crociera gli Evangelisti e Dottori della Chiesa. Gli affreschi sono di Lorenzo di Bicci e della sua Scuola e sono datati 1432. … continua a leggere San Martino a Gangalandi

Abbazia di Santa Maria a Rosano

di Salvina Pizzuoli

In lontananza, percorrendo la strada provinciale 34 da Bagno a Ripoli a Rignano sull’Arno, oltre ai pini le cui chiome si aprono larghe su esili e alti tronchi, il bel campanile, una monofora sormontata da due ordini di bifore e due di trifore, indica al visitatore di aver raggiunto la sua meta. Oltrepassato un cancello che si apre su un ampio cortile cinto di mura, la semplice e bianca facciata romanica dell’antica abbazia di Santa Maria a Rosano.

Sul portone la scritta in latino dà precise indicazioni sulla data di edificazione (780) e sugli interventi di restauro (1523): Anno Domini DCCLXXX edificatum fuit hoc monasterium restauratum autem cum ecclesia anno MDXXIII. Così si legge sotto la trabeazione che orna il portone cinquecentesco. … continua a leggere Abbazia di Santa Maria a Rosano

La pieve di San Donnino a Villamagna

Uno scrigno di pregevoli opere d’arte a pochi chilometri da Firenze

di Salvina Pizzuoli

Pieve di San Donnino

VILLAMAGNA nel Val d’Arno fiorentino. – Contrada con pieve antica ( S. Donnino). […]È situata in collina alla sinistra del l’Arno, che ha al suo scirocco il Poggio a Luco ed al suo libeccio quello dell’ Incontro. Questa contrada insieme alla sua pieve fu signoreggiata un tempo dalla illustre prosapia de’ Rinuccini, che ne ebbero per lungo tempo il giuspatronato, siccome si rileva dall’atto di fondazione ( 1067 ) del monastero di S. Pier maggiore, quando donna Gisla del fu Rodolfo, dopo essere rimasta vedova […], fra i molti beni che assegno in dote a quel suo monastero gli diede anche la quarta parte de’ beni, corte, chiesa e castello di Villamagna.

Così lo storico ottocentesco Repetti presenta nel suo Dizionario la contrada e la sua pieve. Nella parte alta della piazza da cui si diparte la strada che conduce poi all’Incontro, si eleva sull’ampio sagrato la romanica facciata della pieve di San Donnino, una delle più antiche nei dintorni della città di Firenze. Fondata nell’VIII secolo … continua a leggere La pieve di San Donnino a Villamagna

Architetture del Novecento a Firenze

Firenze via Borgognissanti, Casa Galleria Vichi, particolare del drago alato reggilampada

Monterinaldi e le “villette” Ricci

Lo stadio Artemio Franchi di Firenze

Ex Manifattura Tabacchi di Firenze

Toscana in “Liberty”: Firenze capitale del nuovo stile 

Toscana in “Liberty”: i villini di Michelazzi e le realizzazioni di Coppedè a Firenze

San Miniato al Monte, la leggenda, la storia, le simbologie

Impossibile non notarla, anche da lontano, dai lungarni di qua d’Arno soprattutto: l’elegante facciata ad ampie tarsie marmoree bicrome, il bianco di Carrara e il verde del serpentino di Prato, a formare motivi geometrici, lo splendido mosaico (1260) a fondo dorato con Cristo in trono benedicente fra la madre e San Miniato che, specialmente nelle giornate di sole, balugina, così come l’aquila artigliante in rame che ne occupa la sommità, simbolo dell’arte di Calimala, la corporazione che ne ebbe per anni la tutela, ma anche i cinque archi della parte inferiore che ben si distinguono pur nella distanza, disegnati e delimitati dalle belle semicolonne.

In posizione scenografica, è una delle più antiche e insigni creazioni del romanico a Firenze, si erge su quel colle che nel tempo ha assunto diverse denominazioni: Monte del Re, ma anche Monte Fiorentino e San Miniato, designazione che si richiama al nome del santo le cui reliquie, come si tramanda, sono custodite nella cripta. … continua a leggere San Miniato al Monte, la leggenda, la storia, le simbologie

Il parco Stibbert a Firenze

di Salvina Pizzuoli

la loggetta veneziana

Spesso trascurato a favore della Casa-Museo o vissuto solo come area verde dove trascorrere alcune ore soprattutto nella stagione calda, è da visitare e scoprire: in realtà secondo alcun studiosi, sotto l’aspetto di giardino romantico all’inglese, cela una chiave di lettura simbolico-massonica.

La sua storia ha inizio con l’acquisto da parte della famiglia di Federigo Stibbert della villa Mezzeri nel 1849, al tempo con un giardino detto all’italiana, caratterizzato da geometrie che racchiudono gli spazi con siepi e sempreverdi e aiuole fiorite di cui pare individuare un rimasuglio nell’area antistante la palazzina.

Successivamente, con l’acquisizione di nuovi spazi aperti e di ville limitrofe, fu dato all’architetto Poggi, il cui nome richiama la realizzazione dell’omonimo Progetto del viale dei Colli e del Piazzale, l’incarico di trasformare la villa, di creare una limonaia che ancora oggi possiamo ammirare ai confini nord della proprietà, in prossimità delle scuderie i cui locali furono ricavati dopo l’acquisto della villa Rossellini, nonché di riorganizzare tutto il terreno in uno unico. … continua a leggere Il parco Stibbert a Firenze

Palazzi di Firenze

Palazzo Pitti particolare della facciata

Palazzo Bartolini Salimbeni a Firenze

Palazzo Altoviti e il mistero del vero volto di Vespucci.

Finestre, portoni, palazzi, simboli e architetture fiorentine

La Torre degli Amidei

I colori della città: le pietre di Firenze

La famiglia Lavison e il palazzo in Piazza della Signoria

Le “teofanie” del Casentino: Santuario di Santa Maria del Sasso (Bibbiena)

di Giovanni Caselli

Legate al paganesimo sono le “teofanie” o apparizioni della Madonna che hanno luogo fra il XIV e il XV secolo, quando ancora si compivano riti pagani in certi luoghi. Le apparizioni accadevano laddove si manifestavano forze soprannaturali e la Madonna vi appariva per sconfiggere il maligno causando la costruzione di un santuario.

Santa Maria del Sasso.

Archi e capitelli del chiostro e vista del campanile del XIX sexolo

Presso Bibbiena, c’ è un santuario mariano che si origina anch’esso con una apparizione della Madonna su di un sasso. Questo santuario divenne nel tardo XV secolo, con la colonizzazione fiorentina della zona, una istituzione fiorentina che assunse il ruolo di punto di riferimento devozionale della borghesia rurale, quasi tutta di origine fiorentina, basti osservare le grandi lunette dipinte nel XVIII secolo, ex voto delle famiglie più abbienti della zona, presenti nel portico antistante la chiesa e nel chiostro della clausura. Il santuario che è oggi curato dai domenicani, sorse su di un luogo di culto pagano basato su un grande masso (il Sasso) tempestato di coppelle, prova di un luogo di culto preistorico. Il Sasso è ancora oggi oggetto di culto, si vedano le numerose note e i biglietti inserite nelle crepe e nelle spaccature del sasso, lasciate dai fedeli in ringraziamento per grazia ricevuta o grazia richiesta. Questo enorme sasso erratico, come altri più piccoli dispersi tutto attorno sono frammenti del Sasso della Verna. …  continua a leggere  Santuario di Santa Maria del Sasso