L’Arte dei Beccai e la bistecca alla fiorentina

L’Arte dei Beccai faceva parte delle cosiddette Arti Minori, distinte da quelle dette Maggiori, e con un peso diverso nei confronti del governo della repubblica. Anche se inserita in quelle Minori l’arte, che riuniva alla corporazione gli addetti al commercio delle carni insieme ai pesciaiuoli e ai gestori di locande e osterie, aveva comunque un grosso potere dimostrato dalle varie botteghe e costruzioni ad essa legate: nel Trecento nascono i locali della Beccheria in prevalenza in quello che era allora il Mercato Vecchio, cuore pulsante della vita cittadina che occupava quello che è oggi lo spazio di Piazza della Repubblica, nel centro quindi.

Nei pressi della Chiesa di Ognissanti si teneva il mercato degli animali mentre il macello era dislocato nelle viuzze adiacenti via Santissimi Apostoli. … continua a leggere  L’Arte dei Beccai e la bistecca alla fiorentina

Lo sapevi che…? Modi di dire di ieri e di oggi: “A ufo”

Quante volte avremo sentito usare l’espressione “a ufo” sapendo bene che è sinonimo di “a gratis”? Sì, ma da dove derivi e la storia che si accompagna a questo modo di dire non è sempre conosciuta.

Presumibilmente è nato dall’acronimo di Ad usum Fabricae Opera ovvero AUFO. La sigla accompagnava, nel Medioevo, i materiali utilizzati per la costruzione di strutture architettoniche esenti da dazi, come ad esempio quelli destinati alla costruzione delle cattedrali. La sigla a Firenze venne scritta sui mattoni, semplificando la frase in iniziali, per l’edificazione di Santa Maria del Fiore nel 1229, e a Roma per l’opera di San Pietro.

Ma, come ormai si sa, quando la nascita di un modo di dire si perde nel tempo, esistono più versioni.

Nel “Supplemento a’ vocabolari italiani” (1857) si legge alla voce “Ufo (A)”: senza spendere, senza spesa. Locuzione avverbiale plebea.

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Pinocchio prima edizione: la riscoperta, un articolo da Il Tirreno

Atmosfere cupe senza lieto fine
nel testo di Collodi uscito
sul “Giornale per i bambini”
nel 1881.
Poi i lettori lo spinsero
a continuare la storia.
Ripubblicato Pinocchio
nella prima versione “noir”
Il burattino muore impiccato.
Continua a leggere l’articolo da Il Tirreno 4 aprile

Il paesaggio della via Francigena in Toscana e i bagni termali

Pellegrini sulla Franfigena – pittura VI secolo – Santa Maria del Parto (Sutri)

Paesaggio della Francigena e bagni termali

Capire il paesaggio della via Francigena in Toscana (prima parte)

Capire il paesaggio della via Francigena in Toscana (seconda parte)

Bagni termali lungo la via Francigena

La battaglia di Talamone narrata da Polibio

Le Storie di Polibio nell’edizione veneta del 1546

Polibio (206-118 a.C.) fu uno storico greco autore delle Storie, opera composta di quaranta libri giunti fini a noi solo in parte, che narra la storia romana dal 220 al 146 a.C. I capitoli compresi dal XXV al XXXI del  Secondo Libro narrano in maniera particolarmente precisa lo svolgimento della battaglia di Talamone (225 a.C.) nella quale i Romani sconfissero una forte coalizione di popoli Celti diretti contro Roma.

XXV. I Galli pertanto, entrati in Etruria, corsero la campagna, guastandola impunemente, e non opponendosi loro alcuno, mossero alla fine contro Roma stessa, ed essendo già presso Chiusi, città distante da Roma tre giornate, ebbero avviso che alle loro spalle seguivano ed erano per raggiungerli le forze de Romani stanziate a confini dell’Etruria. A questa novella voltaronsi e si fecero loro incontro, affrettandosi di combattere. … continua a leggere    La battaglia di Talamone narrata da Polibio

Tratto da: Salvina Pizzuoli “Quattro donne e una cucina” Storia e antiche ricette

Salvina Pizzuoli “Quattro donne e una cucina” (solo in ebook a questo link)

Ricette d’Autore

Storia e antiche ricette

Da quando ha avuto inizio questo progetto culinario mi ero ripromessa di fare una serie di ricerche che rispondessero ad alcune domande che mi ero posta girellando per la Rete, consultando libri di cucina o rivolgendomi direttamente alle tre abili cuciniere. Le domande riguardavano la storia dei ricettari. Mi ero chiesta infatti quando e perché qualcuno avesse sentito l’esigenza di scrivere o appuntare le fasi, gli ingredienti e quant’altro necessario.

La prima considerazione è che solo una società evoluta e ricca può concepire il cibo oltre la sola accezione di alimento con lo scopo di sfamare; tenderà pertanto a esaltare il gusto, a rendere la vivanda gradevole non solo al palato, ma anche agli occhi.    …    continua a leggere    Tratto da: Salvina Pizzuoli “Quattro donne e una cucina” Storia e antiche ricette

I’ Brindellone tra etimi e leggende

Tutti i Fiorentini sanno bene di cosa stiamo parlando e conoscono anche il significato del termine, ancora molto comune, perché i’ brindellone non indica una cosa sola.

Se cerchiamo il termine sul dizionario Treccani troviamo la seguente definizione:

brindellóne s. m. (f. -a) [der. di brindello]. – Persona che va in giro con l’abito lacero, o anche sciatta nel vestire, trasandata nell’aspetto, nel camminare e simili; più comune la forma sbrindellone.

Ci dice quindi che deriva da brindello ovvero da brano. – Straccio, brandello.

A Firenze un brindellone è un tipo sciatto, trasandato, non molto “vispo”    …  continua  I’ Brindellone tra etimi e leggende

I top ten del mese di marzo 2020

tuttatoscana

 

I 10 articoli più letti nel mese di marzo 2020

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