da:  Guido Carocci, Bagni e villeggiature in Toscana, Firenze 1899

Isola del Giglio (1740)
Isola del Giglio (1740)

Piccolo villaggio nell’Isola del Giglio- Uffici di posta e telegrafo al Castello del Giglio- Approdo dei vapori che fanno il servizio dell’arcipelago Toscano.

La Marina ed il Castello.- Una borgata pittorescamente disposta a semicerchio lungo la riva di un golfo che serve di porto, dove possono comodamente approdare i vapori e le navi di grossa portata, difeso da una torre e da alcune opere murali, costituisce la Marina del Giglio, mentre il castello, capoluogo di comunità, e residenza delle autorità, posa gagliardamente sulla ripida pendice orientale di un poggio sovrastante al golfo. L’isola del Giglio, che per ampiezza e per numero d’abitanti è la seconda dell’arcipelago Toscano, ha una superficie di circa 12 chilometri di terreno in gran parte montuoso, ma feracissimo e condotto quasi tutto a coltivazione in grazia del l’operosità prodigiosa degli abitanti che ammontano ad oltre 1600.

Rifugio di cittadini romani fuggenti dinanzi alla fiumana dei barbari invasori, risola del Giglio comparisce per la prima volta nella storia di quei tempi tristissimi e dopo un silenzio di se coli torna ad essere rammentata tra i possessi dell’abazia delle Tre Fontane insieme alle terre del Monte Argentario ed alla città d’Orbetello. Agli abati succedono nel possesso i Fiorentini, poi i Pisani ed i Fiorentini, di nuovo nel 1406. Alfonso d’Aragona la conquistò nel 1447, poi nel 1457 la cedette a Papa Pio II che ne fece un feudo per il nipote Antonio Piccolomini e dei Piccolomini fu, fino che essi nel 1558 non la venderono per 32,162 ducati napoletani ad Eleonora di Toledo moglie di Cosimo I, onde passò dipoi a far parte del Granducato.

Isola del Giglio, Campese in una cartolina anni cinquanta
Isola del Giglio, Campese in una cartolina anni cinquanta

Questo in brevi tratti il sunto della storia di quest’isola e del suo castello, edificato in posizione elevata e munito di gagliarde opere militari perché fosse in grado di resistere ai frequenti assalti dei corsari saraceni. Nulla di più pittoresco e di più originale di questo bel castello cosi felicemente situato, nulla di più piacevole e più singolare dell’aspetto di quest’ isola, nella quale le grandi rocce di granito si sposano coi vigneti ubertosi e coi campi feracissimi. D’una ospitalità tradizionalmente cortese, lavoratori instancabili sono gli abitanti i quali si occupano alternativamente della coltura dei campi, della pesca, della concia delle acciughe, del tra sporto, per mezzo di agili barche, dei loro gagliardissimi vini e del prodotto della pesca agli scali di terraferma. L’isola del Giglio ed i suoi abitanti si può dire che porgono uno splendido esempio di ciò che possono l’industria e l’attività umana.

Isola del Giglio, il Porto in una cartolina anni cinquanta
Isola del Giglio, il Porto in una cartolina anni cinquanta

La bellezza superba dell’ isola, la comodità della sua marina, la quiete serena della vita lo cale, hanno saputo esercitare il loro fascino e da qualche anno da Roma soprattutto e da Grosseto, non poche distintissime famiglie hanno trovato alla Marina del Giglio un soggiorno di pace e di tranquillità, sicché si può fin d’ora salutare il sorgere di una nuova stazione balnearia marittima che saprà attrarre chi ama le bellezze di una natura lussureggiante e i vantaggi di poter vivere in mezzo alla libertà più completa ed alla quiete più serena.

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