di Salvina Pizzuoli

Castiglione di Garfagnana

Siamo a Castiglione di Garfagnana nell’alta valle del Serchio. La luminosa giornata di sole rende ancora più brillante il paesaggio, lussureggiante di verdi cangianti e ancora pallidi in questo primo scorcio di primavera, che ci accompagna lungo la strada che da Pieve Fosciana ci porta verso la cima di un promontorio su cui sorge la cittadella fortificata.
Non è facile da immginare perchè Castiglione è davvero particolare con la sua cinta muraria ben conservata, i suoi torrioni e il maschio; ma non solo: stradette lastricate, alte mura, slarghi, splendide chiese, silenzio, spazi fioriti, tutto curato, ordinato; è piacevole trascorrere all’interno e scoprire, lì, proprio sotto la rocca un vero gioiello dell’arte medievale: la splendida facciata della chiesa di San Michele.

Ma procediamo con ordine e per cominciare la completa e rigorosa presentazione dello storico ottocentesco Emanuele Repetti che nel suo Dizionario (vol, I, 1833) così scrive

Questo castello di figura quadrilatera, munito di forti bastioni, con quattro torri negli angoli, risiede alla sinistra del Serchio sopra il poggio che forma contrafforte all’Alpe di S. Pellegrino. È bagnato dal lato di levante dal torrente Castiglione, a ponente, del rio di Collemandrina,[…] Le memorie di questo Castiglione rimontano ai secoli longobardici,

Ma perché un castello qui? È la prima domanda che il visitatore potrebbe porsi.

Il territorio dell’alta valle del Serchio, si colloca lungo una direttrice appenninica fondamentale per i collegamenti tra la Toscana e la pianura padana: Castiglione è infatti in prossimità di uno dei passaggi dell’Appennino, il Passo di San Pellegrino, tra la Toscana e l’ Emilia, fondamentale al punto che la sua storia è contrassegnata da feroci conflitti e distruzione delle sue mura fortificate. A partire dall’XI secolo e soprattutto tra XII e XIV secolo, la regione è oggetto di una continua competizione politica e militare tra le principali entità statuali dell’area; Lucca, Pisa e Firenze; successivamente, nel XV secolo,  anche con il modenese e i domini estensi.
Per la sua posizione strategica non svolgeva solo la funzione di  presidio militare per un buon controllo della viabilità ma, essendo  posto anche in posizione dominante,  permetteva un’ampia visibilità del territorio circostante e pertanto poteva fungere da centro per le segnalazioni a distanza tra  altre torri e fortezze vicine.
Gli scontri caratterizzarono la sua storia fino a quando, come ci spiega il Repetti, non si giunse “alla pace del 10 marzo 1371, conclusa in Castiglione nella casa di Alderigo Antelminelli. In virtù del quale trattato il paese fu riconsegnato al governo di Lucca, che destinò Castiglione residenza di un commissario. Dopo quell’epoca furono costruite le solide mura castellane che circondano tuttora la Terra di Castiglione, la quale non solamente era una delle principali fortezze della Garfagnana, ma la più costantemente posseduta dai Lucchesi”
La progressiva affermazione del dominio lucchese, pur non eliminando la contesa della regione, contribuì a strutturare una rete difensiva più coerente: la Rocca e le mura di Castiglione si inseriscono così in un sistema più ampio di controllo territoriale, volto a garantire la tenuta del confine politico e la sicurezza delle principali vie di comunicazione appenniniche.
Oggi affascina il visitatore con le sue fortificazioni poderose, la sua struttura interna, le sue strade, i suoi vicoli: la sensazione è quella di essere viaggiatori del tempo e di essere catapultati in una realtà medievale,  solo immaginata.

Castiglione di Garfagnana pianta
Pianta da alteravista

E iniziamo il nostro percorso dentro Castiglione.

Castiglione di Garfagnana, facciata dell’Oratorio di Sant’Antonio

Entriamo dalla Porta del Ponte Levatoio: la strada alberata prospicente occupa oggi l’antico fossato che circondava il castello; sotto il grande arco che la caratterizza, a sinistra in alto una nicchia custodisce una statua lignea della Madonna appartenente alla Scuola del Civitali, della seconda metà del Quattrocento; oltre ecco aprirsi una piazza con pozzo. Colpisce immediatamente la facciata dell’Oratorio di Sant’Antonio: fu fondato dagli Agostiniani con la funzione di spedale e ospizio per pellegrini.(1092); la particolare struttura si presenta con cornici in laterizio che ornano il piano della facciata stessa con una serie di fasce in rilievo di color mattone che richiamano la rifinitura dei margini laterali e del sottotetto; una bifora sopra l’ampio portale.

Castiglione di Garfagnana

A sinistra della piazza Vitorio Emanuele imbocchiamo via Roma verso la Porta Inferi e il Parco della Rimembranza dedicato ai caduri delle due guerre mondiali. Ci affacciamo dal Torrione della Brunella da cui ammiriamo il paesaggio della valle e la struttura dei torrioni che si susseguono lungo la strada alberata dove anticamente scorreva il fossato che proteggeva il castello.

Castiglione di Garfagnana, torre della Brunella

Torniamo indietro seguendo le indicazioni che ci porteranno alla Rocca. Costeggiando le alte mura che ci dominano, trascorrendo in basso su uno stretto camminamento, raggiungiamo via della Torricella: il borgo davanti a noi si profila con i tetti delle case e le torri, sulla Torricella invece si apre ancora la valle con le guglie delle Apuane innevate che si alzano aguzze e grigie per la distanza.

Castiglione di Garfagnana, le fortificazioni

Riprendiamo via della Torricella per avvicinarci alla Rocca che si staglia alta e imponente. Lungo un vicolo stretto la costeggiamo e, al cui termine, si apre alto e quadrangolare il Torrione di San Pietro e alla nostra sinistra la chiesa omonima costruita ai piedi della Rocca.  Le prime notizie la documentano all’VIII secolo con un impianto longobardo. La data della sua consacrazione,  1197, da parte del vescovo di Lucca Guido III si legge in una epigrafe che ricorda la consacrazione della chiesa, trasformata in epoca barocca e restaurata nel XX secolo. All’interno, ad un’unica navata, sono conservati un trittico in legno dorato che orna l’altar maggiore ed una tela rinascimentale raffigurante San Paolino Vescovo di Lucca che sostiene Castiglione, sottolineando la dipendenza del paese dalla Repubblica lucchese.

Ci spostiamo lungo le mura verso il Torrione di San Michele  e la chiesa omonima.

Menzionata per la prima volta nelXII secolo (bolla papale del 1168), la struttura attuale risale in gran parte a questa epoca, sebbene completata nel 1403.

Castiglione di Garfagnana San Michele

Molto particolare e originale nel suo disegno il paramento murario della facciata a fasce di marmo bianco e rosso, proveniente dalle vicine cave di Sassorosso, all’interno di una serie di archetti pensili e fasce verticali. La scelta del colore rosso se non casuale richiama simbolicamente il sangue di Cristo salvatore, il suo sacrificio per la redenzione dell’umanità. Sull’architrave del portone di accesso una serie di immagini tramandano simbologie e messaggi: laterlamente due formelle con il fiore a sei petali o il fiore della vita come simbolo religioso e di rinascita; una figura zoomorfa, una croce, un angelo con una croce un ramo vegetale non facilmente identificabile. Simbologie antiche che pongono la soglia come limite oltre il quale si procede verso la salvazione rappresentata dalla croce e dal ramo vegetale, segno di rinascita quest’ultimo e trionfo sul male l’altro. L’angelo potrebbe raffigurare San Michele cui la chiesa è dedicata, colui che protegge  perché a capo delle milizie celesti. Immaginiamo queste letture o altre possibili, ma sempre da decifrare, spesso con difficoltà, essendosi di molti segni persa cognizione: agli studiosi l’ardua risposta.

Castiglione di Garfagnana San Michele, particolare dell'architrave
Castiglione di Garfagnana San Michele, particolare del portale


La chiesa conserva alcuni altari lignei barocchi ed importanti opere, tra cui una Madonna con Bambino, del pittore lucchese Giuliano di Simone da Lucca, un ciborio in marmo di Matteo Civitale, un Crocifisso ligneo trecentesco.

Una visita virtuale della chiesa di San Michele è possibile con il filmato.

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