“Risiede presso la vetta del monte Quiesa fra la via principale che da Camaiore, per la vallecola della Freddana, guida a Lucca, e la via Regia che dalla stessa città, varcando il Monte Quiesa, scende nel littorale di Viareggio e di Pietrasanta”

Con queste parole lo storico Repetti collocava geograficamente il piccolo borgo di Gualdo il cui nome molto probabilmente è legato all’etimo longobardo di bosco di cui il paesaggio mostra il verde intenso e fitto della vegetazione che lo incornicia.

Cosa ha Gualdo di particolare?

La torre campanaria

È in una delle zone paesaggisticamente suggestive della Versilia: in basso scorre il Serchio che si riversa nel mare a poca distanza dal suo antico confluente, l’Arno; domina tra valli boscose la piana di Massarosa a pochi passi dal lago di Massacciuccoli e dalle belle ed ampie spiagge della riviera del Mar Tirreno che mira di lontano, incorniciato tra crinali di monti. Non lontana la pieve a Elici. Un territorio con i resti di antiche ville e domus, fortemente antropizzato anche per la vicinanza della via Francigena e dei fiumi e del mare.

Il Serchio è il terzo fiume della Toscana quando, dopo essersi congiunto a Piazza al Serchio con i diversi rami provenienti e dall’Appennino e dalle Apuane, attraversata la Grafagnana e la piana di Lucca sfocia nel Tirreno presso Pisa. Una storia particolare quella di questo corso d’acqua anticamente tributario dell’Arno fiumi ai quali si lega l’antico sistema fluviale degli attracchi di Pisa ma che poi, per le piene rovinose e catastrofiche e dell’uno e dell’altro, furono separati dando vita a due corsi distinti sfociando entrambi autonomamente uno, a nord dell’Arno, con il nome di Auser, poi Serchio.

E Gualdo vanta una storia lontana che ne documenta l’esistenza già intorno all’anno Mille che conserva in quel sapore d’antico che ispirano le sue viuzze, la piazzetta, le case di legno e pietra e i suoi forni, sì, perché a Gualdo i forni non mancano. E d’estate si trasforma in paese delle fiabe dando vita a personaggi e atmosfere magiche con artisti di strada e saltimbanchi e racconti di cantastorie.

I Forni di Gualdo

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