di Alessandro Ferrini

Pianta di Firenze romana

Quando i Romani fondarono Florentia nel I secolo a.C., la città non nacque come un semplice insediamento urbano isolato, ma come il fulcro di un territorio organizzato secondo un rigoroso schema agrario e viario: la centuriazione. Questo sistema consisteva nella suddivisione del territorio in grandi quadrati regolari (centurie), delimitati da una griglia di strade orientate secondo due assi fondamentali: i cardini (direzione nord-sud) e i decumani (direzione est-ovest).

Grafico dell'anfiteatro romano di Firenze


Ancora oggi, osservando con attenzione la topografia dell’area urbana e suburbana di Firenze, è possibile riconoscere tracce di questa antica organizzazione del territorio.

I cardini della centuriazione

Tra le linee nord-sud del reticolo agrario romano al di fuori delle mura cittadine, alcune sopravvivono nell’allineamento di strade moderne.
Il cardo massimo, (che non corrisponde al cardo massimo, così come il decumano, dell’impianto urbano come abbiamo spiegato nell’articolo dedicato) cioè l’asse principale della centuriazione, coincide con l’allineamento delle attuali via Ginori, via San Gallo e via Faentina. Questo tracciato costituiva il collegamento diretto tra la città e il territorio agricolo settentrionale, proseguendo verso la valle del Mugnone e il municipium di Fiesole.
A est del cardine massimo è riconoscibile il primo cardine minore, individuabile nell’allineamento formato dalle vie dell’Isola delle Stinche, Matteo Palmieri, Borgo Pinti, via degli Artisti e via Pacinotti. Lungo questa direttrice si sviluppava una delle principali linee di divisione delle centurie.
Più a oriente si trova il secondo cardine, che può essere identificato nel tracciato delle vie Scialoia e Frusa. Ancora più a est corre il terzo cardine, riconoscibile nell’attuale via Fratelli Bandiera.

Cardo e decumano della centuriazione

A ovest del cardine massimo si individua invece il primo cardine minore occidentale, che coincide con l’allineamento delle vie Santa Lucia e Orti Oricellari.
Il decumano massimo può essere ricostruito attraverso una lunga serie di allineamenti che partono dal centro cittadino e proseguono nella pianura verso nord-ovest: via della Spada, via Palazzuolo, quindi il fosso del Termine a Peretola, proseguendo verso Santa Maria a Campi Bisenzio, Casellina di San Giorgio a Colofra, Prato e fino al Poggetto sull’Ombrone.
Queste direttrici dimostrano come la trama urbanistica di Firenze e della sua periferia conservi ancora oggi l’impronta dell’antico sistema agrario romano.
Parallelamente ai cardini si sviluppavano i decumani, le strade orientate est-ovest che completavano la griglia della centuriazione.

Centuriazione del territorio fra Firenze e Prato (studio Ferdinando Castagnoli 1948 in Archeologia invisibile Regione Toscana)
Centuriazione del territorio fra Firenze e Prato (studio Ferdinando Castagnoli 1948 in Archeologia invisibile Regione Toscana)

Il primo decumano minore a nord del massimo corrisponde invece all’allineamento delle attuali via degli Alfani, via Guelfa, via Cassia, via Maragliano e via di Novoli.
Queste linee non rappresentavano soltanto confini agrari, ma costituivano anche vie di collegamento tra i diversi insediamenti rurali e tra la colonia e il suo territorio.

Bibliografia:

Mario Lopez, Firenze dalle origini al medioevo, Firenze 1962
Giovanni Fanelli, Firenze, Bari Ltarza 1980
Firenze romana, Itinerari archeologici, a cura della Sovrintendenza archeologica della Toscana, Firenze 2011

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