di Alessandro Ferrini

Mappa delle principali strade romane nel territorio di Florentia
Mappa delle principali strade romane nel territorio di Florentia

Tra le grandi arterie romane che attraversavano la Toscana, la via Cassia rivestiva un ruolo fondamentale.
Nel II secolo a.C. (assai prima della fondazione della colonia di Florentia) il suo tracciato nel territorio fiorentino seguiva un percorso pedemontano che toccava diverse località: Compiobbi, Terenzano, Settignano, Ponte a Mensola, Coverciano, San Gervasio, Camerata, le Forbici, piazza delle Cure, la Pietra, Montughi, fino al ponte di Rifredi sul torrente Terzolle e poi verso Quarto, Quinto, Sesto, Settimello, Calenzano, Pizzidimonte e Prato.
Poiché Florentia era sorta isolata nella pianura, fu collegata a questa grande arteria attraverso il cardine massimo della centuriazione, che corrisponde alle attuali via San Gallo, via Ginori e Borgo San Lorenzo.
In seguito, per abbreviare il percorso, venne realizzato un raccordo sulla riva destra dell’Arno che passava da Compiobbi, Rovezzano, Varlungo, seguiva l’attuale via Aretina, via Gioberti, Borgo la Croce, via Pietrapiana e Borgo degli Albizi, raggiungendo così la porta orientale della città.

Le modifiche in età imperiale
Verso la metà del I secolo d.C., l’imperatore Claudio emanò un editto che vietava la circolazione di carri e animali da trasporto all’interno delle città. Questo provvedimento comportò importanti modifiche nella viabilità fiorentina.Fu creato un nuovo raccordo stradale che dalla porta orientale della città si collegava alla via Faentina nei pressi di San Lorenzo. Successivamente questo raccordo venne prolungato fino alla via Cassia Nova, seguendo l’allineamento che dal Canto dei Nelli (angolo di via Ginori) conduceva al Pratello Orsini, lungo l’attuale via Valfonda.
Con queste modifiche il tratto pedemontano della Cassia tra Compiobbi e Quarto perse progressivamente la sua importanza.

La via Cassia Nova

Nel 123 d.C. l’imperatore Adriano ordinò la costruzione della via Cassia Nova, una nuova strada che collegava Chiusi a Firenze, ormai diventata un centro di grande rilevanza strategica grazie alla sua posizione geografica.
Nel territorio fiorentino il tracciato toccava San Donato in Collina, le Quattro Vie, l’Apparita, Bigallo, Bagno a Ripoli, Sorgane, Badia a Ripoli, Spedaluzzo, Bandino, la Mattonaia, la Colonna e Ricorboli.
Entrando in città la strada seguiva le direttrici delle attuali via della Fornace, dietro il moderno lungarno Cellini, poi via San Niccolò e via dei Bardi, fino alla testata meridionale del ponte romano corrispondente al cardo massimo della colonia.
Poiché l’ingresso dei veicoli pesanti in città era vietato, il traffico veniva deviato verso occidente lungo il percorso dell’attuale Borgo SS. Apostoli, quindi via delle Belle Donne, via degli Avelli, via Valfonda, via del Romito e via Corridoni, fino al ponte di Rifredi sul torrente Terzolle, dove il raccordo si innestava nuovamente nella via Cassia antica.

Le altre vie consolari

Accanto alla Cassia, altre importanti strade collegavano Firenze al resto della penisola.
La via Faentina metteva in comunicazione la città con Faenza e con la valle padana. Aperta probabilmente alla fine del I secolo a.C., usciva dalla porta settentrionale di Florentia seguendo il cardo massimo e risaliva la valle del Mugnone entrando nel territorio di Fiesole.

Le strade romane dell'Etruria
Le strade romane dell’Etruria

La via Pisana rappresentava invece un frammento di un’antichissima via commerciale etrusca, che collegava il Tirreno con l’Adriatico, da Pisa a Spina. L’ingresso in città avveniva attraverso gli attuali Borgo San Frediano, via Santo Spirito e Borgo San Jacopo.

Ancora più antica era la via Volterrana, che univa le città etrusche di Volterra e Fiesole. Provenendo dalle Due Strade e passando per San Gaggio e Sant’Ilario a Colombaia, correva ai piedi della collina di Boboli, dove si trovavano le cave di pietraforte, e giungeva alla testata del ponte romano lungo l’attuale via Romana, allora fiancheggiata da sepolcri.

Infine la via Senese, aperta verso la fine del I secolo a.C., collegava Siena con Firenze attraverso Monteriggioni, Staggia e Poggibonsi. Presso il Galluzzo si innestava nella più antica via Volterrana.
Nonostante le trasformazioni urbanistiche avvenute nei secoli, molte di queste direttrici sopravvivono ancora oggi nella trama delle strade moderne. Esse rappresentano una sorta di fossile geografico, capace di raccontare la struttura originaria della colonia romana e il modo in cui Florentia si inseriva nel grande sistema viario dell’Italia antica.
Come osservava lo studioso M. Lopes Pegna, la città romana non era soltanto un insediamento urbano, ma il centro di un territorio attentamente pianificato, nel quale le strade e le divisioni agrarie costituivano l’ossatura di un paesaggio destinato a lasciare tracce profonde nella storia e nella geografia di Firenze.

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