
Principina a Mare è una frazione costiera del comune di Grosseto, situata pochi chilometri a sud-ovest della città e immersa in un contesto naturale di grande valore paesaggistico. La sua storia è piuttosto recente rispetto ad altri borghi della zona, ma strettamente legata alle trasformazioni del territorio maremmano e alla bonifica delle paludi.
Fino all’inizio del Novecento, l’area dove oggi sorge Principina a Mare era occupata da ampie zone paludose e malsane, che caratterizzavano la Maremma grossetana. Qui si trovavano pinete, dune costiere, la foce dell’Ombrone e le vaste aree frequentate dai butteri e dedicate alla pastorizia brada. La malaria e l’inospitalità del luogo avevano reso la zona scarsamente abitata, utilizzata soprattutto come riserva di caccia e pesca.

Tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento le grandi opere di bonifica della Maremma avviarono la trasformazione del territorio. Vennero costruite strade, canali di scolo, argini e nuovi insediamenti rurali. In questo contesto nacquero i presupposti per lo sviluppo di una località balneare, favorita dalla vicinanza di Grosseto e dalla bellezza del litorale sabbioso.
Il toponimo “Principina” si collega al nome di “Principina Terra”, una località agricola poco distante, mentre “a Mare” ne specifica l’ubicazione costiera.
L’uso del nome nasce dall’ambito poderale/tenutario: già tra Sette e Ottocento compaiono Fattoria/Tenuta di Principina nella piana grossetana (area poi detta Principina Terra). Le sintesi storiche locali collocano lo sviluppo della fattoria proprio nel ciclo delle bonifiche lorenesi; per il Sette-Ottocento è attestata la proprietà Ponticelli, segno che “Principina” era già un nome di fondo/tenuta radicato.

L’etimo più accreditato in ambito locale lega “Principina” alla dote di una principessa della famiglia Corsini: una porzione ampia della pineta presso la foce dell’Ombrone ne sarebbe stata parte nel XVIII secolo; da qui il nome della fattoria e quindi del luogo. Va detto che questa spiegazione, pur circolando nella storiografia locale, non è accompagnata da un atto d’archivio nominativo della “principessa” in questione.
Il vero sviluppo di Principina a Mare si ebbe nel secondo dopoguerra, soprattutto negli anni ’60 e ’70, quando il turismo balneare crebbe rapidamente in tutta la Toscana. L’urbanizzazione fu progettata in modo da inserirsi all’interno della pineta litoranea, con villette, campeggi e stabilimenti balneari. L’idea era quella di mantenere un carattere naturale, meno caotico rispetto ad altre località marittime più cementificate.
La zona divenne presto meta di vacanze. In particolare, il turismo fu legato a un modello di villeggiatura tranquilla, immersa nella natura, senza grandi complessi alberghieri.

Principina a Mare si distingue per la vicinanza al Parco Naturale della Maremma, istituito nel 1975, e per il rapporto diretto con l’Ombrone, che sfocia proprio a sud della frazione. Le dune, le pinete, le paludi costiere e la spiaggia libera caratterizzano ancora oggi la località, che ha mantenuto un aspetto più raccolto e “verde” rispetto ad altre destinazioni.
Il paese vive principalmente nei mesi estivi, quando si anima di turisti e villeggianti, mentre durante l’inverno resta piuttosto tranquillo, con una popolazione residente molto ridotta. Questo ha contribuito a preservarne l’atmosfera selvaggia e naturale.
articolo tratto da: A. Ferrini S. Pizzuoli, Da Rocchette a Bocca d’Ombrone: luoghi storia personaggi ParvaLicetEdizioni 2026 è acquistabile su Amazon in formato cartaceo ed ebook