Prato le tre cerchie e il Borgo a Cornio, il nucleo originario, di colore più scuro e attorno alla Pieve di Santo Stefano (Immagine da TCI Guida Rossa della Toscana)

Strade, guadi, valichi, crocicchi, ponti, fondovalle, il Medioevo ci sorprende per la mobilità e per gli stanziamenti umani che davano vita poi a villaggi che, a seconda delle alterne fortune legate ai traffici commerciali alle guerre alle alluvioni e quanto la natura e l’uomo fossero capaci di determinare, sparivano o crescevano divenendo magari borghi turriti e centri di potere feudale.

Prato vede i suoi primi albori presumibilmente in età romana proprio grazie alla presenza di un incrocio di strade, strade importanti per la viabilità del tempo: la via consolare Cassia Vetus verso Pistoia Lucca e la diramazione appenninica verso Vernio e Bologna, la strada poi detta Lombarda che, attraverso il Valdarno inferiore si congiungerà alla via Francigena nei pressi di Fucecchio. E da quel borgo al Cornius, toponimo citato per la prima volta nell’880 e legato alla biforcazione delle antiche strade, sviluppatosi nell’XI secolo presso la Pieve di Santo Stefano, aggregato alla parte castellana degli Alberti, il castellum intorno ad un “prato”, nascerà un borgo unico fortificato, il cui toponimo, castrum Prati, sarà poi esteso a tutto l’abitato. Un’altra versione lega invece il nome al “pratum Episcopi” un ampio spiazzo erboso utilizzato come “mercatale”, sviluppatosi nei pressi dell’ antica e nuova viabilità, dove avvenivano scambi e passaggi di mercanti e pellegrini e pastori provenienti dalle zone a nord e che poi transitavano a valle, una valle ricca di acque per la presenza di un bel fiume, il Bisenzio, fondamentale elemento per la crescita di un agglomerato urbano e delle sue manifatture. Già nella seconda metà del Duecento infatti, con la pescaia  a “Cavalciotto”, il fiume era stato irregimentato per sfruttare al meglio la forza delle sue acque nei mulini e nelle gualchiere, ma anche convogliato per portare le acque nell’abitato attraverso canali e gore.

Prato nasce quindi come mercato in un primo momento agricolo ma a partire dal XII secolo sempre più mercantile a cominciare dalla lana grazie alla felice associazione dell’acqua del fiume con gli allevamenti montani di pecore.

Tre le cerchie di mura che in base all’espansione demografica si succedettero nel tempo: la prima che riuniva i due borghi associati e risalente all’XI-XII secolo, la seconda dal 1157 al 1196 circa e la terza dal 1328 al 1384, una cinta muraria bastionata di circa quattro chilometri di perimetro, quella di cui restano alcuni spezzoni e tre delle otto porte che si aprivano sulla cerchia precedente.

A tale proposito in un testo datato 1837 di Autori Vari “L’Italia descritta e dipinta con le sue isole” si legge:


Interessante visione della Prato ottocentesca!

Oggi le Porte, quelle che mantengono la struttura originale, sono tre: Porta a Santa Trinita, Porta a Mercatale, Porta Pistoiese.

Porta al Mercatale e il ponte sul Bisenzio, foto di Mar&Bic

All’interno dei circuiti murari non mancavano le case torri, simbolo di prestigio e potere delle famiglie magnatizie: la Torre dei Giudei detta della Buca, la Torre del Fossato, in piazza Lippi, la Torre degli Ammannati in via Pugliesi, giusto per elencare alcune delle 26 circa individuate in città, anche se molte risultano inglobate in altri edifici. Erano sicuramente molte di più, ma già nel XV – XVI secolo vennero abbattute. In via Garibaldi, già via Borgo al Cornio, ad esempio, troviamo due case torri risalenti al XII – XIII secolo: all’inizio della strada, sulla destra, la casa torre dei Mazzinghi e poco più avanti le due torri dei Buonconti, in alberese, la pietra bianca delle cave della Calvana, e in laterizio.

Il nucleo originario della città si era sviluppato attorno alla Pieve di Santo Stefano, fondata nel VI-VII secolo poi ricostruita nel X secolo e ancora nel XIII secolo, oggi la piazza del Duomo, cuore dell’ antico Borgo al Cornio, su cui sorgevano, nel XII secolo, vari edifici privati, il palazzo del comune e il battistero, abbattuti intorno al 1290 per far spazio da dedicare alle feste religiose e ai mercati.

Piazza del Duomo foto aerea da Il Tirreno Prato

Due le piazze principali nei borghi medievali dove si era costituito un potere cittadino: la piazza religiosa e la piazza civica; Prato, grazie alla su componente mercantile si era data un proprio ordinamento già dal 1140. La piazza del comune, originariamente compresa tra il Palazzo Comunale e il Palazzo Pretorio, venne ampliata nel 1408 assumendo la forma a L che ancora oggi la caratterizza, con il duecentesco Palazzo Comunale, ristrutturato in stile neoclassico nel XVIII secolo, e il Palazzo Pretorio che gli sta di fronte con la sua parte duecentesca in laterizio e i molti stemmi in pietra sulla facciata e la parte trecentesca con le bifore gotiche e la scalinata con ballatoio.

Palazzo Pretorio  foto di Mar&Bic
Palazzo Pretorio foto di Mar&Bic
Palazzo Pretorio foto di Mar&Bic
Piazza del Comune e Palazzo Pretorio (Foto dal web)

Un’altra piazza cui dedicare spazio è certamente Piazza del Mercatale, la più grande della città e che, prima di essere inglobata nella cerchia trecentesca era un ampio prato sul Bisenzio e dal XIII secolo sede di mercati e fiere. Oggi con il parcheggio che ne occupa una buona parte ha perso quasi completamente la sua singolarità ma, se ci poniamo con una certa immaginazione saremo colpiti dalle sue forme irregolari con i suoi mossi edifici, al tempo tutti porticati vista la funzione della piazza medesima. A renderla più suggestiva la grande Porta al Mercatale con il ponte di accesso sul Bisenzio.

E prima di concludere questo giro virtuale nella Prato medievale, certamente non esaustivo, ma solo al fine di cogliere gli aspetti più particolari del suo sviluppo urbano, non è possibile sottacere di una piazza sulla quale si erge imponente il castello di Federico II (1247 circa) accanto alle armoniche strutture di Santa Maria delle Carceri iniziata nel 1485 su progetto di Giuliano da Sangallo, che offrono un interessante raffronto tra architetture datate ed emblematiche di epoche diverse.

Il Castello di Federico II e Santa Maria delle Carceri foto dal web

Per approfondire:

Franco Cardini “Breve storia di Prato”, Pacini Editore, Pisa 2004

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