Arroccato su un poggio domina la piana fino al mare con la poderosa struttura del suo Castello che si raggiunge per una strada o scalinate che si arrampicano fino a quando, in prossimità della Torre con l’orologio, non si apre a destra un ampio spiazzo con l’arco di acceso aperto lungo le mura, che invita con la sua agile struttura il visitatore ad entrare. Sull’arco lo stemma mediceo racconta parte della sua storia. Ma procediamo con ordine. Le sue origini in vero risalgono al Medievo e la prima documentazione all’epoca longobarda, intorno all’VIII secolo, ma è nell’XI che assume la funzione difensiva e del territorio circostante e della costa.
L’antico tracciato della via Cassia, quello segnato in epoca romana, corrisponde solo molto parzialmente a quello di oggi che invece passa per Siena e che si andò delineando in piena età medievale, in parte seguendo il percorso della assai frequentata via Francigena.
La via antica passava invece per Chiusi, Arezzo e Firenze: quest’ultimo tratto era di 50 miglia (74 km), secondo quanto riportato dall’Itinerarium Antonini, attraversava il Valdarno seguendo la vecchia strada etrusca lungo le pendici appenniniche, sul percorso dell’odierna strada dei Sette Ponti che collegava Arezzo e Fiesole.
La strada consolare, che proseguiva poi verso Prato, Pistoia e Lucca, a ovest di Firenze, fino a Prato servì di base per la divisione dell’agro in centurie al momento della nascita della colonia di “Florentia” come ancora oggi appare ben visibile dalle foto aeree.
E’ la via per Roma per il Brennero, dei viaggiatori tedeschi, scandinavi, baltici e polacchi, nota in Italia come Via Romea Germanica o dell’Alpe di Serra per Arezzo e Orvieto. Arezzo medievale, ad esempio, deve in gran parte la sua rinascita a questa strada.Oltre ad essere una delle due principali vie per Roma questa fu la via della città vescovile di Arezzo situata sull’antico luogo di culto pagano e dove si trovava la tomba di San Donato (363), su questa bassa collina chiamata Pionta, a breve distanza da Arezzo attuale. Il Pionta divenne la città vescovile con sue proprie strutture: Cattedrale, ospitale per pellegrini, Palazzo vescovile, e “studium”. Punto di riferimento obbligatorio dei viaggiatori tedeschi, scandinavi, baltici e polacchi, e di chiunque si recava a Roma per il Brennero, nota come Via Romea Germanica o dell’Alpe di Serra per Arezzo e Orvieto. Arezzo medievale, ad esempio, deve in gran parte la sua prosperità a questa strada. … continua a leggereLa via Romea Stadense o Germanica Imperiale
Parte della Tabula Peutingeriana raffigurante l’Italia centrale, in basso a sinistra una parte della Sardegna e della Corsica
Tra le carte geografiche dell’antichità che rispettavano le basi teoriche sulla forma, le dimensioni e la distribuzione delle terre e delle acque operata dai Greci, merita una particolare menzione la famosa Tabula Peutingeriana (prende il nome da Konrad Peutinger, un antiquario di Augusta che … continua a leggereL’antica Etruria rappresentata nella Tavola Peutingeriana
La strada consolare che collegava Firenze a Pisa – città fluviali che naturalmente erano razionalmente meglio collegate per via d’acqua – è stata ricostruita o ipotizzata per lunghi tratti, non essendosi conservata in alcun luogo, sulla base di indizi di varia natura, viene ritenuta da Lopes Pegna come precedente all’esistenza di Firenze, quando si presume collegasse lo scalo tirrenico di Pisa con gli scali adriatici di Adria e Spina. Tenendo presente il fatto assai ben documentato storicamente, che in antico si privilegiavano le vie d’acqua a quelle di terra, specialmente per il commercio importante, occorre tener presente la recente scoperta dell’emporio-scalo fluviale etrusco di Gonfienti (VII sec. a-C.) ai piedi dei monti della Calvana, tra Sesto e Prato raggiungibile dall’Arno per il Bisenzio canalizzato. … continua a leggereLa via Pisana nella storia