Il piombo di Magliano (GR)

detto anche Disco di Magliano

di Michele Zazzi

Il Piombo o disco di Magliano

Nella tenuta di Santa Maria in Borraccia, vicino al luogo in cui sorgeva l’omonimo monastero, nei pressi di Magliano, il 25 febbraio 1882, durante alcuni lavori agricoli, fu rinvenuto un dischetto lenticolare di piombo, recante un’iscrizione in alfabeto etrusco e databile al V secolo a.C. Non si sa con esattezza dove fu trovato; non pare fosse in una tomba. Sempre nella stessa zona sarebbe stato ritrovato, poco tempo prima, un altro reperto simile, del quale, tuttavia, si è persa ogni traccia.

La lamina bronzea (7 x 8 cm; peso gr. 191)  fu consegnata dai contadini ritrovatori ai fratelli Gustavo e Luigi Bisatti, proprietari del terreno. In un primo momento l’autenticità del documento fu messa in dubbio dagli studiosi. Luigi Busatti contattò l’allora Direttore del Regio Museo Archeologico di Firenze Luig Adrano Milani e nel 1988 il piccolo disco fu venduto al Museo di Firenze per la cifra di 1000 Lire. … continua a leggere Il piombo di Magliano

La tomba del letto funebre a Tarquinia (VT)

Il fascino enigmatico della Tomba del Letto Funebre a Tarquinia

di Michele Zazzi

Tomba del Letto Funebre Monterozzi Tarquinia
Tomba del Letto Funebre Monterozzi Tarquinia

L’ipogeo, a camera singola di forma rettangolare (altezza 3,8 metri, lunghezza 5,4 metri, larghezza 4 metri), era affrescato e presentava soffitto a doppio spiovente e trave di colmo.

Le pitture della tomba a scopo conservativo furono distaccate nel 1953-1954 e collocate dapprima al Museo Archeologico di Tarquinia e poi esposte dagli anni 2000 al Museo Nazionale di Villa Giulia, dove è possibile ammirarle a tutt’oggi.

La scena riprodotta nella tomba si svolge sotto un ampio velario sostenuto da pali ricoperti di fogliame (ambiente esterno). … continua a leggere La tomba del letto funebre a Tarquinia

A Larderello geotermia, miti e paesaggi

Viaggio nella Valle del Diavolo, scopri le meraviglie geotermiche, i miti antichi e i paesaggi danteschi nascosti nel cuore della Toscana

Sasso Pisano la collina delle "fumarole"
Sasso Pisano la collina delle “fumarole”

Esiste un angolo di Toscana lontano dalle dolci colline da cartolina e dai filari di cipressi, dove il paesaggio si trasforma improvvisamente in uno scenario lunare, primordiale e quasi ipnotico. È la Valle del Diavolo, un territorio compreso tra le province di Pisa e Grosseto – nei dintorni di Larderello e Montecerboli – dove la terra pulsa, respira e, letteralmente, fuma.

Camminare in questa zona significa fare un viaggio nel tempo e nelle viscere del pianeta. Tra soffioni boraciferi che squarciano il silenzio, fumarole che avvolgono i sentieri in mistiche nebbie di zolfo e pozze di fango in perenne ebollizione, la sensazione è quella di trovarsi di fronte alle forze ancestrali della natura. Non è un caso che questi luoghi abbiano acceso la fantasia dei viaggiatori per secoli, ispirando (così vuole la tradizione) persino la cupa e suggestiva topografia dell’Inferno di Dante Alighieri.

Ma la Valle del Diavolo non è solo suggestione e leggenda. Dietro l’asprezza delle sue rocce si nasconde una storia millenaria che affonda le radici nel popolo Etrusco, passa per le antiche terme romane e arriva fino all’ingegno moderno, che ha saputo trasformare questo calore sotterraneo in una risorsa energetica pulita e rinnovabile.

👉 Leggi l’articolo completo su tuttatoscana  La Valle del Diavolo: dove la terra fuma  per esplorare la storia di Montecerboli, i miti legati a Cerbero e i dettagli di questo affascinante percorso geotermico.


i top ten di agosto 2026

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I 10 articoli più letti nel mese di agosco 2026

Linea Gotica sull’Appennino toscano

Dalla “Storia della Quinta Armata americana” curata dal Lieutenant Colonel Chester G. Starr.

Linea Gotica il 19 settembre 1944. È una fotografia dell'U.S. Army Signal Corps, conservata presso i National Archives
Linea Gotica il 19 settembre 1944. È una fotografia dell’U.S. Army Signal Corps, conservata presso i National Archives

Nell’estate del 1944 la guerra raggiunse l’Appennino toscano, dove la Linea Gotica trasformò passi, vallate e crinali in un formidabile sistema difensivo. Tra la Futa e il Giogo la Quinta Armata americana dovette affrontare non soltanto le fortificazioni tedesche, ma anche un territorio difficile, che condizionò profondamente l’offensiva verso Bologna.

Nella pagina dedicata ricostruiamo il ruolo della Toscana nella battaglia attraverso le fonti militari americane dell’epoca.

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Da Rapolano Terme a Poggio Santa Cecilia

Trekking a Rapolano Terme: la facile camminata fino a Poggio Santa Cecilia

Rapolano Terme - Poggio Santa Cecila
Rapolano Terme – Poggio Santa Cecila

Un itinerario tra benessere e mistero: Se vi trovate nei dintorni di Rapolano Terme, c’è un percorso a piedi che unisce la bellezza del paesaggio toscano al fascino della storia più segreta. Con una facile camminata di circa 8 km tra gli olivi, adatta a tutti, è possibile raggiungere le porte di Poggio Santa Cecilia, un antico castello medievale oggi completamente disabitato e trasformato in un suggestivo “borgo fantasma”. Questo luogo silenzioso, sospeso nel tempo, nasconde anche una curiosità storica: ospitò Giuseppe Garibaldi, che si rifugiò in queste campagne per curare la celebre ferita dell’Aspromonte con le acque termali rapolanesi.

Da Rapolano Terme a Poggio Santa Cecilia: una piacevole camminata tra olivi e storia senese

Firenze dentro la cerchia delle mura del 1078

La descrizione di “Fiorenza” nei versi di Dante

Prima cerchia comunale (X secolo) con la suddivisione in quartieri

L’articolo ricostruisce la rapida trasformazione di Firenze tra l’XI e il XII secolo, evidenziando il passaggio da piccolo centro medievale a potente comune mercantile. Attraverso l’analisi urbanistica, demografica e sociale, il saggio esplora l’evoluzione della prima cerchia muraria e il declino della nobiltà feudale, intrecciando la storia con la visione dantesca di una città sobria e in rapida espansione.

Leggi l’articolo

A Firenze: villa Fabbricotti e il parco Stibbert

Il parco Stibbert a Firenze
Il parco Stibbert a Firenze

Il parco di villa Stibbert a Firenze

Villa Fabbricotti a Firenze
Villa Fabbricotti

Villa Fabbricotti e il suo parco

Due fortezze, un solo nome (o quasi)

Fortezza delle Verrucole e fortezza della Verrucola, il fascino medievale tra Garfagnana e Lunigiana

Se state pianificando un viaggio tra le vette della Toscana settentrionale, fate attenzione a non confondere il navigatore. A poca distanza l’una dall’altra esistono infatti due spettacolari fortificazioni medievali con un nome quasi identico, ma situate in valli diverse.

La prima è la Fortezza delle Verrucole (al plurale), arroccata nel comune di San Romano in Garfagnana. Oggi è un Archeopark visitabile e amatissimo dalle famiglie, dove la storia medievale prende vita grazie a ricostruzioni storiche e laboratori didattici.

La seconda è la Fortezza della Verrucola (al singolare), situata nel comune di Fivizzano, nella vicina Lunigiana. Questo imponente castello, circondato da un borgo incantevole, fu la residenza del celebre scultore Pietro Cascella ed è un gioiello di architettura militare d’epoca feudale.

Entrambe le “Verrucole” derivano il proprio nome dal termine latino verruca, che indica una sporgenza o un’altura rocciosa. Sebbene la toponomastica simile possa trarre in inganno, visitarle entrambe offre un doppio, indimenticabile viaggio nel tempo.

Vai agli articoli dedicati:

La fortezza delle Verrucole in Garfagnana

Il borgo medievale di Verrucola in Lunigiana

Il percorso di fondovalle: tra il rifugio Donegani e il Val Serenaia

Una facile passeggiata tra aree didattiche, la flora delle Alpi Apuane e l’antica leggenda del Principino

di Salvina Pizzuoli

Alpi Apuane inizio di un sentiero verso la via Marmifera
Alpi Apuane inizio di un sentiero verso la via Marmifera

Credevamo di accontentarci di una semplice passeggiata, invece il sentiero oltre che piacevole e al fresco della faggeta ci ha permesso di conoscere meglio il territorio in cui ci troviamo. In realtà potremmo definirlo un percorso naturalistico che costeggia per tutta la sua lunghezza il sentiero 178 che, come indicato all’imbocco del posteggio, insieme ad altri raggiunge varie creste in alto.

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