La gens Spurinna di Tarquinia

di Michele Zazzi

Ricostruzione degli elogia tarquiniensia
Ricostruzione degli elogia tarquiniensia

Le fonti ci riportano nomi e cariche di illustri personaggi appartenenti alla potente famiglia degli Spurinna di Tarquinia.
Le fonti principali sulla gens in argomento sono i cd “Elogia degli Spurinna” (o Elogia Tarquiniensia), epigrafi in latino del periodo imperiale, databili al I secolo d.C., ritrovate presso il tempio dell’Ara della Regina (Tarquinia). Si tratta di iscrizioni su marmo poste su basi di statue onorarie che intendevano celebrare gli antenati (etruschi) di una famiglia senatoria romana i Vestricii Spurinnae. I monumenti, che si riferiscono a tre membri della famiglia vissuti tra la fine del V e la metà del IV secolo a.C. (Velthur Spurinna Larthis, Velthur Spurinna Velhturis e Aulus Spurinna Velthuris, rispettivamente capostipite, figlio e nipote), ci sono pervenuti in stato frammentario e con lacune nel testo che rendono piuttosto difficile la loro interpretazione. 

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Un itinerario in Casentino

Itinerario: Soci – Cerreto – Marciano – Il Fraghello – Casa Corbellini – Gressa – Poggiolo – Molino di Gressa – Soci.

di Giovanni Caselli

Passeggiate casentinesi

Soci sorge su una strada antica – oggi SS 71 dei Mandrioli – che collegando Partina all’Arno, ai piedi di Bibbiena, percorre il dosso regolare di un risalto del terreno (cono di deiezione) delimitato da un lato dal Torrente Archiano, dall’altro dal Fosso Rignano. Si tratta di una fertile area pianeggiante delimitata da due lunghi dossi collinari terminanti uno con Bibbiena, l’altro con Memmenano. In epoca romana questo territorio, ben drenato e centuriato, comprendeva almeno tre latifondi. Scavi effettuati nel tempo dal Gruppo Archeologico Casentinese dimostrano che il primo faceva capo alla villa scavata nel podere Domo, presso Marena, l’altro alla villa i cui resti giacciono sotto Pieve di Partina e il terzo su una villa rustica i cui impianti per la produzione di vino e olio sono stati scavati a Ciliegi di Balzano, presso Soci. … continua a leggere Passeggiate casentinesi

San Cassiano di Controne: Interno

di Salvina Pizzuoli

Visitare l’interno della Chiesa di San Cassiano è vivere un viaggio nel tempo, un’esperienza sostanziale che conquista e l’occhio e lo spirito per la bellezza delle sue opere artistiche, per i  messaggi simbolici delle tarsie pavimentali, per la struttura rimasta originale, senza subire rimaneggiamenti o alterazioni nel tempo. Le tarsie pavimentali ne sono un elemento principe ma non l’unico.
La chiesa è a tre navate: la navata centrale si apre alle navate laterali su colonne massicce. Solo alcune presentano capitelli decorati; particolare quello della prima colonna a destra, parte del quale non più visibile: figure umane stilizzate tra elementi vegetali, in un intreccio tra umano e natura che suggerisce la vitalità, la rinascita, il legame tra uomo e creazione.

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Firenze, i Medici e il Rinascimento dal mito alla realtà (parte prima)

di Giovanni Caselli

Ambrogio Lorenzetti - Effetti del Buongoverno, particolare (1338)
Ambrogio Lorenzetti – Effetti del Buongoverno, particolare (1338)

La società che si era sviluppata in città dal X secolo in poi aveva in pieno XIII secolo maturato una stratificazione sociale chiara e netta dove ogni ceto conosceva i suoi diritti e i suoi doveri.

La borghesia dirigeva “democraticamente” gli affari della città per il bene comune.
Naturalmente da questo tipo di democrazia erano esclusi le donne e i meno abbienti. … Continua a leggere Il Rinascimento fiorentino e l’era dei Medici dal mito alla realtà (parte prima)

I top ten di gennaio 2026

I 10 articoli più letti nel mese di gennaio 2026

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Antignano fra Otto e Novecento

Descritta da Guido Carocci in Bagni e villeggiature in Toscana, Firenze 1899

Lo scoglio della tamerice lungo la passeggiata a mare di Antignano
Lo scoglio della tamerice lungo la passeggiata a mare di Antignano

“Villaggio già castello nel Comune di Livorno- Ufficio di posta e telegrafo Servizio di tramvia da Livorno.
Il più antico ricordo di Antignano è del 1171. Il luogo apparteneva ai Conti Aldobrandeschi di Sovana, i quali donavano la chiesa ed il luogo d’Antignano allo Spedale di S. Leonardo di Stagno. Nel 1370 fu rifatta e consacrata la chiesa dedicata a S. Lucia e nel 1821 prima, e dipoi nel 1836, venne ampliata e restaurata. Una speciale importanza assunse però Antignano allorquando Cosimo I Granduca di Toscana per difendere dalle scorrerie dei corsari questa parte della campagna Livornese, vi fece erigere un forte castello che munì di cannoni, affidandolo alla custodia di un comandante e di un drappello di soldati. Innamorato poi della località veramente stupenda, il Granduca fabbricò presso al villaggio che rapidamente si formò attorno al forte, una sontuosa villa chiamata il Giardino, dove spesso dimorarono i sovrani Medicei. La villa fu venduta nel 1782 a privati ed oggi è dei signori Niccolai-Gamba. … continua a leggere Antignano fra Otto e Novecento

Una celebre strada del Settecento: la via Vandelli tra Modena e Massa Carrara

Tracciato della via Vandelli

La costruzione della strada che univa il Ducato di Modena a quello di Massa ideata intorno agli anni trenta del Settecento per volere di Francesco III d’Este fu affidata al matematico e ingegnere Domenico Vandelli (1691-1754) dal quale prese il nome che ancora oggi la definisce.

Motivo occasionale per la realizzazione dell’opera fu il matrimonio del figlio Ercole III d’Este con Maria Teresa Cybo Malaspina destinata a ereditare il ducato di Massa e il principato di Carrara; in realtà il progetto del duca di Modena era quello di aprire un percorso commerciale e militare che collegasse il Ducato al mar Tirreno dopo che lo Stato Pontificio si era impadronito del territorio di Ferrara e del relativo accesso al mar Adriatico, costringendo la famiglia estense a spostarsi nei territori di Modena e della Garfagnana. Il progetto di Francesco d’Este era addirittura quello di costruire un grande porto a Massa che potesse competere con quello di Livorno collegando l’area dell’Italia settentrionale al Mediterraneo. … continua a leggere Una celebre strada del Settecento: la via Vandelli tra Modena e Massa Carrara

tuttatoscana e tuttatoscanalibri augurano

BUON NATALE

La Pieve di San Giorgio a Brancoli

di Salvina Pizzuoli

Siamo in località Pieve di San Giorgio a Brancoli, nel cuore della Brancoleria, la valle che si raggiunge percorrendo da Vinchiana la strada lungo il torrente omonimo, e che, per definirla come la descrive lo storico ottocentesco Emanuele Repetti nel suo famoso Dizionario*, è una  contrada composta di più borgate e 9 popoli diversi, nella Comunità Giurisdizione Diocesi e Ducato di Lucca, da cui il paese di Brancoli trovasi fra le 7 e 9 miglia toscane a settentrione.[…]Le colline di Brancoli offrono una delle più belle prospettive della Valle del Serchio, e del piano settentrionale di Lucca, rese più vaghe e graziose dalle numerose ville e case di delizia, ma più che altro dalla varia e ricercata coltura della circostante campagna, ricca di ulivi, di viti, di selve e di limpide fontane.

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I top ten di novembre 2025

I 10 articoli più letti nel mese di novembre 2025