I top ten di novembre 2022

I 10 articoli più letti nel mese di novembre 2022

La ficattola non è solo pasta fritta!

Una parola, più significati e una ricetta

Cartoccio di coccoli

Si sa in Toscana la pasta di pane fritta piace e piace così tanto che in vari luoghi della nostra bella regione prende nomi e forme diverse anche se è sempre pasta fritta!

A Firenze abbiamo i coccoli, nome derivato dalla forma tondeggiante simile alle coccole dei cipressi ma se la forma diventa invece romboidale ecco che abbiamo le crescentine; in Lunigiana gli sgabei dalla caratteristica forma a strisce e in Versilia i panzerotti a forma cilindrica, nel Mugello e nel pratese la pasta fritta si chiama ficattola: stesa con il mattarello è resa sottile quindi ritagliata a larghe strisce a forma di losanghe e incise al centro per tutta la lunghezza.

… continua a leggere La ficattola non è solo pasta fritta!

L’olivo una storia affascinante e millenaria

di Salvina Pizzuoli

La vite e l'olivo sono le piante che, dalle colline dell'interno fino al mare, dominano il paesaggio toscano.

Tra novembre e dicembre ricorre il rito della raccolta dei frutti, un lavoro duro ma da sempre vissuto come una grande e bella festa che raccoglie persone diverse in un lavoro all'aria aperta tra chiacchiere e mense semplici dove consumare in allegra brigata pasti veloci nelle pause di riposo tra “paracadute”, i teli per la raccolta, cassette per il deposito dei frutti, “rastrelli” per pettinare i rami e trascinare a terra le olive, raccolte opportunamente ai piedi della panta nei paracadute perché non si disperdano sul terreno

Ancora oggi in Toscana questo è il metodo di raccolta prevalente, quello fatto a mano, la cosiddetta brucatura, arrampicandosi sui tronchi per raggiungere i rami più alti, evitando i rastrelli elettrici, unico marchingegno moderno, ma che rastrella troppo i rami.

La vite e l’olivo sono le piante che, dalle colline dell’interno fino al mare, dominano il paesaggio toscano.

Tra novembre e dicembre ricorre il rito della raccolta dei frutti, un lavoro duro ma da sempre vissuto come una grande e bella festa che riunisce persone diverse in un lavoro all’aria aperta tra chiacchiere e mense semplici dove consumare in allegra brigata pasti veloci nelle pause di riposo: tra “paracadute”, i teli per la raccolta, cassette per il deposito dei frutti, “rastrelli” per pettinare i rami e trascinare a terra le olive.

Ancora oggi in Toscana questo è il metodo prevalente, quello fatto a mano, la cosiddetta brucatura, arrampicandosi sui tronchi per raggiungere i rami più alti, evitando i rastrelli elettrici, unico marchingegno moderno, ma che rastrella troppo i rami … continua a leggere L’olivo una storia affascinante e millenaria

Signa e Lastra a Signa

Signa Pieve di San Giovanni Battista, affresco che fa da sfondo ai miracoli della beata Giovanna e raffigura il castello e il fiume

Signa medievale: tre porti e un ponte

Visita al centro storico di Lastra a Signa, un borgo murato

San Martino a Gangalandi

L’eccidio di Lastra a Signa durante l’assedio di Firenze del 1529

Lungo l’Arno: dal castello di Malmantile al porto fluviale di Brucianesi

Maramaldo e Francesco Ferrucci

Prato medievale e il porto fluviale di Signa

Libri, lasagne… e Francesco Datini

La valle dell’Arno fra storia e geografia: da Firenze a Pisa

La navigazione fluviale nell’antica Toscana

I top ten di ottobre 2022

I 10 articoli più letti nel mese di ottobre 2022

Etruschi e Romani

di Giovanni Caselli

Chi erano gli Etruschi? Alcuni studiosi ritengono che essi fossero un popolo intero giunto in massa dall’Oriente mediterraneo sulle coste della Campania, del Lazio e della Toscana agli inizi dell’VIII secolo a.C. In realtà, il fatto in sé è improbabile, ed è assai improbabile che nomi di luogo (toponimi) in lingua etrusca, assai più numerosi nel Casentino e nell’interno della Toscana che non altrove, siano da attribuirsi a una popolazione di immigrati dall’Oriente che occupò territori in precedenza abitatati da Liguri e Umbri. I Romani chiamarono Etrusci gli abitanti del Lazio settentrionale e della Toscana attuali che chiamavano se stessi Rasenna o Rasna e che i Greci chiamavano Tyrrhenoi. … continua a leggere Etruschi e Romani

I top ten di settembre 2022

I dieci articoli più letti nel mese di settembre 2022

Vico Pancellorum: la pieve di San Paolo

di Salvina Pizzuoli

Risiede sulla ripa destra del fiume Lima, dirimpetto alla rocca di Lucchio, presso la base meridionale dei poggi che scendono fin qua dal Pian degli Ottani della Montagna di Pistoja. È fatta menzione di questo Vico Pancellorum , o Paniculorum e del suo pievano in un istrumento del 24 aprile 873 edito nel T. V P. II delle Memorie lucchesi.

Così scrive lo storico ottocentesco Emanuele Repetti nel suo Dizionario a proposito di questo borgo che attrae il visitatore per la posizione e per la sua denominazione particolare. Già il residuo di una storia antica rimasta nel suo nome invoglia a saperne di più se poi come noi, attratti dalla geografia del luogo e dal toponimo, si decide di non mettere tempo di mezzo e andare a visitare il sito proprio in mancanza di dati specifici e completi, beh, trovarsi di fronte l’imponente pieve di San Paolo, è una magnifica sorpresa.

… continua a leggere Vico Pancellorum: la pieve di San Paolo

I luoghi del Decameron: Peretola e la gru di Chichibio

di Alessandro Ferrini

Chichibio, cuoco di Currado Gianfigliazzi, con una presta parola a sua salute l’ira di Currado volge in riso, e sé campa dalla mala ventura minacciatagli da Currado.

È la quarta novella della sesta giornata del Decameron.

Corrado Gianfiglaizzi, nobile cittadino proprietario di vari terreni nella zona di Peretola, si dilettava come i suoi pari nella caccia col falcone. Un giorno catturò una gru nelle aree lacustri caratteristiche della piana e la mandò al suo cuoco, un uomo di origine veneziana, perché la cucinasse.

Peretola, insediamento di origine etrusca, rappresentava un’area densamente coltivata e popolata da varie case coloniche fattorie e ville, tra cui quella della famiglia Vespucci, racchiusa fra la via pistoiese a sud e a settentrione dall’antica via Cassia vetus di origine romana che usciva da Firenze al ponte di Rifredi e continuava verso Lucca attraversando varie località che presero il nome dalle pietre miliari della strada: Quarto, Quinto, Sesto, Settimello. Il borgo di Peretola è menzioanto per la prima volta in un documento del 1178 e il toponimo pare derivi dalle numerose piante di pero presenti nel territorio. … continua a leggere I luoghi del Decameron: Peretola e la gru di Chichibio

I top ten di agosto 2022

I 10 articoli più letti nel mese di agosto 2022