Roselle, Cosa, Vulci, Vetulonia

Quattro interessantissime aree archeologiche fra Maremma Toscana e Laziale

Roselle, l’area archeologica della città etrusco romana

Area archeologica di Roselle – Galleria foto

Cosa, l’area archeologica e il Portus Cusanus

Cosa, area archeologica – galleria foto

In giro per il Parco naturalistico-archeologico di Vulci

Galleria immagini: l’area archeologica di Vulci

Galleria immagini: i vasi di Vulci

Vetulonia, la storia e il Museo archeologico

Vetulonia e la grande geopolitica del Mediterraneo

Galleria foto Vetulonia e il Museo Archeologico

Passeggiate casentinesi

di Giovanni Caselli

Itinerario: Soci – Cerreto – Marciano – Il Fraghello – Casa Corbellini – Gressa – Poggiolo – Molino di Gressa – Soci.

Soci sorge su una strada antica – oggi SS 71 dei Mandrioli – che collegando Partina all’Arno, ai piedi di Bibbiena, percorre il dosso regolare di un risalto del terreno (cono di deiezione) delimitato da un lato dal Torrente Archiano, dall’altro dal Fosso Rignano. Si tratta di una fertile area pianeggiante delimitata da due lunghi dossi collinari terminanti uno con Bibbiena, l’altro con Memmenano. In epoca romana questo territorio, ben drenato e centuriato, comprendeva almeno tre latifondi. Scavi effettuati nel tempo dal Gruppo Archeologico Casentinese dimostrano che il primo faceva capo alla villa scavata nel podere Domo, presso Marena, l’altro alla villa i cui resti giacciono sotto Pieve di Partina e il terzo su una villa rustica i cui impianti per la produzione di vino e olio sono stati scavati a Ciliegi di Balzano, presso Soci. … continua a leggere Passeggiate casentinesi

Lajatico e la Rocca di Pietracassia

“Lajatico, già Ajatico in Val d’Era risiede sulla sommità di un poggio spettante ad uno sprone interposto tra i torrenti Sterza e Ragone alla sinistra del fiume Era”. Così Lajatico viene collocato geograficamente dallo storico ottocentesco Emanuele Repetti nel Dizionario che ne delinea anche le prime documentazioni storiche: “nel secolo XII apparteneva ai conti Pannocchieschi d’Elci, giacchè il conte Ranieri Pannochia, figlio del Conte Ugolino d’EIci, e la contessa Sibilla sua consorte, mediante un rogito del 22 gennajo 1139, alienarono a favore di Adimaro Adimari vescovo di Volterra la loro parte di Lajatico e di altri castelli in Val d’Era. Un’altra porzione di Lajatico, fu ceduta, nel gennajo del 1160, dal conte Guglielmino, della stessa consorteria dei Pannocchieschi, a Galgano vescovo di Volterra. Finalmente il successore di quest’ultimo prelato, il potente Ildebrando Pannocchieschi vescovo e signore di Volterra, poté ottenere da Arrigo VI un diploma (26 agosto 1186), mercé cui acquistò la giurisdizione politica sopra molti paesi della sua diocesi, fra i quali Lajatico, Peccioli, Ghizzano, Legoli”. … continua a leggere Lajatico e la rocca di Pietracassia

Palazzi di Firenze

Palazzo Pitti particolare della facciata

Palazzo Bartolini Salimbeni a Firenze

Palazzo Altoviti e il mistero del vero volto di Vespucci.

Finestre, portoni, palazzi, simboli e architetture fiorentine

La Torre degli Amidei

I colori della città: le pietre di Firenze

La famiglia Lavison e il palazzo in Piazza della Signoria

La via Tyrrenica e il sentiero degli Dei: da Monte Bastione a Firenze

di Giovanni Caselli

La via Tyrrhenica da Monte Bastione a Firenze

Transitiamo più in basso della sommità scoscesa, dove sono resti di un castellare protostorico e troveremo di fianco al nostro sentiero il più settentrionale dei tratti di strada lastricata messi in luce dal gruppo dell’Avv. Agostini fra qui e La Futa negli anni ’80, contrassegnato come “Via Flaminia Militare”. … continua a leggere La via Tyrrenica e il sentiero degli Dei: da Monte Bastione a Firenze

Ferrovie storiche della Toscana

Locomotiva Rocket di George Stephenson

La Leopolda: prima strada ferrata in Toscana

Strada ferrata Maria Antonia

Strada ferrata centrale toscana

Tramway e tranvai: tranvie nell’area fiorentina 

Nascita e sviluppo della Ferrovia Faentina

I top ten di ottobre 2020

tuttatoscana

I 10 articoli più letti nel mese di ottobre 2020

Dolci tipici toscani, la loro storia e le loro ricette
La “risciacquatura dei panni in Arno”: Manzoni a Firenze nell’estate del 1827
Tra le pievi romaniche in Mugello
Firenze in antiche mappe
La società degli Etruschi
Piatti tipici toscani, la loro storia e le loro ricette
La via Cassia Antica: primo itinerario da Roma a Sutri
Chiassi chiassuoli e vicoli di Firenze (prima parte)
Gli Etruschi e il vino
La battaglia di Montaperti fra storia e leggende

Orciatico e i due mulini a vento

di Salvina Pizzuoli

Andare in giro alla ricerca dei mulini a vento della Toscana è da amatori e da cocciuti: per noi in questa ricerca vale anche la seconda perché trovarli ancora lì non è sempre detto nonostante i due autori dei “Mulini a vento in Toscana”* ne diano indicazioni precise; ma gli anni trascorsi e l’incuria hanno fatto sì che molti siano “scomparsi”, come quello a Orciano Pisano dove a ricordarlo resta solo il nome della strada: Via del molino a vento. In cambio abbiamo percorso in lungo e in largo le colline pisane: che bellezza di paesaggi in questo incipiente autunno! Vigne, olivi, crinali dolci, terre arate, lievi ondulazioni di poggi segnati da lunghe e fitte file di cipressi, e da borghi e da macchia. … continua a leggere Orciatico e i due mulini a vento