di Salvina Pizzuoli

Visitare l’interno della Chiesa di San Cassiano è vivere un viaggio nel tempo, un’esperienza sostanziale che conquista e l’occhio e lo spirito per la bellezza delle sue opere artistiche, per i messaggi simbolici delle tarsie pavimentali, per la struttura rimasta originale, senza subire rimaneggiamenti o alterazioni nel tempo. Le tarsie pavimentali ne sono un elemento principe ma non l’unico.
La chiesa è a tre navate: la navata centrale si apre alle navate laterali su colonne massicce. Solo alcune presentano capitelli decorati; particolare quello della prima colonna a destra, parte del quale non più visibile: figure umane stilizzate tra elementi vegetali, in un intreccio tra umano e natura che suggerisce la vitalità, la rinascita, il legame tra uomo e creazione. Parte del capitello resta nascosta perché coperta dall’organo Agati-Tronci del 1892.






Cliccare sulle immagini per ingrandirle
In alto tra due arcate spesso compaiono figurazioni scolpite che ripropongono intrecci, rosette, figure zoomorfe o antropomorfe alcune delle quali raffigurano quanto trattato nella lunetta centrale della facciata. A destra rispetto all’ingresso il fonte battesimale in pietra serena sormontato da un’aquila reggileggio della fine del XII secolo, l’aquila simbolo di Giovanni Evangelista.


Un bel pulpito ligneo addossato alla navata destra è datato 1654. Sempre a destra, su una colonna, un affresco la cui datazione è impressa nel cartiglio, 1524.

Scorrendo verso la zona absidale un ciborio in marmo bianco, opera attribuibile a Matteo Cividali e alla sua Scuola, datato XV secolo. Tra le opere più importanti all’interno della chiesa un crocifisso ligneo datato XV secolo; Sant’Antonio Abate opera di uno scultore di scuola lucchese della fine del XIV secolo. La statua lignea di Sant’Ansano attribuibile all’attività di Francesco di Valdambrino dei primi decenni del XV secolo.
Altre tre sculture lignee sono presenti all’interno del Museo cui è dedicato un articolo apposito.



da sinistra: Sant’Antonio Abate, Sant’Ansano, Cristo in croce
Ora soffermiamoci sull’apparato pavimentale che attrae l’attenzione del visitatore con le sue lastre scolpite a bassorilievo, le sue tarsie, ovvero lastre marmoree a liste bianche e grigie con all’interno motivi geometrici.
La decorazione viene definita con il termine opus alexandrinum, tecnica musiva pavimentale, diffusa specialmente nel Medioevo (IX-XIII secolo), e caratterizzata da motivi geometrici composti da piccole tessere di marmi colorati, tecnica che contraddistinse anche quella dei maestri comacini, maestranze nate nell’area di Como all’epoca dei re longobardi e attive già nel VII/VIII secolo e che, essendo imprese edili itineranti, contribuirono alla diffusione dell’architettura romanica. Guidetto da Como fu uno dei rappresentanti e lavorò nelle chiese di Lucca: le decorazioni della chiesa di San Cassiano sono state associate alle maestranze lombarde sebbene non vi sia un’attribuzione diretta a Guidetto; sebbene presentino analogie con la scultura lucchese del periodo romanico, hanno un’originalità che ha visto gli storici dell’arte dibattere sulle possibili influenze sulle maestranze toscane, lombarde o locali, che le hanno realizzate. Le loro realizzazioni pavimentali si caratterizzano per aver reinterpretato in chiave simbolico-religiosa i motivi geometrici antichi dell’ opus alexandrinum, sectile, tessellatum, con una più minuta scomposizione delle figure geometriche, fino ad utilizzare tessere marmoree di soli pochi millimetri.
La pavimentazione di per sé rappresenta un percorso, in questo precipuo caso, il fedele lo inizia già dalla soglia in una dimensione non più verticale ma orizzontale, in un tracciato fatto da dualismi, il bianco e il grigio dei colori: due le dimensioni, in alto, il cielo, in basso la terra; la perfezione eterna sulla verticalità della facciata e il cammino pavimentale come progressione verso la salvezza.
Molto più varia e articolata è la composizione pavimentale della navata centrale; dal punto di vista liturgico e simbolico, la navata centrale rappresenta il cammino dal mondo verso il sacro, verso l’altare centro della celebrazione liturgica.
La scacchiera non è l’unico simbolo: cerchi, quadrati, figure che si fondono e compenetrano, cerchi che si intersecano formando losanghe, colori in chiaro e scuro o con la presenza del rosso.
Il cerchio, la perfezione, il quadrato la terra, i colori il dualismo, il bene e il male, il rosso il sacrificio di Cristo, intrecci geometrici di cerchi, quadrati, quadrifogli e scacchiere bicolore bianco e grigio ma anche bianco e rosso
Eccoli di seguito nelle loro strutture semplici o articolate con il loro messaggio racchiuso e tutto da interpretate e leggere, chiarissimo per allora, oscuro e da scoprire oggi.









Cliccare sulle immagini per ingrandirle
Fermiamoci ad ammirarne le composizioni leggedole come le tappe di un cammino verso la luce e la salvezza spirituale, come un viaggiatore nel tempo che le scopre e interpreta.
Articoli correlati: