San Giovanni Maggiore a Panicaglia

San Giovanni Maggiore, la facciata
San Giovanni Maggiore, la facciata

“Sopra un’amena collinetta presso la strada provinciale Faentina, fra il Borgo, Scarperia e il castello di Pulicciano, quasi nell’ombelico del Mugello” scriveva il Repetti alla voce San Giovanni Maggiore. Il luogo è davvero gradevole alla vista, soprattutto oggi, con il verde lucente dei prati bagnati dalle recenti piogge. …Continua a leggere  San Giovanni Maggiore a Panicaglia 

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Badia Prataglia, un borgo tra i boschi

di Salvina Pizzuoli

a pie’ del Casentino
traversa un’acqua c’ha nome l’ Archiano,
che sovra l’Ermo nasce in Apennino.
(Dante, Purgatorio V, 94-96)

Alla confluenza dell’Archiano d’Isola con l’Archiano, il fiume menzionato da Dante nel Purgatorio, sorge Badia Prataglia. Il borgo si era sviluppato attorno all’abbazia benedettina fondata tra il 986 e il 1001, oggi unico pezzo restante dell’antico monastero è la chiesa trasformata in parrocchiale che ha subito nel tempo molti rimaneggiamenti. … continua a leggere Badia Prataglia un borgo tra i boschi

La pieve di Santa Maria Assunta a Montemignaio

di Salvina Pizzuoli

L’antica pieve, datata intorno all’ inizio del XII secolo, sorge su di un piccolo ripiano poco sopra le verdi sponde del torrente Scheggia. Come altre pievi fu edificata lungo importanti vie di comunicazione offrendo ricovero ai diversi viandanti che vi si muovevano per devozione o nello svolgimento delle loro attività: in questo caso una strada romana alternativa a quella consolare che seguiva il percorso dell’Arno. La sobria facciata richiama il puro stile romanico, con le sue pietre grigie squadrate, la struttura a tre navate, il rosone centrale e i due laterali sulla semplice facciata. Il campanile poco discosto presumibilmente era prima una torre d’avvistamento. A causa di uno smottamento la facciata fu per due volte ricostruita insieme all’abside semicircolare: nel 1904 e nel 1965.

Anche all’interno è possibile ravvisare i segni degli smottamenti volgendo un po’ lo sguardo alle pareti della navata centrale anche se l’occhio del visitatore è attratto dall’eleganza di alcuni capitelli che sovrastano le colonne a pilastro che sorreggono archi a tutto sesto che dalla navata centrale aprono a quelle laterali. Sulle colonne a pilastro si possono ancora ammirare alcuni degli affreschi del XV secolo che le decoravano offerti dai devoti come si può leggere in alcune iscrizioni ancora presenti.

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In Lunigiana: la pieve di Santo Stefano e “Il guerriero” di Sorano

Pieve di Santo Stefano a Sorano
Pieve di Santo Stefano a Sorano

La pieve romanica di Sorano, sorta sulla sponda sinistra del fiume Magra, è un imponente monumento romanico che il viaggiatore incontra percorrendo la strada che da Pontremoli conduce a Villafranca Lunigiana o viceversa lungo la statale della Cisa.  Alla base della collina di Castelvecchio l’antico villaggio di Sorano, con il suo originari  … continua a leggere  In Lunigiana: la pieve di Santo Stefano e “Il guerriero” di Sorano

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La pieve di San Pietro a Romena

di Giovanni Caselli

La pieve di Romena nei pressi del castello

Isolata sui colli alle falde della collina del Castello, accanto ad una casa colonica oggi adibita a centro di accoglienza e foresteria per i numerosi fedeli che giungono soprattutto la domenica da ogni parte, è il monumento più notevole del Casentino dopo il castello di Poppi. Il Prof Bronowski presentò un documentario televisivo, una pietra miliare nella storia della BBC, diviso in 13 parti intitolato The Ascent of Man, del 1973 : Il primo prodotto dell’ingegno umano che Bronowski decise di mostrare fu proprio la pieve di Romena. Questa scelta mi rimase molto impressa perché chiaramente dimostrava cosa l’uomo poteva trarre dalla grezza pietra: un’opera che ha il potere di trasmettere spiritualità anche agli animi più insensibili. Sia pure danneggiata e tarpata delle sue campate originali da terremoti e intemperie, la Pieve di Romena ha il potere di muovere le tempre più dure, i materialisti più incalliti. … continua a leggere La pieve di San Pietro a Romena

San Bruzio, i ruderi di una chiesa del 1000 nella Maremma grossetana

FOTO DELLA REDAZIONE

Poche le notizie e gli studi su quanto rimane di una chiesa dalle caratteristiche architettoniche particolari, dall’ubicazione solitaria e suggestiva non lontano da Magliano (due chilometri circa). La si trova percorrendo. usciti da Magliano, la strada in direzione Sant’Andrea e quindi Marsiliana. Dopo il bivio, a un centinaio di metri, a sinistra una strada sterrata chiusa da una catena conduce ai ruderi della bella chiesa, a destra ad un parcheggio non molto ben segnalato. Nell’impianto richiama modelli romanico lombardi ma i capitelli presentano decorazioni ascrivibili ad un gusto francese come a San Rabano sui monti dell’Uccellina nel Parco naturale dell’Alberese. Il nome San Bruzio è una contrazione di Tiburzio, martire romano. Iniziata intorno all’anno 1000 fu terminata, o forse mai, intorno al XII secolo. … continua a leggere San Bruzio, i ruderi di una chiesa del 1000 nella Maremma grossetana

La pieve di San Donnino a Villamagna

Uno scrigno di pregevoli opere d’arte a pochi chilometri da Firenze

di Salvina Pizzuoli

Pieve di San Donnino

VILLAMAGNA nel Val d’Arno fiorentino. – Contrada con pieve antica ( S. Donnino). […]È situata in collina alla sinistra del l’Arno, che ha al suo scirocco il Poggio a Luco ed al suo libeccio quello dell’ Incontro. Questa contrada insieme alla sua pieve fu signoreggiata un tempo dalla illustre prosapia de’ Rinuccini, che ne ebbero per lungo tempo il giuspatronato, siccome si rileva dall’atto di fondazione ( 1067 ) del monastero di S. Pier maggiore, quando donna Gisla del fu Rodolfo, dopo essere rimasta vedova […], fra i molti beni che assegno in dote a quel suo monastero gli diede anche la quarta parte de’ beni, corte, chiesa e castello di Villamagna.

Così lo storico ottocentesco Repetti presenta nel suo Dizionario la contrada e la sua pieve. Nella parte alta della piazza da cui si diparte la strada che conduce poi all’Incontro, si eleva sull’ampio sagrato la romanica facciata della pieve di San Donnino, una delle più antiche nei dintorni della città di Firenze. Fondata nell’VIII secolo … continua a leggere La pieve di San Donnino a Villamagna

La pieve di San Giovanni Battista a Santa Maria del Giudice

Siamo sulle prime pendici del Monte Pisano, a pochi chilometri da Lucca, in val di Serchio e precisamente in località Santa Maria del Giudice. Oggi, sebbene molto “levigata” dal tempo, la pieve di San Giovanni Battista conserva la sua struttura armoniosa ed elegante e, nonostante il logorio del tempo, si fa ancora ammirare per la bella facciata a due ordini di loggette cieche, tre in alto e due per lato al portale la cui architrave, pregevolmente decorata a fiorami, è di probabile riutilizzo da edifici romani preesistenti; gli archivolti poggiano su esili colonne e sono ingentiliti da una cornice dicroma ottenuta con l’alternanza di marmi bianchi e verdi, il verde di Prato detto anche “serpentino”.    …  continua a leggere   La pieve di San Giovanni Battista a Santa Maria del Giudice

In Val D’elsa: la Pieve a Scola

Siamo a Pievescola un piccolo centro in val d’Elsa.

La pieve, da cui prende il nome, è detta Pieve Ascola, ad Scholam, a Scola e, come scrive il Repetti, potrebbe derivare il suo toponimo dalla presenza di una scuola di lettere o di canto fermo, la melodia liturgica cantata nel coro polifonico dal tenor che teneva le note a lungo, come era in uso ai tempi della presenza longobarda.

Risiede sulla ripa destra dell’ Elsa Morta alla base occidentale della Montagnola di Siena, poco lungi dall’incolta pendice di un monte che forse dalla sterilità del terreno porta il vocabolo delle Gabbra (Repetti Dizionario)

La sua fondazione avvenuta intorno all’anno Mille viene invece legata con piena convinzione storica, anche dallo stesso Repetti, a quella contessa Ava dei Lambardi, signora di Staggia e fondatrice di un monastero prestigioso come fu quella detto a Isola.    … continua a leggere    In Val D’elsa: la Pieve a Scola

Casentino

In questi cinque anni tuttatoscana è cresciuta assommando un corposo numero di articoli totali. Il vecchio Indice quindi non risponde più alle esigenze di chi vorrebbe, scorrendolo, trovare, a seconda delle sezioni, l’articolo che lo interessa. Abbiamo pensato allora di crearne uno nuovo che, nelle varie sezioni, accorpi in modo più funzionale gli articoli relativi, per favorire una migliore fruizione al visitatore e al lettore eventuale.

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