Montevarchi, Villa Masini elementi decorativi
Montevarchi, Villa Masini il cancello d’ingresso, particolare

di Salvina Pizzuoli

In Toscana non è difficile incontrare espressioni artistiche riconducibili all’Art Nouveau e alle sue diverse configurazioni. A Firenze sono molte e alcune legate al nome di Michelazzi che fu uno dei maggiori protagonisti: i suoi villini ne sono a oggi spettacolare testimonianza. Ma a quello stile inconfondibile e gradevole, che attrae l’occhio del visitatore, sono da associare anche le realizzazioni minori, i ferri battuti, gli elementi in ghisa, il mobilio, le ceramiche, le vetrate, i mosaici, i decori pittorici e, in genere, tutte quelle forme di fregi e abbellimenti che si caratterizzarono per una produzione di livello, come quella delle officine Michelucci di Pistoia per i ferri battuti, i fregi pittorici e le manifatture dei Chini (vetrate e oggettistica in ceramica), i bassorilievi in gres di Domenico Trentacoste o le decorazioni pittoriche di Adolfo De Carolis, benché ne resti solo qualche brandello.

Se la parte meridionale della regione presenta il fenomeno Liberty in modo irrilevante, lo troviamo ben espresso in città come Lucca, Carrara, Pistoia e in diversi centri di villeggiatura, Livorno e Viareggio, in quest’ultima anche in anni successivi, alla fine degli anni ’20 (i Magazzini Duilio 48 o il Bagno Balena) così come Villa Masini a Montevarchi, eco di una stagione artistica che non vuole spegnersi.

Montevarchi, Villa Masini la torretta

Angiolo Masini, ricco industriale montevarchino, il cui nome si lega alle attività manifatturiere del territorio (la produzione della seta, cappellifici, calzaturifici), proprietario della fabbrica di cappelli “La Familiare”, che nel 1911 ottenne la medaglia d’oro all’Esposizione internazionale dell’Industria e del Lavoro di Torino, ne commissionò la progettazione all’architetto Giuseppe Petrini. Fu realizzata tra il 1924 e il 1927 dalla ditta Failli in stile eclettico liberty decò, rappresentandone un illustre esemplare. Ma la villa è un tripudio di arti minori legate alla decorazione essendo appunto un’espressione, sebbene tarda, di quell’ Art Nouveau che ebbe in terra di Toscana particolare accoglienza.

Villa Masini il cancello d’ingresso
Villa Masini elementi decorativi
Villa Masini elementi decorativi

Uno stuolo di artisti e di artigiani vi ha lasciato la propria impronta: ebanisti, decoratori, scultori, pittori, fabbri, quasi tutte maestranze di Montevarchi come lo scultore Elio Galassi, il pittore Emilio Vasarri, gli artigiani del legno della ditta di Ezio Tassini, il pittore Alfredo Fini per le decorazioni pittoriche sulle facciate; ma anche la ditta Ulisse De Matteis di Firenze, lo stuccatore fiorentino Luigi Chiesi, per le vetrate policrome, o per le inferriate, la recinzione in ferro battuto, per il cancello principale, la ditta pistoiese di Giulio Bruni, e non per ultime le opere plastiche affidate a Brandaglia per i gruppi scultorei in pietra o in cemento artificiale con l’anima in ferro.

Colpisce immediatamente il visitatore la cancellata in ferro battuto con i due pavoni e la decorazione a rose, la bella torretta ad angolo e le guarniture della facciata.

Montevarchi, Villa Masini la facciata
Montevarchi, Villa Masini la limonaia con la statua della Primavera

Tutto il complesso architettonico comprende oltre al palazzo, il giardino nel quale alloggia la limonaia con le decorazioni floreali in ferro battuto, con la vasca antistante su cui danza la statua della Primavera di Pietro Guerri, e la dépendance, un tempietto, una voliera, due fontane, quella del Fauno e quella circolare delle Scimmie, e un pozzo.

Una scalinata a tenaglia apre l’ingresso con alla base il motto di Angiolo Masini che recita nella struttura del mosaico “In labore vita”.

All’interno il motivo dell’ottagono si abbina a quello del cerchio, con il vestibolo in forma ottagonale, dove una vasca con la statua di Venere ripete la struttura, che funge da disimpegno fra i diversi ambienti e presente a ogni piano, e la chiusura circolare di ciascuno dei soffitti.

Tra le vetrate da sottolineare quelle in cui viene ritratto il coniglio e quella in cui sullo sfondo compare il cappellificio quasi a monito e ricordo sempre presente che legano l’opulenza della villa ai due artefici fondamentali.

Villa Masini, interno, particolare della vetrata con sullo sfondo il cappellificio
Villa Masini, interno, la vetrata con il coniglio (per il vellutato feltro che se ne ricava)

Decisamente le parole non sono sufficienti a descrivere i diversi ambienti e le fantasiose creazioni, il complesso merita una visita.

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