S. Maria delle Calle, un oratorio in Casentino

di Giovanni Caselli

Facciata di Santa Maria delle Calle
Facciata di Santa Maria delle Calle

Il solitario oratorio, si trova in un fossato a circa due Km da Montemignaio per la strada che si unisce alla Casentinese per la Consuma, dove è chiaro che vi si trovavano le Kalle cioè i punti di conta delle pecore allo scopo di riscuotere i pedaggi delle greggi dirette in Maremma che sostavano a pascolare anche sul Pratomagno durante il tragitto della Transumanza e scendendo poi a Pontassieve per il tratturo che scendeva al guado sull’Arno dalla Consuma, oppure traversando il ponte a Rignano, storico punto di dogana per le greggi provenienti dal Mugello e dalla Romagna. Tanto è vero che due antiche vie, portavano come oggi da lì e da Caiano, alla strada della Consuma presso Ponticelli in località “Le due Vie”, dove immagino vi fossero le due Kalle che danno il nome all’ Oratorio (presso la via della Consuma si trova ancora oggi 2018 una Kalla per la conta delle pecore, miracolosamente conservata). … continua a leggere Oratorio di S. Maria delle Calle in Casentino

Nella Brancoleria: San Lorenzo in Corte e Santa Maria Assunta in Piazza

Dalle descrizioni di Antonio Mazzarosa in “La terra di Brancoli, la sua pieve e le chiese monumentali del piviere” lette nelle sedute dell’Accademia Lucchese di Scienze Lettere ed Arti il 22 settembre e il 13 gennaio 1890/91

“L’ estrema propaggine occidentale della Pizzorna, estesa catena di monti che chiude la valle lucchese detta delle Sei Miglia, dal lato fra levante e settentrione della città, ha un punto di massima altezza di circa metri 952 dal livello del mare. Ritorcendosi sopra sė, distante circa dodici chilometri da Lucca, e lambendo la riva sinistra del Serchio, då luogo a una regione scoscesa denominata dagli antichi Branchalo, Branchale, o Branchulea, e modernamente Brancoli, ove sin da tempi remoti furono abitanti che coltivarono il suolo ed esercitarono la pastorizia”

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Castel Leone a Montemignaio, in Casentino

di Salvina Pizzuoli

Castel Leone a Montemignaio
Castel Leone

Montemignaio nel nostro bel Casentino, conserva tre importanti monumenti che ne sottolineano l’importanza rivestita storicamente legata al potere tenuto dai conti Guidi e alla sua posizione strategica: Castel Leone, la Pieve di Santa maria Assunta e l’oratorio di santa Maria delle Calle. Castel Leone o Castiglione, deriva la propria denominazione presumibilmente dal latino “castrum leonis” da cui di “castiglione” . Costruito nel XII secolo da quei Conti Guidi che dominarono la valle, si erge ancora alto e possente con il suo torrione e le sue massicce mura sulla verde e articolata valle dello Scheggia sovrastandola maestosamente.Il piazzale antistante l’arco d’ingresso è stato ricavato coprendo l’originario fossato che ne difendeva l’accesso. In origine la cinta muraria si apriva su tre porte, l’attuale è postuma, aperta nel primo dopoguerra. Sull’alto torrione un’antica campana datata 1332 … continua a leggere Castel Leone a Montemignaio

Una passeggiata sulle mura di Lucca

di Salvina Pizzuoli

E non è solo un modo di dire: distese di verdi prati in basso intorno alla cinta muraria, un parco sopraelevato di alberi secolari, ippocastani, tigli, platani, pioppi, olmi, accompagnano il visitatore che, a piedi o in bicicletta, lungo tutto il tragitto è immerso nel verde che domina  la lunga passeggiata . E sì, perché le mura sono molto ampie, circa trenta metri,  al punto da permettere  un viale alberato nella parte alta.
Gli alberi assicurano ombra con le loro ampie chiome, arricchendo di colori e forme le diverse stagioni, arricchendo i quattro chilometri attorno al centro storico di suggestioni visive,  tra gli scorci della città sottostante, punteggiato da campanili e torri tra le quali quella Guinigi, uno dei simboli della città, e il paesaggio naturale che la circonda. 

… continua a leggere Il giro delle mura di Lucca: una passeggiata nel verde

Paesaggi invernali in Appennino

foto della redazione

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Pratovecchio e Stia in Casentino

Casentino

Il lago degli Idoli: gli Etruschi sul Falterona

Le “teofanie” del Casentino: Santuario di Santa Maria delle Grazie (Stia)

Santa Maria delle Grazie – Stia in Casentino

Lanificio Ricci – Stia in Casentino

La Verna

Il castello di Romena fra poesia e leggenda

Dante in Casentino

La via Fiorentina o del Monasteraccio o di Vallombrosa o della Verna

Le “teofanie” del Casentino: La Madonna del Bagno (Castelfocognano)

Le “teofanie” del Casentino:  Santuario di Santa Maria del Sasso (Bibbiena)

Le “teofanie” del Casentino: Santuario di Santa Maria delle Grazie (Stia)

La strada Firenze – passo della Consuma – Casentino

Casentino da scoprire: la pieve di San Martino a Vado

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Natura, archeologia e medioevo in val di Zambra

Itinerario in val di Zambra nel Comune di Sesto Fiorentino

di Michele Chini

La val di Zambra

L’itinerario parte dall’ampio parcheggio del campo sportivo di Doccia da cui, rimontando via Fabbrica per circa 300 metri, si raggiunge  l’imbocco di via Tiglio, indicata anche da cartelli escursionistici (segnavia CAI 3). La stradina sale dolcemente, passando davanti alla villa dei Ginori, poi taglia in piano passando accanto ad alcune case e si congiunge con via Fonte Mezzina, che si segue verso sinistra tra ulivi e muretti a secco. Giunti ad un bivio si prosegue sulla destra superando un cancello oltre il quale si diparte la strada che porta alle cave di arenaria e di qui, voltando a sinistra, si entra nella stretta valle della Zambra. Anche se siamo appena a fine marzo, a causa dei molti giorni di sole la parte bassa del corso d’acqua è già praticamente in secca, ma man mano che si sale si cominciano ad individuare pozze e cascatelle. … continua a leggere La val di Zambra tra natura, archeologia e medioevo

Da Siena a San Gimignano lungo la via Francigena

Lungo la Francigena in Toscana: da Siena a San Gimignano

Quella che andiamo a percorrere è la variante collinare per San Gimignano, lungo le pendici del Monte Maggio, una variante che a partire dal X secolo si affermò su quella che transitava sulla sinistra del fiume Elsa, il tracciato originario della via Francigena.

Il percorso non è molto diverso da quello della strada carrozzabile che successivamente diventa sterrata e dove è possibile individuare selciati medievali lungo il bordo tra Casella e Camminata. L’affermazione del nuovo tracciato rispetto a quello più antico è testimoniata dalla presenza oggi e dalla fondazione, intorno al mille, della Badia a Isola, l’imponente edificio basilicale, rinnovato intorno al XII secolo. … continua a leggere Francigena Siena San Gimignano

da: A.Ferrini e S.Pizzuoli “Lungo la via Francigena in Toscana”, Edida

L’isola di Capraia nell’Arcipelago toscano

Carta di Capraia del XVIII secolo
Carta di Capraia del XVIII secolo

È una delle sette perle dell’Arcipelago come racconta un’antica leggenda, nate da quelle perdute dalla collana di  Venere uscendo dal mare. Le leggende si sa, più sono antiche più si ritrovano e ritornano più o meno identiche a designare luoghi anche lontani e diversi. Che sia una “perla” è indubbio vista la sua naturale bellezza con cui oggi ammalia i molti visitatori. La storia ci tramanda che il nome Capraia lega il suo etimo alle capre o comunque a come i Greci chiamavano l’isola: Aigylion appunto, l’isola delle capre. Anche la storia alberga i suoi se e i suoi ma: altri infatti attribuiscono il suo nome a karpa, roccia, da cui deriverebbe il “Caprara” dei Romani. … Continua a leggere   Capraia una delle sette isole dell’Arcipelago toscano 

Il borgo di Campagnatico

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