Toscana in “Liberty”: i “villini” di Michelazzi e le realizzazioni di Coppedè a Firenze

Per maggiori particolari si consiglia la Galleria delle immagini dei “villini” a questo link

di Salvina Pizzuoli

Villino Ravazzini, decorazioni in ceramica delle manifatture Chini

Nella fascia periferica della città di Firenze si ebbe una maggiore fioritura del nuovo stile. Sembra impossibile, ma colpisce l’elevato numero di costruzioni ascrivibili alla nuova tendenza affermatasi tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo. Firenze inganna per l’uniformità che sembra contraddistinguerla e stupisce invece trovare nel suo tessuto, sebbene periferico, tante espressioni architettoniche legate o assimilabili al Liberty, soprattutto se teniamo conto che molte sono andate distrutte come “il villino in via Michelangelo (ultimato nel 1904 e distrutto nel 1962), il villino Ventilari in viale Mazzini (realizzato nel 1907 e demolito intorno al 1960), il villino “La Prora” in via Guerrazzi (completato nel 1908 e abbattuto dopo il 1955)”* tutte progettazioni di Giovanni Michelazzi (1879-1920) e ancora, i Garages Riuniti in via Alamanni, il Villino Cottini in via Masaccio, villa “La Palancola” in via Boccaccio. … continu a leggere Toscana in “Liberty”: i “villini” di Michelazzi e le realizzazioni di Coppedè a Firenze a

Il Ponte a Rubaconte

di Jacopo Cioni su  FlorenceCity 

Il ponte di Rubaconte è il ponte che seguendo lo scorrere dell’Arno viene subito prima del Ponte Vecchio. Non lo trovate? Per forza questa era la sua posizione quando esisteva, oggi al suo posto c’è il ponte alle Grazie.

Borbottoni, Ponte Rubaconte

 

Il ponte fu costruito nel 1237 per unire il rione di San Niccolò e il quartiere di Santa Croce, era il terzo ponte costruito a Firenze dopo il ponte Vecchio e il ponte alla Carraia del 1218 interamente in legno. Una curiosità, il ponte alla Carraia era chiamato ponte nuovo e il ponte Vecchio fu chiamato vecchio proprio per questa ragione.

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Firenze: porte e postierle (Prima parte)

di Salvina Pizzuoli

Firenze le mura, le torri e Porta alla Croce, a sinistra.

Se percorriamo i viali che cingono il centro storico della città di Firenze troviamo il tragitto punteggiato da antiche vestigia che ne occupano le grandi piazze, come il Progetto Poggi, realizzato alla fine dell’Ottocento, aveva previsto: sono le antiche Porte della città. Tutto il percorso corre tra presente e passato quando al posto delle strade che stiamo percorrendo esisteva il giro della cerchia trecentesca della quale rimangono, a simulacro, quasi sperdute sentinelle, le imponenti costruzioni solo di alcune delle Porte di accesso alla città.  … continua a leggere Firenze: porte e postierle (Prima parte)

 

Al tempo di Firenze capitale

Pubblichiamo nuove foto, stampe e pagine tratte dai Lunari stampati a Firenze quando era capitale.

Vignetta satirica del Lunario "Stenterello" sul caro affitti
Vignetta satirica del Lunario “Stenterello” sul caro affitti. Sui piatti della bilancia, in perfetto equilibrio, si trovano un brigante e un proprietario di case.

Le immagini sono correlate ai testi pubblicati nell’ebook

Fatti e fattacci al tempo di Firenze Capitale

Proponiamo anche un interessante video che ricostruisce angoli della città sovrapponendo ai documenti fotografici di oggi le immagini della Firenze dei dipinti di Borbottoni.

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Il Rinascimento fiorentino e l’era dei Medici dal mito alla realtà (parte terza)

di Giovanni Caselli

La cappella dei Magi – Il corteo è guidato da Lorenzo il Magnifico, seguito dal padre Piero e dal nonno Cosimo (Benozzo Gozzoli 1459)

Il Rinascimento fiorentino, che fiorisce dal 1430 al 1492, sotto Cosimo il Vecchio e suo nipote Lorenzo il Magnifico, segna il culmine del processo di unificazione culturale e quindi di italianizzazione di una società di immigrati fino ad ora divisa in due ceti sociali: da un lato un ceto rurale di aristocratici e contadini di ceppo germanico, dall’altra un ceto di borghesi di artigiani, commercianti e lavoratori di estrazione levantina.
Durante il XV secolo prende forma una società centro italiana culturalmente omogenea e si diffonde allo stesso tempo l’uso dei cognomi. La gente dimentica le proprie origini forestiere e si inventa antenati romani o comunque italiani. … continua a leggere Il Rinascimento fiorentino e l’era dei Medici dal mito alla realtà (parte terza)

Bellezza all’ “Acqua di rose” di Firenze

Firenze, l’ingresso e vetrina della Farmacia inglese in via dei Tornabuoni 17

l suo nome è “Acqua distillata alle rose” che, come recita l’elegante etichetta sul flacone blu cobalto, è un tonico rinfrescante, il suo inventore è noto non solo in Toscana: Henry Roberts, chimico farmacista, divenuto poi famoso per un’altra geniale intuizione, il “Boro Talcum”. In questo anno l’acqua distillata, ottenuta da Roberts nel lontano 1867, festeggia ben 150 anni ed è sempre “di moda” e gode di ottima salute commerciale. Ma scopriamo un po’ della storia del farmacista inglese che si trasferì a Firenze intorno al 1840, … continua a leggere Bellezza all’ “Acqua di rose” di Firenze

 

Il Rinascimento fiorentino e l’era dei Medici dal mito alla realtà (parte prima)

di Giovanni Caselli

Ambrogio Lorenzetti – Effetti del Buongoverno, particolare (1338)

La società che si era sviluppata in città dal X secolo in poi aveva in pieno XIII secolo maturato una stratificazione sociale chiara e netta dove ogni ceto conosceva i suoi diritti e i suoi doveri.

La borghesia dirigeva “democraticamente” gli affari della città per il bene comune.
Naturalmente da questo tipo di democrazia erano esclusi le donne e i meno abbienti. … Continua a leggere Il Rinascimento fiorentino e l’era dei Medici dal mito alla realtà (parte prima)

Firenze: porte e postierle (Prima parte)

di Salvina Pizzuoli

Firenze le mura, le torri e Porta alla Croce, a sinistra.

Se percorriamo i viali che cingono il centro storico della città di Firenze troviamo il tragitto punteggiato da antiche vestigia che ne occupano le grandi piazze, come il Progetto Poggi, realizzato alla fine dell’Ottocento, aveva previsto: sono le antiche Porte della città. Tutto il percorso corre tra presente e passato quando al posto delle strade che stiamo percorrendo esisteva il giro della cerchia trecentesca della quale rimangono, a simulacro, quasi sperdute sentinelle, le imponenti costruzioni solo di alcune delle Porte di accesso alla città.  continua a leggere Firenze: porte e postierle (Prima parte)

 

Bernardo Cennini prototipografo fiorentino

di Alessandro Ferrini

Il De divinis institutionibus adversus gentes, stampato a Subiaco nel                              1465 da Konrad di Schweinheim e Arnold Pannartz                            (Clicca sull’immagine per ingrandire)

II  monastero   di  Subiaco  fu  il primo in Italia  ad offrire ospitalità a due tipografi  tedeschi,  Sweinheim  e  Pannartz , che  nel 1465 vi stamparono  il  De divinis institutionibus adversus gentes del retore e apologeta Lucio Cecilio Firmiano Lattanzio (III secolo), il primo  libro  con  data certa  stampato  in Italia (valore stimato con una cifra compresa tra i 100.000 e i 120.000 euro). Nel giro di pochissimi anni la stampa a caratteri mobili si diffuse a Roma, a Venezia nel 1469, a Foligno e a Trevi nel 1470, e poi a Bologna,  Ferrara,   Milano, e Napoli; soltanto nel 1471 a Firenze. Probabilmente il ritardo nell’introduzione di questa nuova tecnica si deve alla ricca tradizione di copisti e abili miniatori che la città vantava. … Continua a leggere  Bernardo Cennini prototipografo fiorentino