Lo sviluppo urbanistico di Firenze in sette mappe

Lo sviluppo del centro abitato di Firenze dall’epoca romana al XX secolo

Pianta di Firenze I-III secolo
Pianta di Firenze I-III secolo
Pianta di Firenze VI-X secolo
Pianta di Firenze VI-X secolo
Pianta di Firenze XI-XII secolo
Pianta di Firenze XI-XII secolo
Pianta di Firenze XII-XVIII secolo
Pianta di Firenze XII-XVIII secolo
Pianta di Firenze nel 1835
Pianta di Firenze nel 1835
Pianta di firenze - Map of Florence 1864
Pianta di Firenze – Map of Florence 1864
Mappa di Firenze nel 1906
Mappa di Firenze nel 1906

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Firenze in una guida Pineider del 1906

Firenze capitale

Trasporti pubblici a Firenze dalla fine della guerra agli anni Ottanta

1953 - Tram in Piazza Stazione
1953 – Tram in Piazza Stazione

La grande spinta alla ricostruzione che caratterizzò gli anni dell’immediato dopoguerra e la volontà di ripristinare le infrastrutture del paese distrutto diede nuovo impulso anche al trasporto urbano.

Nel 1945 il Consiglio Comunale costituisce una nuova società per la gestione dei servizi, l’ATAF, che si dedica al ripristino e  alla ricostruzione degli impianti. continua a leggere       Trasporti pubblici a Firenze dalla fine della guerra agli anni Ottanta

Trasporti pubblici a Firenze dal primo Novecento al 1945

Titoli di viaggio 1912
Titoli di viaggio 1912

Gli inizi del nuovo secolo vedono notevoli cambiamenti nella gestione del trasporto urbano: nel gennaio 1906 fu approntata la nuova convenzione per la gestione dell’intero servizio della rete comunale fra il Comune di Firenze e la “Società dei tranvai fiorentini per l’esercizio di nuove linee” (una società internazionale detta anche la “Belga”), contestualmente il Comune di Firenze stabilì di sostituire le linee di omnibus con linee tranviarie e, sotto la spinta delle crescenti rivendicazioni sociali, vennero emessi biglietti ridotti per gli operai.

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Il castello del Piagnaro e il Museo delle stele (Parte seconda: il Museo)

A Pontremoli in Lunigiana

Il Castello del Piagnano di Pontremoli ospita dal 1975 il Museo delle stele, statue antropomorfe ritrovate nel territorio della Lunigiana prevalentemente lungo il Magra, ma anche in zone collinari e montuose.

Un personaggio femminile tra le stele più antiche
Un personaggio femminile tra le stele più antiche

Sono testimonianze di età preistorica e protostorica: dal III millennio a.C. fino al VI secolo a.C. in pietra arenaria. Disseminate nel territorio poche sono state ritrovate infisse nel terreno, molte riutilizzate come materiale murario in vari edifici, ma quasi tutte al di fuori di un contesto originario che possa permettere ricostruirne il significato e la funzione . Gli studiosi presumono un loro carattere sacro o come segnalatori lungo un territorio di transito, di guadi, di acqua, di luoghi soleggiati o simulacri di personaggi di rilievo. … continua a leggere      Il castello del Piagnaro e il Museo delle stele (Parte seconda: il Museo)

In giro per Boboli nel 1757

Dalla descrizione di Gaetano Cambiagi* nel 1757

illustrata con immagini attuali

Entrati per tanto dalla Porta, che resta tra il Palazzo, e lo stanzone già detto delle legna, sopra la quale principia il corridore, che da questo Palazzo partendosi conduce per la lunghezza di circa mezzo miglio all’altro detto già della Signoria, in oggi Palazzo Vecchio, si ritrova uno spazioso Prato, circondato a man dritta da una parte di salvatico**, e da sinistra, e nella testata da una muraglia con spalliere di Aranci, al principio della quale è posta una Statua di marmo sedente sopra una testuggine, dalla cui bocca scaturisce una fontana d’acqua, la quale statua fu fatta da Valerio Cioli di Settignano, rappresentante un Nano della Corte di Cosimo I nominato Pietro Barbino,

Giardino di Boboli la statua del "bacchino"
Giardino di Boboli la statua del “bacchino”

che per la sua ridicolosa persona, cioè basso di statura, e altrettanto grosso, e panciuto fu dal medesimo Gran Duca a tal’effetto fatto scolpire, e al dire del Vasari era un nano ingegnoso, letterato e molto gentile; dal volgo però detta Statua è nominata Bacco, e la sopradetta Porta la Porta di Bacco, non perché questa lo rappresenti, ma per esser così panciuta l’hanno così chiamata, e la chiamano di presente. …continua a leggere       In giro per Boboli nel 1757 

Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio

di Jacopo Cioni 

da Florence City

Oratorio Santa Maria Vergine della Croce al Tempio in via San Giuseppe 1900
Oratorio Santa Maria Vergine della Croce al Tempio in via San Giuseppe 1900

Questo in realtà è il vero nome della Compagnia anche se era chiamata dai fiorentini Compagnia de’ Neri a causa della veste nera e per la testa coperta da una “buffa” sempre nera. La Compagnia si divideva in delle sotto-compagnie: Compagnia de’ Battuti Neri, i Buonomini delle Stinche e nello spedale del Tempio
Esiste molta confusione nella storia della Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio detta anche Compagnia del Tempio

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Le feste nella Firenze del Rinascimento (seconda parte)

di Luisa Di Tolla

La festa del Corpo di Cristo             

Processione del Corpus Domini - Da una miniatura dei codici liturgici di S.Maria del Fiore del XV secolo
Processione del Corpus Domini – Da una miniatura dei codici liturgici di S.Maria del Fiore del XV secolo

È  una solennità religiosa di precetto, celebrata annualmente dalla Chiesa cattolica il giovedì della domenica dopo la Santissima Trinità, sessanta giorni dopo la Pasqua per onorare il “Corpo del Signore” nel Sacramento dell’Eucarestia.

L’istituzione della festa è connessa al miracolo di Bolsena. Un prete boemo, durante la celebrazione della messa nella chiesa di Santa Cristina, giunto alla consacrazione ….

continua a leggere   Le feste nella Firenze del Rinascimento (seconda parte)    

all’interno dell’articolo:

La grandissima festa dell’Ascensione al Carmine –  La grandissima festa dello Spirito Santo –  La gran festa delle mummie e delle maschere per Carnevale –  La gran festa dei Magi alla gran chiesa di San Marco

Trasporti pubblici a Firenze alla fine dell’Ottocento

 

Omnibus della linea piazza Signoria-Ponte Rosso alla fermata di piazza Cavour
Omnibus della linea piazza Signoria-Ponte Rosso alla fermata di piazza Cavour

Il  1865 è l’anno del trasferimento della capitale da Torino a Firenze; nel maggio di quell’anno il Municipio fiorentino stipula un accordo con i fratelli Monari di Bologna per la concessione del servizio di omnibus urbano. Così dal primo giugno, dalle otto del mattino alle dieci di sera inizia il via vai delle carrozze da Piazza Signoria alle varie porte (San Gallo, Croce, Prato, Romana, San Niccolò), prezzo della corsa 10 centesimi. …continua a leggere   Trasporti pubblici a Firenze alla fine dell’Ottocentoa

Stendhal, “Guida ad uso di chi viaggia in Italia”

La Firenze di allora

Risale al 1828 il viaggio che Standhal (al secolo Henry Bayle) il celebre scrittore francese fece in Italia, visitandone i luoghi più famosi. Riportiamo i brani relativi al suo soggiorno a Livorno e Firenze che in un certo senso potremmo definire appunti frettolosi, buttati giù in uno stile vivace ma ben lontano da quello che conosciamo dai suoi romanzi. Rimane comunque un documento interessante per rivedere usi e costumi del tempo.

Per 36 franchi un vetturino vi porterà a Livorno (ndr da Genova) in tre giorni e mezzo; se il Magra è in piena, fare attenzione a non affogare: si prende una barca e con un tragitto di un quarto di lega sul mare si arriva dall’altra parte; questa strada è la più bella d’Italia. Più si va piano, meglio è. A Livorno scendere all’Aquila Nera: la camera costa 3 paoli (o tre volte 56 centesimi), il paolo si divide in otto crazie; la crazia è la moneta più leggera dell’universo: vale 7 centesimi.

Andare al caffè del Greco. Andare a cena di fronte al Greco, alla Pergola (la cena, 25 crazie); da vedere la statua sul porto. il cimitero degli ebrei e quello degli inglesi.

Per nove franchi si viene trasportati a Firenze (19 o 20 leghe) e in più si ha il posto buono (in fondo alla vettura). Nei vetturini normali questo posto costa un franco di più al giorno.

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Galleria foto: al tempo di Firenze capitale

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Piazza della Libertà con gli omnibus a cavalli
Piazza della Libertà con gli omnibus a cavalli

Stazione Leopolda 1861, vista lato ponte alle Mosse
Stazione Leopolda 1861, vista lato ponte alle Mosse

Retro della Leopolda durante l'esposizione del 1861
Retro della Leopolda durante l’esposizione del 1861

Via Tedesca, ribattezzata via Nazionale dopo il 1859
Via Tedesca, ribattezzata via Nazionale dopo il 1859

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