Galleria foto: al tempo di Firenze capitale

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Piazza della Libertà con gli omnibus a cavalli
Piazza della Libertà con gli omnibus a cavalli
Stazione Leopolda 1861, vista lato ponte alle Mosse
Stazione Leopolda 1861, vista lato ponte alle Mosse
Retro della Leopolda durante l'esposizione del 1861
Retro della Leopolda durante l’esposizione del 1861
Via Tedesca, ribattezzata via Nazionale dopo il 1859
Via Tedesca, ribattezzata via Nazionale dopo il 1859

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Il mercato di San Lorenzo e l’Esposizione Internazionale dell’Orticultura

A Firenze nel 1874

Firenze, il Mercato di San Lorenzo allestito per la mostra internazionale dell'orticoltura
Firenze, il Mercato di San Lorenzo allestito per la mostra internazionale dell’orticultura. Foto*

L’11 maggio 1874 fu inaugurata a Firenze l’Esposizione Internazionale dell’Orticultura promossa dalla Regia Società Toscana dell’Orticoltura con il contributo economico dell’Accademia dei Georgofili. Una strana coincidenza lega due mostre tenutesi in città: la prima nel 1861 vedeva Firenze assurgere alle cronache nazionali del recente Regno d’Italia …. continua a leggere       Il mercato di San Lorenzo e l’Esposizione Internazionale dell’Orticultura

Firenze a settembre, corsi e ricorsi storici*

Firenze al tempo in cui era capitale
Firenze al tempo in cui era capitale (1865-1870)

A Firenze settembre fa la parte del leone perché è in questo mese che a distanza di anni si verificarono alcuni avvenimenti di rilievo:

– Era il 15 settembre del 1861 quando re Vittorio Emanuele II inaugurò la “Esposizione italiana dell’Industria, delle arti e dei prodotti nazionali”.

Colpisce il termine “italiana” in un tempo in cui l’unità non era ancora stata del tutto raggiunta, ma era sicuramente la prima dello stato nato il 17 marzo del 1861, quando il primo parlamento proclamò il Regno d’Italia. La Stazione di Porta al Prato, la Leopolda …continua a leggere  Firenze a settembre, corsi e ricorsi storici

Boboli com’era (Seconda Parte)

Il grande ampliamento verso Porta Romana: tra storia e curiosità

di Salvina Pizzuoli

Il giardino di Boboli in una pianta del XVIII secolo
Il giardino di Boboli in una pianta del XVIII secolo

Al primo impianto su progetto del Tribolo seguiranno le sistemazioni seicentesche a partire dal 1612 e il grande ampliamento verso Porta Romana, avvenuto sotto Cosimo II in base al progetto di Giulio e Alfonso Parigi: lo caratterizzano la creazione dei labirinti, di forma ellissoidale, circolare e ottagonale lungo i lati del grande viale dei cipressi, il Viottolone, che conduceva al bacino dell’Isola, attorno al quale correvano grandi ragnaie e cerchiate, ottenute con intrecci di rami di leccio chiusi ad arco e sistemate lungo corsi d’acqua, anche artificiali come nel caso della “Fontana dei Mostaccini”, per attrarre la fauna volatile; quindi l’Isola medesima concepita in un primo momento come giardino di fiori e agrumi. …continua a leggere Boboli com’era (Seconda Parte)

Boboli com’era (Prima Parte)

L’Orto dei Pitti: tra storia e curiosità (Prima Parte)

di Salvina Pizzuoli

Palazzo Pitti e l'orto dei Pitti nella Pianta della catena del XV secolo
Palazzo Pitti e l’orto dei Pitti nella Pianta della catena del XV secolo

Raccontare il giardino di Boboli è un’impresa e non solo perché si estende per circa 45.000 mq o perché è opulento di opere vegetative e arboree e di statue, grotte, fontane, fortilizi ed ha per confini antiche strutture murarie o perché ha subito nel tempo molte variazioni rispetto all’impianto originario, ma perché è difficile raccontare l’emozione di trascorrere un luogo con tanta storia dentro, con scorci e vedute della città che lo cinge e lo racchiude, paesaggio nel paesaggio. Per visitarlo …continua a leggere Boboli com’era (Prima Parte)

A Firenze: caffè, leccornie, artisti e letterati tra Otto e Novecento (seconda parte)

Ovvero ma lo sia dove ti siedi?

Rivoire, Castelmur, Gran Caffè San Marco

La cioccolata a vapore in un vecchio manifesto di Rivoire che la reclamizza
La cioccolata a vapore in un vecchio manifesto di Rivoire che la reclamizza

Piazza Signoria, Palazzo Lavison costruito su progetto dell’architetto Landi nel 1868 al posto della Loggia dei Pisani e della chiesa di Santa Cecilia: la grande ricostruzione di Firenze capitale era cominciata e, come ebbe a scrivere il Pesci, fedele cronista di quegli anni, i “buzzurri”, calati in Toscana dopo la proclamazione, si erano accaparrati i posti migliori per le loro botteghe; è lì, nei grandi fondi commerciali del palazzo che nel 1872 si insedierà la fabbrica di “cioccolata a vapore” del piemontese Rivoire. In effetti la posizione che ancora oggi occupa il locale è davvero mirabile. Il fondatore, Enrico Rivoire, era torinese e fornitore della casa reale; quando la capitale fu trasferita da Torino a Firenze, il cioccolattiere si trasferì al seguito, ma preferì restare quando la capitale nel 1870 fu spostata a Roma probabilmente incantato dallo spettacolo che la bella piazza offriva… Continua a leggere A Firenze: caffè, leccornie, artisti e letterati tra Otto e Novecento (seconda parte)

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A Firenze: caffè, leccornie, artisti e letterati tra Otto e Novecento ovvero ma lo sai dove ti siedi? Gilli, Giubbe Rosse e Paszkowski

Microstoria in cucina: osterie e antichi mangiari

La pieve di San Cresci a Macioli e i “Motti” del pievano Arlotto

Siamo a Pratolino, a pochi chilometri da Firenze, famoso per il suo splendido Parco mediceo. Si devia a destra dalla Bolognese prima di scendere verso Vaglia con  direzione Bivigliano e si gira alla prima a sinistra, via di Macioli. Percorsa tutta la strada, in un’ampia radura si eleva la pieve anticamente detta San Cresci in Albino o a Carza, il torrente che scorre a valle.

La peve di San Cresci a Macioli
La pieve di San Cresci a Macioli

San Cresci a Macioli è un’antica pieve documentata sin dal 926. Più tarda la sua bella torre campanaria che un’iscrizione alla base data 1279. Intorno al 1460 il pievano Arlotto intraprese gli interventi più massicci di restauro, iniziati già in precedenza, terminati intorno al 1466 che avrebbero reso l’attuale pieve più alta rispetto all’originaria datata intorno al VI secolo. ….Continu a leggere  La pieve di San Cresci a Macioli e i “Motti” del pievano Arlotto

Vedi anche: Itinerari e paesaggi di Toscana

Le magistrature maggiori del Comune di Firenze nei secoli XII-XIV

di Luisa Di Tolla

Tra la fine del XII secolo e il primo decennio del XIII a Firenze, come nellamagistrature maggior parte dei comuni cittadini dell’Italia centro-settentrionale, si afferma l’istituto del podestà, il rettore con compiti politici, giudiziari e militari cui era affidato il coordinamento delle diverse funzioni pubbliche e la rappresentanza del governo cittadino. Il prestigio e l’autorità della carica richiedevano che i candidati fossero dotati di particolari requisiti: appartenenza al ceto dei “milites”, età non inferiore ai 36 anni, competenze giuridiche ed esperienza specialistiche nelle pratiche amministrative e di governo.  …  continua a leggere   Le magistrature maggiori del Comune di Firenze nei secoli XII-XIV

A Firenze: caffè, leccornie, artisti e letterati tra Otto e Novecento (prima parte)

ovvero ma lo sai dove ti siedi?

Gilli, Paszkowski, Giubbe Rosse (prima parte)

di Salvina Pizzuoli

Caffè Gilli la vetrata liberty con l'orologio
Caffè Gilli la vetrata liberty con l’orologio

 

Firenze tra Otto e Novecento non era nuova ai ritrovi in centro città; già dal Settecento poteva vantare diversi luoghi d’incontro dove consumare dolciumi o bevande scambiando chiacchiere e toscanacce battute, ma anche opinioni e considerazioni in un’atmosfera sospesa tra le delizie del palato e la gradevolezza dell’ambiente. Piacevolezze di un tempo …Continua a leggere   A Firenze: caffè, leccornie, artisti e letterati tra Otto e Novecento (prima parte)

Al tempo di Firenze capitale

Pubblichiamo nuove foto, stampe e pagine tratte dai Lunari stampati a Firenze quando era capitale.

Vignetta satirica del Lunario "Stenterello" sul caro affitti
Vignetta satirica del Lunario “Stenterello” sul caro affitti. Sui piatti della bilancia, in perfetto equilibrio, si trovano un brigante e un proprietario di case.

Le immagini sono correlate ai testi pubblicati nell’ebook

Fatti e fattacci al tempo di Firenze Capitale

Proponiamo anche un interessante video che ricostruisce angoli della città sovrapponendo ai documenti fotografici di oggi le immagini della Firenze dei dipinti di Borbottoni.

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