Le divinità degli Etruschi

Le divinità etrusche

Tomba dei Leopardi, situata nella Necropoli di Tarquinia (particolare)

Livio definiva il popolo di Veio di gran lunga il più religioso  eo magis dedita religionibus, quod excelleret arte colendi eas (Ab Urbe condita, V, 1). Gli Etruschi furono sicuramente tra i popoli italici i primi a costruire un’immagine antropomorfa degli dei, probabilmente influenzati dai contatti con il mondo greco.

Il loro Pantheon era presente nel cielo, nel mare, nella terra e sottoterra come risulta nel fegato di Piacenza, dove sono iscritte le divinità entro sedici caselle; gli Etruschi suddividevano il cielo in sedici regioni dentro le quali abitavano gruppi di divinità.   … continua a leggere    Il Pantheon degli Etruschi

 

Le origini degli etruschi

di Michele Zazzi

Massimo Pallottino, L'origine degli Etruschi

La questione dell’origine, provenienza degli Etruschi fu ampiamente dibattuta anche dagli autori antichi.

Secondo l’opinione più diffusa (tesi della provenienza orientale) sarebbero venuti da Oriente. Erodoto, storico del V secolo a.C., riconduce l’origine degli etruschi alla Lidia. Al tempo del re Atis (intorno al XII secolo a.C.) ci sarebbe stata una lunga e terribile carestia; per sopravvivere il popolo fu diviso in due gruppi ed uno di essi (estratto a sorte) partì per mare alla ricerca di nuove terre. Coloro che erano destinati a viaggiare salparono da Smirne alla guida di Tirreno, figlio del re. Dopo aver oltrepassato molti popoli giunsero nella terra degli Umbri (Erodoto identificava l’Italia centrale come terra degli Umbri) ed ivi costruirono molte città che abitano tutt’ora. … continua a leggere Le origini degli etruschi

Il rito etrusco di fondazione delle città

di Michele Zazzi

Pianta di Marzabotto
Pianta di Marzabotto

Il rituale etrusco di fondazione delle città, in mancanza di fonti scritte dirette in merito, può essere desunto dalle fonti latine e greche sull’argomento e dai dati emersi dalle campagne di scavo nelle città dell’Etruria.
Gli autori antichi che trattano prevalentemente della fondazione di Roma concordano quasi unanimemente nell’attribuire al rito un’origine etrusca; Varrone (De Lingua Latina, 5, 143), Plutarco (Rom., 2, 1-2) e Granio (in Macrobio, Sat., 5, 19, 13) parlano esplicitamente di una fondazione etrusco ritu. Varrone in termini più generali precisa che (oltre a Roma) molte città latine furono fondate con il rito etrusco.

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A Rosignano Marittimo il Castello e il Museo

di Salvina Pizzuoli

Rosignano Marittimo, la porta d'ingresso al castello

Arroccato su un poggio domina la piana fino al mare con la poderosa struttura del suo Castello che si raggiunge per una strada o scalinate che si arrampicano fino a quando, in prossimità della Torre con l’orologio, non si apre a destra un ampio spiazzo con l’arco di acceso aperto lungo le mura, che invita con la sua agile struttura il visitatore ad entrare.
Sull’arco lo stemma mediceo racconta parte della sua storia.
Ma procediamo con ordine.
Le sue origini in vero risalgono al Medievo e la prima documentazione all’epoca longobarda, intorno all’VIII secolo, ma è nell’XI che assume la funzione difensiva e del territorio circostante e della costa.

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di prossima pubblicazione Castiglioncello e il cinema italiano degli anni ’50 – ’60

La necropoli di Monterozzi a Tarquinia

Pianta della necropoli di Monterozzi a Tarquinia

La necropoli è situata a pochi chilometri dalla città di Tarquinia in zona Monterozzi, denominazione dovuta ad un appellativo popolare che dava un nome ai monticelli di terra che caratterizzavano l’area conferendole un andamento ondulato, monticelli dovuti ai tumuli sepolcrali.

… continua a leggere A Tarquinia la necropoli di Monterozzi e le tombe dei Baccanti e dei Leopardi

Il mito etrusco della lasa Vecu (ninfa Vegoia o Begoe)

di Michele Zazzi

Lo specchio da Blera con rappresentazione della lasa vecu, conservato presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Lo specchio da Blera con rappresentazione della lasa vecu, conservato presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Da un passo dei Gromatici Veteres (Fragmentum Vegoia Arrunti Voltumno, ed Lachmann 1848 pagg. 350-351), corpus di scritti latini di agrimensura sulla ripartizione e misurazione dei terreni agricoli, apprendiamo un mito etrusco noto come “profezia di Vegoia” (lasa Vecu). Il frammento, probabilmente traduzione latina di un testo etrusco (forse contenuto nei cd. Libri Vegoici, parte dei quali furono appunto tradotti in latino da Tarquizio Prisco), contiene appunto una profezia rivolta dalla profetessa/lasa ad un certo Arrunte Veltymnus, considerato variamente chiusino, perugino o volsiniese. Lo scritto racconta che Giove rivendicò le terre d’Etruria e volle che le pianure fossero misurate ed i campi delimitati coi confini. L’avidità degli uomini farà sì che nell’VIII secolo (cfr. teoria dei dieci saecula della nazione etrusca) i confini verranno violati e spostati e gli autori di questo delitto saranno condannati dagli dei.

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Parco archeologico di Vulci

Lungo il Fiora, tra Maremma toscana e laziale

di Salvina Pizzuoli

Vulci, la Pianta del percorso nel Parco archeologico (clicca sull'immagine per ingrandire)
Vulci, la Pianta del percorso nel Parco archeologico (clicca sull’immagine per ingrandire)

Il Parco naturalistico-archeologico di Vulci è un vero spettacolo per il visitatore e per i resti etrusco romani e per il paesaggio che li accoglie, disseminati a destra del Fiora, con la necropoli alla sinistra del fiume. Passeggeremo in questo ameno paesaggio, segnato dai sentieri tracciati e delimitati dagli steccati del Parco dai quali si affacciano paciose mucche bianche dalle ampie corna, e dove i resti dell’antica Vulci ci vengono incontro, antiche presenze in un ambiente naturale che pare immutato.

Abbiamo deciso di seguire il percorso più ampio, di circa quattro chilometri,    … continua a leggere   In giro per il Parco naturalistico-archeologico di Vulci

Dove abitavano gli Etruschi

Evoluzione dell’impianto abitativo etrusco

elementi architettonici decorativi del tetto della villa di Murlo (Museo di Murlo)
elementi architettonici decorativi del tetto della villa di Murlo (Museo di Murlo)

Durante il periodo più antico (fine del IX secolo – prima metà dell’VIII secolo a.C.) la casa etrusca aveva una forma circolare o ellittica, a un solo piano con pareti in argilla e graticcio di canne e copertura in strame con tetto a spiovente sostenuto da pali di legno. Tale aspetto si è mantenuto nella forma delle capanne in uso ancora pochi decenni fa in certe zone rurali della Toscana. L’interno era costituito da un solo ambiente con un’apertura di ingresso e sfiatatoi per il fumo, il pavimento era costituito da un sottile strato di ghiaia.

Gli scavi hanno messo in luce resti di abitazioni di questo tipo a Luni, San Giovenale, Veio e Tarquinia. Le urne cinerarie a capanna riproducono simbolicamente tali forme. … continua a leggere  La casa degli Etruschi

La classe sacerdotale femminile in Etruria

di Michele Zazzi

tomba delle Bighe (particolare parete di fondo, tribuna di sinistra) tratta da Le Donne in Etruria, cit., tav LXVII
Tomba delle Bighe (particolare parete di fondo, tribuna di sinistra) tratta da Le Donne in Etruria, cit., tav LXVII

L’esistenza di una classe sacerdotale femminile in Etruria è oggetto di dibattito tra gli studiosi: la maggior parte degli autori esclude l’ipotesi, mentre alcuni si esprimono a favore.
Le poche fonti letterarie a nostra disposizione provengono da autori greci e latini e quindi vanno lette con spirito critico.
I reperti archeologici riconducibili alla sfera religiosa femminile etrusca sollevano, nella maggior parte dei casi, dubbi circa l’identificazione delle figure femminili: si tratta di devote, divinità o sacerdotesse?

Alcune fonti sembrano però offrire elementi a favore dell’ipotesi in commento.

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Etruschi e Romani a Fiesole

di Letizia Tripodi

Quando da turisti ci accingiamo a visitare la Toscana, tra le tappe assicurate non può mancare Firenze, con i suoi monumenti e la sua storia che trapela da ogni angolo delle strette vie che la attraversano. Quello che però spesso non viene considerato, è che a pochi minuti dal capoluogo toscano si trova Fiesole, una cittadina ricca di segni del passato, graziosa e suggestiva come solo i piccoli borghi sanno essere.

Fiesole occupa la sommità di due colline, San Francesco e Sant’Apollinare, stagliandosi così in alto rispetto a Firenze e a un panorama a dir poco mozzafiato … continua a leggere  Fiesole: tra Etruschi e Romani