I “libri fatales” nella Etrusca disciplina

Il destino di uomini, città e della nazione etrusca attraverso cicli, saecula e prodigi

di Michele Zazzi

Sacerdoti etruschi (lastra etrusca in terracotta dipinta)
Sacerdoti etruschi (lastra etrusca in terracotta dipinta)

Per gli Etruschi anche la vita degli uomini, delle città e dell’intera nazione aveva un tempo stabilito dal destino. Nei Libri Fatales, parte dell’antica Etrusca Disciplina, erano contenute le norme che regolavano questo rapporto fra il fatum, l’intervento degli dei e la possibilità, attraverso specifici rituali, di rinviare entro certi limiti ciò che era stato predeterminato.

Le fonti romane ci hanno tramandato una concezione del tempo estremamente affascinante: la vita umana suddivisa in cicli di sette anni, le città dotate di un proprio saeculum e, soprattutto, la convinzione che la stessa civiltà etrusca fosse destinata a durare dieci saecula, la cui successione sarebbe stata annunciata da prodigi celesti e altri segni interpretati dagli aruspici.

Una dottrina che intreccia religione, storia e concezione ciclica del tempo e che, secondo alcune interpretazioni, presenta una sorprendente corrispondenza con l’effettiva durata storica della civiltà etrusca.

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La tomba etrusca di Orfeo ed Euridice a Chiusi (SI)

di Michele Zazzi

Tomba etrusca di Orfeo ed Euridice a Chiusi
Tomba etrusca di Orfeo ed Euridice a Chiusi

La tomba di Orfeo ed Euridice (o delle Case, della Ciaia, Podere alle Case) fu scoperta ad un chilometro e mezzo ad ovest di Chiusi nel 1846, in una località denominata I Pianacci (podere Le Case), di proprietà del Conte della Ciaia (famiglia Ottieri Della Ciaia). Gli scavi restituirono solo parte dell’atrio e le camere di fondo e di destra; alcune pareti erano abbellite da pitture. All’epoca furono fatti disegni delle pitture da parte di Giuseppe Angelelli e l’ipogeo fu descritto da Emil Braun (disegni e resoconto della tomba furono pubblicati nel 1850). … continua a leggere La tomba etrusca di Orfeo ed Euridice a Chiusi (SI)

Vanth, divinità etrusca dell’oltretomba

di Michele Zazzi

Vanth, affresco dellaTomba François
Vanth, affresco dellaTomba François

Vanth, divinità femminile della mitologia etrusca, si trova frequentemente rappresentata su monumenti funerari (urne, sarcofagi, tombe) su specchi o su vasi di ceramica con riguardo a scene di morte dal IV secolo a.C. in poi.

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Celebri battaglie combattute in Etruria

in epoca etrusco-romana

Battaglie epoca etrusco romana

La battaglia di Alalìa fra Etruschi, Greci e Cartaginesi (540 a.C. circa)

 La battaglia di Talamone tra Celti e Romani del 225 a.C.

 La battaglia di Talamone narrata da Polibio

Annibale in Toscana fra storia e leggenda

Annibale dalla Trebbia al Trasimeno 217 a.C.

La battaglia di Pistoia (62 a.C.)

Il mito di Ercole in Etruria

di Michele Zazzi

bronzetto di Ercole del Falterona
bronzetto di Ercole del Falterona

Prima ancora di diventare l’Ercole della tradizione romana, l’eroe greco Eracle entrò profondamente anche nell’immaginario religioso degli Etruschi, assumendo il nome di Hercle. L’articolo segue le tracce di questa presenza attraverso bronzetti votivi, specchi incisi, monete, terrecotte templari e reperti provenienti da luoghi fondamentali dell’Etruria, come il Lago degli Idoli sul Falterona, Veio, Pyrgi, Spina e Acquarossa. Ne emerge una figura complessa: non solo simbolo di forza e coraggio, ma anche divinità legata alle acque, ai viaggi, al commercio, alla guerra e alla protezione. Attraverso il mito di Hercle si apre così una finestra preziosa sul modo in cui gli Etruschi accolsero, trasformarono e resero propria una delle figure più celebri del mondo antico.

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La fiasca del pellegrino in Etruria

di Michele Zazzi

fiaschetta della tomba del Guerriero di Poggio alle Croci
fiaschetta della tomba del Guerriero di Poggio alle Croci

Per fiasca del pellegrino (o borraccia del viandante) s’intende far rifermento ad un recipiente da viaggio, di forma tendenzialmente tondeggiante schiacciata, per il trasporto di liquidi.

La tipologia in esame ebbe origine in oriente (già in Mesopotamia) e si diffuse nel Mediterraneo occidentale. La comparsa in Etruria viene perlopiù ricondotta a modelli ciprioti e fenici. Gli esemplari etruschi sono in bronzo, in impasto, in bucchero, argilla figulina, ceramica etrusco-corinzia e presentano varie morfologie.

Le fiasche in lamina bronzea si diffusero prevalentemente nell’VIII ed i primi dell’VII secolo a.C.

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Le divinità degli Etruschi

Le divinità etrusche

Tomba dei Leopardi, situata nella Necropoli di Tarquinia (particolare)

Livio definiva il popolo di Veio di gran lunga il più religioso  eo magis dedita religionibus, quod excelleret arte colendi eas (Ab Urbe condita, V, 1). Gli Etruschi furono sicuramente tra i popoli italici i primi a costruire un’immagine antropomorfa degli dei, probabilmente influenzati dai contatti con il mondo greco.

Il loro Pantheon era presente nel cielo, nel mare, nella terra e sottoterra come risulta nel fegato di Piacenza, dove sono iscritte le divinità entro sedici caselle; gli Etruschi suddividevano il cielo in sedici regioni dentro le quali abitavano gruppi di divinità.   … continua a leggere    Il Pantheon degli Etruschi

 

Le origini degli etruschi

di Michele Zazzi

Massimo Pallottino, L'origine degli Etruschi

La questione dell’origine, provenienza degli Etruschi fu ampiamente dibattuta anche dagli autori antichi.

Secondo l’opinione più diffusa (tesi della provenienza orientale) sarebbero venuti da Oriente. Erodoto, storico del V secolo a.C., riconduce l’origine degli etruschi alla Lidia. Al tempo del re Atis (intorno al XII secolo a.C.) ci sarebbe stata una lunga e terribile carestia; per sopravvivere il popolo fu diviso in due gruppi ed uno di essi (estratto a sorte) partì per mare alla ricerca di nuove terre. Coloro che erano destinati a viaggiare salparono da Smirne alla guida di Tirreno, figlio del re. Dopo aver oltrepassato molti popoli giunsero nella terra degli Umbri (Erodoto identificava l’Italia centrale come terra degli Umbri) ed ivi costruirono molte città che abitano tutt’ora. … continua a leggere Le origini degli etruschi

Il rito etrusco di fondazione delle città

di Michele Zazzi

Pianta di Marzabotto
Pianta di Marzabotto

Il rituale etrusco di fondazione delle città, in mancanza di fonti scritte dirette in merito, può essere desunto dalle fonti latine e greche sull’argomento e dai dati emersi dalle campagne di scavo nelle città dell’Etruria.
Gli autori antichi che trattano prevalentemente della fondazione di Roma concordano quasi unanimemente nell’attribuire al rito un’origine etrusca; Varrone (De Lingua Latina, 5, 143), Plutarco (Rom., 2, 1-2) e Granio (in Macrobio, Sat., 5, 19, 13) parlano esplicitamente di una fondazione etrusco ritu. Varrone in termini più generali precisa che (oltre a Roma) molte città latine furono fondate con il rito etrusco.

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A Rosignano Marittimo il Castello e il Museo

di Salvina Pizzuoli

Rosignano Marittimo, la porta d'ingresso al castello

Arroccato su un poggio domina la piana fino al mare con la poderosa struttura del suo Castello che si raggiunge per una strada o scalinate che si arrampicano fino a quando, in prossimità della Torre con l’orologio, non si apre a destra un ampio spiazzo con l’arco di acceso aperto lungo le mura, che invita con la sua agile struttura il visitatore ad entrare.
Sull’arco lo stemma mediceo racconta parte della sua storia.
Ma procediamo con ordine.
Le sue origini in vero risalgono al Medievo e la prima documentazione all’epoca longobarda, intorno all’VIII secolo, ma è nell’XI che assume la funzione difensiva e del territorio circostante e della costa.

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