La necropoli è situata a pochi chilometri dalla città di Tarquinia in zona Monterozzi, denominazione dovuta ad un appellativo popolare che dava un nome ai monticelli di terra che caratterizzavano l’area conferendole un andamento ondulato, monticelli dovuti ai tumuli sepolcrali.

Le tombe occupano un’ampia fascia lunga circa cinque chilometri e larga uno. Gli studiosi hanno datato il periodo d’uso della zona collocandolo tra il VII e il II – I secolo a.C.. Molte le varietà di tombe presenti: a fossa, a corridoio, a camera con tumulo e senza, a cremazione.

Quelle che si visitano sono quelle dipinte, in tutto circa venticinque anche se alcune chiuse ed altre i cui affreschi sono stati trasferiti al Museo Archeologico Nazionale per proteggerli e conservarli in stanze climatizzate. Proprio per questo motivo il visitatore della necropoli non potrà accedere completamente all’interno delle camere sepolcrali proprio per evitare variazioni e sbalzi di temperatura: una porta a vetri le proteggerà mentre una serie di lampade ne illumineranno, a richiesta, le pareti. I soggetti raffigurati possono essere organizzati in due gruppi principali in base al tema rappresentato: scene della vita quotidiana e terrena del defunto e scene di vita ultraterrena. Per il primo gruppo il banchetto, con le azioni e le figure che lo compongono, è quello più ricorrente insieme a gare e spettacoli o attività come la caccia e la pesca. Per il secondo gruppo sono presenti cerimonie funerarie, demoni e divinità dell’oltretomba. Sui soffitti prevalgono decorazioni geometriche a scacchi, a cassettoni o a motivi vegetali. Tra i colori predomina il rosso, il verde e l’azzurro: l’incarnato dei personaggi maschili è raffigurato con il colore bruno o rosso mentre quello femminile è chiaro.

Tra le diverse tombe e gli affreschi in esse contenuti due saranno oggetto di trattazione specifica, per le altre rimandiamo alla galleria che presenterà varie pitture dalle più famose a quelle meno conosciute.

La tomba dei Baccanti

La tomba dei Leopardi

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