Una celebre strada del Settecento: la via Vandelli tra Modena e Massa Carrara

Tracciato della via Vandelli

La costruzione della strada che univa il Ducato di Modena a quello di Massa ideata intorno agli anni trenta del Settecento per volere di Francesco III d’Este fu affidata al matematico e ingegnere Domenico Vandelli (1691-1754) dal quale prese il nome che ancora oggi la definisce.

Motivo occasionale per la realizzazione dell’opera fu il matrimonio del figlio Ercole III d’Este con Maria Teresa Cybo Malaspina destinata a ereditare il ducato di Massa e il principato di Carrara; in realtà il progetto del duca di Modena era quello di aprire un percorso commerciale e militare che collegasse il Ducato al mar Tirreno dopo che lo Stato Pontificio si era impadronito del territorio di Ferrara e del relativo accesso al mar Adriatico, costringendo la famiglia estense a spostarsi nei territori di Modena e della Garfagnana. Il progetto di Francesco d’Este era addirittura quello di costruire un grande porto a Massa che potesse competere con quello di Livorno collegando l’area dell’Italia settentrionale al Mediterraneo. … continua a leggere Una celebre strada del Settecento: la via Vandelli tra Modena e Massa Carrara

Da Poggio a Castellonchio: un cammino in solitaria

di Luisa Gianassi

È ora silenziosa la casa sul Poggio, che un tempo risuonava di voci. Voci deboli e un po’ rauche dei nonni, voci cristalline e allegre dei figli e dei loro amichetti. Un senso di tristezza e depressione mi assale. Ma sono circondata da boschi e foreste. Si è sempre saputo che i boschi ingenerano energia positiva per l’equilibrio psicofisico degli esseri umani. Ora anche la scienza è riuscita a misurare tale fenomeno. Quindi ho la cura a portata di mano, anzi… di piedi!

La saggezza dei miei 65 anni mi consiglia di non andare in giro per i boschi da sola, ma il pascoliano fanciullino che sopravvive in me, mi sussurra che posso osare. Castellonchio sarà la mia meta solitaria. Dista una decina di km dal Poggio, ma non ci sono mai andata. Mi incammino. Mentre, passando dal Fiorentino salgo verso Lavacchio, osservo in lontananza il monte Altuzzo e il monte Verruca. … continua a leggere Da Poggio a Castellonchio: un cammino in solitaria

La via Vandelli, direttrice settecentesca tra Modena e Massa Carrara

Tracciato della via Vandelli

La costruzione della strada che univa il Ducato di Modena a quello di Massa ideata intorno agli anni trenta del Settecento per volere di Francesco III d’Este fu affidata al matematico e ingegnere Domenico Vandelli (1691-1754) dal quale prese il nome che ancora oggi la definisce.

Motivo occasionale per la realizzazione dell’opera fu il matrimonio del figlio Ercole III d’Este con Maria Teresa Cybo Malaspina destinata a ereditare il ducato di Massa e il principato di Carrara; in realtà il progetto del duca di Modena era quello di aprire un percorso commerciale e militare che collegasse il Ducato al mar Tirreno dopo che lo Stato Pontificio si era impadronito del territorio di Ferrara e del relativo accesso al mar Adriatico, costringendo la famiglia estense a spostarsi nei territori di Modena e della Garfagnana. Il progetto di Francesco d’Este era addirittura quello di costruire un grande porto a Massa che potesse competere con quello di Livorno collegando l’area dell’Italia settentrionale al Mediterraneo. … continua a leggere La via Vandelli, direttrice settecentesca tra Modena e Massa Carrara

Il Passo dell’Ospedalaccio

di Salvina Pizzuoli

Passo del Cerreto (carta dei sentieri)
Passo del Cerreto

Dal Passo del Cerreto un sentiero agevole di circa quaranta minuti ci conduce al Passo dell’Ospedalaccio.

Incuriosisce il dispregiatovo: in effetti il passo era detto in precedenza Passo delle Centocroci e nei pressi era presente uno spitale, di cui non resta traccia visibile, che gli studiosi hanno individuato e riconosciuto in quello medievale di San Lorenzo che accoglieva i numerosi viandanti che se ne servivano lungo la via di transito tra la pianura e la costa. Quando però la viabilità si spostò, seguendo direttive diverse, il luogo fu abbandonato e con esso l’ospitale che forse per il degrado assunse il dispregiativo che ancora oggi designa il luogo.

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Il lago Padule

di Salvina Pizzuoli

lago Padule

Meno conosciuto del Cerretano e del Pranda, anche il Padule merita una visita per il panorama in cui è incassato, il giro delle sue sponde, a mezza costa o lungo le rive, la presenza delle “ghiacciaie” e di un’antica strada lastricata, ne fanno una meta gradevole e un’escursione non difficile per tutti. Si legge lungo il percorso che il ghiaccio dell’ospedale di Fivizzano, per uso terapeutico, veniva proprio da queste ghiacciaie. Interessante la descrizione relativa alla formazione e alla conservazione del ghiaccio medesimo. Oggi è difficile individuarle proprio perché la costruzione di quella che prende il nome di pseudovolta è ormai crollata: la formazione del ghiacchio avveniva sbarrando le acque del fiume Rosaro con un argine di sassi, zolle erbose e terra. Con il freddo l’acqua stagnante si trasformava in ghiaccio che veniva spezzato in tanti blocchi e conservato appunto nelle ghiacciaie realizzate con muri a secco le cui pietre progressivamente aggettanti verso l’interno ne costituivano una pseudovolta.

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Il lago Cerretano e il lago Pranda

di Salvina Pizzuoli

lago Pranda

Siamo a Cerreto Laghi a pochi chilometri dal Passo del Cerreto
Subito davanti a noi il lago di origine gliaciale ai piedi del Monte Nuda, il lago Cerretano (1349 m). La conca è stata originata per sbarramento morenico da un ghiacciaio che scendeva dalla vetta del Monte la Nuda (1895 m ). Le sue dimensioni abbastanza contenute nulla tolgono al fascino che esercita su tutto il paesaggio soprattutto se lo ammiriamo dall’alto del Monte medesimo  che lo sovrasta e raggiungibile su un’agevole funivia.
Da lassù i due laghi, il Cerretano e il Pranda, compaiono a poca distanza l’uno dall’altro immersi nel verde dei boschi: il secondo si differenzia per origine da quella del primo proprio perché artificiale; il lago Pranda (m 1284) infatti  è stato formato in seguito ad uno sbarramento realizzato all’estremità di un vasto acquitrino–torbiera residuo, probabilmente, di un lago preesistente. Gli altri laghi sul versante emiliano del Cerreto (Lago Scuro, Lago le Gore, Lago Vivaio e altri più piccoli) sono tutti di origine glaciale.

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Al Passo del Cerreto

di Salvina Pizzuoli

Dopo Vendoso torniamo sulla Statale 63 per riprendere il nostro itinerario che ci porterà al Passo del Cerreto: il suo nome presumibilmente si lega al Cerro e alla presenza di questa specie arborea in prossimità.

La strada sale lentamente con ampi tornanti: è una striscia scura tra due ali di verde intenso; il bosco domina la salita con scorci che si aprono a mostrare le grigie guglie delle splendide Apuane. Sono pochi i chilometri da Vendoso al Passo che si apre improvvisamente davanti al visitatore al centro di una cortina di monti tra guglie di roccia viva, ampie radure erbose e boschi intensi. Il paesaggio si mostra con caratteristiche che richiamano quello alpino. In effetti il Passo è ad oltre 1200 metri di altitudine e le guglie intorno sfiorano e superano i 2000 metri.

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Villa medicea del Trebbio, domenica 26 maggio 2024 nella Giornata Nazionale promossa da ADSI

Siamo in Mugello, in una delle dimore storiche appartenute ai Medici e precisamente nella Villa del Trebbio. A distanza di anni siamo tornati anche se solo per rivisitare il grande e prestigioso giardino, l’interno della Villa-Castello è infatti ancora inagibile ma contiamo presto sia fruibile, così come ci informa la nostra guida, la dottoressa Elisa Paoli che ha intrattenuto e interessato il nutrito pubblico accorso all’evento di apertura con notizie storiche sulla magione, sui suoi antichi proprietari e sulle loro vicende intessute di aneddoti e interessanti curiosità.

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Tappe della via Romea Germanica Imperiale in Toscana: dall’Appennino pistoiese ad Arezzo

Romea germanica imperiale dall’Appenino pistoiese ad Arezzo

Itinerario: Fiumalbo (MO) – Cutigliano (PT) 21 km    

Cutigliano – Ponte Petri 21,6 km     

Ponte Petri – Pistoia 23,3 km     

Pistoia – Prato 27,6 km

Prato – Firenze 30 km

Firenze – Palazzolo 23,7 km     

Palazzolo – San Giovanni Valdarno 20 km     

San Giovanni Valdarno – Laterina 24 km     

Laterina – Arezzo 19,5 km

Le vie Romee

La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: dall’Appennino pistoiese a Pistoia

La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: insediamenti umani nella piana da Pistoia a Firenze

La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: sviluppo dell’insediamento a Firenze

La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: da Firenze a San Giovanni Valdarno

La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: dal Valdarno ad Arezzo

Per una dettagliata descrizione del percorso si consiglia di visionare il sito Via Romea Germanica Imperiale da cui abbiamo tratto le cartine

Il presepe nel bosco: a Croce di Melago lungo la Via degli Dei

Da Vaglia a Monte Senario

Articoli su via degli Dei presenti nella rivista:

Da Tagliaferro a Buonsollazzo: un altro tratto della “Via degli Dei”

Un itinerario a piedi illustrato: da Buonsollazzo a Monte Senario

La villa e il giardino di Trebbio

La chiesa di Santa Maria e San Niccolò a Spugnole

Da Trebbio a San Giovanni in Petroio

Itinerario illustrato lungo un tratto di Via degli Dei: Ischeti-Trebbio- Tagliaferro

Galleria foto: Via degli Dei: da Tagliaferro a Buonsollazzo

Un itinerario a piedi sulla Via degli Dei

Badia di San Bartolomeo in Buonsollazzo

Sul monte Bastione: la strada romana lungo via degli Dei

La Via Tyrrhenica e il sentiero degli Dei

Le tappe del percorso da Bologna a Montesenario

– prima tappa Bologna-Brento

– seconda tappa Brento – Madonna dei Fornelli

– terza tappa Madonna dei Fornelli – Bosco Mugellano

– quarta tappa Bosco Mugellano – Montesenario