
È il territorio della regione toscana corrispondente all’alta e media valle della Sieve. Il suo bel paesaggio si caratterizza per l’ampia corona di colli e monti che ne rende i confini mossi e armoniosi e che degradano poi verso la piana percorsa dalle acque limpide e gorgoglianti della Sieve. Un’antica conca di circa 30 km di diametro, costituita da un bacino pliocenico di origine marina e una valle subappenninica fra il crinale principale ed il corso dell’Arno. Una lunga storia e antichi insediamenti hanno caratterizzato l’ampia area lasciando testimonianze artistiche di rilievo sparse per tutto il suo territorio dove natura e storia si integrano in un armonico e felice connubio.
È l’etimo del nome di questa antica valle e conca che non trova gli studiosi concordi e sicuri: quanto più gli avvenimenti si allontanano nel tempo tanto più divenmta difficile trovarne le origini. Nel Dizionario dei toponimi della UTET (1990) si legge
“Secondo un’opinione diffusa, ma errata, Mugello rifletterebbe il nome dell’antica popolazione ligure dei Magelli o Maielli, menzionata da Plinio (Nat. Hist. Ill, 47), che però si trova nella regio Liguria e non nella regio Etruria cui appartiene il Mugello, le cui piu antiche attestazioni, almeno fino a tutto il sec. XII, presentano la sorda c e non la sonora g. Documentato infatti nella meta del sec. VI ad Mucellos, il toponimo riflette il personale latino Mucellus, diminutivo di Mucius, di probabile origine etrusca. Diversa interpretazione etimologica propone Mastrelli da un tema prelatino muc- ‘sporgenza, altura’ col suffisso -elli”
Molto ampia e articolata l’indicazione riportata da Giovanni Semerano nel suo volume “Il popolo che sconfisse la morte” (a pag 61) che si apre già con una precisazione imprescindibile, date le diverse letture:
“II Mastrelli ha dedicato all’etimologia di Mugello un articolo metodologicamente esemplare in cui i tentativi di giungere a un risultato attendibile sono condotti con estrema cautela”.
Riporta quindi i dati storici e le diverse interpretazioni. Gli studiosi, scrive, paiono concordi nel ritenere che i Liguri siano stati i più antichi abitanti del Mugello e precisa “Procopio di Cesarea (De bello Gothorum, III, 5) scrisse che Totila, tolto l’assedio a Firenze, si ritirò coi suoi Goti nel Mugello […]Nella prosecuzione della Cronaca di Marcellino Comite, terminata nel 548, si ha ad Mucellos. Furono richiamati perciò i Mucilli che il Beloch sostiene siano liguri”
E quindi di seguito le altre letture:
“Il Battisti e l’Alessio affacciarono opportunamente il confronto con la base mediterranea *mug, “sporgenza”, “altura”, spagnolo muga (montagna isolata), istriano Muggia (Mugla, a. 1251), dalmata Muda (Spalato). La voce Muc-elli significa “poggi alti” e corrisponde a basi attestate da accadico muh ellu: muhhu (parte superiore, “top, “topside, “upper part”, in prep. use: “on top”, “upon”) e l’afformante – ellu, che si ritrova in Sabelli, Statielli, corrispondente ad accadi co ellu, elu (alto, detto di montagna, “tali, said of mountains”)”
Ma c’è un ma:
“Gli idronimi del tipo Muccione, Vicchio, Mugnone, Mignone, latino Munto, Minio, come Mogus, Moenus sembrano escludere la base *mug (altura) e risalire alla base corrispondente ad accadico mahahu (sgorgare, “to pour out”), mehù (acquazzone, “rain”, “Ungewitter”), mu, antico assiro màhu, mà’ù (acqua, “water”).”
E in base a quest’ultima possibile lettura, aggiunge
“Le popolazioni liguri che occuparono il Mugello si tennero alle zone elevate evitando le ultime stagnazioni del lago pliocenico e le furiose inondazioni della Sieve, antica Sepis che, come gli idro nimi Sapis, {Vada) Sabatia ecc., deriva dalla base corrispondente ad accadico sapu, sabu (irrigare, inondare, “to irrigate”, “to flood”), sepu (bagnato); quindi “zona palustre”.”
Risulta pertanto chiaro come una denominazione nata così lontana nel tempo abbia subito notevoli sedimentazioni e pertanto più interpretazioni.
Proponiamo di leggere i numerosi articoli che raccontano quest’angolo di Toscana godendo dell’amenità del luogo, della sue testimonianze storico artistiche, dei suoi panorami e paesaggi , dei prodotti e di tutto il buono che la terra del Mugello sa elergire grazie al lavoro, all’industriosità, alla creatività dei suoi abitanti.
Articoli sul Mugello presenti nella rivista:
Il Palazzo comunale di Borgo San Lorenzo e l’opera di Tito Chini
La viabilità del Mugello prima del Settecento
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Linea Gotica in Toscana: la battaglia del Giogo (settembre 1944)
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Tra le pievi romaniche in Mugello: Sant’Agata
La chiesa di Santa Maria e San Niccolò a Spugnole
Tra le pievi romaniche del Mugello: San Cresci in Valcava
Tra le pievi romaniche in Mugello: Santa Maria a Fagna
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La villa e il giardino di Trebbio
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L’antica via “Faventina” e la “Flaminia minor“
Lungo antiche vie di Posta: da Firenze a Bologna
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L’oratorio della Madonna del Vivaio a Scarperia
Bosco ai Frati: la Chiesa e il convento di San Bonaventura
La pieve di Santa Felicita a Larciano nella valle del Faltona
Linea Gotica in Toscana: la battaglia del Giogo (settembre 1944)
I “terreni ardenti” di Pietramala
Il Sasso di San Zanobi e la sua leggenda
San Giovanni Maggiore a Panicaglia
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Un itinerario a piedi illustrato: da Buonsollazzo a Monte Senario
Un itinerario a piedi: Petroio, Rincine, Fornace, Caiano
Da Tagliaferro a Buonsollazzo: un altro tratto della Via degli Dei
Pasquetta in vetta: cronaca di un’escursione a piedi nei boschi di Rincine (Londa)
Archeologia rurale: ghiacciaie e burraie a Montesenario
Sul monte Bastione: la strada romana lungo Via degli Dei
Museo d’Arte Sacra “Beato Angelico” a Vicchio
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Itinerario illustrato lungo un tratto di Via degli Dei