Castiglione della Pescaia, la rocca e l’antico porto

di Salvina Pizzuoli

Tratto dal testo “Da Rocchette a Bocca d’Ombrone” a cura di Alessandro Ferrini e Salvina Pizzuoli, ParvaLicetEdizioni

Castiglion della Pescaia (anonimo metà XVII secolo)
Castiglion della Pescaia (anonimo metà XVII secolo)

Tra le diverse rocche e torri e forti sorti nel tempo lungo il litorale toscano a difesa e a scopo di avvistamento, quella di Castiglione della Pescaia è sicuramente tra le più imponenti con i suoi torrioni quadrati e la lunga cinta muraria, nonché meglio conservata.

Come scrive il Repetti non c’è menzione di Castiglione prima del IX secolo, anche se “la scoperta di alcuni cimeli e gli avanzi di un antico acquedotto rendano assai probabile l’esistenza costà sin dai tempi romani di un castello”. Tanto che alcuni studiosi ottocenteschi sono stati propensi a farlo corrispondere alla stazione ad Salebrum, citata negli itinerari romani. Non dimentichiamo infatti che un grande lago salato si apriva alla base del promontorio di Castiglione e si estendeva fino a Grosseto e Roselle, da una parte, e Vetulonia dall’altra, un lago chiamato dai Romani Prile, in età moderna conosciuto come Lago di Castiglione,  al quale si accedeva attraverso il suo  porto canale che svolgeva un ruolo importante per i traffici verso l’interno  e verso l’esterno.  … continua a leggere La Rocca di Castiglione della Pescaia

La torre e il castello delle Rochette

di Salvina Pizzuoli

tratto da: A. Ferrini S. Pizzuoli, Da Rocchette a Bocca d’Ombrone: luoghi storia personaggi ParvaLicetEdizioni 2026

La torre delle Rocchette
La torre delle Rocchette

Siamo lungo il litorale toscano e precisamente, come lo colloca geograficamente il Repetti, tra il promontorio o capo della Troia ed il castello di Castiglion della Pescaia.

Siamo in Maremma a pochi chilometri da Castiglione della Pescaia: a sinistra un ampio e lungo litorale sabbioso, davanti a noi un mare limpido e trasparente, a destra uno sperone di roccia proteso sul mare e in alto, sospesa tra cielo e acque, una torre circondata da un recinto irregolare in muratura, l’antica torre d’avvistamento, la torre delle Rocchette. È un castelletto ridotto ad una torre guardacoste sebbene da essa prendesse il nome una distrutta chiesa plebana, siccome lo prende tuttora un piccolo padule detto del Pian di Rocca. Così la descrizione del Repetti nel suo Dizionario dove ha fotografato geograficamente e storicamente paesi e borghi e città della Toscana, senza tralasciare neanche il più piccolo agglomerato. … continua a leggere La Torre delle Rochette

La pineta di Roccamare a Castiglione della Pescaia

tratto da: A. Ferrini S. Pizzuoli, Da Rocchette a Bocca d’Ombrone:luoghi storia personaggi ParvaLicetEdizioni 2026

La pineta di Roccamare si distende lungo il litorale, tra il Promontorio delle Rochette e precisamente poco oltre il fosso Tonfone, prima di Riva del Sole e di Castiglione della Pescaia: è una fascia verde continua di pini e macchia mediterranea che oggi identifica uno dei paesaggi più simbolici della Maremma bonificata.

Fino all’età moderna, l’area retrostante la costa era occupata da aree paludose. Il Granduca Leopoldo II di Lorena ordinò nel 1828 la “colmata” della palude tramite canali e opere idrauliche, accelerando la trasformazione della piana. …

continua a leggere La pineta di Roccamare a Castiglione della Pescaia

Abbazia di San Lorenzo al Lanzo

Abbadia Ardenghesca

La Maremma sa sempre essere generosa con il visitatore: per i paesaggi, per il ricco manto che verdeggia sulle sue morbide colline, per i panorami marini che luccicano in lontananza; non da meno sono le antiche vestigia che conserva e le testimonianze delle più remote popolazioni che l’hanno scoperta e abitata. E ancora, sa svelarsi al viaggiatore con angoli sconosciuti ma la cui suggestione cattura anche quando le sue bellezze sono nascoste. E dispiace poi vederle magari in abbandono, anche se non recente, come ricorda il Repetti quando descrive nel suo Dizionario l’abbazia di San Lorenzo al Lanzo o Abbadia Ardenghesca:

 … continua a leggere    Abbazia di San Lorenzo al Lanzo o Abbazia Ardenghesca

Le mura medicee di Grosseto, storia e immagini

di Salvina Pizzuoli

Grosseto, pianta della città con disegnata la cinta muraria del 1600
Grosseto, pianta della città con disegnata la cinta muraria del 1600

La città murata di Grosseto, vista dall’alto, ha la forma di un esagono irregolare con sei bastioni angolari, uno per ogni angolo dell’esagono, a forma di freccia, per un perimetro di circa duemilanovecento metri. 

Le imponenti mura furono volute dalla famiglia dei Medici e costruite su progetto di Baldassarre Lanci da Urbino. La costruzione del complesso architettonico occupò un periodo molto lungo, dal 1574 al 1593 come indicato nella targa sul portale della Fortezza a ricordo della conclusione dei lavori. ... continua a leggere A Grosseto in giro per le mura medicee

Museo Archeologico e d’Arte della Maremma

Maremma Medievale e Moderna

A cura della Redazione

Visitiamo oggi la sezione medievale e moderna del Museo Archeologico di Grosseto dove sono esposte le testimonianze provenienti dalla città e dai dintorni, reperti in base  quali è stato possibile ricostruire la sua storia, evidenziando un insediamento divenuto più stabile e continuo intorno all’Alto Medioevo. Tra l’VIII e il XIII secolo l’abitato si sviluppò fino a diventare l’area  urbana principale di quella zona pianeggiante tra l’Ombrone e il mare, in posizione viaria favorevole e strategica.

Visitiamo oggi la sezione medievale e moderna del Museo Archeologico di Grosseto dove sono esposte le testimonianze provenienti dalla città e dai dintorni, reperti in base quali è stato possibile ricostruire la sua storia, evidenziando un insediamento divenuto più stabile e continuo intorno all’Alto Medioevo. Tra l’VIII e il XIII secolo l’abitato si sviluppò fino a diventare l’area  urbana principale di quella zona pianeggiante tra l’Ombrone e il mare, in posizione viaria favorevole e strategica. … vai a Visita al Museo Archeologico e d’arte della Maremma

Suvereto in val di Cornia

SUVERETO e SUGHERETO (Suberetum) nella Val di Cornia. – Terra murata già Castello con gli avanzi di sovrastante rocca, la cui chiesa arcipretura (S. Giusto) anticamente era dedicata a S. Cipriano […] Risiede in pianura fra due colli, uno dei quali viene da ponente e propagasi dal Monte Calvo, l’altro si stende dalla collina di Belvedere situata al suo settentrione lungo la ripa destra del fiume Cornia. L’etimologia naturale di questa Terra ci scuopre essere derivata da qualche foresta di sugheri (Quercus Suber) piante state più che oggidì assai frequenti nelle toscane Maremme. Dondechè il Comune di Suvereto in seguito prese per suo stemma un leone rampante sopra il pedale di una pianta di sughero. In quanto alla storia di Suvereto, le sue memorie risalgono al secolo X. Fino dal secolo XIII, sebbene fosse feudo de’ conti Aldobrandeschi, era costituito in comunità con statuti, uffiziali e consiglieri proprj, oltre la facoltà di eleggersi annualmente un podestà”.

Così il Repetti nel suo Dizionario ci presenta Suvereto uno dei borghi murati della Maremma livornese. Le sue origini si fanno risalire al X secolo quando sulla sommità del colle, su cui oggi si elevano i ruderi della Rocca, sorgeva un villaggio di capanne.   …     Continua a leggere       In val di Cornia: Suvereto 

Grosseto, capitale della Maremma: Storia e geografia di una città munita

di Salvina Pizzuoli

La pianura di Grosseto e la foce dell’Ombrone (sec. XVII)

Quella che oggi conosciamo come la fertile piana dove sorge la città di Grosseto ha subito nel corso dei secoli varie e profonde trasformazioni geografiche e di conseguenza storiche: la geografia di un territorio segna e detta le sue leggi modellando e modificando non solo gli ambienti naturali ma influenzandone gli avvenimenti e, in alcuni casi, decretando la disfatta o la nascita di insediamenti umani o alterne vicende legate ora all’una ora all’altra. È questo il caso di Grosseto. … Continua

Il porto di Torre Trappola a bocca d’Ombrone

di Alessandro Ferrini

Ubicazione geografica di Torre Trappola (XVII sec.)

Sulla foce dell’Ombrone, l’Umbro Flumen dei latini, esisteva un approdo già in epoca romana come attestano nel I secolo a.C. Plinio il Vecchio e Livio che lo definisce Navigiorum capax e lo stesso Rutilio Namaziano nel De reditu suo, il suo diario di bordo scritto in versi che riporta il suo viaggio per mare dalla foce del Tevere fino alla Gallia intorno al 415 d.C.

“Tangimus Umbronem; non est ignobile flumen,

quod tuto trepidas excipit ore rates:

Tam facilis pronis semper patet alveus undis,

in pontum quotiens saeva procella ruit.”

(De reditu suo vv. 337-340)

(Tocchiamo l’Ombrone;  non è un fiume da poco,/perché con sicura bocca accoglie le navi in pericolo:/ sempre di facile accesso il suo letto si apre alle acque correnti,/ogni volta che una furiosa tempesta si abbatte sul mare)

All’epoca il fiume sfociava in mare poco oltre l’Aurelia, ancor prima del luogo dove poi sorse la torre, ed era navigabile per un buon tratto; presso la sua foce esisteva il cosiddetto Porto Lauretano, o Loretano.   …  continua a leggere    Il porto di Torre Trappola a bocca d’Ombrone

Visita al Museo Archeologico di Grosseto: archeologia della Maremma

Sezione Terza

di Salvina Pizzuoli

Il Museo si compone di cinque Sezioni:

La prima raccoglie materiali eterogenei e provenienti da aree toscane diverse dalla Maremma e si compone di urne cinerarie etrusche e di età ellenistica che fanno bella mostra di sé nella sala d’ingresso al Museo.

La seconda: dedicata a Roselle dalla fondazione all’età moderna

La terza: dedicata all’Archeologia della Maremma dalla Preistoria alla tarda età antica

La quarta: Arte sacra della diocesi di Grosseto

La quinta relativa all’Archeologia medievale della Maremma e alla storia di Grosseto.

Proseguiamo la nostra visita dedicandola alla sezione che illustra l’archeologia della Maremma dalla Preistoria alla tarda età antica: dalla sala 13 alla sala 23.