di Salvina Pizzuoli

La Rocca di Castiglione della Pescaia

Tra le diverse rocche e torri e forti sorti nel tempo lungo il litorale toscano a difesa e a scopo di avvistamento, quella di Castiglione della Pescaia è sicuramente tra le più imponenti con i suoi torrioni quadrati  e la lunga cinta muraria, nonché meglio conservata.

Come scrive il Repetti non c’è menzione di Castiglione prima del IX secolo, anche se “la scoperta di alcuni cimeli e gli avanzi di un antico acquedotto rendano assai probabile l’esistenza costà sin dai tempi romani di un castello”. Tanto che alcuni studiosi ottocenteschi sono stati propensi a farlo corrispondere alla stazione ad Salebrum, citata negli itinerari romani. Non dimentichiamo infatti che un grande lago salato si apriva alla base del promontorio di Castiglione e si estendeva fino a Grosseto e Roselle, da una parte, e Vetulonia dall’altra, un lago chiamato dai Romani Prile, in età moderna conosciuto come Lago di Castiglione,  al quale si accedeva attraverso il suo  porto canale che svolgeva un ruolo importante per i traffici verso l’interno  e verso l’esterno.  L’area fu pertanto densamente popolata sin dal periodo romano e ambita anche nelle epoche successive per la particolare e favorevole posizione geografica.

Le originarie strutture edilizie e difensive, rimaneggiate nel tempo,  risalgono al X secolo periodo in cui il territorio appartenne, con qualche interruzione fino al XIII,  ai territori della Repubblica di Pisa: Furono  ristrutturate nel corso del tempo durante le diverse dominazioni: nel XII secolo quando furono costruite anche le torri di Cala Galera e la torre delle Rocchette; nel 1447 quando Alfonso d’Aragona re di Napoli, dopo aver occupato Castiglione con qualche giorno d’assedio, ne fece rafforzare la Rocca; nel 1460 lo stesso re consegnò Castiglione e l’isola del Giglio al legato di papa Pio II che ne fece omaggio al nipote Antonio Piccolomini e da quest’ultimo ceduto al fratello Andrea e ai suoi discendenti fino al contratto siglato con i Medici (1558) cui fu ceduto “per 30000 lire”, come scrive il Repetti nel suo Dizionario,   insieme all’Isola del Giglio.

La Rocca di Castiglioni (Pietro Conti 1793)

Così, intorno alla fine del XVI secolo,  la Rocca di Castiglione, a struttura triangolare con ai lati le torri quadrate di Santa Barbara e della Sentinella e tra le due all’interno l’antico mastio pisano, era difesa da una cinta muraria con terrapieno e rafforzata da undici torrioni all’interno della quale sorgevano i quartieri del presidio militare.

Oltre a presidiare la costa e a difenderla da eventuali incursioni saracene, la rocca di Castiglione proteggerà a partire dalla fine del XVI secolo il porto, costruito intorno al 1590 e successivamente, nei primi del XVII secolo,  bonificato con lavori di scavo e dragaggio fino ad assumere il ruolo di importante scalo di merci e base ricovero per navigli in transito.

Castiglione della Pescaia (anonimo metà XVII secolo)
Castiglione della Pescaia, il castello e il porto (Giovanni Franchi primi XVIII secolo)

Oggi il visitatore resta incantato dalla bellezza del paesaggio che dalla rocca si apre davanti ai suoi occhi salendo in cima al poggio Petriccio: a destra le insenature naturali tra i promontori di Punta Capezzolo e delle Rocchette, a sinistra la lunga spiaggia prospiciente la pineta del Tombolo alle cui spalle si apre la distesa degli acquitrini di Diaccia Botrona, quanto rimane dell’antico lago Prile e quindi le Paduline con antichi resti di età romana, lungo la riva destra del fiume Bruna.

Punta Capezzolo e il promontorio delle Rocchette
Diaccia Botrona e la Casa Rossa Ximenes
Una torre della cerchia muraria trasformato in campanile della chiesa di San Giovanni Battista

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