da Francesco Niccolai, “Guida del Mugello e della Val di Sieve”, 1914

La toponomastica dell’Appennino dà ragione della configurazione varia della montagna. Le elevazioni della dorsale hanno varia designazione che accenna a una conformazione diversa; cosicché la massa compresa fra due abbassamenti successivi della linea di vetta è denominata monte se si eleva con fianchi o dorsi assai ripidi, poggio se ha declivi facili e pianeggia su la vetta, giogo (dal lat. jugum) se si distende ampia longitudinalmente, verruca se si affianca su di una costale scabra. Si denomina colla invece di varco se appare come una semplice intaccatura della catena tra i due versanti, un valico più lungo e disteso tracciato nella depressione di due catene pur nella sommità del displuvio. Più volte ricorre la designazione di apparita per denotare una breve spianata donde si scopre, salendo una costa, la vicinanza del monte, come l’ Apparita di M. Prato al Conte, l’ Apparita di M. Castel Guerrino, etc. Molte sono le Maestà ossia vette di poggi dalle quali la vista si allarga d’ ogni intorno, come la Maestà di Tizzano, la Maestà sotto Poggio Erbolini (San Godenzo) etc.
Dell’ importanza dei luoghi pianeggianti alpestri e delle zone prative che si addossano alla montagna ove si distendono a formare gli alti pascoli danno ragione le denominazioni frequenti implicanti una nozione di pianura, come Poggio dei Prati, Pian del Monte, Monte Prato al Conte, Pian di Cerro, Campisano (Cornocchio ), Pianacci (Fosso Rampolli), M. Praione, Piandolce, Campiglioni, Poggio Piano (San Godenzo). Né meno numerosa è la serie dei luoghi che si denominano variamente dalla ricchezza di acque sorgive, come Fonte (sotto Panna), Acquabona (sotto M. Pratone), Fonte Coperchiata (sopra le case di Villore), il Bottino, Monte a Onda (montagna di San Godenzo), Cento Fonti (ibid.), Sorgente, Fonte del Borbotto (sotto M. Acuto), M. Fonte Fresca (T. Rufina-T. Moscia) e lo stesso paese di Londa (ant. Monte all’ Onda).
Altre volte il nome ai più alti casali è porto da una specie di vallone incavato nel fianco della montagna, come Vallepera (Cornocchio), Valdiciolo (Farfereto-Elsa) etc.
Ma la categoria più numerosa di nomi rimane quella che si attiene a piantagioni di alberi un giorno dominanti in determinate zone, essendo sovrammodo frequenti le denominazioni come lstieio, Cerreto, Fostia, Ontaneta, Farneio, Uliveta, S. Maria a Olmi (ad Ulmos) etc.
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