Ripercorriamo oggi il tracciato dell’antica strada romana Flaminia

Proponiamo cinque itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Flaminia da Roma a Rimini raccontati dal prof. Giovanni Caselli

Tracciato della via Flaminia
Tracciato della via Flaminia

La via Flaminia dal Foro romano a Malborghetto (primo itinerario)

La via Flaminia da Malborghetto a Civita Castellana (secondo itinerario)

La via Flaminia da Civita Castellana a Carsulae (terzo itinerario)

La via Flaminia da Carsulae a Foligno (quarto itinerario)

La via Flaminia da Foligno a Rimini (quinto itinerario)

“Guida manuale di Firenze e de’ suoi contorni”

di Salvina Pizzuoli            

Copertina della Guida Pineider
Copertina della Guida Pineider

Il titolo è Guida manuale di Firenze e de’ suoi contorni, l’editore ha un nome noto, Francesco Pineider, l’anno di edizione è il 1906, il costo 1 lira. All’interno, su carta patinata e colorata, alcune pubblicità di esercenti privati colpiscono per l’uso dei termini come   Lung’Arno,  ancora  apostrofato o per l’indicazione, solo in poche, del numero di telefono composto spesso di sole tre o quattro cifre.

continua a leggere   Firenze in una guida Pineider del 1906

Ripercorriamo oggi il tracciato dell’antica strada romana Clodia

Proponiamo tre itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Clodia raccontati dal prof. Giovanni Caselli

Percorso della via Clodia (in fucsia)

La via Clodia: da Roma a Veio

La via Clodia: da Veio a Roselle

La via Clodia in Maremma.

Puntone di Scarlino

Puntone di Scarlino

Il Puntone di Scarlino si trova presso la foce del canale detto Fiumara del Puntone, dove è stato costruito recentemente un porto turistico, posta all’estremità di levante del Golfo di Follonica.

Nel canale della Fiumara confluiscono le acque del Canale Allacciante delle Acque Alte (prosecuzione verso il mare del torrente Rigiolato) di alcuni fossi creati per la bonifica della piana di Scarlino e dell’emissario dell’ex cassa di colmata, che raccoglie le acque del fiume Pecora.    …  continua a leggere  Porti e approdi di Toscana: Puntone di Scarlino

La battaglia di Campaldino

di Alessandro Ferrini

11 giugno 1289

Io fui di Montefeltro, io son Bonconte;

La battaglia di Campaldino è più volte ricordata direttamente o indirettamente da Dante nella Divina Commedia, battaglia alla quale lo stesso poeta partecipò fra le fila dei cavalieri fiorentini. A questo proposito è bene ricordare che in epoca medievale i cittadini erano chiamati alle armi in caso di guerra e dovevano equipaggiarsi a proprie spese. I meno abbienti andavano a piedi armati con picche o balestre e difesi dai palvesi, grandi scudi di legno su cui erano dipinte le insegne cittadine. I nobili e i più abbienti potevano permettersi di acquistare un cavallo e facevano parte della cavalleria i cui reparti erano spesso determinanti per l’esito della battaglia. Tuttavia procurarsi un cavallo e le armi adeguate di offesa e di difesa rappresentava un costo assai oneroso, Basti pensare che, secondo alcune stime, solo un cavallo da battaglia, robusto e ben addestrato, equivaleva al valore di una dozzina di mucche o al salario di quaranta anni di lavoro di un bracciante. … continua a leggere 11 giugno 1289, la battaglia di Campaldino

Visita al Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia

di Salvina Pizzuoli

Tarquinia. "Cavalli alati" scultura etrusca in terracotta, datata 400-390 a.C. Rinvenuta nel 1938 durante gli scavi di Pietro Romanelli

L’ambito urbano, la sua storia, i suoi monumenti, gli antichi reperti, il paesaggio, la cucina ricca dei prodotti locali, il clima, tutto affascina in questo territorio dove natura e creatività si armonizzano continuando una tradizione lontana legata al popolo raffinato e culturalmente avanzato che furono gli Etruschi.
L’antica Tarchuna (o Tarchna), fondata da Tarconte, eroe etrusco fratello o discendente di Tirreno, secondo la leggenda, sorgeva nell’area dell’odierno Piano di Civita, sul cucuzzolo difeso naturalmente da tre lati da scarpate naturali. Non lontana dal mare, intratteneva rapporti commerciali con il mondo greco e orientale al porto di Gravisca. … continua a leggere A Tarquinia il Museo Archeologico Nazionale

 

Il passaggio del Ganducato di Toscana dai Medici ai Lorena

La modernizzazione della Toscana

Carta del Granducato di Toscana con le principali strade (1843)
Carta del Granducato con le principali strade (1843)

I tentativi di Cosimo III dei Medici di assicurare la discendenza alla figlia Anna Maria Luisa, elettrice palatina, non ebbero successo e dopo il poco lusinghiero governo di Giangastone (1723-1737), il governo della Toscana passò alla famiglia dei Lorena. Ramo cadetto degli Asburgo d’Austra, secondo quanto deciso nella pace di Vienna che pose fine alle guerre di Successione.

Così il Repetti descrive le condizioni della Toscana all’arrivo dei Lorena: Abusi moltissimi nella pubblica amministrazione; leggi civili improvvide, intricate, parziali; contese perpetue di giurisdizione; procedura dispendiosa; ingiusti giudizj; pene eccessive e crudeli nel sistema criminale; poca sicurezza personale; asili sacri pieni di malfattori; commercio mal favorito; agricoltura in abbandono; possessioni mal ripartite; fidecommissi inceppati; patrimonio ecclesiastico troppo vasto e troppo immune; una caterva di feudatarj; da ogni parte bandite signoriali e comunitative; coloni troppo poveri; dogane intermedie ad ogni passo; dazj onerosissimi, e un debito pubblico di circa 65 milioni di lire toscane

… continua a leggere Dal granducato dei Medici a quello dei Lorena

Firenze, i Medici e il Rinascimento dal mito alla realtà (parte seconda)

di Giovanni Caselli

Campagna toscana - La cavalcata dei Magi, particolare (Benozzo Gozzoli 1459)
Campagna toscana – La cavalcata dei Magi, particolare (Benozzo Gozzoli 1459)

Dopo la peste nera del 1348 e durante la sue continue recrudescenze degli anni successivi, si ebbe una notevole espansione della pastorizia e le transumanze divennero indispensabili, quindi organizzate da apposite leggi che regolavano i movimenti degli animali, stabilivano quali dovessero essere le strade di transito ed i metodi per l’assegnazione dei pascoli. Siena si accaparrò l’esclusiva dei pascoli di Maremma creando una istituzione che durante il XV secolo divenne il Monte dei Paschi di Siena, mentre i pascoli montani che originariamente erano nelle mani delle varie aristocrazie comitali passarono gradualmente nelle mani di Firenze, Arezzo e Pistoia o dei monaci camaldolesi. … continua a leggere      Il Rinascimento fiorentino e l’era dei Medici dal mito alla realtà (parte seconda)

Francesco Datini imprenditore di Prato

Libri e Lasagne: L’Influenza di Datini nel Commercio

di Salvina Pizzuoli

Francesco Datini
Francesco Datini

Nella vita di tutti noi accadono quelle che chiamiamo coincidenze o casualità, nel bene e nel male; ma quando è buona, la coincidenza è come l’incontro con un amico che non ti aspettavi proprio di rivedere, e beh, è particolarmente gradita.

In questo caso è tutto merito, indirettamente, della ricerca e della documentazione su Francesco di Marco Datini e i suoi traffici commerciali da imprenditore ante litteram, cioè dalla materia prima al prodotto finito ed alla sua distribuzione nei paesi del nord europeo e su tutto il Mediterraneo e, sotto casa, dal porto di Pisa a quelli di Prato e Firenze. Non dimentichiamo che con il nostro protagonista siamo alla fine del  XIV secolo.

Ma cosa c’entra Datini con i libri, con le lasagne e con la coincidenza?    …   continua a leggere    Libri, lasagne… e Francesco Datini

I conti Guidi e il Casentino(3)

Pubblichiamo a puntate la storia di Poppi a cura di Giovanni Caselli

La cinta muraria di Poppi, che racchiude i colli del Castello e quello della Badia collegati dal crinale, fu edificata negli anni 1260, quasi tutta sui resti delle mura etrusche delle quali sopravvivono enormi monoliti in vari punti. Sul crinale collegante le due sommità si sviluppa fin dall’epoca della città etrusca, la via principale: il “Borgo della Badia”. La cinta aveva cinque porte che collegavano il castello alla viabilità di crinale e di fondovalle. Dalla Porta della Badia, a nord, si scendeva al ponte sull’Arno per la via della “Costa”. Dalla Porta a Porrena ad ovest, si accedeva all’antica strada romana per Strumi e Filetto. A sud si trovava la Porta a Fronzola mediante la quale si poteva continuare a percorrere la strada romana per Buiano oppure continuare il crinale del contrafforte del Pratomagno al quale Poppi appartiene, per raggiungere Fronzola, Quota, tutti i centri della montagna inclusi i pascoli. … continua a leggere Poppi e il Casentino dei Guidi (3)