Libri, lasagne… e Francesco Datini

di Salvina Pizzuoli

Francesco Datini

Nella vita di tutti noi accadono quelle che chiamiamo coincidenze o casualità, nel bene e nel male; ma quando è buona, la coincidenza è come l’incontro con un amico che non ti aspettavi proprio di rivedere, e beh, è particolarmente gradita.

In questo caso è tutto merito, indirettamente, della ricerca e della documentazione su Francesco di Marco Datini e i suoi traffici commerciali da imprenditore ante litteram, cioè dalla materia prima al prodotto finito ed alla sua distribuzione nei paesi del nord europeo e su tutto il Mediterraneo e, sotto casa, dal porto di Pisa a quelli di Prato e Firenze. Non dimentichiamo che con il nostro protagonista siamo alla fine del  XIV secolo.

Ma cosa c’entra Datini con i libri, con le lasagne e con la coincidenza?    …   continua a leggere    Libri, lasagne… e Francesco Datini

La Ginestrata, corroborante e afrodisiaca

Chi conosce la Ginestrata?

Pochi in Toscana la rammentano o ne fanno uso. Un tempo, nelle colline del Chianti senese, era molto diffusa, oggi molto meno, forse perché ricca di ingredienti troppo ricostituenti.

Ma vediamo un po’ più da vicino di cosa si tratta e le sue lontane origini.

E cominciamo subito dal nome che si lega per il suo colore al giallo dei fiori di ginestra, ma era conosciuta anche come Cinestrata.

Le prime apparizioni si perdono nel Mediterraneo: è presente in un ricettario catalanio già dal Trecento e, un secolo dopo, compare nei libri di Messisbugo.    … continua a leggere    La Ginestrata, corroborante e afrodisiaca

Castel di Pietra nella Maremma grossetana

Siamo nei pressi di Gavorrano, lungo la valle del fiume Bruna che in tempi lontani sfociava in quel lago salmastro detto Prile dai Romani, conosciuto poi come il Lago di Castiglione.

Castel di Pietra lega il suo nome alla leggenda della Pia, quella Pia de’ Tolomei che Dante immortalò nei versi della sua Commedia. In realtà ha rivestito un ruolo chiave nell’economia medievale del territorio della valle del Bruna, controllando, come è avvenuto per altri castelli nella vicina Val d’Ombrone, i giacimenti minerari delle colline limitrofe da cui si estraevano piombo e argento ma anche ferro. A questo controllo si affiancava quello lungo la via del sale.    … continua a leggere    Castel di Pietra nella Maremma grossetana

Porti e approdi di Toscana: Puntone di Scarlino

Il Puntone di Scarlino si trova presso la foce del canale detto Fiumara del Puntone, dove è stato costruito recentemente un porto turistico, posta all’estremità di levante del Golfo di Follonica.

Nel canale della Fiumara confluiscono le acque del Canale Allacciante delle Acque Alte (prosecuzione verso il mare del torrente Rigiolato) di alcuni fossi creati per la bonifica della piana di Scarlino e dell’emissario dell’ex cassa di colmata, che raccoglie le acque del fiume Pecora.    …  continua a leggere  Porti e approdi di Toscana: Puntone di Scarlino

Il Poeta e i banditi

di Federica Zani

Ludovico Ariosto in un ritratto di Tiziano

Questa è una fossa, ove abito, profonda,

donde non muovo piè senza salire

del silvoso Apennin la fiera sponda.

Satira IV – vv. 142-44

Se l’accenno alla valle e ai boschi dell’Appennino non bastano a capire di che luogo si parli, aggiungiamo anche il nome dell’autore dei versi: Ludovico Ariosto. Il lettore accorto a questo punto avrà già indovinato cosa sia la fossa descritta dal poeta: è la Garfagnana, che il celebre autore dell’Orlando Furioso governò fra il 1522 e il 1525. In quegli anni la regione, dopo una rivolta contro il governo fiorentino, era tornata sotto il dominio della famiglia d’Este. Al duca Alfonso serviva un nuovo commissario da inviare, e la scelta ricadde proprio su Ariosto che era in difficoltà finanziarie e cercava un incarico lucrativo. Quello di governatore della Garfagnana certamente lo era, ma non mancavano le insidie.    …  continua a leggere    Il Poeta e i banditi

I “porti fluviali” di Grosseto

La pianura di Grosseto e la foce dell’Ombrone (sec. XVII)

Nonostante la relativa lontananza dalla costa la città di Grosseto ha avuto nei secoli passati uno sbocco al mare. La fortezza di Grosseto sorse poco prima dell’anno 1000 dopo che Roselle (distante circa 8 km) venne distrutta dai saraceni nel 935. Inizialmente feudo degli Aldobrandeschi passò poi al comune di Siena nel 1336. Venuta in mano ai Medici dopo l’occupazione dei territori di Siena nel XVI secolo, Grosseto assunse notevole importanza come baluardo difensivo, fu migliorata la strada che univa la fortezza a Siena e furono intrapresi lavori di bonifica del territorio.

Nella seconda metà del secolo XVIII i Lorena potenziarono i lavori di bonifica e intrapresero importanti opere idrauliche sul fiume Ombrone. Già agli inizi del XVII secolo la fortezza di Grosseto era collegata al mare mediante una via d’acqua, detta “Fosso Navigante”, la quale, partendo dalla steccaia del Berrettino sul fiume Ombrone a S-E della fortezza, si manteneva sul bordo meridionale del grande padule di Castiglione della Pescaia fino a giungere all’ omonimo porto-canale.     …   continua a leggere     I “porti fluviali” di Grosseto

 

Porto d’Alma o porto Civette

Torre Civette e foce del torrente Alma

Pian d’Alma è oggi una frazione situata in prossimità della foce del torrente Alma, celebre per il bel mare e per la vicinanza a spiagge famose come Cala Violina e Cala Martina. Ma un tempo fu celebre anche per il suo porto, Alma Positio in epoca romana e Scalo di Alma nel medioevo, situato sul litorale sotto la Torre Civette presso la foce dell’omonimo emissario dello stagno di Alma, un tempo assai più vasto dell’attuale padule e sicuramente accessibile dal mare.    …  continua a leggere    Porto d’Alma o porto Civette

Buti, sul Monte Pisano

Buti, da Buiti Castrum, deriva il suo nome o dal latino bucita, pascolo di buoi, o dal nome del triunviro Fabio Buteo che via aveva acquistato dei terreni. È situato lungo le pendici orientali del Monte Pisano in un vallone scavato dalle acque rumorose del torrente Rio Magno che, con le sue piene, vi ha spesso causato danni notevoli. Se ne hanno notizie documentate sin dall’ XI secolo quando vi presero dominio i vescovi di Pisa: il territorio era tutelato da un ampio sistema difensivo costituito da ben otto fortificazioni di cui, in alcuni casi, restano pochi ruderi. Nel corso del XIII secolo varie lotte acerrime tra la fazione guelfa e ghibellina, tra Lucca Pisa e Firenze, portarono più volte alla distruzione del paese e alla sua ricostruzione: dopo la sconfitta subita dalla flotta della Repubblica alla Meloria, legato alle sorti di Pisa, ne subì insieme a lei il tracollo quando agli inizi del XVI secolo la città passò definitivamente sotto il dominio di Firenze ed anche i castelli del contado seguirono la sua caduta. Furono i lavori di ripristino, di quel disordine idraulico che aveva caratterizzato le valli fluviali e le acque superficiali in genere che fluivano nella zona senza arginature, voluti da Cosimo I con la deviazione del corso dell’Arno e il risanamento delle paludi con la canalizzazione dei fossi e il drenaggio della piana, a portare nuova popolazione in quel contado abbandonato a causa delle lunghe lotte: rifiorì così l’agricoltura con la coltivazione degli olivi, che ancora oggi caratterizzano fortemente i crinali così fitti da sembrare boschi, e dei castagni con la nascita parallela di un artigianato legato alla costruzione di ceste.    …   continua a leggere    Buti, sul Monte Pisano

Immagini di Firenze: dall’età Romana all’Ottocento

Piazza della Signoria

dalla galleria immagini:

Firenze antica nelle cartoline di Corinto Corinti – Epoca Romana

Nelle cartoline di Corinto Corinti: Firenze medievale (prima parte)

Nelle cartoline di Corinto Corinti: Firenze medievale (seconda parte)

Corinto Corinti: via Calimala, la via dei pannilani

Immagini di Firenze capitale

Firenze nei pittori della prima metà dell’Ottocento

Firenze nei pittori della seconda metà dell’Ottocento

Firenze nelle opere pittoriche degli autori di tutti i tempi (XVI-XVII secolo)

Firenze nelle opere pittoriche degli autori di tutti i tempi (XIV-XV secolo

Firenze nei pittori

Firenze settecentesca nelle “vedute” di Giuseppe Zocchi

Giuseppe Zocchi: “vedute” nei dintorni di Firenze