I “porti fluviali” di Grosseto


La pianura di Grosseto e la foce dell’Ombrone (sec. XVII)

Nonostante la relativa lontananza dalla costa la città di Grosseto ha avuto nei secoli passati uno sbocco al mare. La fortezza di Grosseto sorse poco prima dell’anno 1000 dopo che Roselle (distante circa 8 km) venne distrutta dai saraceni nel 935. Inizialmente feudo degli Aldobrandeschi passò poi al comune di Siena nel 1336. Venuta in mano ai Medici dopo l’occupazione dei territori di Siena nel XVI secolo, Grosseto assunse notevole importanza come baluardo difensivo, fu migliorata la strada che univa la fortezza a Siena e furono intrapresi lavori di bonifica del territorio.

Nella seconda metà del secolo XVIII i Lorena potenziarono i lavori di bonifica e intrapresero importanti opere idrauliche sul fiume Ombrone. Già agli inizi del XVII secolo la fortezza di Grosseto era collegata al mare mediante una via d’acqua, detta “Fosso Navigante”, la quale, partendo dalla steccaia del Berrettino sul fiume Ombrone a S-E della fortezza, si manteneva sul bordo meridionale del grande padule di Castiglione della Pescaia fino a giungere all’ omonimo porto-canale.     …   continua a leggere     I “porti fluviali” di Grosseto

 

Porto d’Alma o porto Civette


Torre Civette e foce del torrente Alma

Pian d’Alma è oggi una frazione situata in prossimità della foce del torrente Alma, celebre per il bel mare e per la vicinanza a spiagge famose come Cala Violina e Cala Martina. Ma un tempo fu celebre anche per il suo porto, Alma Positio in epoca romana e Scalo di Alma nel medioevo, situato sul litorale sotto la Torre Civette presso la foce dell’omonimo emissario dello stagno di Alma, un tempo assai più vasto dell’attuale padule e sicuramente accessibile dal mare.    …  continua a leggere    Porto d’Alma o porto Civette

Buti, sul Monte Pisano


Buti, da Buiti Castrum, deriva il suo nome o dal latino bucita, pascolo di buoi, o dal nome del triunviro Fabio Buteo che via aveva acquistato dei terreni. È situato lungo le pendici orientali del Monte Pisano in un vallone scavato dalle acque rumorose del torrente Rio Magno che, con le sue piene, vi ha spesso causato danni notevoli. Se ne hanno notizie documentate sin dall’ XI secolo quando vi presero dominio i vescovi di Pisa: il territorio era tutelato da un ampio sistema difensivo costituito da ben otto fortificazioni di cui, in alcuni casi, restano pochi ruderi. Nel corso del XIII secolo varie lotte acerrime tra la fazione guelfa e ghibellina, tra Lucca Pisa e Firenze, portarono più volte alla distruzione del paese e alla sua ricostruzione: dopo la sconfitta subita dalla flotta della Repubblica alla Meloria, legato alle sorti di Pisa, ne subì insieme a lei il tracollo quando agli inizi del XVI secolo la città passò definitivamente sotto il dominio di Firenze ed anche i castelli del contado seguirono la sua caduta. Furono i lavori di ripristino, di quel disordine idraulico che aveva caratterizzato le valli fluviali e le acque superficiali in genere che fluivano nella zona senza arginature, voluti da Cosimo I con la deviazione del corso dell’Arno e il risanamento delle paludi con la canalizzazione dei fossi e il drenaggio della piana, a portare nuova popolazione in quel contado abbandonato a causa delle lunghe lotte: rifiorì così l’agricoltura con la coltivazione degli olivi, che ancora oggi caratterizzano fortemente i crinali così fitti da sembrare boschi, e dei castagni con la nascita parallela di un artigianato legato alla costruzione di ceste.    …   continua a leggere    Buti, sul Monte Pisano

Immagini di Firenze: dall’età Romana all’Ottocento


Piazza della Signoria

dalla galleria immagini:

Firenze antica nelle cartoline di Corinto Corinti – Epoca Romana

Nelle cartoline di Corinto Corinti: Firenze medievale (prima parte)

Nelle cartoline di Corinto Corinti: Firenze medievale (seconda parte)

Corinto Corinti: via Calimala, la via dei pannilani

Immagini di Firenze capitale

Firenze nei pittori della prima metà dell’Ottocento

Firenze nei pittori della seconda metà dell’Ottocento

Firenze nelle opere pittoriche degli autori di tutti i tempi (XVI-XVII secolo)

Firenze nelle opere pittoriche degli autori di tutti i tempi (XIV-XV secolo

Firenze nei pittori

Firenze settecentesca nelle “vedute” di Giuseppe Zocchi

Giuseppe Zocchi: “vedute” nei dintorni di Firenze

 

Il Pandiramerino: simbologie e leggende di un antico pandolce


pandiramerino

Un dolce antichissimo la cui origine si lega a Firenze e al Giovedì Santo. I suoi ingredienti lo qualificano come dolce povero, ma carico di un linguaggio primitivo e simbolico: farina di grano, olio, rosmarino, uva secca o zibibbo. Per questo ben si sposa con le celebrazioni pasquali che conservano, trasmutati nel Cristianesimo, elementi emblematici pagani legati all’alimentazione delle genti del lontano passato, Egiziani, Greci, Romani. Il pane insieme all’olio e al vino hanno assunto nel tempo forti valenze rituali tanto da rappresentare ancora oggi segno e simbolo di alcune celebrazioni: in Toscana, ad esempio, “il pane co’ santi” per la festa di Ognissanti, la panina gialla o di Pasqua di Arezzo e il nostro protagonista, il Pandiramerino, il cui nominativo ha una lunga storia tutta da conoscere.  …  continua a leggere    Il Pandiramerino: simbologie e leggende di un antico pandolce

Leggende, aneddoti, proverbi e personaggi


Proverbi toscani sull’amore  di Giuseppe Giusti

Aneddoti su fatti e personaggi

Lorenzino de’ Medici detto Lorenzaccio

La leggenda della bella Marsilia

Bozzetti toscani di Renato Fucini

“Regole varie per la condotta pratica della vita”

Toscana terra di acque tormentose, tracimanti e mitologiche: Ambra e Ombrone

C’è un ponte in Garfagnana

Luoghi d’ispirazione collodiani tra Firenze e Sesto

Cinque leggende toscane

La leggenda della Pia nelle ottave di due toscani dell’Ottocento

La “risciacquatura dei panni in Arno”: Manzoni a Firenze nell’estate del 1827

Lui, lei e l’altro: Verga a Firenze e la tormentata relazione con Giselda Fojanesi

La Berta e la condanna a morte di Cecco d’Ascoli

Maramaldo e Francesco Ferrucci

La leggenda della Rocca di Crevole

La leggenda di Margherita Marsili

A Capraia la leggenda di un cercatore di tesori

Il Sasso di San Zanobi e la sua leggenda

Storie storielle storiacce di casa Medici

Matrimoni e banchetti: le nozze di Maria de’ Medici

Castello della Pietra e la leggenda della Pia

Luni tra storia e leggende

La battaglia di Montaperti fra storia e leggende

Il Liberty a Firenze e in Toscana


In questi cinque anni tuttatoscana è cresciuta assommando un corposo numero di articoli totali. Il vecchio Indice quindi non risponde più alle esigenze di chi vorrebbe, scorrendolo, trovare, a seconda delle sezioni, l’articolo che lo interessa. Abbiamo pensato allora di crearne uno nuovo che, nelle varie sezioni, accorpi in modo più funzionale gli articoli relativi, per favorire una migliore fruizione al visitatore e al lettore eventuale.

Viareggio, particolare della decorazione del villino Flora

Toscana in Liberty”: Introduzione

Toscana in “Liberty”: Firenze capitale del nuovo stile 

Toscana in “Liberty”: i villini di Michelazzi e le realizzazioni di Coppedè a Firenze

Il Liberty lungo le coste toscane: Viareggio

Toscana in Liberty: i Chini

A Montevarchi: Villa Masini

Galleria di immagini: i “villini” di Michelazzi e le realizzazioni di Coppedè a Firenze

Galleria immagini: Viareggio in “Liberty”

 

Francigena


In questi cinque anni tuttatoscana è cresciuta assommando un corposo numero di articoli totali. Il vecchio Indice quindi non risponde più alle esigenze di chi vorrebbe, scorrendolo, trovare, a seconda delle sezioni, l’articolo che lo interessa. Abbiamo pensato allora di crearne uno nuovo che, nelle varie sezioni, accorpi in modo più funzionale gli articoli relativi, per favorire una migliore fruizione al visitatore e al lettore eventuale.

Percorso della Francigena in Toscana

 

Articoli presenti sulla rivista relativi alla Via Francigena in Toscana

Itinerario di Sigerico: il tracciato della via Francigena nella Toscana dell’anno 1000

Sigerico e “l’invenzione” della Francigena

Luoghi e paesaggi della via Francigena in Toscana

Capire il paesaggio della via Francigena in Toscana (prima parte)

Capire il paesaggio della via Francigena in Toscana (seconda parte)

Bagni termali lungo la via Francigena

Lungo la Francigena in Toscana: da Lucca a Luni

La via Francigena in Toscana: da San Miniato a San Gimignano

Lungo la Francigena in Toscana: da Siena a San Gimignano

Lungo la via Francigena: Staggia, Santa Maria a Talciona, San Pietro a Cedda, Abbadia Isola

La via Francigena in Toscana: da San Miniato a Lucca

Altopascio: un antico “ospitale” sulla via Francigena nel segno del Tau

La via Romea: una grande direttrice naturale

Da via Francigena a Strada Regia Romana

L’euforia delle strade antiche e del pellegrinaggio moderno: un po’ di chiarezza

Una variante della Francigena:

La Via del Volto Santo in 10 tappe – A piedi in Lunigiana e Garfagnana

La genesi del paesaggio classico (quarta parte)


Dalle fonti antiche e secondo l’osservazione dell’antropologo

Con particolare riguardo al paesaggio toscano

di Giovanni Caselli

Sorprenderà gli ignari sapere che il paesaggio dell’Italia classica era assai meno ricco di alberi e boschi di quanto lo sia oggi. Nelle aree più densamente abitate il paesaggio veniva letteralmente spogliato per trarne legna e carbone. Non vi era casa degna di questo nome senza un bagno (non l’eufemismo di oggi che significa ‘cesso’, ma un vero bagno), non vi era vicus privo di bagni pubblici, e questi erano riscaldati con enormi quantità di legna.

Naturalmente, nei luoghi meno accessibili e dai quali era difficile il trasporto della legna, le foreste erano estese e anche impenetrabili. Si pensi alla nota Selva Cimina, che sui monti Cimini costituì il confine naturale e un vero baluardo fra Roma e l’Etruria per secoli. Il Pinus picea, che cresce in montagna, era la conifera più comune per il largo uso che si faceva del suo legno. Anche il pino si piantava assieme al cipresso presso la porta di casa e presso i cimiteri in memoria dei morti; la sua resina era mischiata al franchincenso perché gli somigliava nell’odore e costava meno. La pece, di cui i Romani facevano largo uso, si otteneva da questo pino.   … continua a leggere   La genesi del paesaggio classico (quarta parte)

Palazzo Lavison oggi Palazzo del Leone


Palazzo Lavison in una vecchia cartolina

A Firenze in Piazza della Signoria c’è un palazzo, dalla mole imponente, conosciuto con varie denominazioni: Palazzo delle Assicurazioni Generali, Palazzo del Leone, sempre come richiamo alle Assicurazioni, Palazzo Lavison o anche, erroneamente, Lavisan o Lawyson.

Borbottoni, Piazza della Signoria prima che fossero abbattute la torre degli Infangati, la chiesa di santa Cecilia, la Loggia dei Pisani

In linea con il “nuovo decoro” della città che doveva diventare capitale, come sancito dalla Convenzione di Settembre del 1864 che prevedeva il trasferimento da Torino alla città toscana, molte antiche costruzioni furono abbattute e anche l’edificazione del nuovo palazzo comportò l’abbattimento, attorno al 1864, della torre degli Infangati, della Chiesa di Santa Cecilia e della Loggia dei Pisani, cosiddetta perché costruita dai prigionieri pisani nel 1364. Su progetto dell’architetto Giovanni Carlo Landi fu eretto nel 1871 in forme che richiamavano le strutture cinquecentesche dei palazzi delle maggiori famiglie fiorentine, con alcune varianti dettate dalle nuove esigenze e dai nuovi modelli costruttivi come la presenza di un quarto piano, rispetto ai tre, e un cornicione realizzato utilizzando la ghisa. Si imponeva sulla piazza con la bella facciata realizzata in pietra forte e il monumentale portone finemente intagliato e l’apertura di una serie di archi a caratterizzare il piano terreno da utilizzare come fondi per attività commerciali che furono inaugurate, nel 1872, dal caffè pasticceria Rivoire. Agli inizi del Novecento divenne proprietà delle Assicurazioni Generali di Venezia. Di recente è stato oggetto di risanamento conservativo: inaugurato nel 2012 con la nuova denominazione di Palazzo del Leone, è stato posto dal Gruppo Generali in locazione aziendale.

Ma perché ci soffermiamo su questa tipica espressione architettonica legata al periodo che vide Firenze capitale del Regno d’Italia?

In realtà il palazzo ha una collocazione importante in una delle piazze più famose nel mondo e anche perché incuriosiscono le sue diverse denominazioni e poi, c’è un altro interessante motivo:

c’è un discendente dell’antica famiglia dei Lavison, il signor Edoardo, che ancora cerca di scoprire il misterioso motivo dell’arrivo dei suoi antenati a Firenze e della costruzione del prestigioso palazzo dato che la loro storia li aveva portati a percorrere strade molto lontane dalla città, come lui stesso ha raccontato nelle pagine di tuttatoscana. Una pagina interessante della storia recente e documentata da una serie di momenti storici che il signor Edoardo Lavison ha messo gentilmente a disposizione nostra e dei nostri lettori:

La famiglia Lavison e il palazzo in Piazza della Signoria