Via Popilia: Rimini-Hatria

via Popilia

di Giovanni Caselli

Separandosi dalla Via Aemilia, poco oltre Ariminum, la Via Popilia costeggiava l’Adriatico seguendo lo stesso corso dell’attuale SS16. Oltre il Rubicone transitava sul ‘tombolo’ della laguna di Ravenna, fino a Classis e Ravenna. Ravenna era situata su una striscia di sabbia che separava la sua laguna che dall’altezza di Cesena giungeva fino alle Valli di Comacchio. Ravenna era, secondo la tradizione, una città degli Umbri, sorta su isole lagunari al margine meridionale dell’antico delta del Padus. La città iniziò la sua crescita in un modo forse analogo a quello della più giovane Venezia: i popoli della zona, Etruschi e Umbri dei centri rurali dell’attuale Romagna, devono aver cercato rifugio nelle capanne degli isolotti lagunari, fra i fitti canneti durante l’invasione gallica. … continua a leggere  Via Popilia: Rimini-Hatria

La ‘Gallia Cispadana’ di Strabone

Ovvero la descrizione fra realtà e leggenda del territorio della Gallia Cispadana in gran parte corrispondente all’odierna Emilia Romagna a sud del fiume Po.

Strabone fu un geografo e storico greco vissuto nel I° secolo a.C. autore della Geografia, monumentale opera descrittiva delle regioni europee e mediterranee.

Le popolazioni cispadane occupano tutta la regione circondata dagli Appennini e verso le Alpi fino a Genova e Sabata (Vada Sabatia).

La maggior parte di questo territorio era occupata dai Boii, dai Liguri, dai Senones e dai Gaezatae, ma da quando i Boii sono stati cacciati, e da quando i Senones e i Gaezatae sono stati eliminati, vi sono rimaste solo tribù liguri e colonie romane. I Romani, tuttavia, si sono mischiati con gli Ombrici e, in alcuni luoghi, coi Tirreni, siccome ambedue queste tribù, prima dell’espansione romana, erano in competizione fra loro per la supremazia e, siccome li divideva soltanto il corso del Tevere, potevano facilmente traversarlo e attaccarsi l’un l’altro. … continua a leggere  La ‘Gallia Cispadana’ di Strabone

“Ciana” e “indovinala grillo!” Parole in disuso e modi di dire

Copertina Le ragazze di San Frediano nella prima edizione Vallecchi

Le ragazze di San Frediano, di Vasco Pratolini, fu pubblicato per la prima volta nel 1949, in rivista; è ambientato a Firenze e precisamente, come recita il titolo, in San Frediano: i protagonisti, da buoni fiorentini, parlano all’uso di Toscana, vi troviamo quindi modi di dire, termini del toscano di ieri ancora riconosciuti oggi, ma poco usati. Nel dialogo tra Bob (Aldo, il bel dongiovanni del quartiere ) e Tosca: “Sei come il boccino, è bastato un colpo per farti cadere dentro la bilia… Vedi, senza il mio amore, bella come sei saresti diventata lo stesso una ciana, una sanfredianina uguale alle altre…”

Il termine ciána è in questo dialogo riconoscibile come fiorentinismo o comunque come termine … continua a leggere  “Ciana” e “indovinala grillo!” Parole in disuso e modi di dire

Località lungo la Via Aemilia: Rimini e Bologna

La via Emilia da Rimini a Piacenza

Ariminum, come diciamo altrove nel descrivere la Via Flaminia, era una città umbro-etrusca che cadde nelle mani dei Galli Senoni nel 400 a.C.. I Romani li vinsero nel 295 a.C. nella battaglia di Sentinum e li dispersero come gruppo etnico culturale dieci anni dopo.

Ariminum nasce come colonia di diritto latino nel 268 a.C. e subito gode dei benefici di essere il trivio più importante d’Italia: la Via Flaminia, la Via Aemilia e la Via Popilia facevano tutte capo alla città.    … continua a leggere  Località lungo la Via Aemilia: Rimini e Bologna

Libri, lasagne… e Francesco Datini

di Salvina Pizzuoli

Francesco Datini

Nella vita di tutti noi accadono quelle che chiamiamo coincidenze o casualità, nel bene e nel male; ma quando è buona, la coincidenza è come l’incontro con un amico che non ti aspettavi proprio di rivedere, e beh, è particolarmente gradita.

In questo caso è tutto merito, indirettamente, della ricerca e della documentazione su Francesco di Marco Datini e i suoi traffici commerciali da imprenditore ante litteram, cioè dalla materia prima al prodotto finito ed alla sua distribuzione nei paesi del nord europeo e su tutto il Mediterraneo e, sotto casa, dal porto di Pisa a quelli di Prato e Firenze. Non dimentichiamo che con il nostro protagonista siamo alla fine del  XIV secolo.

Ma cosa c’entra Datini con i libri, con le lasagne e con la coincidenza?    …   continua a leggere    Libri, lasagne… e Francesco Datini

La Ginestrata, corroborante e afrodisiaca

Chi conosce la Ginestrata?

Pochi in Toscana la rammentano o ne fanno uso. Un tempo, nelle colline del Chianti senese, era molto diffusa, oggi molto meno, forse perché ricca di ingredienti troppo ricostituenti.

Ma vediamo un po’ più da vicino di cosa si tratta e le sue lontane origini.

E cominciamo subito dal nome che si lega per il suo colore al giallo dei fiori di ginestra, ma era conosciuta anche come Cinestrata.

Le prime apparizioni si perdono nel Mediterraneo: è presente in un ricettario catalanio già dal Trecento e, un secolo dopo, compare nei libri di Messisbugo.    … continua a leggere    La Ginestrata, corroborante e afrodisiaca

Castel di Pietra nella Maremma grossetana

Siamo nei pressi di Gavorrano, lungo la valle del fiume Bruna che in tempi lontani sfociava in quel lago salmastro detto Prile dai Romani, conosciuto poi come il Lago di Castiglione.

Castel di Pietra lega il suo nome alla leggenda della Pia, quella Pia de’ Tolomei che Dante immortalò nei versi della sua Commedia. In realtà ha rivestito un ruolo chiave nell’economia medievale del territorio della valle del Bruna, controllando, come è avvenuto per altri castelli nella vicina Val d’Ombrone, i giacimenti minerari delle colline limitrofe da cui si estraevano piombo e argento ma anche ferro. A questo controllo si affiancava quello lungo la via del sale.    … continua a leggere    Castel di Pietra nella Maremma grossetana

Porti e approdi di Toscana: Puntone di Scarlino

Il Puntone di Scarlino si trova presso la foce del canale detto Fiumara del Puntone, dove è stato costruito recentemente un porto turistico, posta all’estremità di levante del Golfo di Follonica.

Nel canale della Fiumara confluiscono le acque del Canale Allacciante delle Acque Alte (prosecuzione verso il mare del torrente Rigiolato) di alcuni fossi creati per la bonifica della piana di Scarlino e dell’emissario dell’ex cassa di colmata, che raccoglie le acque del fiume Pecora.    …  continua a leggere  Porti e approdi di Toscana: Puntone di Scarlino