Il sasso del Regio: sensazionale scoperta archeologica in Casentino


Il reperto

Di Giovanni Caselli

L’incisione sul Sasso del Regio

Che a culti pagani si siano sovrapposti nel corso dei secoli culti cristiani è un fatto consolidato per quanto concerne molti luoghi sacri delle nostre campagne, trovarne l’evidenza tangibile è tuttavia sempre una sorpresa; quando poi emergono prove che residui del culto pagano palesemente perdurano evolvendosi a fianco del culto cristiano fino ai nostri giorni, la cosa diventa davvero interessante e degna di esame. Il “Sasso del Regio” scoperto di recente a Stia, in Casentino, … Continua

Fagioli all’uccelletto


Piatti tipici toscani, la loro storia e le loro ricette

Fagioli all’uccelletto

I fagioli sono un legume utilizzato in molti piatti della cucina Toscana. Non a caso anche una vecchia cantilena tramanda “Fiorentin mangia fagioli…”

E non solo si cucinano in vari modi, ma si coltivano anche di diverse qualità, come elenca Paolo Petroni nel suo libro sulla vera cucina Toscana:

“I fagioli in Toscana, con molte varietà note solo localmente, hanno sempre avuto un gran mercato anche se la parte del leone l’hanno sempre fatta i classici cannellini, tra i bianchi, e i fagioli “scritti” o borlotti, tra i rossi”.

E non manca di elencare le altre specie conosciute localmente con nomi propri della zona. … Continua

Era il 20 settembre del 1870


Ripubblichiamo con piacere, data la ricorrenza di oggi 20 settembre, l’articolo tratto da “Fatti e Fattacci al tempo di Firenze capitale”, dal titolo “Era settembre” che ripercorre date significative per Firenze prima e dopo essere divenuta la capitale del nuovo Regno d’Italia.

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La Scarpaccia, dolce o salata?


Gli zucchini col fiore ingrediente base della Scarpaccia e dolce e salata

Ecco un altro piatto tipico della cucina Toscana e più precisamente della Lucchesia: è la Scarpaccia.

Il suo nome è poco invitante, quell’accia finale di sicuro non la rende appetibile, ma basta assaggiarla per dimenticare il dispregiativo. Il suo etimo è poco indagato, ma nella zona d’origine, come ci raccontava Domenico Acconci nella pagina del Tirreno online, se ne danno due versioni: la prima sostiene che il nome sia legato al fatto di essere un piatto povero, quindi cosa di poco conto, come una scarpa vecchia; l’altra versione sostiene che il nome derivi dal fatto di essere schiacciata, sottile e crostata come la suola di una scarpa vecchia. In effetti la Scarpaccia si presenta anche spessa e consistente.

E allora? … continua

La Carabaccia


Piatti tipici di Toscana

Il nome non è stuzzicante, è vero, eppure questa zuppa fiorentina da molti viene ritenuta l’antesignana della più famosa soupe à l’oignon esportata in Francia dall’estrosa Caterina dei Medici che ne andava ghiotta. 

Anche l’etimo del suo nome lascia a desiderare per precisione o attendibilità. Cristoforo da Messisbugo nel suo “Libro novo nel qual si insegna a far d’ogni sorte di vivanda” pubblicato nel 1557 illustra le varie fasi di preparazione di una zuppa di cipolle e la chiama “carabazada” da cui Carabaccia. … Continua

Porto di Motrone di Versilia


Territorio e forte di Motrone (metà Settecento)

L’antico porto di Lucca

Nel 1957, durante lavori di sterramento effettuati in una proprietà privata sulla riva destra del fosso di Motrone, a poche centinaia di metri dalla foce furono rinvenuti i resti di un possente blocco murario di oltre un metro di spessore costituito da mattoni murati della lunghezza di alcuni metri con la presenza nella parte esterna, quella rivolta verso il mare, di blocchi di tufo di forma regolare. Ubicazione e struttura fecero subito ritenere che si trattasse di parte del medievale scalo fluviale di Motrone con l’annesso castello, … Continua

La Berta e la condanna a morte di Cecco d’Ascoli


di Jacopo Cioni  su florencecity

Percorrendo via de’ Cerretani all’angolo con via dei Vecchietti si trova una chiesa molto bella dal nome Santa Maria Maggiore. La chiesa Santa Maria Maggiore fa parte della prima cerchia antica di Firenze ed è quindi una delle chiese più antiche di Firenze, al suo interno riposa Brunetto Latini che fu maestro di Dante, (che Dante mise all’inferno).

Firenze Santa Maria Maggiore, Via de’ Cerretani angolo Via dei Vecchietti

La chiesa esisteva già in epoca longobarda, nell’VIII secolo, ed è già documentata nel 931, in quando un documento cita il vescovo Rambaldo quale affittuario di una terra e una casa ”prope ecclesiam Sancti Marie Majoris”, prima addirittura che venissero erette intorno alla città le mura del 1078, il cui tratto nord passava in corrispondenza di via de’ Cerretani.

Qua dovete cercare la “Berta”, sul fianco del muro della chiesa guardando verso l’alto. La Berta è una testa pietrificata che sembra fuoriesca dal muro. Effettivamente la posizione cosi alta, la parvenza che fuoriesca dal muro, e naturalmente le leggende che l’accompagnano la rendano estremamente particolare come statua. … Continua

Il Rinascimento fiorentino e l’era dei Medici dal mito alla realtà (parte seconda)


di Giovanni Caselli

Campagna toscana – La cavalcata dei Magi, particolare (Benozzo Gozzoli 1459)

Dopo la peste nera del 1348 e durante la sue continue recrudescenze degli anni successivi,
si ebbe una notevole espansione della pastorizia e le transumanze divennero indispensabili, quindi organizzate da apposite leggi che regolavano i movimenti degli animali, stabilivano quali dovessero essere le strade di transito ed i metodi per l’assegnazione dei pascoli. Siena si accaparrò l’esclusiva dei pascoli di Maremma creando una istituzione che durante il XV secolo divenne il Monte dei Paschi di Siena, mentre i pascoli montani che originariamente erano nelle mani delle varie aristocrazie comitali passarono gradualmente nelle mani di Firenze, Arezzo e Pistoia o dei monaci camaldolesi. … Continua

Le prime ferrovie in Toscana: strade ferrate al tempo del Granduca Leopoldo


 

Le ferrovie toscane al tempo di Leopoldo
Le ferrovie toscane al tempo di Leopoldo

La Leopolda: prima strada ferrata in Toscana

Strada ferrata Maria Antonia

Strada ferrata centrale toscana

I Lorena dettero grande impulso alla costruzione di infrastutture in Toscana, oltre alle ferrovie dettero impulso alla ricostruzione di strade e ai collegamenti fluviali.

Vedi articoli dedicati:

La navigazione fluviale nell’antica Toscana

Lungo antiche vie di Posta: da Firenze a Bologna

 

Strada ferrata centrale toscana


Le ferrovie del Granducato di Toscana

Tracciato della ferrovia Siena - Empoli
Tracciato della ferrovia Siena – Empoli

Mentre veniva inaugurata la prima tratta della Leopolda a Siena un gruppo di cittadini – mossi dal lodevole intento di collegare la loro città alla Strada Ferrata Leopolda mediante una ferrovia – incaricarono l’ing. Giuseppe Pianigiani di stendere il progetto per una linea ferroviaria che da Siena, per la valle dell’ Arbia, dello Stoggia e dell’EIsa, arrivasse all’Osteria Bianca, raccordandosi ad Empoli con la S.F. Leopolda. Nell’agosto del 1844 furono emesse azioni di lire venti ciascuna per raccogliere le quattromila lire necessarie a finanziare le spese del progetto. Costituita così la Società Strada Ferrata Centrale Toscana iniziavano i lavori per la nuova linea che venivano ultimati nel dicembre del 1849.

Il tronco era servito da due treni giornalieri, che impiegavano circa due ore per compiere l’intero percorso … Continua