Velocità di marcia sulle antiche strade

di Giovanni Caselli

Principali itinerari terrestri e rotte marittime in Europa alla fine del XIII secolo

Sembra che una guarnigione romana impiegasse un mese per raggiungere la Britannia dai confini dell’Impero del tempo di Augusto, anche se furono ben pochi i soldati romani stanziati in Inghilterra. Roma reclutò principalmente Galli e Germami, e persino Siriaci sia per l’invasione claudiana sia per i presidi, in epoca tarda gli imperatori impiegavano cavallerie sarmate per presidiare il Vallo. Nell’esperienza di chi scrive un mese di marcia risulta plausibile per raggiungere la Manica, ma in epoca romana come oggi, le strade erano in migliori condizioni di quelle calcate da Ceolfrid, Alcuin o Sigeric. … continua a leggere Velocità di marcia sulle antiche strade

Il Colle del Pionta ad Arezzo

di Giovanni Caselli

Giotto, il Colle del Pionta -particolare dell’affresco la Cacciata dei diavoli da Arezzo (Basilica superiore di Assisi)

Il Colle del Pionta, è un sito archeologico di epoca antica e medievale, conosciuto anche come “Duomo vecchio”, si trova pochi passi a sud-ovest del centro storico di Arezzo, adiacente all’Ospedale di San Donato ad un chilometro dall’attuale cattedrale; luogo di storia, fu nell’Alto Medioevo sede del centro del potere ecclesiastico e civile di Arezzo con i suoi vescovi-conti.

l suo nome deriva dal toponimo longobardo “biunda“, che significa “recinto”, non indica quindi una linea fortificata, bensì un luogo recintato riferito a terreni coltivati e allevamenti che includeva anche una vasta zona pianeggiante limitrofa al castrum vescovile (De Angelis d’Ossat). Successivamente il castrum prese il nome di “Domus” rimanendo il termine Pionta ad indicare solo le zone marginali pianeggianti. Non conosciamo il suo nome prima dell’epoca longobarda, ma certamente il Pionta ha origini antichissime, come attestano culti di acque salutari riconducibili a fonti medicamentose e miracolose di origine preistorica e documentati da ricerche antropologiche. In seguito allo sviluppo della città’, il colle divenne un cimitero come documentato dai numerosi reperti archeologici custoditi presso l′oratorio di Santo Stefano al Pionta.    … continua a leggere Il Colle del Pionta ad Arezzo                                                          

La Rocca di Castiglione della Pescaia e l’antico porto

di Salvina Pizzuoli

Castiglion della Pescaia (anonimo metà XVII secolo)

Tra le diverse rocche e torri e forti sorti nel tempo lungo il litorale toscano a difesa e a scopo di avvistamento, quella di Castiglione della Pescaia è sicuramente tra le più imponenti con i suoi torrioni quadrati  e la lunga cinta muraria, nonché meglio conservata.

Come scrive il Repetti non c’è menzione di Castiglione prima del IX secolo, anche se “la scoperta di alcuni cimeli e gli avanzi di un antico acquedotto rendano assai probabile l’esistenza costà sin dai tempi romani di un castello”. Tanto che alcuni studiosi ottocenteschi sono stati propensi a farlo corrispondere alla stazione ad Salebrum, citata negli itinerari romani. Non dimentichiamo infatti che un grande lago salato si apriva alla base del promontorio di Castiglione e si estendeva fino a Grosseto e Roselle, da una parte, e Vetulonia dall’altra, un lago chiamato dai Romani Prile, in età moderna conosciuto come Lago di Castiglione,  al quale si accedeva attraverso il suo  porto canale che svolgeva un ruolo importante per i traffici verso l’interno  e verso l’esterno.  L’area fu pertanto densamente popolata sin dal periodo romano e ambita anche nelle epoche successive per la particolare e favorevole posizione geografica. … continua a leggere La Rocca di Castiglione della Pescaia

Itinerari di oggi su antiche strade romane: via Flaminia

Proponiamo cinque itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Flaminia da Roma a Rimini raccontati dal prof. Giovanni Caselli

Percorso vi Flaminia

La via Flaminia dal Foro romano a Malborghetto (primo itinerario)

La via Flaminia da Malborghetto a Civita Castellana (secondo itinerario)

La via Flaminia da Civita Castellana a Carsulae (terzo itinerario)

La via Flaminia da Carsulae a Foligno (quarto itinerario)

La via Flaminia da Foligno a Rimini (quinto itinerario)

 

Magia e stregoneria nella Romagna toscana

di Giovanni Caselli

“Non solo ho trovato che tutti i nomi degli antichi dei etruschi sono ancora noti ai contadini della Romagna toscana, ma c’è di più, sono riuscito a provar ciò in maniera inconfutabile.”
Charles Godfrey Leland, l’americano che scoprì l’essenza della Romagna toscana.
Charles Godfrey Leland (1824-1903), esperto in religioni comparate e presidente della Gypsy-Lore Society, recuperò, sul finire dell’800, nella Romagna toscana, uno straordinario retaggio di elementi del paganesimo etrusco-romano, inspiegabilmente sopravvissuti nella tradizione popolare vivente.
Il fatto straordinario è che ciò non avvenne in regioni remote e marginali della nostra penisola, bensì nel cuore della campagna italiana più evoluta e ricca. E’ evidente, come appare attraverso il rigoroso ed ineccepibile lavoro del Leland, che nella Romagna toscana e in aree limitrofe della provincie di Firenze ed Arezzo, la “vecchia religione” era sopravvissuta intatta sino ai giorni nostri, a fianco di quella cristiana, relegata de facto in secondo piano e anche a fianco delle superstizioni notoriamente presenti nella cultura popolare.  … continua a leggere    Magia e stregoneria nella Romagna toscana

Articolo correlato: La Romagna toscana 

Itinerari di oggi su antiche strade romane: via Cassia

Proponiamo sei itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Cassia (la così detta Cassia Vetus) da Roma a Lucca raccontati dal prof. Giovanni Caselli

Intero percorso della via Cassia vetus

La via Cassia Antica: da Roma a Sutri (primo itinerario)

La via Cassia Antica: da Sutri a Bolsena (secondo itinerario)

La via Cassia Antica: da Bolsena ad Arezzo (terzo itinerario)

La via Cassia Antica: da Arezzo a Fiesole (quarto itinerario)

La via Cassia Antica: da Fiesole a Firenze (quinto itinerario)

La via Cassia Antica: da Firenze a Lucca (sesto itinerario)

La Romagna toscana

di Giovanni Caselli

Area geografica della Romagna toscana (clicca sull’immagine per ingrandirla)

Non può esservi dubbio alcuno che la Romagna toscana era tale per motivi economici e non politici. L’area montana e collinare della Romagna, avara e spesso ostile, era abitata, in epoca antica e anche nel medioevo, da pastori che nessun interesse potevano avere per la pianura ravennate gravitando verso la Maremma per il loro sostentamento, anzi per la loro stessa sopravvivenza. Nessuno sa se il confine politico di epoca augustea collimasse col crinale, ma vi sono motivi di dubitarne, per i motivi sopra addotti. La storia ci consegna la Romagna montana come territorio legato alla Toscana ed i Guidi che se ne impadroniscono e traggono la loro ricchezza soprattutto dai movimenti delle greggi e dal controllo delle “Calle” (dal teutonico Kalla = conta o chiamata), i punti di passaggio obbligato dove si contavano le pecore. Il fatto che i Guidi controllassero fino al basso medioevo tutti i passi d’Arno delle transumanze conferma in maniera irrefutabile quanto suggeriscono i fatti e la logica.       … continua a leggere     La Romagna toscana

Articolo correlato: Magia e stregoneria nella Romagna toscana