Visita all’area archeologica dell’antica città etrusca di Kainua, Marzabotto, nell’Etruria padana

Pianta della città

Oggi ci spostiamo ultra-limites, in quell’Etruria padana che, ai tempi, era strettamente collegata a quella tirrenica per le vie commerciali e la rete di scambi intessuti tra i due mari, il Tirreno e l’Adriatico con il porto di Spina, e l’Europa transalpina. Grazie a questi scambi vino olio marmi pregiati vasi attici venivano scambiati con i Greci che approdavano al porto di Spina sul delta del Po dove il Reno, con il suo percorso di allora, si versava; grano e prodotti della terra venivano scambiati dagli etruschi padani che a loro volta acquistavano dai mercanti celti soprattutto lo stagno, fondamentale per ottenere insieme al rame il bronzo che lavoravano in modo egregio, e ambra.

Precisamente siamo a Marzabotto, famosa per una terribile pagina di storia recente, ma anche per la scoperta, più lontana nel tempo, della città di Kainua, la città nuova, fondata sul pianoro di Misano, lungo la valle del Reno, nel V secolo a.C. della quale andiamo a visitare quanto rimane su un’ estensione di circa 17 ettari.    … continua a leggere  Visita all’area archeologica dell’antica Kainua, Marzabotto, nell’Etruria padana

Via Emilia: Piacenza e le sue diramazioni

Tabula Peutingeriana – Tratto della via Emilia da Bononia a Placentia (Clicca sull’immagine per ingrandire)

Placentia, situata sulla destra del Padus, dopo la confluenza col Trebia, passaggio obbligato fra Cispadana e Transpadana, guardiana del principale passo del Padus. Il famoso ‘fegato di Piacenza’, un bronzetto etrusco per la divinazione, assieme ad altri reperti di carattere topografico e monumentale, dicono che la città fu dominata anche dagli Etruschi, quindi fu dei Galli e poi colonia romana. Resisté Annibale contribuendo alla famosa Battaglia del Trebbia nel 218 a.C. Resisté anche ad Asdrubale nel 207 e ad Amilcare nel 200. Il caposaldo romano fu ristrutturato nel 187 a.C. e fu fatta la Via Aemilia che la collegava a Rimini con il più lungo rettifilo d’Italia. Placentia ottenne la cittadinanza romana nel 90 a.C. e poi fu assegnata alle Regio VIII Aemilia. Per la sua posizione chiave nell’ambito del commercio sul Padus, mantenne la sua prosperità anche in periodi di decadenza.  …  continua a leggere  Via Emilia: Piacenza e le sue diramazioni 

Dolci tipici di Carnevale

Ricetta e storia di tre dolci di origine toscana caratteristici del Carnevale

Berlingaccio in una stampa del XVIII secolo, dove si legge: “È questo il dì che gioia al cuor dispensa con urli, strida, balli e lauta mensa”

Un dolce Berlingozzo per il prossimo Berlingaccio

Carnevale: è tempo di Schiacciata alla fiorentina

I cenci dell’Artusi

Da: Dolci tipici toscani, la loro storia e le loro ricette

Rutilio Namaziano “De reditu suo”: da Roma a Luni (terza parte)

Da Roma a Luni, un viaggio nel V secolo d.C. dal De Reditu suo di Rutilio Namaziano

descritto da Giovanni Caselli

Mosaico di epoca romana (Ostia)

Da Salebro, la nuova litoranea del console Emilio Scauro, la via Aurelia Sacuri, traversava il fosso Pecora,-a ricordo dei milioni di pecore che qui venivano portate in inverno dagli Appennini Tosco-Romagnoli durante le transumanze- e giungeva nella piana del torrente Cornia all’estremità ella quale é il promontorio di Populonia, dove si trova l’odierna Piombino in luogo del porticciolo romano di Falesia. La Via Aemilia Scauri tagliava subito verso nord e San Vincenzo, ma al bivio, la stazione di Manliana, era un diverticolo che conduceva alla città etrusca, l’unica fra tutte, situata sul mare. L’ubicazione è tipica di una colonia ellenica: un promontorio e un porto naturale.   …  continua a leggere       Rutilio Namaziano “De reditu suo”: da Roma a Luni (terza parte) 

 

Canale navigabile Pisa-Livorno detto “dei Navicelli”

Le prime notizie del canale dei Navicelli che partendo a valle della città di Pisa giunge a Livorno risalgono alla fine del XVI secolo, all’epoca di Cosimo I de’ Medici, quando Pisa e Livorno erano ormai sotto il dominio di Firenze. Fu allora che venne progettata la costruzione di un canale navigabile che collegasse Livorno a Pisa e poi a Firenze lungo il corso dell’Arno fino al porto del Pignone. L’opera si rese necessaria dal momento che le condizioni del vecchio porto pisano, sempre più interrato, continuavano a peggiorare; ciò impose la scelta di rafforzare il porto di Livorno che nei secoli successivi divenne il più importante scalo marittimo della Toscana. Inoltre i collegamenti via terra erano difficoltosi e poco affidabili, con strade tortuose e spesso impraticabili a causa della zona palustre del Tombolo che da secoli si era formata nel basso territorio fra le due città.   … continua a leggere  Canale navigabile Pisa-Livorno detto “dei Navicelli”

Primo campionato del mondo di ciclismo

150 anni fa …

Mercoledì  2 febbraio 1870 si svolgeva il primo campionato del mondo di ciclissmo su strada su un tracciato di 25 km da Firenze a Pistoia.

Gli organizzatori della prima corsa ciclistica su strada

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Il primo campionato del mondo di ciclismo si svolse fra Firenze e Pistoia

Via Emilia: Modena Reggio Parma

di Giovanni Caselli

Modena: la città ha nome etrusco, forse a ricordo della dominazione di questo popolo dal VI al IV secolo a.C.. Gli etruschi si stabilirono in un territorio abitato da popolazioni probabilmente liguri, il loro dominio durò solo due secoli, fino all’arrivo dei Galli Boi. Nel 183 a.C. Mutina divenne colonia romana e i coloni centuriarono il territorio dando assetto stabile alla strada che doveva diventare la Via Aemilia, iniziata quattro anni dopo. I Ligures Frinates, abitanti dell’alto Appennino, spesso attaccavano le campagne della colonia, alternandosi ai Galli Boi, per cui la giovane città romana non ebbe pace. Le lotte interne si aggiungevano agli assalti dall’esterno. Durante l’Impero vi fu un periodo di prosperità, ma la città soffrì ancora sotto Costantino durante la guerra contro Massenzio, all’inizio del IV secolo. Dopo inondazioni causate dagli affluenti del Secchia e del Panaro, la città fu abbandonata e gli abitanti si spostarono a Cittanova. Rimasero solo dei religiosi a custodire le reliquie del patrono san Geminiano nella piccola basilica.  … continua a leggere    Via Emilia: Modena Reggio Parma

Via Popilia: Rimini-Hatria

via Popilia

di Giovanni Caselli

Separandosi dalla Via Aemilia, poco oltre Ariminum, la Via Popilia costeggiava l’Adriatico seguendo lo stesso corso dell’attuale SS16. Oltre il Rubicone transitava sul ‘tombolo’ della laguna di Ravenna, fino a Classis e Ravenna. Ravenna era situata su una striscia di sabbia che separava la sua laguna che dall’altezza di Cesena giungeva fino alle Valli di Comacchio. Ravenna era, secondo la tradizione, una città degli Umbri, sorta su isole lagunari al margine meridionale dell’antico delta del Padus. La città iniziò la sua crescita in un modo forse analogo a quello della più giovane Venezia: i popoli della zona, Etruschi e Umbri dei centri rurali dell’attuale Romagna, devono aver cercato rifugio nelle capanne degli isolotti lagunari, fra i fitti canneti durante l’invasione gallica. … continua a leggere  Via Popilia: Rimini-Hatria

La ‘Gallia Cispadana’ di Strabone

Ovvero la descrizione fra realtà e leggenda del territorio della Gallia Cispadana in gran parte corrispondente all’odierna Emilia Romagna a sud del fiume Po.

Strabone fu un geografo e storico greco vissuto nel I° secolo a.C. autore della Geografia, monumentale opera descrittiva delle regioni europee e mediterranee.

Le popolazioni cispadane occupano tutta la regione circondata dagli Appennini e verso le Alpi fino a Genova e Sabata (Vada Sabatia).

La maggior parte di questo territorio era occupata dai Boii, dai Liguri, dai Senones e dai Gaezatae, ma da quando i Boii sono stati cacciati, e da quando i Senones e i Gaezatae sono stati eliminati, vi sono rimaste solo tribù liguri e colonie romane. I Romani, tuttavia, si sono mischiati con gli Ombrici e, in alcuni luoghi, coi Tirreni, siccome ambedue queste tribù, prima dell’espansione romana, erano in competizione fra loro per la supremazia e, siccome li divideva soltanto il corso del Tevere, potevano facilmente traversarlo e attaccarsi l’un l’altro. … continua a leggere  La ‘Gallia Cispadana’ di Strabone