di Salvina Pizzuoli

Siamo saliti lungo la SS n.66 che da Pistoia conduce alla Lima e da lì prosegue verso Abetone. A Piastre seguiamo la diramazione verso Piteglio. Giunti nei pressi, non scendiamo verso il paese ma proseguiamo superando Migliorini: dopo circa 2 km, in prossimità di una curva ampia, prendiamo la strada per Lolle e, tenendo a destra, scendiamo per una carrozzabile, asfaltata ma stretta, fino al cartello che indica l’agriturismo Le Dogane e il “Ponte di Castruccio”. Sono circa tre chilometri che vanno percorsi fino alla fine della strada e fino al cartello menzionato.

Si scende a piedi fino al fiume dove l’ambiente naturale, un ampio mantello verde che si stende fitto e intenso lungo i versanti, e le architetture che lo arricchiscono in una sinergia di suggestioni, meritano il viaggio: il ponte medievale e l’area attrezzata dell’agriturismo nei locali delle vecchie dogane, le acque limpide e gorgoglianti del fiume Lima da cui prende il nome la valle omonima, il Mulino di Domenico o di Campanelle e, volendo, la mulattiera per Popiglio.

Ma cominciamo dal ponte.

Detto di Campanelle o di Castruccio, lega il suo nome al condottiero e signore di Lucca che lo aveva fatto ricostruire intorno al XIV secolo. Collegava, e collega ancora oggi, il paese di Popiglio a Piteglio con un grande arco a tutto sesto e una sola campata, alta circa 10 metri sull’alveo del fiume, che univa le due sponde della Lima, confine naturale tra i territori, teatro di aspre contese, della Repubblica di Lucca e quelli di Pistoia. Nella seconda metà del Settecento il Granduca Pietro Leopoldo fece costruire sulla riva sinistra gli edifici adibiti a dogana, nell’ambito del suo progetto di riforma del sistema doganale in Toscana.

Alla voce Ponte a Popiglio del Dizionario dello storico ottocentesco Repetti si legge:

“Posto doganale di frontiera situato sulla testata sinistra della Lima all’ingresso del Ponte di Popiglio […]. è situato lungo la strada comunitativa tracciata sulla ripa sinistra della Lima, la quale entra nel territorio Lucchese sotto Lucchio”.(E. Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, Firenze 1833-1845).

Sulla riva opposta, il mulino di Domenico o delle Campanelle.

Alimentato dal torrente Torbida, fu costruito tra il 1787 e il 1822 ed è stato uno degli ultimi a rimanere in funzione sulla montagna pistoiese, fino agli anni ’56/58 del Novecento. Era adibito prevalentemente alla macinazione di cereali e di castagne secche.

Nella sede delle antiche dogane sorge oggi l’agriturismo che da esse prende il nome. Un’area attrezzata per accogliere gli ospiti in ampi spazi aperti presso il bel fiume per godere della lussureggiante ambientazione naturale in una dimensione temporale diversa, quasi dentro un salto nel tempo.

Articoli correlati:

Le torri di Popiglio nella Montagna Pistoiese

Ponte a Popiglio nella bella Montagna Pistoiese

Vico Pancellorum: la pieve di San Paolo

Gavinana, nella Montagna Pistoiese