una valle antica tra geologia storia e identità

La Garfagnana è una storica subregione della Toscana nord-occidentale, corrispondente all’alta valle del fiume Serchio, racchiusa tra le Alpi Apuane e l’Appennino tosco-emiliano. Si presenta come un’ampia valle di origine lacustre: in età pliocenica due grandi laghi occupavano il territorio oltre la stretta gola di Calavorno, separati da una soglia di arenaria presso l’attuale Castelnuovo di Garfagnana, poi progressivamente erosa dalle acque nel corso dei millenni. Il comprensorio misura circa 620 km²; escludendo il Barghigiano, oggi considerato entità storico-geografica autonoma, la Garfagnana propriamente detta si estende per 554 km², in gran parte montuosi. L’economia tradizionale è agricolo-forestale, con modeste attività artigiane, mentre il turismo è divenuto negli ultimi decenni una risorsa crescente grazie alla quiete ambientale e alla bellezza del paesaggio. Il territorio comprende 17 comuni.

La più antica definizione documentaria dei confini della Garfagnana si trova nella cosiddetta “Bolla d’Oro” emanata dall’imperatore Carlo IV nel 1376, giunta però in copia posteriore. In essa sono elencate le comunità fedeli all’Impero, suddivise in “castra” e “communia”. I confini medievali erano molto più ampi degli attuali: a sud includevano Borgo a Mozzano; a sud-ovest Pescaglia; a est comprendevano Anchiano, Barga, Coreglia e Tereglio; a nord arrivavano fino al Passo di Pradarena.
Dal punto di vista archeologico, la Garfagnana non risulta stabilmente abitata prima della media età neolitica, circa 7000 anni fa. I reperti più antichi sono sporadici, mentre aumentano nel periodo eneolitico (2500–1800 a.C.), quando la popolazione diventa stanziale e pratica pastorizia e agricoltura. Le piccole punte di freccia in selce, rinvenute frequentemente, furono a lungo considerate dai contadini “pietre del fulmine”, conservate come amuleti fino al Novecento. Prive di fondamento sono invece le fantasiose teorie sugli “arcieri pirenaici” e sui “giganti autoctoni”.
All’inizio del I millennio a.C. giunsero i Liguri Apuani dalla pianura padana, introducendo la lavorazione del ferro e il rito della cremazione. Una loro tribù, stanziata in alta Val di Magra, diffuse il culto iconografico dei defunti illustri, lasciando testimonianze nella cosiddetta civiltà delle statue-stele, presenti anche nei pressi di Minucciano. La loro vita fu relativamente tranquilla fino alla seconda guerra punica (218 a.C.), che favorì l’espansionismo romano verso l’Appennino.
La romanizzazione fu intensa. Nel II secolo a.C. i Romani tracciarono lungo la valle del Serchio la Via Claudia, detta convenzionalmente Clodia Nova (o Clodia secunda), fondamentale per il collegamento con Emilia e Liguria e per l’insediamento agricolo e demografico. Numerosi toponimi prediali di origine latina testimoniano questa penetrazione. Anche il nome “Garfagnana” è stato variamente interpretato: in passato si è cercato un’origine romana, ma in età longobarda compare con maggiore chiarezza nel termine “massa carfaniana”, vasto complesso fondiario e agricolo-pastorale con centro a Sala (oggi Piazza al Serchio).
Tra VIII e IX secolo, alla fine della dominazione longobarda e in età carolingia, la “massa carfaniana” costituì un enorme possedimento probabilmente legato ai duchi di Lucca. Parte dei beni fu donata a enti ecclesiastici, come il monastero di San Pietro di Lucca, e parte infeudata a nobili locali. Si svilupparono così grandi famiglie feudali: i Malaspina, i Nobili di Bacciano e Dalli, i Domini di Soraggio e Sillano, i Cunimondinghi di Collemandina.

Nel Medioevo la Garfagnana fu frammentata tra molte consorterie feudali. I principali feudatari furono i Suffredinghi, i Rolandinghi, i Gherardinghi, i Porcaresi e i Cattani, accanto ai grandi possessi ecclesiastici dei vescovi di Lucca e di Luni. La promulgazione della “Constitutio de feudis” di Corrado II nel 1037, che rese ereditari anche i feudi minori, accelerò la frammentazione del territorio. Parallelamente si consolidò il sistema feudale con vassalli, valvassori e valvassini.
Nell’XI e XII secolo i feudatari della Garfagnana, insieme a quelli di Versilia e Lunigiana, entrarono in conflitto con il vescovo di Lucca. Quest’ultimo reagì rafforzando militarmente il Comune di Lucca, in piena espansione economica e commerciale. In questo contesto si colloca la celebre donazione di Matilde di Canossa alla Chiesa, che fornì una base giuridica alle pretese pontificie sul territorio. Nel 1228 i feudatari giurarono fedeltà a Gregorio IX nella pieve di Pugnano, ma nel 1248 stipularono nuovi accordi con Lucca, rafforzati dalla concessione imperiale di Federico II.

Nel Trecento la Garfagnana fu organizzata da Lucca in quattro vicarie: Castiglione, Camporgiano, Barga e Coreglia. Seguì un breve periodo di pace, interrotto dalla morte di Castruccio Castracani nel 1328 e dalle lotte interne lucchesi. Nel Quattrocento molte terre si sottomisero spontaneamente agli Estensi. Dopo oltre un secolo di conflitti, nel 1513 l’arbitrato di Leone X divise definitivamente il territorio: parte agli Estensi, mentre Barga rimase a Firenze. Sotto gli Estensi si ebbe un modesto sviluppo amministrativo e demografico. Celebre è il periodo in cui Ludovico Ariosto fu Commissario generale della Garfagnana dal 1522 al 1525.
Dal punto di vista demografico, i primi dati attendibili risalgono al XIV secolo. Nel 1383 la distribuzione del sale registra circa 9.700 abitanti censiti, ma la popolazione reale doveva aggirarsi sui 15–20.000. Nel XVIII secolo raggiunse i 30.000 abitanti; nel 1832 erano 40.163, distribuiti in cinque vicarie e 98 parrocchie. Oggi la popolazione è intorno ai 40.000 abitanti (il dato si riferisce ai primi anni Settanta): una crescita minima rispetto all’Ottocento, molto inferiore a quella dell’intera popolazione italiana.
La storia della Garfagnana è dunque quella di una valle montana geologicamente antica, abitata fin dalla preistoria, romanizzata precocemente, organizzata nel Medioevo in un complesso mosaico feudale e a lungo contesa tra Impero, Papato, Lucca, Firenze ed Estensi. La sua identità odierna nasce da questa stratificazione di geografia, storia, istituzioni e tradizioni, che ancora oggi ne fanno una delle aree più peculiari della Toscana.
Mario Lopes Pegna, Castelli, Rocche e Terre murate della Garfagnana, Lucca 1976
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